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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Spike Cohen candidato Vice per il Libertarian Party

Maggio 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Prevalendo di poco su John Monds, Spike Cohen è stato scelto dalla appena conclusa Convention del Libertarian Party come Vice in pectore.
Completa il ticket del partito fondato nel 1971 affiancandosi a Jo Jorgensen.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-26 20:03:132020-05-26 20:03:13Spike Cohen candidato Vice per il Libertarian Party

Sondaggi poco o per nulla affidabili (ricordate il 2016?)

Maggio 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una ricerca di FiveThirtyEight a proposito della accuratezza dei sondaggi elettorali negli Stati Uniti, facendo distinzione tra quelli nazionali e i locali, ha concluso che i primi, alla luce dei successivi reali esiti, risultano più veritieri dei secondi.
Ora, la questione è grave e porta a sbagliare le conseguenti previsioni visto che l’elezione del Presidente prescinde dal voto popolare federale ed è invece di competenza dei singoli Stati.
Grande influenza ha poi in proposito – come si è potuto indubitabilmente verificare – un pregiudizio degli istituti costantemente a favore dei democratici che vengono usualmente accreditati di un consenso superiore al vero.
Guardando per esempio e considerando la sorpresa con la quale si assistette nel 2016 alla vittoria di Donald Trump su una Hillary Clinton data per vincente senza problemi fino addirittura a metà dello spoglio, le differenze tra sondaggi e risultati in Pennsylvania, uno degli Stati determinanti furono addirittura del quattro e sei per cento.
In buona sostanza, la media delle ventinove (!?) rilevazioni fatte negli ultimi ventuno giorni di campagna davano colà un voto a favore dell’Asinello (in effetti soccombente) di oltre il quattro e mezzo per cento superiore alla realtà.
Quanto al Michigan (altro Stato decisivo), in totali venti sondaggi sempre nelle ultime tre settimane, di un simile quattro e quattro.
In Ohio poi l’errore (diciotto le rilevazioni nel tempo indicato) è stato addirittura del cinque e otto.
Pochissimi (in Nevada e nel Colorado) i casi contrari, di valutazione non veritiera del suffragio repubblicano, e comunque inferiori al due.
Come infinite volte detto e scritto, considerando che i sottovalutati GOP vincono più frequentemente dei democratici (dal 1856, anno del primo confronto diretto, sono stati al governo ventiquattro anni di più), non sarebbe più saggio evitare di caricare di attese la campagna di Joe Biden la cui vittoria è oggi data per certa?
Vincerà magari ma sarebbe meglio non vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-26 17:23:422020-05-26 17:23:42Sondaggi poco o per nulla affidabili (ricordate il 2016?)

Prospettive per il 2024 GOP

Maggio 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un esercizio per qualche verso interessante è guardare oggi tra i repubblicani più in vista cercando di capire (di indovinare) chi tra loro possa aspirare alla nomination 2024.
Due le personalità al momento indicabili per la bisogna:
– il Vice Presidente Mike Pence e
– il Segretario di Stato Mike Pompeo.
Diamo un’occhiata dal punto di vista storico ai precedenti quanto alla carica ricoperta dai due.
Storicamente appunto, i Vice arrivati attraverso elezioni alla Casa Bianca, – dopo i due ‘antichi’ John Adams e Thomas Jefferson (con un sistema elettorale diverso) – riusciti quindi nell’impresa che si richiederebbe a Pence, sono Martin Van Buren e George Herbert Bush al primo colpo e Richard Nixon al secondo tentativo.
In anni a noi più vicini, ha fallito – sia pure davvero di pochissimo – Al Gore.
Il ruolo ricoperto di Segretario di Stato era fino agli anni Cinquanta dell’Ottocento un ottimo trampolino di lancio verso la Executive Mansion.
Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe e John Quincy Adams, in sella l’uno dopo l’altro, e poi Martin Van Buren e James Buchanan lo erano stati.
Ma è proprio dai tempi dell’immediato predecessore di Lincoln che non funziona più.
Ed era un ex Segretario di Stato in effetti la stessa Hillary Rodham Clinton sconfitta da Donald Trump.
I citati Pence e Pompeo, visti i non felici recenti precedenti devono senza dubbio correre ma facendo non pochi scongiuri.
E si tenga conto comunque che, per quanto sia un nome comune negli USA, nessun Presidente si è mai chiamato Mike!!!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-26 12:34:272020-05-26 12:34:27Prospettive per il 2024 GOP

Si potrà candidare Trump nel 2024?

