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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

1095 candidati alla Presidenza

Maggio 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Due i candidati alla Presidenza in questo 2020?
– Donald Trump, repubblicano, in carica, in cerca di conferma e di un secondo mandato, già certo della nomination avendo tranquillamente catturato tra Caucus e Primarie la maggioranza assoluta dei delegati alla futura Convention?
– Joe Biden, democratico, già Vice Presidente di Barack Obama, per ora solo il ‘presumptive nominee’ dato che non ha ancora raggiunto il necessario numero di adesioni fra i delegati, numero al quale essendo ufficialmente l’unico in lizza (per quanto non pochi gli preferiscano il ritirato Bernie Sanders) dovrebbe comunque arrivare?
No.
Tre, allora, considerando Jo Jorgensen, l’appena ufficializzata esponente del Libertarian Party?
No.
Millenovantacinque, invero!
Tanti risultano al 25 maggio difatti gli iscritti per la bisogna alla Federal Election Commission (FEC), l’Agenzia indipendente creata nel 1975 che raccoglie e verifica le candidature in regola con i requisiti.
Mille novantacinque le persone e molti davvero i partiti di appartenenza.
È la democrazia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-31 14:10:472020-05-31 14:10:471095 candidati alla Presidenza

Il Senato dopo il 3 novembre (chissà?)

Maggio 30, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete, il Senato ha incombenze di specifica importanza in materia di ratifica di nomine presidenziali con riferimento ai Giudici della Corte Suprema, a quelli Federali, agli Ambasciatori, ai Ministri…
(Anche per dire quanto alla approvazione dei Trattati internazionali, ma ai fini della governabilità questa necessità ha decisamente un minor peso).
Evidente, pertanto, che un Presidente si trovi a proprio massimo agio (diciamo così) allorquando in entrambe le Camere conti su una maggioranza di eletti del suo stesso partito.
Ma anche in non malvagia posizione se il movimento politico di sua appartenenza prevalga in termini di scranni appunto al Senato.
Oggi, a seguito delle Mid Term Elections del 2018, il Grand Old Party del tycoon vanta cinquantatre laticlavi su cento.
Quarantacinque i democratici e due gli indipendenti facenti comunque riferimento al Caucus dell’Asino.
Ebbene, trentacinque le posizioni che si avviano al termine di mandato (o comunque in palio) e pertanto da rinnovare nel prossimo appuntamento novembrino.
Ventitre i repubblicani in gioco.
Dodici i democratici.
Già il fatto che i posti in discussione siano in larga prevalenza del partito dell’Elefante è particolarmente importante.
Ove si aggiunga che, esaminando con attenzione i singoli confronti tenendo conto dei ritiri (alcuni Senatori hanno annunciato che non intendono riproporsi) e delle situazioni politiche più incerte, dei diciassette ‘campi di battaglia’ (‘battlegrounds’) nei quali quasi certamente si vincerà per un piccolo scarto dodici appartengono al GOP, si constata che le probabilità di vedere un eventualmente confermato Donald Trump assistito da una maggioranza senatoriale non sono davvero molte.
Prevedibilmente (ma le previsioni possono essere smentite), se rieletto, il Presidente si troverà con entrambi i rami del Congresso avversi.
Nella classica situazione della proverbiale ‘anitra zoppa’
Per contro, un Biden vincente potrebbe portare a compimento un ‘trifecta’ che si ha quando Presidente e maggioranze camerali appartengono allo stesso partito.
Situazione per lui teoricamente ideale.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-30 19:32:382020-05-30 19:32:38Il Senato dopo il 3 novembre (chissà?)

