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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

‘General Elections and Battleground States’

Giugno 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I dati riportati da Real Clear Politics riferiti alla media degli esiti dei sondaggi nazionali il 4 giugno quanto alle General Elections dicono che il ‘presumptive nominee’ democratico Joe Biden conduce addirittura del 7.8 per cento.
Ove si dia un’occhiata agli Stati che vengono considerati contendibili questa è la situazione:
Arizona: Biden più 2.8
Florida: Biden più 3.4
Iowa: Trump più 4.6
Michigan: Biden più 4.2
Nevada: Biden più 4
North Carolina: Biden più 0.8
Ohio: Biden più 1
Pennsylvania: Biden più 4
Texas: Trump più 2.2
Virginia: Biden più 9.7
Wisconsin: Biden più 3.4.
Va ricordato che
1) mancano cinque mesi al 3 novembre e le cose possono cambiare più volte
2) nel 2016 di questi tempi i dati erano favorevoli a Hillary Clinton
3) sono gli avversari di Trump i commissionanti le rilevazioni delle quali si parla.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-05 12:02:352020-06-05 12:02:35‘General Elections and Battleground States’

Suburbs, rural, exurban, white non college educated men…

Giugno 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I voti in democrazia hanno tutti lo stesso peso.
Questo l’assunto.
Ed, effettivamente (come lamentandosene altroché, rilevava Giuseppe Prezzolini), un barbone e un fine intellettuale contano al riguardo, appunto nell’urna, del tutto ugualmente.
Larga parte dell’establishment democratico USA, invero e però, assai malvolentieri si assoggetta alla predetta affermazione indicando sostanzialmente come ‘inferiori’, etichettandoli, gli elettori che – a partire dal 1968, da quando vincendo Richard Nixon sconfisse la coalizione ‘New Deal’ formata decenni prima da Franklin Delano Roosevelt e fino a quel momento vincente malgrado i due mandati di Dwight Eisenhower – è d’uso includere nella significante, efficace espressione ‘silent majority’.
Maggioranza che tale si rivela effettivamente spesso raccogliendosi – ahimè, per l’establishment dem (i ‘fighetti’ contro i quali si è speso il conservatore e per questo libertario Clint Eastwood) di cui sopra – attorno ai repubblicani.
Ed ecco che oggi, proprio oggi guardando agli elettori che sono stati nel 2016 e possono essere nel 2020 trumpiani, le definizioni dispregiative legate ai luoghi vissuti e alla educazione scolastica ricevuta, si sprecano.
Abitano questi i ‘suburbs’…
Le zone ‘rural’ e ‘exurban’…
Sarebbero, sono, ‘white non-college-educated men’…
Perché mai questa plebaglia ha diritto di voto?, si chiedono nelle redazioni dei giornali e delle tv composte da persone che provengono tutte dalle stesse classi, hanno fatto gli stessi studi, vivono negli stessi ambienti sociali, poco o nulla a che fare hanno e vogliono avere con i quei derelitti.
Cosa tocca sopportare!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-04 13:00:212020-06-04 13:00:21Suburbs, rural, exurban, white non college educated men…

C’è differenza tra contestatori, rivoltosi e saccheggiatori

Giugno 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La critica e la contestazione sono il sale della democrazia e nessuno può e deve essere perseguito perché critica e protesta nei modi consentiti.
Altra cosa è la rivolta.
Altro i saccheggi.
Quanto va accadendo in molte realtà in questi giorni dopo i fatti di Minneapolis può essere considerato nei limiti della norma?
Li travalica?
Quanti ritengono che sia giusto comportarsi così denunciano le conseguenti azioni della polizia.
Quanti pensano che i confini della convivenza civile siano stati oltrepassati chiedono l’intervento delle autorità.
In altre occasioni, al momento del voto, i secondi – spesso silenziosi e poco appariscenti ma più numerosi – votano per la legge e l’ordine.
Succederà anche in questa circostanza?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-04 12:37:122020-06-04 12:37:12C’è differenza tra contestatori, rivoltosi e saccheggiatori

La Convention GOP non avrà luogo a Charlotte

Giugno 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tanto tuonò che piovve.
Più volte sollecitato da Trump e dal National Republican Committee a garantire che la programmata Convention GOP di Charlotte possa avere luogo senza le restrizioni conseguenti al Coronavirus, garantendo agli intervenuti le necessarie misure di sicurezza, il Governatore democratico del North Carolina non avrebbe dato – a giudizio dei richiedenti – adeguate risposte.
Conseguente la decisione comunicata dal partito dell’Elefante di cercare un’altra sede.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-03 20:11:582020-06-03 20:11:58La Convention GOP non avrà luogo a Charlotte

Spese elettorali dal 24 al 30 maggio

Giugno 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I dati ufficiali relativi alle spese elettorali nella settimana 24/30 maggio certificano che il Presidente Donald Trump ha investito esattamente 1.175.559 dollari contro i 794.035 del rivale Joe Biden.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-03 20:10:322020-06-03 20:10:32Spese elettorali dal 24 al 30 maggio

Se a White House siede un repubblicano…

Giugno 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È statisticamente accertato.
Quando alla Casa Bianca siede un repubblicano i repubblicani sono più ottimisti quanto all’economia.
Quando a White House opera un democratico è esattamente il contrario.
Si aggiunga che gli uomini sono più ottimisti delle donne e gli anziani più dei giovani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-03 20:09:082020-06-03 20:09:08Se a White House siede un repubblicano…

