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Rompere un potenziale pareggio nelle Presidenziali

Settembre 19, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno coincidente con il bisestile (e pertanto in questo 2024 il giorno 5 del mese indicato), come tutti gli altri componenti l’Unione e dal 1964 il District of Columbia, il Nebraska attribuisce i suoi Voti Elettorali (‘Electors’, con l’iniziale maiuscola perché successivamente – essendo l’elezione cosiddetta Presidenziale ‘di secondo grado’ e non diretta ad opera degli aventi diritto e cioè del popolo – partecipi del Collegio che effettivamente nomina il Presidente il primo lunedì dopo il secondo mercoledì di dicembre e quindi nella circostanza il giorno 16).
Dappoiché i risultati del Censimento a questo fine determinante gliene assegna cinque, ne conferisce due al vincitore statale e uno al candidato che riceve più voti in ciascuno dei suoi tre Distretti Congressuali (solo il Maine, usando tutti gli altri Stati il ‘winner take all method’ assoluto, ha un sistema analogo peraltro con due Distretti e non tre visto che detiene quattro Voti Elettorali, uno in meno, e, parliamone, colà anche, si incorre in una situazione consimile quanto al Distretto settentrionale che, andando del tutto controcorrente, si è espresso nelle due ultime votazioni presidenziali per Donald Trump).
Il Secondo tra questi nebraskani – che comprende il nucleo dell’area metropolitana di Omaha Council Bluffs, include tutta la Contea di Douglas, sede di Omaha, la città più grande dello Stato, nonché la Contea di Saunders e parti di quella occidentale di Sarpy – è il Distretto più conteso.
Noto come oscillante (‘Swing’) a partire dagli anni 2010, è stato uno dei due con un margine inferiore in tutte le elezioni tenutesi dopo il Censimento del 2010.
Barack Obama lo ha preso di mira nel 2008 come parte di una strategia per rompere un potenziale pareggio 269 a 269, vincendo effettivamente il Voto Elettorale locale con l’uno e due percento sul repubblicano John McCain, che ha conquistato gli altri quattro Electors dello Stato.
Questa vittoria ha segnato la prima volta che la Delegazione Elettorale del Nebraska è stata divisa e il primo Voto Elettorale dello Stato per un democratico dal 1964.
Obama non è riuscito a mantenere il Distretto nel 2012 e Hillary Clinton lo ha perso contro Trump del 2 per cento nel 2016.
Joe Biden è invece riuscito a riportarlo dalla parte democratica per il 6,6 nel 2020.
Questo cambiamento è con buona probabilità dovuto principalmente al recente aumento della popolazione nell’area metropolitana di Omaha e alla crescente forza democratica tra gli elettori con una laurea, una categoria in cui il Secondo Distretto si classifica al posto d’onore tra tutti gli Stati USA.
C’è una spinta in corso da parte di alcuni repubblicani, sostenuti da Donald Trump, dal Governatore Jim Pillen e dal Rappresentante del Secondo Distretto Don Bacon (rilevante il fatto che quanto alla Camera la maggioranza sia stata di contro repubblicana), per cambiare il sistema di voto del Collegio Elettorale diviso del Nebraska in un formato ‘il vincitore prende tutto’ (‘winner take all’) assoluto alla stregua degli altri componenti l’Unione, il Maine, come detto, escluso.
Il Distretto in questione (con l’omologo indicato dello Stato del New England) è considerato un campo di battaglia (‘Battleground’) chiave nel 2024 e potrebbe nuovamente essere decisivo in caso di tendenza verso la parità del pluricitato Collegio Elettorale.

Nota Uno.
È guardando ai risultati recenti del Nebraska e del Maine che si può avere una sia pure lontana idea di cosa accadrebbe se tutti gli altri Stati e il District non usassero più il winner take all assoluto che, come qui si ripete, assegna al vincitore anche per un solo suffragio popolare tutti gli Electors ai quali lo Stato ha diritto.
Sistema che può condurre – ed è già accaduto quattro volte, l’ultima nel 2016 – alla vittoria nel Collegio Elettorale del meno votato dai cittadini.
Sistema che può – occorre comunque un davvero rivoluzionario Emendamento Costituzionale di quasi impossibile approvazione perché si andrebbe contro il federalismo di base – essere semplicemente (per carità!) modificato arrivando a considerare come determinante l’espressione popolare nazionale.

Nota Due.
Come si è visto, ho ogni volta aggiunto ‘assoluto’ alla classica dizione ‘winner take all’ perché esiste altresì il vincitore prende tutto ‘relativo’.
Si ha (e viene usato in qualche non raro caso per l’attribuzione dei delegati alla Convention repubblicana in specie) quando al più votato che abbia superato il 50 per cento dei suffragi si assegnano tutti gli eligendi in palio ma se nessuno raggiunge tale esito la distribuzione dei medesimi è proporzionale.
Potrebbe essere questo il modo per consentire ad altri partiti di concorrere con qualche risultato in quanto logicamente perché accada che nessuno dei contendenti raggiunga la maggioranza assoluta gli stessi devono essere almeno tre.
Visto che una tale apertura non può che essere conseguente ad una legge rivoluzionaria con la quale i democratici e i repubblicani ammettono che il loro predominio possa entrare in discussione la possibilità che accada è nulla.

19 settembre 2024

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