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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Bernie Sanders e il Vermont

Febbraio 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È a seguito del censimento del 1930 e pertanto dalle votazioni del 1932 che il Vermont è un unico Distretto congressuale.

Questo ai fini delle elezioni per la Camera dei Rappresentanti (quanto al Senato, ogni circoscrizione coincide sempre con l’intero Stato).

Dalla tornata del 1990 – entrando in carica il 3 gennaio del 1991 – al gennaio 2007 il Rappresentante dello Stato con capitale Montpelier era Bernie Sanders.

Fino alla data ora indicata Rappresentante, dopo di che Senatore!

Alla Camera Alta federale a seguito della vittoriosa campagna del 2006.

Rieletto nel 2012 e nel 2018, il Nostro ipotizza una nuova avventura puntando – pare – una seconda volta alla nomination democratica.

È la sua una collocazione partitica decisamente sui generis.

Corre difatti nel suo Stato da indipendente (sia pure poi rientrando al Congresso nei gruppi democratici) per lo scranno e da uomo di partito alla ricerca dell’incarico che lo porterebbe a battersi per White House.

Degna di ogni rispetto la persona e al passo con questi particolari tempi che gli consentono di dichiararsi esplicitamente ‘socialista’, cosa che solo pochissimi decenni fa negli Stati Uniti lo avrebbe fatto considerare un pericoloso eversore.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/paolo-limiti.jpg 683 1024 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-07 00:00:002019-02-07 00:00:00Bernie Sanders e il Vermont

Manipolazioni bipartisan

Febbraio 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Allora, il momento è davvero quello giusto.

Il Discorso sullo Stato dell’Unione, già di per sé importante, è quest’anno ancora più atteso per via dei contrasti insanabili in atto, per via dello shutdown, per via dello slittamento, dato che avrebbe dovuto tenersi il 29 gennaio scorso.

È ovviamente anche uno dei momenti (se non ‘il’ momento) di massima attenzione da parte dei media e del popolo dei telespettatori.

Accade pertanto per conseguenza che le manipolazioni da parte degli uni come degli altri siano molteplici.

Manipolazioni che si evidenziano negli atteggiamenti e in specie guardando agli invitati di Trump e a quelli della Pelosi seduti in tribuna.

Due gli ufficiali transgender ospiti della Speaker…

I parenti di una coppia uccisa nel Nevada da un immigrato illegale collocati vicino alla first lady…

Chi più ne ha più ne metta, viene da scrivere.

Confidano le due parti nella comunicazione più terra terra e la particolare sottolineatura da parte dei media di questi aspetti pare dia loro ragione.

Ahinoi!

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/monica-maggioni-gabriella-pession.jpg 683 1024 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-06 00:00:002019-02-06 00:00:00Manipolazioni bipartisan

Secondo incontro con Kim, muro, agenda del popolo…

Febbraio 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Avete presente la scena?

Il Capo dello Stato parla, pronuncia il Discorso sullo stato della Nazione, in piedi con alle spalle, seduti, il Presidente del Senato (per Costituzione, il suo Vice) e lo Speaker della Camera dei Rappresentanti.

Nel caso – dalle 21 di Washington del 5 e nella notte del 6 da noi – una collocazione che permette a Nancy Pelosi – agguerrita oppositrice di Donald Trump – di manifestare in favore di telecamera il proprio dissenso a proposito delle parole e delle indicazioni di volta in volta espresse.

Occhi rivolti al cielo…

Scuotimenti del capo…

Risatine sotto traccia…

Cosa vuol dire, quanto influisce il fatto che la televisione riprenda e diffonda le immagini!

Ciò detto, e sottolineato che i media, nei primi commenti, amano soffermarsi sulla cravatta storta del tycoon, il Presidente ha con forza ripreso e sostenuto la propria politica elencando quelli che considera i successi conseguiti.

Sì – ribadisce poi – al muro messicano, perbacco.

Sì ad un nuovo incontro col despota nord coreano Kim Jong un (in Vietnam il 27 e 28 febbraio).

Il momento più alto?

Quando pronuncia queste parole:

“La mia non è una agenda repubblicana o democratica.

Ma è l’agenda del popolo americano”, invitando dipoi tutti a collaborare per il bene supremo del Paese.

Non va qui trascurato il fatto riportato da varie fonti che Trump si sia lamentato con i propri ghostwriter per il tono del discorso troppo tenero nei confronti dei rivali democratici.

Lotta dura senza paura da una parte e dall’altra.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/mario-andretti-corrado-maria-daclon.jpg 683 1024 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-06 00:00:002019-02-06 00:00:00Secondo incontro con Kim, muro, agenda del popolo…

Il candidato ‘perenne’

Febbraio 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È davvero un peccato che Eugene McCarthy sia venuto a mancare a fine 2005.

Fosse tra noi, starebbe già organizzando il suo Comitato elettorale in vista del 2020.

Da indipendente o da leader di uno dei mille (sono un numero infinito) partiti ‘minori’ USA.

