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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

No alle Primarie GOP in South Carolina

Dicembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il giudice incaricato di esaminare il ricorso presentato contro la decisione presa dal Partito Repubblicano del South Carolina di cancellare le Primarie statali nel prossimo anno ha divisato di non poter modificare il deliberato della assemblea GOP.
“Non può la Corte sostituirsi alle decisioni prese democraticamente dalla maggioranza di un partito” ha argomentato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-12 18:13:352019-12-12 18:13:35No alle Primarie GOP in South Carolina

Le Costituzioni statali

Dicembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ovviamente, ciascuno dei cinquanta Stati aderenti all’Unione ha una propria Costituzione.
Il primo ad operare e statuire in questo senso (va qui ricordato che la stesura della Carta costituzionale USA ha luogo a Philadelphia nel 1787) fu la Virginia già nel luglio del 1776.
Molto precoce anche il New York la cui Carta fondamentale è datata 1777.
Peraltro – parecchie essendo nel tempo le modifiche e le riscritture delle due Costituzioni statali citate – il testo del Massachusetts del 1780 resta quello più antico tuttora in uso.
Naturale che questi primati appartengano a Stati fondatori e non a territori entrati a far parte dell’Unione con il trascorrere di decenni, cinquantenni e secoli.
Ciò detto, è interessante altresì sapere che la più lunga tra tutte è la Carta dell’Alabama (che è anche la maggiormente emendata).
Che la più recente – ratificata nel 1986 – appartiene al Rhode Island.
Che la più volte riscritta (nove, l’ultima nel 1983) è della Georgia.
Tutte regolano il governo locale, il legislativo e il giudiziario di competenza.
Tutte tranne quella del Nebraska (monocamera) prevedono il sistema bicamerale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-12 18:12:152019-12-12 18:12:15Le Costituzioni statali

Diciassette le defezioni sopportabili

Dicembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si va ipotizzando che nella imminente votazione che dovrebbe portare la Camera a decidere la messa in stato d’accusa del Presidente alcuni Rappresentanti democratici possano esprimersi contro per ragioni afferenti in particolare la loro rieleggibilità.
Si tratterebbe di Rappresentanti i cui collegi si collocano in zone nelle quali il peso dell’elettorato repubblicano è notevole e può essere determinante quanto al loro futuro.
Voci.
Guardando al numero dei gruppi camerali il possibile (decisamente poco probabile) punto di rottura si avrebbe se diciassette membri democratici dell’Assemblea votassero contro (nell’ipotesi ovviamente di un voto assolutamente compatto dei repubblicani).
Fantasie?
Quasi certamente.
Ma, quasi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-12 08:32:352019-12-12 08:32:35Diciassette le defezioni sopportabili

‘Split-ticket voting’

Dicembre 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Infiniti i casi negli Stati Uniti (anche altrove, ovviamente) nei quali si vota contemporaneamente per differenti e più cariche.
Il giorno nel quale si eleggono i Grandi Elettori, per dire, è dedicato altresì alla scelta di un terzo dei Senatori e di tutti i Rappresentanti.
La maggior parte dei convenuti alle urne, nel caso, votano candidati per le differenti cariche appartenenti allo stesso partito.
Lo ‘Split-ticket voting’ invece è quel particolare comportamento che porta alcune persone a scegliere concorrenti di diversi e a volte opposti movimenti politici.
Nel 2004, per esempio, nel Montana, i cittadini elessero, sia pure a stretta maggioranza, un Governatore democratico mentre lo Stato votava a valanga per il Capo dello Stato George Walker Bush in cerca di rielezione.
Volendo, può essere considerata simile allo ‘Split-ticket’ un’altra particolare situazione.
Esistono Stati legati assolutamente ad un partito quando si vota per la Presidenza e nel contempo capaci di votare un Governatore di parte avversa.
Si guardi in proposito al Massachusetts.
Costantemente democratico a livello di voto per White House dal 1988, ha eletto Governatore un GOP in molte recenti circostanze: nel 1990, 1994, 1998, 2002, 2014 e 2018!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-12 08:31:302019-12-12 08:31:30‘Split-ticket voting’

Sette i qualificati dem al sesto dibattito

Dicembre 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Andrew Yang è al momento l’ultimo (e il settimo) candidato alla nomination democratica qualificato ufficialmente per il dibattito in programma il 19 dicembre.
È riuscito a rispettare tutti i rigidi ‘criteria’ fissati per l’occasione dal Democratic Electoral Committee.
Si aggiunge a
Joe Biden
Pete Buttigieg
Amy Klobuchar
Bernie Sanders
Tom Steyer
Elezabeth Warren
Come si può constatare Michael Bloomberg non è della partita mentre solo due sono le donne rimaste in gara.
(In verità, si può assolutamente essere in corsa anche non partecipando, ma insomma).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-11 19:51:542019-12-11 19:51:54Sette i qualificati dem al sesto dibattito

Previsioni quanto al 3/11/19

Dicembre 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cinquecentotrentotto i Grandi Elettori.
Duecentosettanta la maggioranza richiesta.
Duecentocinque quelli – guardando alla storia e al momento – certi per il candidato repubblicano.
Duecentotrentadue quelli solidamente democratici.
In totale, quattrocentotrentasette.
Decideranno quindi i centouno Grandi Elettori non sicuramente attribuibili.
Sono quelli che verranno eletti in Arizona, Florida, Michigan, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin.
Queste al momento le più serie previsioni.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-11 19:49:312019-12-11 19:49:31Previsioni quanto al 3/11/19

Biden “di transizione”?

