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Il dibattito del 10 settembre a Philadelphia

Settembre 11, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

È il 2024 un anno davvero particolare negli Stati Uniti con riferimento ai dibattiti televisivi tra i candidati alla Presidenza. Il primo, tenutosi ad Atlanta il 27 giugno, si è distinto perché mai in precedenza i partecipanti si erano scontrati in anticipo rispetto alle Convention (in programma tra luglio e agosto), senza pertanto avere ufficialmente la Nomination in tasca.
Il secondo, il 10 settembre a Philadelphia, in quanto, da un punto di vista storico incredibilmente, i protagonisti sono stati parzialmente diversi.
In luogo del designato dal partito democratico attraverso Caucus e Primarie Joe Biden, Presidente uscente dichiaratosi il 21 luglio fuori corsa, il repubblicano ex Capo dello Stato Donald Trump, assetato di rivincita dopo la mai accettata sconfitta del 2020, ha affrontato la paracadutata e decisamente miracolata Vicepresidente in carica Kamala Harris.
La cronaca ci informa accuratamente in relazione. I due si sono stretti la mano.
La signora indossava un abito scuro e il tycoon sventolava la solita cravatta rossa.
Se ne sono poi – anche, per mano di Trump, molto folkloristicamente – dette di ogni genere e specie a proposito degli argomenti attesi (nessuna novità particolare e questo delude).
Dell’economia, la cui crisi sarebbe responsabilità di Trump per Harris e di Biden/Harris per il repubblicano.
Della immigrazione incontrollata (con le relative conseguenze) che è per non pochi elettori una notevole palla al piede dei democratici.
Dell’aborto, visto che Trump è arrivato a dire che Harris – la quale ha ovviamente negato – vuole consentirlo fino al nono mese.
Delle guerre in Ucraina e a Gaza con il repubblicano che ha nuovamente sostenuto che lui a White House non sarebbero scoppiate e che comunque sa cosa fare perché cessino.
Con la candidata dell’Asinello che ha affondato i colpi ricordando i fatti del 6 gennaio 2021 e i trascorsi giudiziari del rivale.
Dando però così modo a quest’ultimo di gridare alla persecuzione tramata dalla amministrazione Biden nei suoi confronti.
Eccetera, eccetera, eccetera.
Concludendo, la Vicepresidente ha invitato i suoi ad unirsi in vista di un futuro migliore mentre l’ex Presidente ha sostenuto che Harris al governo vorrebbe dire terza guerra mondiale con annessi e connessi.
Nessuno dei due, insomma, senza comunque brillare, ha gravemente vacillato (anche se alla fine sembra che Harris, non contenta del proprio exploit, abbia accennato alla possibilità di un secondo incontro subito negato dal rivale).
Nessuno dei due si è inoltre ricordato – ed è incredibile – che si era alla vigilia dell’anniversario degli attentati del 2001 alle Twin Towers!
Detto che i commenti subito stra favorevoli a Kamala Harris ad opera dei media notoriamente schierati (New York Times e Washington Post in prima linea) e gli apprezzamenti di artisti le cui simpatie democratiche sono conosciute lasciano naturalmente il tempo che trovano, quello che importa è sapere come hanno reagito gli elettori considerato che, alla fine, per quanto giornali, tv e social nell’ambito sguazzino, è a loro che i candidati si rivolgono.
A tal proposito, per dare un’idea e riaffermare che ci si rivolge ai non allineati, in quasi tutte le occasioni trascorse ben più del novanta per cento degli aventi diritto al voto schierati dall’una o dall’altra parte non hanno cambiato affatto opinione!

11 settembre 2024

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