Voto anticipato e postale: una giungla!
Leggi da una parte 30, dall’altra 40… Parlo dei milioni di americani che hanno, meglio, avrebbero già votato. Per via del fatto che quasi tutti gli Stati (è questa una decisione di competenza locale) consentono (e moltissimi hanno da giorni dato il via alle operazioni) il voto anticipato.
Così stando le cose e considerando altresì che relativamente al voto postale (anch’esso diffusissimo) le norme differiscono mi chiedo se e quanto abbia ancora senso la determinazione della giornata elettorale delle cosiddette Presidenziali secondo la famosa tiritera “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile”.
Ove si consideri poi che almeno un paio di Stati ritengono addirittura che lo spoglio delle schede arrivate via posta possa proseguire quindici giorni dopo il termine predetto, si comprende come alla fine, al dunque, ci si trovi in una specie di giungla.
Tutto ciò a prescindere dalle contestazioni che proprio il voto postale comporta.
Spero che il 5 novembre il risultato che esce dalle schede effettivamente scrutinate sia tale da non lasciare dubbi perché altrimenti quanto accaduto il 6 gennaio 2021 potrebbe non solo ripetersi, moltiplicarsi.
28 ottobre 2024

