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La funzione ben precisa di JD Vance

Luglio 28, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Il Vicepresidente? Quali poteri ha, effettivamente? Presiede il Senato e in quel consesso ha diritto di voto in caso di parità. Mica male affatto. Succede naturalmente (è accaduto addirittura nove volte) al Capo dello Stato in caso di decesso o dimissioni dello stesso. Quanto al resto, la verità è che opera come decide e delega, se vuole, il Presidente.
Abbiamo avuto Vice praticamente estranei alla amministrazione, magari spediti per quattro anni in giri di rappresentanza per l’universo mondo ed altri partecipi al punto di sedere regolarmente intervenendo nelle riunioni del gabinetto.
È capitato che un ticket si formasse a mezzo di patti chiari soprattutto se il ruolo vicario era attribuito ad un politico dotato di peso proprio specifico perché portatore in dote dei voti elettorali di uno Stato particolarmente conteso e con buone probabilità decisivo
E abbiamo avuto Vice praticamente scomparsi una volta terminato il mandato, Vice dei quali solo qualche storico ricorda e a fatica nome e cognome.
Tutto ciò detto e considerato il fatto che il nominativo del compagno di cordata di Kamala Harris è oggi ignoto, accendiamo i riflettori su J.D. Vance, il Vice in pectore scelto da Donald Trump la cui candidatura è stata decisa a Milwaukee, Wisconsin, a luglio, dalla Convention del Grand Old Party che ha incoronato per la terza volta consecutiva (in generale un record dal dopo Franklin Delano Roosevelt che arrivò a quattro) il tycoon.
Orbene, il giovane Senatore dell’Ohio praticamente appena eletto (nel 2022 e pertanto in carica solo dal 3 gennaio 2023), per come è noto attraverso la sua notevole opera letteraria (in Italia intitolata ‘Elegia Americana’) e per la dura, efficace e impietosa, rappresentazione cinematografica che ne ha dato Ron Howard, possiede tutte le caratteristiche familiari personali e di gruppo sociale necessarie per guidare il partito repubblicano (e quindi Trump) alla conquista dei voti dei delegati ai quali hanno diritto gli Stati che – alternativi a New York come alla California, differentemente da questi ‘Flyover’ e cioè sorvolati dai più quasi non esistessero – nelle ultime elezioni presidenziali, esprimendosi di volta in volta per l’uno o per l’altro campo, hanno deciso il nome dell’inquilino di White House.
L’Ohio medesimo, la Pennsylvania, il Michigan, il Wisconsin che formano la ‘Rust Belt’, la cintura della ruggine in cotal modo chiamata perché a seguito della gravissima crisi economica del 2008 le fabbriche locali hanno chiuso e al loro interno le macchine da lavoro inutilizzate si sono appunto arrugginite.
Ha quindi Vance (sottoposto ad ogni tipo di indagine ed attacco dai democratici ai quali risponde in una delle peggiori, più volgari e rozze campagne di sempre, colpo su colpo) nella temperie da portare a termine una missione ben determinata e precisa e per quanto ovviamente a ciò aspiri non può proporsi a mio modo di vedere come un possibile se non probabile successore di quello che è stato il quarantacinquesimo Presidente e fortemente desidera essere anche il quarantasettesimo.
In particolare, non appare se non in un mondo politico ulteriormente degradato l’esponente di un repubblicanesimo (della nostalgia?) già fortemente ferito dal maverick Donald Trump.
Come perfettamente so, nulla di maggiormente aleatorio e pericoloso che profetizzare ma d’altra parte solo chi ha il coraggio di fare previsioni può sbagliarle!

28 luglio 2024

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