Quando il Texas ‘corse il rischio’ di tornare messicano

Maggio 30, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La ragione (una delle ragioni) per la quale a White House opera Donald Trump e non siede Hillary Clinton.
7 novembre 1916.
Si dubita in merito, ma Woodrow Wilson vince le Presidenziali e ottiene un secondo mandato.
4 marzo 1917.
Conseguentemente, di bel nuovo si insedia.
6 aprile 1917.
Gli Stati Uniti dichiarano ufficialmente guerra alla Germania.
È in questo lasso di tempo che i tedeschi – prospettandosi appunto l’ingresso degli Americani (del resto, abbondantemente provocati) nel conflitto – cercano di ottenere, esplicitandolo a febbraio 1917, il conforto del (se non una vera alleanza col) Messico.
Si tratta – guardando ai contenuti dell’iniziativa – di un inaccettabile attacco al dettato della cosiddetta Dottrina Monroe.
Quale difatti la contropartita fatta intravedere ai Messicani?
Nientemeno che una riappropriazione – a distanza di oltre ottant’anni, visto che si era reso indipendente nel 1836 – del Texas, quasi ad Alamo e a San Jacinto non si fosse combattuto.
E non invero solamente dello Stato della Stella Solitaria dato che dei ‘territori perduti’ (in cotal modo definiti) e recuperati avrebbero fatto parte anche New Mexico e Arizona.
Pesa oggi il Texas la bellezza di trentotto Grandi Elettori, usualmente, nelle ultime tornate, in mano repubblicana.
Fosse tornato – con l’appendice dell’Arizona – al Messico allora, per dire, togliendo un totale di quasi cinquanta Delegati a Trump, dal 20 gennaio 2017 alla Casa Bianca siederebbe Hillary Clinton!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-30 16:30:592020-05-30 16:30:59Quando il Texas ‘corse il rischio’ di tornare messicano

Tornerà e quanto velocemente il lavoro nei ‘Reopened States’?

Maggio 30, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quarantadue più il Distretto di Columbia gli Stati che, causa il Coronavirus, hanno da marzo, non tutti allo stesso modo ma convergenti, optato per ‘stay at home orders’.
Conseguenti i gravi, a dir poco, danni economici e al riguardo molto si è aspramente dibattuto non pochi essendo i fautori di un ben differente approccio.
Ora, in primo luogo perché la vita riprenda e i milioni di posti di lavoro persi siano recuperati, ma ovviamente anche in prospettiva elettorale, si può pensare che le riaperture in atto nei predetti Stati siano (e quanto velocemente) producenti?
L’amministrazione repubblicana pagherà a novembre una deprecabile non ripresa a prescindere da effettive responsabilità che le verrebbero, in caso di permanenza delle difficoltà, comunque attribuite.
Usufruirà di contro di una auspicabile (umanamente parlando, è ovvio) rapida ripresa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-30 14:28:252020-05-30 14:28:25Tornerà e quanto velocemente il lavoro nei ‘Reopened States’?

Trump 2016: “I am the law and order candidate”

Maggio 30, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Disordini gravi a Minneapolis a seguito della morte per soffocamento di un nero ad opera di alcuni poliziotti bianchi.
Dura la presa di posizione in merito del Presidente che, dopo avere condannato il fatto, ha dichiarato comunque non tollerabili i seguenti violenti comportamenti minacciando, nel caso in cui non cessino, l’invio della Guardia Nazionale.
Invero – prescindendo dallo specifico accadimento e tornando al 2016 – una delle affermazioni che hanno allora caratterizzato la campagna elettorale di Donald Trump fu:
“I am the law and order candidate”.
Valse al tycoon tale presa di posizione (che intendeva identificare nei contendenti uomini politici concettualmente incapaci a tale riguardo e insieme richiamava un non sopito rimpianto per “the good old days”) l’appoggio di quella larga e ancora importante parte di Americani, bianchi in prima fila, che appunto legge e ordine chiede.
È ancora certamente (come vediamo in atto specificamente con riferimento a Minneapolis ma certamente non solo) questa ferma posizione trumpiana una carta – ripetiamo, una carta, non in ogni caso la sola – da giocare elettoralmente nel corrente 2020, qualsiasi cosa dicano oppositori partitici o ideologici.
Vedremo con quali risultati nelle urne novembrine.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-30 14:27:052020-05-30 14:27:05Trump 2016: “I am the law and order candidate”

Voto postale, una contraddizione in merito

Maggio 29, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si discute animatamente a proposito della estensione, quanto alla consultazione del 3 novembre, del voto postale.
Assolutamente contrari Donald Trump e i repubblicani, che addirittura paventano sia un mezzo per truccare l’esito della tornata.
Favorevoli in toto i democratici.
E proprio riguardo al partito dell’Asino, al suo elettorato, va segnalata una contraddizione.
È senza dubbio, difatti, una vera ‘riserva’ quella dei votanti neri per il movimento politico di Joe Biden.
Ma è proprio tra costoro che l’opposizione al voto non alle urne è più forte.
Tanto che i dati ufficiali relativi alla consultazione del 2016 hanno mostrato come solo l’undici per cento dei predetti neri ne abbia fatto uso.
Percentualmente, un numero pari a meno della metà del voto bianco.
Si può senza dubbio pensare a questo proposito – tra le altre – ad una motivazione con profonde radici storiche.
Accedere ai seggi per una etnia alla quale il voto è stato dapprima – all’epoca dello schiavismo – del tutto negato, la cui espressione è stata poi per molti decenni – regnante il segregazionismo – in specie nel Sud in ogni modo ostacolata ha un evidente ed innegabile valore e significato etico e simbolico.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-29 19:57:082020-05-29 19:57:08Voto postale, una contraddizione in merito

