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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

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Novembre 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Complessivamente e dalla tornata elettorale del 1964 compresa (per la prima volta nella circostanza votava per le cosiddette Presidenziali anche il Distretto di Columbia), il numero totale dei Grandi Elettori – e cioè delle persone che, riunite nel Collegio Elettorale, effettivamente nominano il Presidente degli Stati Uniti – è pari a cinquecentotrentotto.
Eletti Stato per Stato (in una consistenza pari alla somma dei Senatori e dei Rappresentanti ai quali ogni territorio statale, oltre il citato District, ha diritto) “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile” (nel 2020, pertanto, il 3) votano per il Capo dello Stato USA “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del mese di dicembre successivo” (nel 2020, quindi, il 14).
Ovviamente, la maggioranza assoluta degli stessi – che consente l’elezione – è pari a duecentosettanta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-24 10:44:162019-11-24 10:44:16538

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Novembre 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il 3 novembre 2020 si voterà per le cosiddette Presidenziali USA – e in verità per i Grandi Elettori che successivamente eleggeranno il Capo dello Stato – per la cinquantanovesima volta.
Tra il 1788/89 (la prima elezione) e il 1844 compreso, in totali quindici occasioni, i seggi restarono aperti per un mese o poco più.
Dal 1848 – pertanto il 3 novembre 2020 si tratterà della quarantaquattresima circostanza – si vota in un solo giorno.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-24 10:43:122019-11-24 10:43:1259

Nancy Pelosi a White House?

Novembre 23, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La Costituzione, la specifica Legge del 1947 e l’Emendamento del 1967 in merito regolano la successione a White House.
Sulla base di tali disposizioni, se Donald Trump dovesse essere destituito al termine della procedura di Impeachment, gli succederebbe il Vice Mike Pence.
Con il che, il carica vicaria resterebbe vuota.
La regola del 1967 (applicata in occasione della successione di Gerald Ford al dimissionario Spiro Agnew) prevede che il Presidente scelga il nuovo Vice e lo proponga al Congresso per la ratifica.
Ora (faccia Pence tutti i dovuti scongiuri), se nel mentre, per dimissioni, incapacità o decesso, il medesimo Pence dovesse lasciare la Presidenza, al suo posto (non essendoci un Vice) si siederebbe la Speaker della Camera Nancy Pelosi!
Non pochi costituzionalisti, guardando a questa ipotesi finora ‘di scuola’, hanno dubitato.
E in effetti, nello scenario sopra ipotizzato, sullo scranno presidenziale si collocherebbe una esponente del partito che le Presidenziali in conseguenza delle quali Trump governa le ha perse!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-23 16:41:482019-11-23 16:41:48Nancy Pelosi a White House?

E dopo l’Impeachment?

Novembre 23, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dovesse davvero la Camera votare a maggioranza per il rinvio a giudizio di Trump – per dare effettivamente il via alla procedura di Impeachment – come infinite volte ricordato, la decisione finale spetterebbe, secondo il disposto costituzionale, al Senato.
Laddove, va ripetuto, la destituzione deve essere votata dai due terzi dei suoi membri.
Essendo colà i repubblicani cinquantatre su cento, addirittura venti tra loro dovrebbero votare contro un Presidente pur sempre GOP.
È questo uno scenario del tutto improponibile nei fatti.
Molte, così stando indubbiamente le cose, le domande conseguenti.
Prima fra tutte – che prescinde dal contingente e dalle necessità politiche dei democratici al momento – quella relativa all’impoverimento dell’istituto Impeachment stesso.
Ha, nel tempo, tale procedura più volte fallito (in due occasioni proprio in sede senatoriale).
Fallisse ancora, conserverebbe una significanza, una rilevanza non invece minata alla base dai ripetuti insuccessi?
Ciò detto (ai democratici, adesso, in campagna elettorale, tutto questo interessa poco o nulla, ritengo Nancy Pelosi esclusa), sono gli Asinelli certi che il loro agitare destituzioni sia positivamente accolto dall’elettorato?
E cosa succederebbe se Trump, assolto dalla Camera Alta, fosse poi rieletto?
Quale mai possibile opposizione potrebbero – sconfitti su tutta la linea – organizzare nel secondo mandato del tycoon?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-23 16:39:522019-11-23 16:39:52E dopo l’Impeachment?

