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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Coronavirus: conseguenze per la salute o per l’economia?

Giugno 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Coronavirus ovviamente preoccupa gli Americani e non poco.
Riguardo sia alle conseguenze per la salute che a quelle economiche.
Secondo la rilevazione in merito fatta da Scott Rasmussen, il cinquantatre per cento degli elettori teme maggiormente la minaccia che riguarda il benessere personale proprio e familiare.
Non significativi a tale riguardo il sesso, le classi di età degli intervistati, le loro appartenenze etniche.
Come sempre, invece i riferimenti politici.
I democratici si preoccupano al settantuno per cento della salute contro il trentotto dei repubblicani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-02 19:13:472020-06-02 19:13:47Coronavirus: conseguenze per la salute o per l’economia?

Perché la Cina oggi. Alle radici del contrasto con Stati Uniti e Occidente

Giugno 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1) È verso la fine del Settecento che Jedediah Morse – il ‘padre della geografia’ per gli Americani e in verità anche il genitore di Samuel, l’inventore dell’alfabeto che porta il cognome di famiglia – teorizza la sua “translatio imperii mundi”.
Le Nazioni – sostiene – si susseguono nel dominio dell’orbe.
È un imperio che segue nel tempo un percorso da Est verso Ovest.
All’inizio fu la Cina a sopravanzare le altre.
Poi, venendo ad Occidente, via via, i Mesopotamici, gli Egizi, i Greci, i Romani, gli Spagnoli, i Britannici, gli Statunitensi…
È, secondo questo schema, ovvio che, compiuto il giro, il predetto imperio torni alla Cina.
E quindi…

2) È dalle Guerre dell’Oppio – la prima sul declinare degli anni Trenta dell’Ottocento – che la Cina in qualche modo perde la propria più completa autonomia venendo a dipendere dai voleri dei Paesi Europei che la dirigono.
(Anche l’Italia, e non per pochi anni, avrà voce in capitolo attraverso la Concessione di Tientsin).
È il lungo periodo storico che sopravviene denominato ‘il secolo dell’Umiliazione’.
Ha termine infine con l’avvento al potere di Mao Ze dong.
Ufficialmente, l’1 ottobre 1949 con la fondazione della Repubblica Popolare.
(Va qui incidentalmente notato come tutto, perfino la traslitterazione della lingua – al vecchio metodo Wade/Giles subentra il Pinin ragione per la quale Mao Tze tung diventa Mao Ze dong, per dire – divenga dipoi oggetto di rivendicazione e rivincita).
È assai impetuosamente negli ultimi decenni, come sappiamo e constatiamo, che i Cinesi hanno via via e vie più preso la guida dell’economia mondiale.
Si tratta di una evoluzione voluta e di un conseguente successo perseguito di certo anche (la classe dirigente ha la conoscenza storica necessaria e la memoria lunga) per far pagare duramente agli Occidentali le umiliazioni subite delle quali gli ignoranti da noi non hanno alcuna memoria!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-02 18:38:142020-06-02 18:38:14Perché la Cina oggi. Alle radici del contrasto con Stati Uniti e Occidente

Due (!?) attentatori e un fucile ‘italiani’

Giugno 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Uno certamente.
Tra gli attentatori alla vita dei Presidenti americani, uno era certamente italiano.
Si tratta dell’anarchico calabrese Giuseppe Zangara che sparò in direzione dell’allora eletto ma non entrato in carica Franklin Delano Roosevelt a Miami il 15 febbraio 1933.
Non doveva essere un gran tiratore Zangara perché, pur mirando da distanza abbastanza ravvicinata, non prese F. D. R. e colpì invece a morte il Sindaco di Chicago Anton Cermak che a quel momento gli era vicino.
Morì sulla sedia elettrica di lì a poche settimane (il 20 marzo successivo) il nostro.
Del secondo ‘italiano’ attentatore si è parlato ma non si è certi.
Si tratta di Charles Nicoletti, un mafioso di buon peso di Chicago.
Secondo alcune testimonianze mai asseverate, Nicoletti sarebbe stato l’organizzatore (nonché uno degli attentatori) dell’assassinio di John Kennedy a Dallas il 22 novembre 1963.
Al di là comunque degli individui davvero o secondo i complottisti coinvolti in azioni delittuose contro inquilini di White House, di certo era italiana l’arma usata da Lee Harvey Oswald per uccidere Kennedy.
Era un ‘Carcano modello 91’ progettato dal varesino Salvatore Carcano e in uso nell’Esercito italiano per lunghissimi anni.
Era quell’arma di grande qualità altresì utilizzata dai Marines (Oswald lo era stato e la scelse conoscendola bene).
Due (con molti e fondati dubbi quanto al secondo) attentatori e un fucile ‘italiani’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-02 15:38:582020-06-02 15:38:58Due (!?) attentatori e un fucile ‘italiani’