Maggio 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il XXII Emendamento costituzionale entrato in vigore nel 1951 vieta una terza elezione.
Alla domanda di cui al titolo, pertanto si deve rispondere di no nel caso in cui il 3 novembre prossimo il Presidente uscente venisse rieletto e si se invece fosse sconfitto.
(Questo, a prescindere dall’età, tra quattro anni decisamente avanzata).
Difatti, se risultasse vincente sarebbe in carica una seconda volta e quindi out per sempre, non solo per il 2024.
Se invece perdesse, essendo risultato eletto in una sola circostanza, potrebbe riproporsi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-26 12:33:192020-05-26 12:33:19Si potrà candidare Trump nel 2024?

Hawaii: Sanders quasi al 37 per cento!

Maggio 26, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, Joe Biden, il ‘presumptive nominee’ democratico, l’unico candidato rimasto ufficialmente in lizza, ha conquistato 16 delegati nelle recentissime Primarie hawaiane del suo partito, ma non è certamente questo un grande risultato visto che il candidato che si è ritirato dalla corsa il trascorso 8 aprile, Bernie Sanders, ancora iscritto nella scheda elettorale locale, ne ha catturati 8.
Non solo: se si guarda alle percentuali di voto, il Senatore del Vermont è al 36,8!
Non un gran risultato per Biden anche perché non è ben chiaro quale potrà essere il comportamento dei sandersiani a novembre.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-26 11:15:282020-05-26 11:15:28Hawaii: Sanders quasi al 37 per cento!

‘Wave Elections’ o ‘Micro Elections’ quelle del 2020?

Maggio 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel linguaggio politico americano si ha una ‘Wave Election’ quando uno dei due partiti egemoni prevale nettamente sull’altro.
Una ‘Micro Election’ allorché i movimenti in termini di seggi persi e conquistati sono invece di poco conto.
Il discorso riguarda le Presidenziali per l’effetto che ha sulla Casa Bianca l’esito elettorale contrario, la vittoria, per di più travolgente o quasi, del movimento politico avverso.
Nel 2018 il partito democratico in occasione delle Mid Term Elections ha conquistato la maggioranza alla Camera con uno dei migliori risultati degli ultimi quarant’anni.
Guardando ai Distretti appunto camerali e ai sondaggi locali che si aggiungono a quelli nazionali (nei quali Joe Biden prevale al momento nettamente), alcuni analisti arrivano di questi tempi ad ipotizzare la vittoria del democratico con l’aggiunta di ulteriori guadagni tra i Rappresentanti.
Come altra volta sottolineato, per di più e pericolosamente vista la importanza del Senato (dimostrata dalle ratifiche dei due Giudici della Corte Suprema scelti da Trump e nella sua assoluzione quanto all’Impeachment), tra i seggi in palio il 3 novembre alla Camera Alta quelli oggi repubblicani sono assai più numerosi ed è pertanto il GOP a rischiare la sua attuale maggioranza.
Fino alla noia, ripetiamo che mancano oltre cinque mesi al voto: una eternità!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-25 19:57:582020-05-25 19:57:58‘Wave Elections’ o ‘Micro Elections’ quelle del 2020?

100.000 morti negli USA causa Coronavirus: uno ogni 3380 cittadini

Maggio 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Molti gli osservatori che, giustamente, guardano alla pandemia in corso come ad uno degli accadimenti di maggior peso ed influenza quanto all’esito elettorale novembrino.
Come affrontata dall’amministrazione: bene o male?
Continui gli scontri tra i due campi ed è recente un attacco mediatico ad opera di Joe Biden che prende quale spunto il numero dei morti finora lamentati nel Paese.
Ora, al riguardo, gli Americani sono invero all’incirca trecento trentotto milioni.
I non ancora raggiunti centomila morti causa Coronavirus corrispondono a un morto ogni tremilatrecentottanta abitanti.
Non poco, per carità.
Ma meno, percentualmente e per avere un termine di paragone, di quanti ne abbia avuti l’Italia: uno ogni milleottocentosettantacinque circa.
I conti vanno fatti bene, a prescindere da chi governi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-25 17:23:532020-05-25 17:23:53100.000 morti negli USA causa Coronavirus: uno ogni 3380 cittadini

I bookmakers e le elezioni del 3 novembre

Maggio 25, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quanto alle votazioni novembrine, guardando le quotazioni e le scommesse ufficiali come comunicate dai più accreditati bookmakers internazionali, abbiamo che
– il sessantacinque per cento dei giocatori crede vincente a due contro uno Donald Trump
– che il ventisei scommette invece Joe Biden al due e trentacinque.
Non grande la differente valutazione degli allibratori ma decisamente notevole la preferenza accordata dagli scommettitori al Presidente in carica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-25 11:19:222020-05-25 11:19:22I bookmakers e le elezioni del 3 novembre