‘Casinos on tribal lands’ ma non solo

Maggio 29, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

‘Terre tribali’ (‘tribal lands’), così vengono definiti negli Stati Uniti i territori occupati dai pellirosse, le ‘riserve’ di una volta.
È per mantenere buone relazioni e appoggi politici con le comunità dei nativi che, fra l’altro, è stata loro concessa appunto nelle ‘lands’ di spettanza, in un buon numero di casi, la possibilità di aprire dei casinò.
È guardando alle disposizioni prese Stato per Stato per contrastare il Coronavirus, specificamente quanto alla chiusura temporanea e alla possibile riapertura proprio dei ‘casinos’, che si ha una visione della diffusione ai nostri giorni dell’azzardo legale nel Paese e di quanta parte abbiano in merito i ritrovi pellirossa.
Al 28 maggio
– gioco permesso in dieci Stati
– gioco temporaneamente chiuso in ventinove
– undici essendo gli Stati nei quali non esistono strutture del genere salvo appunto quelle operanti nelle ‘tribal lands’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-29 17:13:242020-05-29 17:13:24‘Casinos on tribal lands’ ma non solo

‘Coattail effect’

Maggio 29, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

6 novembre 1984, USA alle urne.
Ronald Reagan stravince (perde solo il Minnesota e il District of Columbia e conquista il numero in assoluto e in percentuale più alto di Grandi Elettori della storia) e naturalmente si conferma a White House.
Ciò malgrado, il partito repubblicano cui appartiene e che guida non conquista la maggioranza nelle concomitanti elezioni per la Camera e perde addirittura due seggi al Senato.
Si deve in proposito (ho scelto la tornata elettorale in questione perché da questo punto di vista emblematica) concludere che il Presidente sia capace in modo straordinario di raccogliere consenso personale ma che non sia in grado di fare in modo che tale sua caratteristica porti, ‘a strascico’ per così dire, i suoi a vincere con lui?
Tale particolare attitudine ha un nome preciso nella letteratura politica americana: si chiama ‘coattail effect’.
Quando ciò occorra, si dice che gli eletti che ne abbiano goduto hanno ottenuto lo scranno “on the coattails of the President”.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-29 12:49:102020-05-29 12:49:10‘Coattail effect’

E giocano Trump

Maggio 29, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I dati relativi ai sondaggi nazionali dicono che Joe Biden è, più o meno nettamente ma per tutti, in vantaggio su Donald Trump.
I dati riguardanti singoli e importantissimi Stati quali Pennsylvania, Florida, Arizona, Michigan e Wisconsin dicono la stessa cosa.
I dati del 28 maggio concernenti le quote dei bookmakers danno favorito anche se di poco Trump.
Gli scommettitori (tutte le agenzie lo confermano) giocano tranquillamente proprio Trump.
È la verifica sul campo di quanto davvero molti elettori interpellati in proposito hanno detto:
“Voto Biden ma penso vincerà Trump”.
Effetto, conseguenza di quanto accaduto nel 2016?
Ritengono i più che la forza elettorale, il seguito del Presidente siano sottovalutati?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-29 12:47:492020-05-29 12:47:49E giocano Trump

28 maggio 2016

Maggio 29, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In una intervista concessa a ‘Meet the Press’, il 28 maggio di quattro anni orsono, Bernie Sanders consigliava a Hillary Clinton di scegliere come candidato Vice in vista delle votazioni novembrine “una persona in grado di suscitare vera partecipazione nelle famiglie, nei giovani portandoli ad interessarsi al processo politico al fine di alzare molto il ‘turnout’, l’affluenza, alle urne”.
L’ex First Lady scelse poi l’ex Governatore e a quel tempo (ed oggi) Senatore della Virginia Tim Kaine.
Senza voler criticare la decisione della Clinton, persona Kaine del tutto opposta per qualità e peculiarità al quadro che del running mate ‘ideale’ (a suo parere) aveva indicato l’uomo del Vermont.
Non sapremo però mai come sarebbero andate le cose se davvero avesse corso al fianco dell’ex Segretario di Stato un energico riformatore!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-29 10:57:152020-05-29 10:57:1528 maggio 2016
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