Il Presidente eletto il prossimo 5 novembre 2024 guiderà le grandi, previste celebrazioni. Una ragione in più per vincere! Guardiamo ai, diciamo così, travagliati precedenti che quanto ai quattro inquilini della Executive Mansion di volta in volta in carica non parlano favorevolmente dato che per differenti ragioni nessuno tra loro fu successivamente confermato. Ciò detto ad introdurre l’argomento, come sanno anche i sassi (non però che in verità si tratti di una data in qualche modo ‘scelta’ dato che l’approvazione del Documento era avvenuta in una seduta del precedente 2 luglio 1776 – John Adams scrisse alla consorte Abigail proprio che quel giorno sarebbe passato alla storia – e che buona parte dei Founding Fathers lo firmarono ad agosto): l’anniversario della Dichiarazione di Indipendenza (‘Independence Day’, come definito dal 1791) cade il 4 del settimo mese dell’anno.
Nel giorno del Cinquantenario (4 luglio 1826) due gravi lutti colpirono la Nazione. Morirono difatti a poche ore di distanza l’uno dall’altro il secondo e il terzo Presidente, John Adams e Thomas Jefferson. In carica a Washington in quel momento John Quincy Adams, uno dei Capi dello Stato più discussi, sia perché il solo eletto dalla Camera dei Rappresentanti, sia per la feroce opposizione interna al partito che lo aveva espresso che con lui arrivò sostanzialmente alla dissoluzione.
Nel giorno del Centenario (4 luglio 1876) era in corso a Philadelphia la Centennial International Exhibition inaugurata per la bisogna il 10 maggio precedente alla presenza di Ulysses Grant – a propria volta, un Presidente assai discusso e in difficoltà – e dell’Imperatore del Brasile dom Pedro Il di Braganza.
In occasione del 150° (4 luglio 1926), fu inaugurato, sempre a Philadelphia, il ‘Sesquicentennial Stadium’, un importante impianto sportivo a forma di ferro di cavallo con tappeto erboso che arrivava ad ospitare 102mila spettatori. Molte le manifestazioni nella circostanza organizzate. Alla Casa Bianca in quel mentre Calvin Coolidge, succeduto a suo tempo mortis causa al predecessore Warren Harding.
I festeggiamenti per il Bicentenario (caduto il 4 luglio 1976 e celebrato alla presenza di Gerald Ford: l’unico arrivato allo scranno presidenziale senza essere stato personalmente eletto in quanto subentrato, a seguito di dimissioni dei due, prima al Vicepresidente Spiro Agnew e dipoi a Richard Nixon) ebbero inizio addirittura il primo giorno di aprile dell’anno precedente. Moltissimi gli eventi in programma e realizzati. Partecipe nientemeno che la Regina Elisabetta II. Giorni, quelli qui ricordati, di grande festa.
Naturalmente, in tutto il Paese, già si pensa al 4 luglio 2026, all’indicato 250°. A presiedere, lo ripeto, l’eletto il cui nome – considerati i precedenti sopra illustrati si arriva a comprendere la ragione della contrastatissima situazione che ha visto un inedito ritiro in corsa, quello di Joe Biden, due attentati a Donald Trump, una mai vista investitura dall’alto che ha portato una Signora, Kamala Harris, assolutamente non votata nei Caucus e nelle Primarie ad essere obbligatoriamente scelta dai democratici – sarà quasi certamente conosciuto il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre del 2024, il 5 cioè. Quasi certamente, perché la ciliegina sulla torta.
3 ottobre 2024