Riepilogo quanto ai delegati dem

Giugno 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo stato delle cose all’1 giugno quanto ai delegati democratici.
Il totale degli stessi da eleggere è di 3979.
È pertanto la maggioranza assoluta fissata a 1991.
2704 quelli già assegnati.
1278 da designare.
1566 gli attribuiti a Joe Biden.
425 quelli che gli mancano.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-01 19:36:412020-06-01 19:36:41Riepilogo quanto ai delegati dem

Peggiorano le previsioni quanto al ritorno alla normalità

Giugno 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vanno peggiorando le previsioni degli elettori intervistati a proposito delle loro attese quanto alla completa ripresa economica dopo il lockdown.
Scott Rasmussen riporta che
– il quarantacinque per cento contro il cinquantotto di marzo pensa che occorreranno uno o due mesi
– che il ventotto contro il ventinove (qui le bocce sono ferme) opina ne serviranno da tre a sei
– che il ventuno contro otto a marzo ritiene che la questione andrà per le lunghe: da sei mesi a un anno.
Come sempre, più ottimisti i repubblicani e più pessimisti i democratici.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-01 18:06:082020-06-01 18:06:08Peggiorano le previsioni quanto al ritorno alla normalità

‘Superjuneday’

Giugno 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un martedì 2 giugno importante per il partito democratico.
Molti difatti gli Stati (più il Distretto di Columbia) chiamati alle urne nelle Primarie:
Indiana
Maryland
Montana
New Mexico
Pennsylvania
Rhode Island
South Dakota.
Si avvicinerà Joe Biden alla agognata maggioranza assoluta dei delegati alla Convention.
Sarà peraltro ancora una volta curioso vedere quanti voti andranno all‘ufficialmente ritirato Bernie Sanders.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-01 18:04:462020-06-01 18:04:46‘Superjuneday’

2016: ‘trifecta’ GOP. 2018: perdita della Camera. 2020: ?

Giugno 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Stiamo, almeno quanto a 2016 e 2018, ai fatti.

Otto anni di amministrazione Obama…
La candidatura di Hillary Clinton…
Risultato (conseguente? quanto al trascorrere del tempo, certamente sì) nel 2016?
L’estremo outsider Donald Trump conquista la Casa Bianca e, mentre l’Asinello contempla i cocci, il partito repubblicano – un’impresa difficile il ‘trifecta’ a livello federale – è maggioranza in entrambi i rami del Congresso.
(Chissà se e quando ci si interrogherà pubblicamente in merito e non solo, quasi in segreto, tra gli analisti?)

Passano due anni e le Mid Term Elections 2018 portano contrastanti cambiamenti.
Alla Camera l’elefantino viene suonato (e non poco), mentre al Senato guadagna addirittura due seggi.
L’indicazione giusta è quella camerale perché la tornata elettorale alla Camera Alta è la più favorevole possibile al Grand Old Party visto che la classe di Senatori al rinnovo è largamente costituita da democratici che rischiano pertanto decisamente di più (e pagano).
Cosa che non accadrà (anzi) il 3 novembre 2020.

Passando dai fatti alle ipotesi?
Dovessero Trump e i repubblicani riuscire a invertire la rotta compirebbero davvero una impresa, viene da dire.
Un’impresa, non qualcosa di impossibile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-01 13:32:122020-06-01 13:32:122016: ‘trifecta’ GOP. 2018: perdita della Camera. 2020: ?

