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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Quando decidevano le Conventions come non succederà oggi

Aprile 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una qualche nostalgia m’assale ripensando alle ‘Brokered Conventions’ di tempi lontani.
O almeno alle ‘Contested’.
(Nelle prime – nessuno avendo raggiunto in precedenza la maggioranza assoluta dei delegati – è nella kermesse che si trovavano gli accordi e le alleanze necessarie per prevalere, magari al centotreesimo ballottaggio come in casa democratica nel 1924.
Nelle seconde, la maggioranza veniva raggiunta da uno dei candidati maggiormente appoggiati nelle ore che intercorrevano tra l’inaugurazione della Convention e la prima votazione nella quale ipso facto prevaleva, come accaduto nel 1976 nel Grand Old Party allorquando Gerald Ford batté, così, sul filo di lana, Ronald Reagan).
Nostalgia di situazioni particolari e di conseguenti sconfitte sanguinose.
William Gibbs McAdoo, due volte il più votato nel primo ballottaggio e due volte restato al palo, per dire (tra i democratici, nel 1920 e nel 1924).
Estes Kefauver che nel 1952 – in un contingente nel quale le Primarie erano meno numerose e pertanto non così decisive – prevalendo per ogni dove, veniva dolorosamente sconfitto alla Convention da Adlai Stevenson.
Andando molto indietro nel tempo, l’incumbent Franklin Pierce al quale il partito democratico negò la nuova investitura proprio al Congresso preferendogli James Buchanan.
(E mi viene qui da notare che, ‘Contested’ a parte, tutti i casi riportati hanno riguardato proprio casa democratica).
Arrivando all’oggi, a queste Primarie dell’Asino sospese, a questa situazione senza precedenti (nel 1918, in piena Spagnola, erano previste le Mid Term Elections che fecero registrare un calo notevole dell’affluenza, di oltre venti punti rispetto alle presidenziali del 1916), un Joe Biden ‘in naftalina’ non pare debba temere.
Bernie Sanders è praticamente impossibilitato a batterlo.
Ed è decisamente tardi perché Andrew Cuomo (in questi momenti sulla bocca di molti e comunque, secondo le sue dichiarazioni, del tutto non interessato) o un altro possa davvero impensierirlo.
Arriverà l’ex Vice di Barack Obama alla Convention di Milwaukee adesso fissata al 17 agosto con il necessario numero di delegati, necessario per vincere al primo colpo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-07 11:45:522020-04-07 11:45:52Quando decidevano le Conventions come non succederà oggi

La gente arrivata negli USA tra dicembre 2019 e febbraio 2020

Aprile 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Praticamente 760.000 le persone che tra dicembre e febbraio sono arrivate dalla Cina negli Stati Uniti.
Tra loro, 228.000 gli Americani colà andati per lavoro o turismo.
Nello stesso periodo, poco più di 343.000 quelle arrivate dall’Italia.
Quasi 419.000 dalla Spagna.
1.900.000 dalla Gran Bretagna.
Stando ai dati di un sondaggio, il cinquantuno per cento degli Americani richiede che in futuro gli arrivi dalla Cina debbano essere strettamente controllati.
Solo il ventisette per cento non è dello stesso parere.
Come sempre, differenti le posizioni se si guarda a repubblicani e democratici.
Nella specie, tra i primi il settantuno per cento è per l’inasprimento dei controlli mentre tra i secondi solo il trentasette.
Gli indipendenti si dividono tra un quarantotto favorevole e un ventotto contrario.
Un buon quarantadue per cento, infine, è dell’idea che lo stesso criterio vada adottato per tutte le nazioni, non solo per la Cina.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-06 17:51:372020-04-06 17:51:37La gente arrivata negli USA tra dicembre 2019 e febbraio 2020

I finanziamenti ricevuti dai candidati fino al 29 febbraio

Aprile 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I dati ufficiali relativi alla raccolta fondi dei principali candidati (democratici e repubblicani compresi) al 29 febbraio scorso concludono per totali 515.848.973 dollari.
Per avere un termine di paragone peraltro relativo, Hillary Clinton e Donald Trump nel 2016 ricevettero nel complesso all’incirca 936 milioni.
Fra i due, molto più sostenuta economicamente Hillary che raccolse 586 di quei 936 milioni!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-06 11:35:222020-04-06 11:35:22I finanziamenti ricevuti dai candidati fino al 29 febbraio

Chris Cuomo intervista Andrew Cuomo

Aprile 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il fratello minore del Governatore del New York Andrew Cuomo si chiama Chris ed è un anchorman della CNN.
Ha intervistato il germano e gli ha chiesto se sia disponibile a candidarsi per la Casa Bianca.
La risposta è stata negativa.
Categoricamente.
Alla successiva domanda riguardante la possibile entrata come candidato Vice nel ticket dem la risposta è stata la medesima.
Questo per quanto non pochi si stiano agitando nel partito dell’Asino ritenendo Andrew l’uomo giusto per battere Trump.
Occorre prenderne atto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-06 11:34:192020-04-06 11:34:19Chris Cuomo intervista Andrew Cuomo

