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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Il risultato delle Primarie del Wisconsin e dell’Alaska

Aprile 15, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non che a questo punto – Bernie Sanders non si è solo ritirato, ha dato il proprio appoggio a Joe Biden che, per di più, ha dalla sua parte l’ex Presidente Barack Obama – i risultati delle Primarie del 7 aprile scorso nel Wisconsin siano estremamente importanti ma è comunque necessario conoscerli.
L’esito, reso noto il 13 scorso, dice
Joe Biden al sessantatre per cento abbondante
Bernie Sanders poco sopra il trentuno.
Meno netta ma comunque piena la vittoria (al cinquantacinque per cento) dell’ex Vice il seguente 10 aprile in Alaska.
Nelle future consultazioni per la nomina dei delegati alla Convention democratica sarà possibile votare solo per Biden nessun altro essendo più in competizione con lui.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-15 12:02:442020-04-15 12:02:44Il risultato delle Primarie del Wisconsin e dell’Alaska

Obama sostiene Biden

Aprile 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Finora defilato (fin troppo, secondo alcuni osservatori), visto il ritiro e l’endorsement di Bernie Sanders, Barack Obama annuncia il proprio appoggio al suo ex Vice Joe Biden.
Si compatta pertanto compiutamente il fronte democratico.
Resta solamente il nodo della Vice Presidenza.
Per il vero, non soltanto, perché come già detto sarà necessario arrivare alla stesura di un programma condiviso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-14 20:09:382020-04-14 20:09:38Obama sostiene Biden

Della necessità per Biden di trovare un equilibrio

Aprile 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Centrista, è così definito nel contesto democratico Joe Biden.
Socialista, radicale, riformatore Bernie Sanders.
Dovrà il ‘presumptive nominee’ dell’Asinello arrivare alla stesura di una platform che riesca ad accontentare e a far convergere le due anime del partito.
Non troppo conservatore il programma.
Non troppo radicale.
Per ottenere che, in specie negli Swing States (decisivi), non ci siano defezioni.
Che in particolare non accada che una frangia degli elettori ‘di sinistra’ si astenga o, come accaduto quattro anni fa, voti addirittura Trump.
Vedremo se questo esercizio di puro equilibrismo gli riuscirà.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-14 20:08:152020-04-14 20:08:15Della necessità per Biden di trovare un equilibrio

Le elezioni 2020 come ‘canto del cigno’ di una intera generazione

Aprile 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, il candidato nato addirittura prima di Pearl Harbor (Bernie Sanders ha aperto gli occhi l’8 settembre del 1941 e l’attacco giapponese è datato 7 dicembre 1941) ha lasciato la corsa per la nomination democratica ma non per questo si può guardare alla politica di vertice USA come a una palestra per giovani.
Il Presidente Trump è del giugno 1946 e pertanto si appresta a compiere settantaquattro anni.
Il ‘presumptive nominee’ democratico Joe Biden è nato il 20 novembre del 1942 e diciassette giorni dopo le elezioni raggiungerà le settantotto primavere.
La Speaker della Camera Nancy Pelosi ha da poco toccato il gran bel traguardo degli ottanta.
Il Presidente pro tempore del Senato Chuck Grassley batte tutti visto che a settembre festeggerà l’ottantasettesimo genetliaco.
Non è l’America un Paese politicamente per giovani, guardando alla realtà.
Non, ovviamente, che essere, per dire, quarantenni garantisca chissà quali capacità e performance, ma insomma.
Segneranno comunque le elezioni 2020 da questo punto di vista necessariamente il canto del cigno di una intera generazione dato che risulta davvero difficile pensare a un 2024 nel quale le stesse facce (Trump obbligatoriamente, fosse il 3 novembre confermato, per via del dettato dell’Emendamento del 1951) si ripropongano.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-14 12:44:352020-04-14 12:44:35Le elezioni 2020 come ‘canto del cigno’ di una intera generazione