I sondaggi quanto al voto per il Congresso

Giugno 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, occorre vincere e sedersi alla Casa Bianca.
Va bene.
Va meglio – l’ho detto e ripetuto e qui ribadisco – se dopo le elezioni l’occupante della Executive Mansion può contare anche sulla maggioranza al Senato.
La situazione poi è teoricamente perfetta in caso di ‘trifecta’: se anche alla Camera cioè il partito del Presidente è il più forte.
Ecco che, per avere un’idea quanto alle prospettive 3 novembre in merito, diamo una attenta occhiata ai sondaggi relativi ben sapendo che quelli che guardano al confronto Trump/Biden danno nettamente in vantaggio lo sfidante.
A cinque mesi e cinque giorni dal voto (le rilevazioni prese in considerazione datano 29 maggio) la media dei riscontri concernenti quindi il suffragio congressuale mostra un partito democratico in spolvero, avanti addirittura del sette e sette per cento: quarantotto e due contro quaranta e cinque.
In affanno, ovviamente, un Grand Old Party che al momento sembra doversi preoccupare non di prevalere ma di non subire eccessivamente.
Quanto va accadendo nelle città proprio in queste ore a seguito del doloroso fatto di Minneapolis può…
le proteste, le violenze, i seguenti provvedimenti possono…
mutare radicalmente gli umori.
Altrettanto (o meno? lo verificheremo) influirà l’andamento del Covid 19.
Più ancora la conseguente crisi economica già in atto.
Quanto e come persisterà è la domanda?
Cinque mesi e cinque giorni, dicevo.
Può cambiare il mondo.
Magari più volte!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-01 13:22:042020-06-01 13:22:04I sondaggi quanto al voto per il Congresso

Ispanici repubblicani

Giugno 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il 19 maggio scorso, in una elezioni suppletiva per uno scranno alla Camera dei Rappresentanti, in California, si è nettamente affermato Mike Garcia, ispanico e repubblicano.
Un caso?
Visto che il Golden State è da anni e sempre più terra democratica (un ‘Blue State’), parrebbe di sì.
Va peraltro qui notato che fin dai tempi di Franklin Delano Roosevelt un buon trenta per cento dei votanti di origini latino americane ha costantemente votato per il Grand Old Party.
Oggi, alla Camera dei Rappresentanti, siedono, è vero, trentasei ‘Hispanic Democrats’ ma anche, Garcia compreso, cinque ‘Hispanic Republicans’.
Da sottolineare poi che un’altra dozzina di candidati latini GOP sta scaldando i motori in vista 3 novembre.
E, d’altronde, non è forse vero che nel 2016 una parte non indifferente appunto di immigrati regolari provenienti dai Paesi a sud degli USA ha votato Donald Trump?
Si ripeteranno e nel caso in quale misura?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-01 13:20:292020-06-01 13:20:29Ispanici repubblicani

Presidential approval rating

Maggio 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Maggio 2020.
Quale il livello percentuale di approvazione e disapprovazione dell’operato di Donald Trump?
Dodici gli istituti di portata nazionale che hanno interrogato gli elettori a tale riguardo.
Notevoli le differenze.
Si va da un minimo del quarantuno per cento (Ipsos/Reuters) a un massimo del quarantanove (Gallup Poll).
Quanto alla disapprovazione, la minima sarebbe del quarantasei (ABC News/Washington Post) e la massima del cinquantaquattro (Ipsos/Reuters e Fox News).

Guardando ai precedenti (è dal primo mandato di Franklin Delano Roosevelt che tali rilevazioni vengono fatte), i Presidenti, padre e figlio!, che in un preciso momento hanno avuto punte di massimo gradimento sono stati:
– George Walker Bush, novanta, il 21 settembre 2001, uno dei giorni seguenti gli attentati sul suolo americano
– George Herbert Bush, ottantanove, il 28 febbraio 1991, giorno che segnava la fine della Guerra del Golfo.
Non che tali straordinari record abbiano portato molto bene ai due.
George Herbert fu sconfitto da Bill Clinton nel seguente 1992, mentre George Walker pochi giorni prima del subentro di Barack Obama era sceso al trentaquattro.
Sopra gli ottanta punti in qualche tratto del loro operare anche
– Franklin Delano Roosevelt (23 gennaio 1942)
– Harry Truman (22 agosto 1945)
– John Kennedy (5 marzo 1962).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-31 17:31:422020-05-31 17:31:42Presidential approval rating
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