Gli Stati Uniti d’America come “un impero per la libertà”

Aprile 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per Thomas Jefferson, gli Stati Uniti d’America erano non solamente una potenza in formazione ma “un impero per la libertà”.
Una forza in perenne espansione che operava per conto di tutti in difesa dei principi del buon governo.
Scrisse in proposito il terzo Presidente:
“Riteniamo di agire in ragione di obblighi non ristretti ai limiti della nostra società.
È impossibile non essere consapevoli che stiamo operando per tutta l’umanità.
Che circostanze negate ad altri ma concesse a noi ci hanno imposto il dovere di dimostrare qual è il grado di libertà e di autogoverno in cui una società può arrischiare a lasciare i suoi singoli membri”.
Per Jefferson, l’espansione degli Stati Uniti e il successo dei loro sforzi coincidevano con gli interessi dell’umanità.
L’impero immaginato era concepito come espansione della libertà.
Come verga impeccabilmente Henry Kissinger in ‘Ordine mondiale’:
“… la convinzione che i principi americani siano universali ha introdotto un elemento di contraddizione nel sistema internazionale perché implica che i governi che non li praticano non siano pienamente legittimi.
Questa tesi – talmente radicata nel pensiero americano da essere solo occasionalmente proposta a livello politico ufficiale – induce a pensare che una parte significativa del mondo viva in una situazione in qualche modo insoddisfacente, provvisoria, e che un giorno sarà redenta.
Nel frattempo, i rapporti di tale parte con la massima potenza mondiale devono essere connotati da un latente elemento conflittuale”.
Parole da ricordare sempre e comunque in merito perché assolutamente rispondenti al profondo sottendere americano!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-05 19:34:112020-04-05 19:34:11Gli Stati Uniti d’America come “un impero per la libertà”

Memorabilia: quando a Boston fu proibita la musica di Beethoven

Aprile 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il 6 aprile 1917 (aveva Woodrow Wilson giurato per la seconda volta il precedente 4 marzo), gli Stati Uniti entravano nella Prima Guerra Mondiale.
Nella campagna elettorale datata 1916 il tema riguardante l’intervento era stato dibattuto a lungo ed entrambi i candidati (al Presidente uscente e democratico si contrapponeva il Giudice della Corte Suprema Charles Evans Hughes, ovviamente repubblicano) si erano sostanzialmente dichiarati pacifisti.
Confermato contro le aspettative (il partito repubblicano nel 1912 aveva perso a causa della spaccatura causata dalla fuoriuscita con successiva candidatura dell’ex Capo dello Stato Theodore Roosevelt e si pensava fosse in grado di tornare al governo), Wilson cercò fino all’ultimo di evitare l’inevitabile ma alla fine (in particolare a seguito di affondamenti di navi da parte dei sommergibili tedeschi con numerose vittime americane) il 2 aprile 1917 chiese, secondo Costituzione, al Congresso di dichiarare guerra a alla Germania.
La mozione, votata dal Senato a larghissima maggioranza (ottantadue a sei i sostegni) il mattino del successivo 6 aprile (venerdì santo) ottenne il sì definitivo dalla Camera (trecento settantatre a cinquanta i voti favorevoli).
Il successivo 13 (aprile è il più crudele dei mesi, ricordate?) nasce per iniziativa presidenziale il ‘Committee on Public Information’ (letteralmente, ‘Comitato di informazione pubblica’) il cui compito è quello di stimolare il patriottismo e unire la Nazione nello sforzo bellico.
Direttore un intraprendente giornalista che si era fatto strada nel mondo della stampa scandalistica di nome George Creel.
Come sottolineano gli storici, la neonata e subito attivissima agenzia di propaganda si spinse fino al punto di incitare i cittadini all’odio contro la Germania e i suoi simpatizzanti (e poteva anche starci) ma anche, e con atti estremi, contro i cittadini americani tedeschi di origine, altresì obbligati ad americanizzare il cognome.
Bandito l’insegnamento della lingua germanica in non poche scuole, cambiato il nome ai crauti (diventati ‘cavoli della libertà’) sui menu nei ristoranti, a Boston (la città da sempre e ancora a quei tempi culturalmente più importante) fu proibita l’esecuzione della musica di Ludwig Van Beethoven!
E non se la cavarono meglio i pacifisti e i radicali così come tutti coloro che sembrava non si impegnassero in modo assoluto a sostenere lo sforzo bellico.
Leggi specifiche furono emanate e fu proibito anche solo parlare contro la guerra (il leader socialista e più volte candidato alla Casa Bianca Eugene Debs fu condannato a dieci anni di carcere – non totalmente scontati per la successiva grazia concessa da Warren Harding nel dicembre del 1921 – per questo).
È in tale temperie che – consideriamo un aspetto decisamente positivo – infine, vista la partecipazione femminile allo sforzo in atto, fu concesso il voto alle donne.
Nel 1917 nel New York.
Poi, a conflitto invero terminato, nel 1919, a livello federale con applicazione già nelle elezioni del 1920.