Sanders appoggia Biden

Aprile 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Oggi chiedo a tutti gli Americani – democratici, indipendenti e non pochi repubblicani – di unirsi a questa campagna e a sostenere la candidatura di Joe Biden come intendo fare io”.
Queste le parole con le quali Bernie Sanders, dopo avere reso pubblico il suo appoggio all’ex Vice di Obama, ha invitato gli elettori a votarlo “per abbattere il Presidente più pericoloso della storia contemporanea”.
Parole forti, come si vede.
Contrariamente a quanto fece nel 2016 allorquando concesse a denti stretti e solo alla fine la vittoria a Hillary Clinton, quest’anno il Senatore del Vermont accetta con qualche maggiore buona grazia la sconfitta.
Pare proprio che il partito democratico sia compatto nella sfida a Donald Trump in questo 2020.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-14 12:43:252020-04-14 12:43:25Sanders appoggia Biden

Cosa conta il voto popolare a livello nazionale

Aprile 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ben sappiamo – è capitato più volte e l’ultima nel 2016 – che si può diventare Presidente degli Stati Uniti d’America prendendo meno voti popolari a livello nazionale.
Conta, difatti, il consenso ottenuto Stato per Stato.
A seguire una più specifica rappresentazione del fenomeno.

1948, è il 2 novembre.
Il candidato ‘Dixiecrat’ James Strom Thurmond conquista il 2,4 per cento dei voti popolari su base nazionale e 39 Grandi Elettori.
1992, è il 3 novembre.
Il candidato indipendente Ross Perot conquista il 18,9 per cento dei voti popolari su base nazionale e nessun Grande Elettore.
Thurmond concentra i suffragi (meno di 1.200.000) in una ben precisa, a lui vicina, parte del Paese e prevale in 4 Stati (Alabama, Louisiana, Mississippi e South Carolina).
Perot disperde le preferenze (arriva secondo solo nel Maine e nello Utah) e i suoi quasi 19.750.000 voti non lo portano da nessuna parte.
Si aggiunga che, in estrema ipotesi, in una situazione simile ma non uguale a quella del 1948 (se 3 essendo i candidati capaci di conquistare Grandi Elettori nessuno tra loro ne ottenesse quanti necessari per arrivare alla maggioranza assoluta ed essere pertanto eletto Presidente dal Collegio degli stessi), il terzo classificato, per quanto esiguo sia il numero dei suoi delegati, sarebbe ammesso al voto della Camera dei Rappresentanti alla quale spetterebbe nella circostanza la nomina (secondo il XII Emendamento datato 1804).
Cosa assolutamente impossibile invece in una contingenza quale quella del 1992 dato che il terzo candidato, pur tanto maggiormente seguito a livello nazionale, non ha conquistato Grandi Elettori lasciando quindi certamente ad uno dei rivali la predetta e prescritta maggioranza.
Per la storia, effettivamente, nel 1824 la nomina del Presidente fu demandata alla Camera, nessuno dei pretendenti a White House avendo raggiunto il totale di 131 Grandi Elettori allora richiesti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-13 16:25:562020-04-13 16:25:56Cosa conta il voto popolare a livello nazionale

Possibile e a quali condizioni posticipare le elezioni novembrine?