È quello del fu (in particolare, nel 1968) esponente dell’area radicale democratica un perfetto esempio di ‘candidato perenne’ a White House.

Battuto alla Convention nel citato ‘68 da Hubert Humphrey, uscito dal partito dell’asinello, si candidò  cinque volte con sempre minor seguito.

Molti altri i casi del genere.

Usualmente, però, in movimenti di secondo piano.

Da ricordare, comunque, almeno il socialista Eugene Debs, in corsa la bellezza di cinque occasioni.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/gabriella-pession-corrado-maria-daclon.jpg 683 1024 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-05 00:00:002019-02-05 00:00:00Il candidato ‘perenne’

Finalmente il ‘Discorso’

Febbraio 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate?

In programma il 29 gennaio, il ‘Discorso sullo Stato dell’Unione’ fu rinviato per la contrapposizione (conseguente allo shutdown) tra Donald Trump e la Speaker democratica della Camera dei Rappresentanti Nancy Pelosi.

Fu quest’ultima a dichiarare che, stante la situazione, non avrebbe consentito al Presidente di intervenire in aula.

Polemiche – precedenti e conseguenti – ovviamente accesissime.

Ebbene, Trump parlerà oggi alle 21 di Washington alla Nazione.

Terrà senza dubbio il punto non cedendo di un millimetro – queste le previsioni – in particolare a proposito di immigrazione clandestina e del muro, oggetto del contendere.

Va qui ricordato che l’accordo temporaneo che ha sbloccato la situazione shutdown ha una scadenza precisa: il 15 febbraio.

Scadenza che va pericolosamente avvicinandosi.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/ernesto-carbone-mario-andretti.jpg 683 1024 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-05 00:00:002019-02-05 00:00:00Finalmente il ‘Discorso’

4 febbraio 1789

Febbraio 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sessantanove i ‘Grandi Elettori’ da scegliere in rappresentanza dei tredici Stati fondatori?

No, perché il North Carolina e il Rhode Island non votano non avendo ancora ratificato la Costituzione.

No, perché il legislativo del New York è a un punto morto.

Sessantanove, pertanto, in rappresentanza delle restanti dieci ex colonie.

Le votazioni sono iniziate il 15 dicembre del 1788 e si concludono il 10 gennaio 1789.

Ma la data da ricordare è il 4 febbraio di quest’ultimo anno.

È difatti in quello storico giorno che, all’unanimità, i ‘Grandi Elettori’ scelgono George Washington quale primo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Il generale entrerà ufficialmente in carica il successivo 30 aprile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-05 00:00:002019-02-05 00:00:004 febbraio 1789

Nicholas Murray Butler

Febbraio 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Candidato alla Vice Presidenza per un totale di sei giorni.

Guardando ai record, imbattibile quello di Nicholas Murray Butler.

Nella tornata elettorale del 1912 era in effetti candidato repubblicano alla incombenza vicaria il titolare dell’incarico a fianco di William Taft James Schoolcraft Sherman.

Venuto a morte questi il 30 ottobre 1912 fu deciso che Butler lo sostituisse ottenendone i voti.

Taft perse rovinosamente e al povero Butler toccarono solo otto Grandi Elettori.

Sarà personalmente in corsa due volte invano per White House e vincerà nel 1931 il Nobel per la Pace.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-04 00:00:002019-02-04 00:00:00Nicholas Murray Butler

Detroit

Febbraio 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il censimento del 2010 (l’ultimo in ordine di tempo) constata che a Detroit i neri sono l’ottantadue e sette per cento (82.7).

Cento anni prima, erano l’uno e due (1.2).

I bianchi – sempre nel 2010 – raggiungono il dieci e sei per cento (10.6) ed erano addirittura il novantotto e sette (98.7) nel 1910!

Ancora nel 1950, gli afroamericani erano relativamente pochi, il sedici e due per cento (16.2).

Successiva, travolgente l’avanzata.

È quello di Detroit uno dei casi più significativi con riferimento alle migrazioni interne.

Determinate ovviamente dai mutamenti socio economici, hanno notevoli conseguenze anche sul piano politico.

In differenti modi.

Per cominciare, il voto è fortemente condizionato dalla appartenenza etnica.

Prevalendo una razza piuttosto che l’altra…

Poi, se gli spostamenti interni al Paese portano da una parte, naturalmente in proporzione, la diminuzione del numero degli abitanti e dall’altra l’aumento, cambia il numero dei Rappresentanti di ciascuno Stato e conseguentemente dei Grandi Elettori ai quali gli Stati stessi hanno diritto.

I Grandi Elettori (che eleggono il Presidente) sono difatti in totale cinquecentotrentotto ripartiti, in proporzione al numero degli abitanti (essendo la somma dei parlamentari ai quali ogni Stato ha diritto), tra gli Stati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-04 00:00:002019-02-04 00:00:00Detroit

“Il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre”

Febbraio 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete.

In America, le tornate elettorali federali (e non solo) hanno luogo “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre” -dell’anno bisestile quando anche presidenziali.

