Il percorso Caucus Primarie dem del 2020
Un totale di ventinove personalità politiche di un qualche rilievo si sono candidate nei Caucus e nelle Primarie democratiche già nel 2019 in vista delle votazioni novembrine del 2020. L’ex Vice di Barack Obama Joe Biden ha guidato i sondaggi per tutto il 2019 ad eccezione di un breve periodo in ottobre quando la Senatrice Elizabeth Warren ha registrato un’impennata di consensi.
Diciotto dei ventinove dichiaratisi in competizione si sono ritirati prima dell’inizio formale del confronto a causa della scarsa presa registrata nei sondaggi, di una raccolta fondi non adeguata e o della mancanza di una significativa copertura mediatica.
Le prime votazioni sono state segnate da polemiche, poiché problemi tecnici con la rendicontazione dei suffragi hanno comportato un ritardo di tre giorni nei conteggi finali nel Caucus dell’Iowa così come nelle successive verifiche.
I relativi risultati certificati hanno mostrato come il Sindaco Pete Buttigieg avesse conquistato il maggior numero di delegati mentre il Senatore Bernie Sanders prevaleva nel voto popolare.
Sanders ha poi vinto le Primarie del New Hampshire di misura sullo stesso Buttigieg prima di signoreggiare alla grande nel Caucus del Nevada consolidando lo status di favorito per la Nomination.
Biden, le cui fortune elettorali avevano risentito delle perdite in Iowa, New Hampshire e Nevada, è tornato alla ribalta vincendo in modo schiacciante le Primarie della Carolina del Sud in ragione del forte sostegno locale degli elettori afroamericani, dell’approvazione dell’autorevole Rappresentante della medesima South Carolina Jim Clyburn così come soprattutto dell’Establishment del partito che temeva il prevalere di Sanders.
Dopo di che, un giorno prima del Super Tuesday, sollecitati e in cambio di assicurazioni quanto a futuri incarichi, diversi candidati hanno abbandonato la corsa e appoggiato Biden in quello che è stato visto come un consolidamento dell’ala democratica moderata a danno di quella radicale fino a quel punto, parecchi essendo coloro che si contendevano il non infinito spazio, quanto a delegati, prevalente.
Prima dell’annuncio del ritiro quasi generale, i sondaggi vedevano Sanders in testa nella maggior parte degli Stati chiamati in causa nel Super Tuesday.
Biden – a quel mentre senza competitori nell’ambito elettorale moderato sopra ricordato – ha così poi vinto dieci gare su quindici respingendo le sfide di Sanders, della per il momento superstite Warren e dell’ex sindaco di New York Michael Bloomberg acquisendo un notevole vantaggio.
L’8 aprile, poi, l’ex Vicepresidente è diventato il ‘candidato presunto’ dopo che Sanders, l’unico contendente infine rimasto, si è ritirato dalla corsa.
All’inizio di giugno, indisturbato, ha quindi superato la soglia dei delegati necessari per ottenere la Nomination.
L’11 agosto seguente, Joe Biden ha annunciato che l’ex candidata alla Presidenza sua competitrice Kamala Harris gli sarebbe stata al fianco nella corsa.
Biden e Harris sono stati ufficialmente nominati componenti il ticket dell’Asinello nella Convention del 18 e 19 agosto.
Hanno infine vinto tra infinite polemiche le elezioni generali del 3 novembre, sconfiggendo il Presidente in carica Donald Trump e il Vice Mike Pence.
Biden è diventato il primo candidato democratico dai tempi di Bill Clinton e il terzo in assoluto a ottenere la Nomination senza riportare né l’Iowa né il New Hampshire, i primi due Stati nel calendario Caucus/Primarie, fra l’altro nella circostanza stravolto per la coesistente epidemia.
13 luglio 2024