Dove fanno campagna

Novembre 22, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Michael Bennett sarà nel New Hampshire.
Joe Biden nell’Iowa.
Cory Booker nel New Hampshire.
Steve Bullock nel Montana.
Julian Castro nell’Iowa.
Tulsi Gabbard nel New Hampshire.
Kamala Harris nel South Carolina.
Amy Klobuchar nel New Hampshire.
Bernie Sanders nel New Hampshire.
Tom Steyer in Alabama.
Elizabeth Warren nel New Hampshire.
Marianne Williamson nell’Arkansas.
Andrew Yang in South Carolina.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-22 18:41:112019-11-22 18:41:11Dove fanno campagna

Bloomberg iscritto alla FEC

Novembre 22, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Era necessario farlo.
È comunque significativo che lo abbia fatto.
Non comporta necessariamente che corra per la Nomination ma fornisce una indicazione in tale senso.
Parliamo di Michael Bloomberg che dopo essersi candidato alle Primarie democratiche di Alabama, Arkansas e Texas (Stati che si esprimeranno il 3 marzo nel cosiddetto Supermartedi’), nei tempi prescritti, ha depositato i documenti necessari per essere iscritto alla Federal Election Commission.
Il suo staff ha tenuto a precisare che questo non implica necessariamente la sua partecipazione che comunque dal punto di vista economico è già estremamente significativa considerati i quattrini stanziati per contrastare Trump e per incentivare i cittadini ad iscriversi alle Liste Elettorali.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-22 18:40:072019-11-22 18:40:07Bloomberg iscritto alla FEC

Glossario essenziale

Novembre 22, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Glossario essenziale con riferimento alle elezioni presidenziali essendo alcuni dei termini sotto elencati anche altrimenti in uso.

Asino: simbolo del partito democratico per questo spesso definito dell’Asino o dell’Asinello.
Vengono altresì chiamati Asini o Asinelli anche gli esponenti e gli elettori del partito.

‘Blue State’: Stato che vota abitualmente democratico
(sulla carta geografica che rappresenta gli Stati nel giorno elettorale quelli aggiudicati ai democratici sono colorati appunto di blu)

‘Caucus’: assemblea a livello statale di un partito convocata al fine di scegliere i delegati – collegati ad uno dei candidati alla ‘Nomination’ – dello stesso alla ‘Convention’

‘Collegio Elettorale’: comprende formalmente tutti i ‘Grandi Elettori’ ai quali spetta la nomina del Presidente USA.
Si riunisce e vota per delegazione statale nella capitale di ogni membro dell’Unione il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del mese di dicembre seguente la votazione cosiddetta presidenziale novembrina

‘Convention’: il Congresso del partito nel quale vengono ufficializzate le candidature

Elefante: simbolo del partito repubblicano per questo definito dell’Elefante o dell’Elefantino.
Vengono altresì chiamati Elefanti o Elefantini gli esponenti e gli elettori del partito

‘Grand Old Party’: altro appellativo del partito repubblicano.
L’acronimo GOP viene in alternativa usato per indicare il movimento politico, i suoi esponenti e i suoi elettori

‘Grandi Elettori’: coloro che nominati “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile” (allorquando si afferma venga scelto dal popolo il Capo dello Stato, cosa che non corrisponde al vero essendo l’elezione dell’inquilino di White House di secondo grado e non diretta ad opera dei cittadini) in effetti eleggono il Presidente degli Stati Uniti “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo mese di dicembre”.
Sono attualmente e dal 1964 cinquecentotrentotto – pari al numero dei Senatori (cento, due per ogni Stato) e dei Rappresentanti (quattrocentotrentacinque, distribuiti in proporzione al numero degli abitanti quale risulta dal decennale Censimento) ai quali hanno in totale diritto i cinquanta Stati dell’Unione con in aggiunta tre delegati del Distretto di Columbia – eletti nella indicata circostanza Stato per Stato.
La maggioranza assoluta da raggiungere da parte dei candidati è pertanto pari a duecentosettanta.

‘Exit poll’: sondaggio all’uscita dai seggi compiuto chiedendo agli elettori di ripetere il voto effettivamente dato

‘Liste elettorali’: il diritto di voto è collegato al raggiungimento della maggiore età (diciotto anni).
Peraltro, per esercitarlo, è necessario iscriversi alle Liste Elettorali.
Nel farlo, si può dichiarare il proprio orientamento politico, il partito di riferimento.