Ciò dalle votazioni del 1848.

La legge in merito è del 1845 ma non influì sulle Mid Term Elections del 1846 che si tennero in date diverse, anche Stato per Stato.

Dal 1792 – anno delle seconde per la Presidenza, anno casualmente bisestile la qual cosa, essendo quadriennale il mandato, ha posto in coincidenza appunto col bisesto l’accadimento che riguarda la Casa Bianca – si votava per settimane, sempre comprendendo nei termini (ma non solo) novembre.

Il penultimo mese dell’anno era considerato all’epoca il relativamente più tranquillo da coltivatori e allevatori che formavano larga parte dell’elettorato.

Lunghe settimane in ragione altresì della difficoltà dei trasporti non essendo ovviamente allora disponibili i seggi per ogni dove.

E, d’altra parte, i movimenti via terra, via fiume, via canali appositamente costruiti e via ferrovia non trovarono concreto aiuto (per non dire soluzione) se non verso la metà dell’Ottocento.

La determinazione del 1845 teneva conto delle migliorie nei campi predetti.

Migliorie che già consentivano di arrivare abbastanza presto ai seggi elettorali nel frattempo più numerosi e diffusi.

Tenuto fermo novembre, di discusse in merito al giorno da indicare e utilizzare.

Impossibile votare di domenica essendo dedicata al Signore.

Di lunedì, allora?

No.

Era comunque necessario lasciare ventiquattro ore agli spostamenti.

Pertanto, di martedì.

Il primo martedì del mese, quindi?

No. 

In quanto poteva cadere (può cadere e cade) in Ognissanti.

Conseguentemente, come detto e ridetto, “il  primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre”.

Tornando rapidamente e per inciso ai trasporti, la prima grande ‘carrozzabile’ costruita dal Governo fu la strada nazionale a pedaggio diretta ad Ovest.

Fu iniziata nel 1808 da Cumberland, Maryland.

Raggiunse Wheeling, Virginia Ovest nel 1817.

Fu prolungata fino a Columbia, Ohio, nel 1833.

Raggiunse Vandalia, Illinois, nel 1852.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/ronald-spogli.jpg 640 960 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-04 00:00:002019-02-04 00:00:00“Il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre”

La ‘corsa’ alla Vice Presidenza

Febbraio 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Prima dell’adozione del XII Emendamento (nel 1804) alla Carta Costituzionale americana molta la confusione in merito al ruolo vicario USA visto che non esisteva la differenziazione tra candidati alla Presidenza e alla Vice Presidenza.

In buona sostanza, chi otteneva il maggior numero di ‘voti elettorali’ sedeva sul più alto scranno.

Chi arrivava secondo, ne diveniva il Vice.

Risultati: nel 1796 vince John Adams, federalista, e secondo si classifica Thomas Jefferson, democratico-repubblicano.

Il Presidente appartiene a un partito, il Vice ad un altro.

Poi, nel 1800, lo stesso Jefferson e Aaron Burr conquistano il medesimo  numero di ‘voti elettorali’ e il primo riesce a prevalere solo alla conseguente trentaseiesima votazione al riguardo della Camera.

Tagliando la testa al toro, il predetto Emendamento impone la formazione di un ‘ticket’ partitico che distingua le mire dei candidati.

Dica cioè quale dei due è in corsa per White House e quale per esercitare invece la vicarietà.

È nel 1841 che si ha il primo caso di successione ‘’mortis causa”.

John Tyler sostituisce il defunto William Harrison che insediatosi il 4 marzo muore esattamente un mese dopo.

È quella di Harrison la più breve Presidenza della storia USA.

È, pertanto Tyler il Vice più velocemente subentrato a White House.

Gli altri Vice arrivati allo scranno che fu di Washington, nell’ordine, sono Millard Fillmore in luogo del defunto (per cause naturali) Zachary Taylor.

Andrew Johnson al posto dell’assassinato Abraham Lincoln.

Chester Arthur in vece di James Garfield.

Theodore Roosevelt  che segue William McKinley, a sua volta fisicamente eliminato.

Calvin Coolidge che subentra a Warren Harding, passato a miglior vita.

Harry Truman, in sostituzione del defunto Franklin Delano Roosevelt.

Lyndon Johnson al posto del tragicamente ucciso John Kennedy.

E infine, Gerald Ford, l’unico ad essere entrato in carica a causa della dimissioni del predecessore ed altresì il solo Capo dello Stato americano non eletto in precedenza neppure come Vice.

(Aveva difatti sostituito Spiro Agnew costretto a sua volta a lasciare).

Come detto, il più veloce (trenta giorni) in assoluto nel  subentro è stato John Tyler.

Molto brevi però anche le attese di Andrew Johnson (quarantuno giorni) e di Harry Truman (ottantatre).

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/premio-3.jpg 640 960 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-02-03 00:00:002019-02-03 00:00:00La ‘corsa’ alla Vice Presidenza
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