Nixon (e De Gaulle) nel 1968

Giugno 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Guardando agli accadimenti conseguenti il fatto di sangue di Minneapolis, alle proteste, ai tafferugli, alle sommosse, ai saccheggi, alle reazioni della polizia e alle prese di posizioni non solo politiche del Presidente e del ‘presumptive nominee’ democratico Joe Biden come dei loro partiti, si è fatto riferimento a quanto accaduto nel 1968, quando un lungo periodo di consimili difficoltà portò infine alla vittoria nelle Presidenziali il repubblicano Richard Nixon.
Ove, allargando l’orizzonte e restando a quei tempi, si facesse riferimento alla Francia, è appunto nello stesso anno che il Generale Charles De Gaulle, nel pieno delle contestazioni ‘sessantottine’, sciolse le Camere e stravinse le successive votazioni.
È con questi precedenti storici ben presenti che non pochi analisti pensano che quanto va accadendo negli USA in questi giorni finirà per favorire elettoralmente il Presidente in carica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-03 17:31:582020-06-03 17:31:58Nixon (e De Gaulle) nel 1968

Primarie democratiche del 2 giugno

Giugno 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come previsto, Joe Biden ha catturato larga parte dei delegati in palio negli Stati chiamati al voto nelle Primarie dem del 2 giugno.
Tanto che i conteggi complessivi lo danno ora oltre i 1900 a fronte di una maggioranza assoluta degli stessi fissata a 1991.
I voti a favore del ritirato (ma comunque votabile) Bernie Sanders sono stati importanti nel Rhode Island (dove ha sfiorato il trenta per cento) e buoni anche in Pennsylvania e South Dakota.
Di certo il prossimo 23 giugno (voteranno – soprattutto anche se non solo – quel giorno i newyorchesi) l’attuale ‘presumptive nominee’ potrà essere sicuro della nomination.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-03 15:03:372020-06-03 15:03:37Primarie democratiche del 2 giugno

5 febbraio 1825, una data davvero memorabile

Giugno 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per la seconda e ultima volta (sarebbe divertente si ripetesse e comunque, rispetto alla precedente – che nel 1801 aveva richiesto addirittura trentacinque votazioni avanti di risolvere alla successiva la questione tra Thomas Jefferson e Aaron Burr – assai più velocemente dato che le Delegazioni arrivarono al richiesto esito al primo ballottaggio), il 5 febbraio 1825, la Camera dei Rappresentanti fu chiamata ad eleggere il Presidente visto che le votazioni popolari condotte tra il 26 ottobre e l’1 dicembre del precedente 1824 non avevano portato a conclusivi risultati.
Ventiquattro gli Stati allora chiamati alla nomina di totali duecentosessantuno Grandi Elettori.
Centotrentuno, quindi, la maggioranza assoluta richiesta, che nessuno dei quattro candidati in corsa – tutti espressione del partito democratico/repubblicano che dal 1800 ininterrottamente prevaleva quanto alla Presidenza – aveva raggiunto.
Il Generale Andrew Jackson, indicato dal Tennessee, contava difatti su novantanove delegati al Collegio Elettorale.
Il Segretario di Stato in carica John Quincy Adams su ottantaquattro.
Il Ministro del Tesoro in atto William Crawford su quarantuno.
Lo Speaker della Camera Henry Clay su trentasette.
(Un vero ‘parterre de roi’, peraltro, quello proposto e si pensi che tra gli aspiranti al ruolo vicario poi ritirati erano anche Albert Gallatin e William Rufus King!).
È quello della votazione del Presidente ad opera della Camera uno dei due momenti nei quali più chiaramente si afferma il principio – derivante necessariamente dal fatto che gli Stati Uniti d’America sono un Paese federale – che gli Stati hanno tutti pari dignità, nulla pesando (come ai fini della elezione dei Senatori, comunque e sempre due) nella bisogna il numero degli abitanti e contando uno e solamente uno ciascuna Delegazione.
In cotale situazione e circostanza, essendo la scelta obbligata tra i primi tre classificati quanto al suffragio popolare ed escluso conseguentemente Henry Clay, l’esito (si ripete, al primo ballottaggio) fu
– tredici Stati, e cioè la prescritta maggioranza, a favore di John Quincy Adams
– sette per Andrew Jackson
– quattro per William Crawford.
Si espressero per il Segretario di Stato e dal seguente 4 marzo inquilino di White House
Connecticut
Illinois
Kentucky
Louisiana
Maine
Maryland
Massachusetts
Missouri
New Hampshire
New York
Ohio
Rhode Island
Vermont.
Optarono per Jackson
Alabama
Indiana
Mississippi
New Jersey
Pennsylvania
South Carolina
Tennessee.
Per Crawford
Delaware
Georgia
North Carolina
Virginia.
Convinto di essere vittima di un imbroglio (Clay, che peraltro non lo sopportava, fece confluire su Adams i voti degli Stati sui quali influiva e in cambio fu poi nominato Segretario di Stato), Jackson contestò il risultato ed è a seguito di tale ingarbugliato esito camerale che il partito democratico/repubblicano entrò in una fatale crisi dissolutiva.
Nasceva ad opera dei jacksoniani il partito democratico che ben conosciamo.
Partito che, defenestrando nel 1828 J. Q. Adams, l’ultimo ‘aristocratico’, avrebbe portato al governo del Paese la nascente e scalpitante borghesia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-03 13:06:052020-06-03 13:06:055 febbraio 1825, una data davvero memorabile

Missouri polls

Giugno 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non dappertutto (naturalmente) i sondaggi di questi tempi danno il dem Joe Biden in vantaggio.
Nel Missouri, per esempio, le cose vanno differentemente e Donald Trump a fine maggio guida di quattro punti: quarantotto a quarantaquattro.
È pur vero, però, che nel 2016 il tycoon colà stravinse: oltre il cinquantasei contro il trentotto per cento.
A ben vedere, deve il Presidente stare in campana anche qui.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-02 19:44:572020-06-02 19:44:57Missouri polls
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