Dicembre 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si dice, si sussurra…
Insomma, pare che Joe Biden – che se eletto entrerebbe alla Casa Bianca a settantotto anni e due mesi – stia pensando seriamente alla opportunità di dichiarare che comunque non correrebbe nel 2024 evitando di essere il primo Presidente in corsa ultra ottantenne.
Nel caso, si proporrebbe l’ex Vice di Obama sostanzialmente come il candidato oggi in grado (dicono alcuni sondaggi) di defenestrare Trump e nel contempo “di transizione” lasciando dipoi ad altri più giovani il potere esecutivo USA.
Vedremo se e quando si pronuncerà in merito.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-11 19:47:482019-12-11 19:47:48Biden “di transizione”?

Quanto alla nascita del Partito Democratico

Dicembre 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La Guerra del 1812 (Americani e Inglesi non ebbero a che fare tra loro armi in pugno solo nel conflitto che portò le tredici ex Colonie al l’indipendenza ma anche e appunto nella indicata guerra che prende nome dall’anno in cui ebbe inizio) si concluse formalmente la sera del 24 dicembre del 1814, allorquando, a Gand (fiammingo: Gent), in Belgio, le due delegazioni all’uopo colà convenute firmarono un difficile e tormentato Trattato di pace.
1814 – abbiamo detto – quando le comunicazioni erano quelle che erano.
Ragione per la quale la notizia della predetta firma ai primi del gennaio 1815 non era ancora pervenuta in America.
Fu così che in quel di New Orleans, in una battaglia vittoriosa che non avrebbe dovuto avere luogo, gli yankees sconfissero duramente i sudditi di Sua Maestà britannica.
Era l’8 gennaio e le nella circostanza vincenti truppe erano comandate dal Generale Andrew Jackson.
Divenne pertanto l’or ora citato militare famoso.
Non si fosse svolta la invero inutile battaglia di New Orleans (certo, il Generale si illustrò anche dopo ma quello fu il momento decisivo) sarebbe arrivato Jackson a candidarsi alla Casa Bianca nel 1824?
Avrebbe prevalso nelle urne sia in termini di voti popolari che per quanto riguarda i Grandi Elettori sia pure senza raggiungere la maggioranza assoluta e venendo dipoi inaspettatamente (amaramente e se ne dolse) sconfitto alla Camera da John Quincy Adams come accadde (l’unica volta nella quale fu necessario ricorrere per la scelta del Presidente all’ultima ratio prevista)?
E ancora, sarebbe quindi diventato quattro anni dopo sostanzialmente il primo esponente di un allora nascente Partito Democratico a conquistare lo scranno presidenziale?
Dissoltosi difatti a seguito della conclusione del citato e contrastatissimo confronto del 1824 il fino ad allora dominante Partito Democratico Repubblicano al quale sia Jackson che Quincy Adams appartenevano, fu il movimento che insieme e alternandosi al Repubblicano (fondato successivamente nel 1854) ancora oggi governa a nascere.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-11 11:37:122019-12-11 11:37:12Quanto alla nascita del Partito Democratico

Primo voto camerale contro Trump

Dicembre 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Accuse di abuso di potere e di ostruzionismo nei confronti del Congresso.
Questi i due capi d’accusa individuati dalla Commissione che si occupa della fase preparatoria e investigativa dei capi di imputazione del Presidente Trump a proposito del cosiddetto Ucrainagate.
Sarà fra pochi giorni l’intera Camera chiamata a votare in proposito.
Certo il rinvio a giudizio del tycoon davanti al Senato visto che la maggioranza nel consesso minore è democratica.
Praticamente certa anche la successiva assoluzione al Senato dato che occorrerebbero i due terzi dei voti dei laticlavi per destituirlo mentre i repubblicani sono cinquantatre su cento.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-11 11:34:512019-12-11 11:34:51Primo voto camerale contro Trump

Il voto degli Stati dal 1900 al 2016

Dicembre 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dal 1900 al 2016 compresi, corrono trenta Presidenziali.
Tra tutti gli Stati USA, il South Carolina è quello che nel periodo ha votato più volte repubblicano: addirittura ventisei.
Le occasioni nelle quali ha ‘tradito’, tra virgolette, il GOP concernono il 1932 e il 1936 (le prime due candidature di Franklin Delano Roosevelt), il 1964 (di Lyndon Johnson) e il 1912 (allorquando si schierò con il Teddy Roosevelt fuoriuscito dal GOP).
Indiana, Kansas e North Dakota si sono espressi per i repubblicani venticinque volte.
Il Distretto di Columbia a parte (dal 1964, prima occasione nella quale fu chiamato alle urne, ha sempre optato per i democratici), lo Stato che nel periodo (peraltro, è entrato nell’Unione solo da 1959 e partecipa alle Presidenziali dal 1960) ha in meno occasioni (due, nel 1972 della conferma di Nixon e nel 1984 della conferma di Reagan) scelto il Grand Old Party è Hawaii.
Quanto alla parte democratica, venti nel periodo i voti a favore in Arkansas, Maryland, Massachusetts e Rhode Island.
L’Alaska (entrata anch’essa a far parte degli States nel 1959 e votante dal 1960) ha scelto un Asinello solo nel 1964 (Lyndon Johnson).
Anche da questi dati si evince come i Presidenti in grado di stravincere catturando anche i Grandi Elettori di Stati normalmente contrari al partito che li presentava sono risultati Richard Nixon nel 1972, Ronald Reagan nel 1984, Lyndon Johnson nel 1964.
Il Franklin Delano Roosevelt propone un discorso diverso dato che nelle due campagne citate ebbe a lucrare elettoralmente parlando dalla crisi del 1929 e dalla conseguente depressione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-11 11:33:472019-12-11 11:33:47Il voto degli Stati dal 1900 al 2016
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