‘Nomination’: l’investitura ufficiale a candidato alla Presidenza che viene ufficializzata nelle ‘Convention’

‘Platform: il programma dei partiti come approvato nelle ‘Convention’

‘Poll’: sondaggio elettorale precedente le votazioni

‘Primary’: elezione diretta da parte degli elettori dei delegati – collegati ad uno dei candidati alla ‘Nomination’ – di un partito alla ‘Convention’.
Nelle Primarie ‘chiuse’ sono ammessi al voto solamente gli elettori che iscrivendosi alle Liste Elettorali hanno dichiarato di essere vicini al partito che le indice.
Nelle Primarie ‘aperte’ la partecipazione è appunto aperta a tutti coloro che risultano iscritti alle Liste Elettorali e non limitata.

‘Red State’: Stato che si esprime di norma a favore dei repubblicani
(sulla carta geografica che rappresenta gli Stati nel giorno elettorale quelli aggiudicati ai democratici sono colorati appunto di rosso)

‘Running Mate’: candidato alla Vice Presidenza che affianca nel ticket partitico il candidato alla Casa Bianca

‘Swing State’: Stato che cambia il proprio voto a seconda delle circostanze politiche e dei candidati proposti, del quale, pertanto, non si può conoscere preventivamente con certezza l’orientamento
(sulla carta geografica che rappresenta gli Stati nel giorno elettorale è colorato di viola salvo dipoi volgere al blu o al rosso a seconda del risultato definitivo)

‘Ticket’: dalle votazioni del 1804 i partiti devono presentare uniti appunto in un ‘ticket’ il candidato alla Presidenza e il suo Vice.

‘Too close to call’: espressione usata allorquando il risultato di una votazione è incerto al punto di non poter dire chi ha vinto se non a scrutinio terminato

‘Turnout’: partecipazione alle urne

‘Winner takes all method’: è il metodo usato da quarantotto dei cinquanta membri dell’Unione (Maine e Nebraska esclusi) e dal Distretto di Columbia per attribuire ad uno dei candidati alla Casa Bianca i ‘Grandi Elettori’ di sua spettanza.
E’ così denominato in ragione del fatto che il candidato che vince in termini di voti popolari in uno Stato anche di un solo suffragio conquista tutti i ‘Grandi Elettori’ ai quali lo Stato stesso ha diritto.
Il Maine e il Nebraska non usano il ‘Winner takes all method’ avendo deciso di dividere il loro territorio in Circoscrizioni nell’ambito di ciascuna delle quali viene eletto un singolo ‘Grande Elettore’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-22 09:17:032019-11-22 09:17:03Glossario essenziale

Wayne Messam out

Novembre 21, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel mentre altri (Deval Patrick e forse Michael Bloomberg) entrano in lizza, le fila dei candidati ‘anziani’ (non come età, quanto al tempo della discesa in campo) si sfoltiscono.
Ed ecco uscire di scena Wayne Messam.
Aspirante minore certamente e mai in grado dallo scorso marzo (allorquando si annunciò) di segnalarsi per qualche specificità.
Ha corso, comunque, e almeno per questo va ricordato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-21 17:21:142019-11-21 17:21:14Wayne Messam out

Atlanta: quinto dibattito dem

Novembre 21, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Gli eroi sono stanchi”.
Un vecchio titolo che bene rappresenta la situazione in casa democratica.
Troppo lunga la campagna interna e conseguentemente logorante.
Biden dapprima.
Warren dopo.
Sanders prima e dopo.
Hanno perso e vanno perdendo appeal.
Così, ad Atlanta, nel quinto dibattito ufficiale tra i dieci teoricamente più credibili candidati dem brilla il giovane Sindaco di South Bend Pete Buttigieg.
Va considerato oggi il nostro il pretendente più serio alla nomination dell’Asinello.
Ci si chiede se sarà però in grado di rappresentarsi come fa senza a propria volta deteriorarsi.
Manca un mare di tempo anche solo all’Iowa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-21 09:26:212019-11-21 09:26:21Atlanta: quinto dibattito dem

Wisconsin 2020

Novembre 21, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel 2016, Donald Trump ha conquistato i dieci Grandi Elettori ai quali ha diritto il Wisconsin con un margine di soli diecimila voti su Hillary Clinton.
I dati forniti dagli analisti dicono che colà i nuovi aventi diritto al suffragio nel novembre 2020 saranno sessantaquattromila.
È pertanto davvero difficile oggi e in prospettiva assegnare al candidato democratico (chiunque sia) o al tycoon i predetti Grandi Elettori.
L’incertezza conseguente ai nuovi aggiunti elettori vale anche per la Georgia (come detto in un altro intervento) e per l’Arizona.
All’ultimo voto?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-11-21 09:24:452019-11-21 09:24:45Wisconsin 2020
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