2016: la Russia è intervenuta? Una plausibile interpretazione

Maggio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il ‘Russiagate’?
L’intervento russo teso a favorire la vittoria di Donald Trump?
Le manovre di Mosca ‘contro’ Hillary Rodham Clinton per farla perdere?
Mette con bella coerenza in discussione tutto questo accettatissimo apparato il professor Igor Pellicciari in un intervento su Formiche.net.
Punto di partenza dell’analisi del docente: nessuno in Russia (come dappertutto) pensava davvero che Trump potesse vincere.
Le azioni messe in atto, quindi e pertanto, tendevano ad indebolire l’ex First Lady portandola ad una vittoria indubbia ma, per così dire, ‘dimezzata’.
Presidente degli Stati Uniti certamente, ma ‘lame duck’ (‘anatra zoppa’).
La ragione?
Secondo tradizione (e logica, aggiungo), i Russi da tempo (direi, da molto tempo) preferiscono avere a che fare con avversari da loro conosciuti delle cui debolezze e pecche possano approfittare.
Chi più noto e sviscerato in ogni possibile specificità a Mosca della Clinton con la quale i Russi hanno a che fare almeno dal 20 gennaio 1993, giorno dell’insediamento del marito Bill?
L’hanno osservata come detto da First Lady, da Senatrice, da perdente nelle Primarie 2008, da Segretario di Stato, da vincente nelle selezioni in vista della nomination 2016…
La sua scontatissima vittoria (nelle segrete stanze) sarebbe stata salutata con favore.
Chi mai – proseguendo nel ragionamento – sapeva politicamente qualcosa di Donald Trump?
Perché volerlo aiutare non avendo dipoi di lui e delle sue idee praticamente nessuna contezza?
Che Mosca non fosse preparata al risultato novembrino 2016 lo si vide subito dato che il Ministero degli Esteri russo si dette per ogni dove alla ricerca di ‘esperti trumpiani’.
Una analisi intelligente e condivisibile quella proposta da Pellicciari.
Aggiungo due annotazioni.
La prima: nel mondo nessuno tiene nel dovuto conto che negli Stati Uniti le Presidenziali sono più spesso vinte dai repubblicani che infatti, a far luogo dal primo confronto diretto del 1856, hanno governato ben ventiquattro anni di più.
La seconda: che nessuno considera il sistema di voto in uso che prevede il voto popolare prevalere negli Stati (nei singoli Stati), non contando nulla quello nazionale.
Ripeto fino alla nausea che vincere in California (laddove si conquista il maggior numero di Grandi Elettori: cinquantacinque) per milioni di suffragi, come fatto da Hillary Clinton, o con uno soltanto porta allo stesso risultato: la conquista per via del ‘winner takes all method’ di tutti gli eligendi.
Si vince Stato per Stato.
Qualcuno (anche a Mosca) lo capirà?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-24 17:03:572020-05-24 17:03:572016: la Russia è intervenuta? Una plausibile interpretazione

Jo Jorgensen candidata del Libertarian Party

Maggio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Con una serie di votazioni online – causa Coronavirus la prevista Convention di Austin è stata dapprima spostata e poi annullata – in ognuna delle quali l’ultimo quanto a suffragi dei candidati veniva eliminato, il Libertarian Party ha scelto il proprio aspirante alla Casa Bianca.
Già running mate nel 1996, accademica, oggi sessantatreenne, originaria dell’Illinois, è Jo Jorgensen.
Sarà storicamente la prima donna candidata alla Executive Mansion dai libertariani.
Il suo Vice in pectore verrà scelto con una prossima votazione.
Il partito, fondato nel 1971, ha ottenuto il massimo successo in termini di consensi popolari nel 2016 presentando il ticket Gary Johnson/Bill Weld, due ex Governatori si loro tempo repubblicani.
Nelle trascorse settimane si era prospettata la possibilità che scendesse in campo per il partito il Rappresentante del Michigan, anch’egli ex GOP, Justin Amash il quale, infine, ha annunciato di aspettare una prossima occasione.
Jorgensen è in qualche modo un ritorno al passato (sia perché già componente di un lontano ticket sia perché della ‘vecchia guardia’) e ci si deve attendere da parte sua un risultato elettorale relativamente modesto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-24 11:41:192020-05-24 11:41:19Jo Jorgensen candidata del Libertarian Party
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