Al riguardo, fino a poco tempo prima, del resto esplicitando l’opinione dei più, lo stesso Wilson aveva ripetutamente affermato che recarsi al seggio per votare era cosa non degna per le Signore.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-05 12:40:012020-04-05 12:40:01Memorabilia: quando a Boston fu proibita la musica di Beethoven

Biden farebbe un solo mandato (conta parecchio)

Aprile 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un importante aspetto della candidatura Biden (possiamo parlarne mentre la politica non solo americana è come sospesa a causa dell’epidemia?) sta nel fatto che se fosse eletto non cercherebbe un secondo mandato.
Nato il 20 novembre 1942, il 5 novembre 2024, allorquando si voterà per la sessantesima volta, avrà la bellezza di ottantadue anni da compiere a breve.
Davvero troppi.
Questo dato di fatto lo favorisce certamente all’interno del suo partito (come favorisce il più anziano Sanders) perché lascia sperare i suoi rivali interni i quali possono essere certi di avere via libera abbastanza presto.
Un candidato più giovane potrebbe occupare la poltrona per otto anni cosa che dovesse adesso l’ex Vice vincere non succederà.
Importante e molto la designazione del (della?) running mate che, dovesse il ticket dem prevalere, partirebbe fra quattro anni in pole position.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-05 12:38:012020-04-05 12:38:01Biden farebbe un solo mandato (conta parecchio)

Memorabilia: Franklin Delano Roosevelt incontra Ibn al Saud

Aprile 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Reduce da Yalta, imbarcato sull’incrociatore pesante USS Quincy (CA 71), il 14 febbraio del 1945, Franklin Delano Roosevelt riceve a bordo la visita del Re dell’Arabia Saudita (e fondatore del Regno) noto all’estero con il nome di Ibn al Saud.
Tra i molti temi trattati, la necessità prospettata da Franklin Delano di un sostegno saudita alla immigrazione ebraica in Palestina.
Gli accordi raggiunti – contenuti in un Trattato segreto – riguardarono un intervento USA per garantire la sicurezza militare del Paese arabo (assistenza e addestramento) e un accesso americano sicuro alle forniture petrolifere.
Il primo e proficuo contatto storico tra Stati Uniti e Arabia Saudita.
Uno dei fiori all’occhiello dell’ultimo e brevissimo mandato del Presidente del New Deal.
Entrato in carica il 20 gennaio 1945, morirà il successivo 12 aprile.

Il nome dell’incrociatore – Quincy – derivava da quello della cittadina del Massachusetts così chiamata in onore del Colonnello John Quincy avo dei due Presidenti Adams, John e, appunto, John Quincy.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-04 19:08:172020-04-04 19:08:17Memorabilia: Franklin Delano Roosevelt incontra Ibn al Saud

Sospensione delle attività legislative locali

Aprile 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Conseguenza del Coronavirus a livello locale la dichiarata sospensione delle attività dei Legislativi in non pochi Stati.
Essendo la decisione in merito prevalentemente di competenza governatoriale, diverse le determinazioni.
Si va pertanto, nei numerosi casi proposti, da moratorie a tempo determinato a sospensioni a tempo indefinito.
Una situazione ovviamente in continuo divenire.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-04 15:17:312020-04-04 15:17:31Sospensione delle attività legislative locali

‘Whip’: un trampolino verso White House?

Aprile 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La ‘frusta’ (‘the whip’) – espressione derivata dalla caccia alla volpe laddove designa colui che guida i cani – è il parlamentare USA sostanzialmente delegato ad ottenere che i congressisti si attengano nelle votazioni alle disposizioni partitiche.
È dal secondo decennio del Novecento che al Senato la figura ha preso piede e sostanza.
Tra i democratici dal 1913.
Tra i repubblicani dal 1915.
Tra i ‘whip’ che si sono succeduti nella Camera Alta, pochi davvero hanno poi avuto una carriera politica significativa.
Nel Grand Old Party, praticamente solo l’attuale leader della maggioranza appunto repubblicana al Senato Mitch McConnell.
Tra gli Asinelli, un futuro Vice Presidente e poi invano candidato, Hubert Humphrey, e soprattutto Lyndon Johnson, Vice di John Kennedy e suo successore.
Quanto alla Camera dei Rappresentanti, la prima ‘frusta’ democratica risale al 1899 e la sola figura davvero rimarchevole è quella di Nancy Pelosi, dipoi diventata leader del gruppo e due volte (la seconda dopo le Mid Term 2018) Speaker.
Il ‘whip’ repubblicano in questo consesso di maggior ‘peso’ è stato il futuro Vice Presidente Dick Cheney.
Non poi molto, in prospettiva, a ben guardare.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-04 12:44:442020-04-04 12:44:44‘Whip’: un trampolino verso White House?
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