Aprile 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dal 1848 che, sulla base di una legge datata 1845, negli Stati Uniti le votazioni per l’elezione dei Grandi Elettori (ai quali è demandata la successiva nomina del Presidente) si svolgono “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile”.
È seguendo questa disposizione che nel corrente 2020 le cosiddette Presidenziali sono fissate al 3 appunto del penultimo mese.
Mai successo finora – neanche durante la Guerra di Secessione – che la data in cotal modo identificata sia stata spostata.
Impossibile oggi sapere quale sarà l’andamento della epidemia in atto, fino a quando il Coronavirus imperverserà.
Come già detto in una precedente nota, lo ‘United States Code’ prevede la possibilità che gli Stati (ciascuno autonomamente, potendo comunque concordare la decisione), per cause che potremmo definire di forza maggiore che abbiano provocato il fallimento della votazione, convochino i comizi in una data successiva.
La norma (è del 1948) in verità afferma che ogni Stato provvederà alla bisogna sulla base della propria legislazione in merito.
A proposito si ricorda che parecchi Stati per un certo numero di occasioni a partire dalle prime elezioni hanno scelto i Grandi Elettori attraverso il voto dei rispettivi Legislativi non chiamando il popolo alle urne.
È di tutta evidenza che lo spostamento delle elezioni comporterebbe determinazioni conseguenti.
I Grandi Elettori una volta eletti devono infatti provvedere alla scelta del Presidente “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo dicembre”.
E il XX Emendamento prescrive che il Congresso – che deve ratificare la nomina – si riunisca alle dodici del terzo giorno del gennaio seguente.
Leggi apposite (del resto previste dal secondo comma del citato Emendamento), per la prima e per la seconda incombenza, possono regolare i mutati termini quando necessario.
Tutto inedito ed estremamente interessante.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-13 13:16:322020-04-13 13:16:32Possibile e a quali condizioni posticipare le elezioni novembrine?

Per chi voteranno a novembre i ‘sandersiani’?

Aprile 12, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I dati relativi al 2016 riportano che il dodici per cento di coloro che votarono Bernie Sanders nel corso delle Primarie si espressero poi a novembre per Donald Trump.
Cosa faranno i ‘sandersiani’ quest’anno?
Molto naturalmente dipenderà dal programma che Biden e i suoi proporranno (e si dice che i due staff abbiano già avuto contatti per parlarne).
Un recente sondaggio comunque propone uno scenario per i democratici migliore rispetto a quello di quattro anni fa visto che gli intenzionati a sostenere Trump sarebbero oggi meno: il sette per cento.
Basta un niente per cambiare l’esito nei tre Stati nei quali il repubblicano prevalse sul filo di lana sulla democratica.
I quarantasei Grandi Elettori totalmente espressi da Pennsylvania, Wisconsin e Michigan andarono a Trump per meno di ottantamila suffragi popolari.
E può essere quindi che il voto quest’anno nelle indicazioni più favorevole per Biden dei predetti ‘sandersiani’ porti a un esito opposto al precedente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-12 12:20:162020-04-12 12:20:16Per chi voteranno a novembre i ‘sandersiani’?

Un running mate comme il faut

Aprile 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Una donna.
Joe Biden ha detto e ripetuto che sceglierà come candidata alla Vice Presidenza una donna.
Ok, benissimo.
Sarà californiana o del New York?
Verrebbe da escluderlo con buona pace in particolare di Kamala Harris.
Una delle funzioni (non certamente la sola visto che deve ‘completare’ il candidato Presidente quanto alla collocazione nell’arco politico e sociale, almeno) del secondo componente il ticket elettorale è quella – non sempre rispettata – di garantire alla cordata la conquista dei delegati dello Stato di sua provenienza.
Ora, per quanto Trump possa agitarsi, la California e il New York a novembre vedranno prevalere assai nettamente i democratici senza necessità alcuna di una ulteriore spinta.
Considerando i punti deboli dello schieramento dell’Asino nelle perdute votazioni del 2016 – gli Stati nei quali, inopinatamente, Hillary Clinton fu sconfitta – una candidata in grado di portare fieno in cascina potrebbe essere la Senatrice del Minnesota Amy Klobuchar.
È pur vero che la collocazione ideologica della Signora è molto vicina a quella di Biden.
Volendo ‘coprirsi a sinistra’ parrebbe difficile, considerando il suo declino in termini di voti nelle Primarie, ricorrere a Elizabeth Warren.
Tutti nomi quelli fin qui fatti di ex candidate ma nessuno esclude che un nominativo del tutto imprevisto possa spuntare.
E se alla fine saltasse fuori Michelle Obama?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-11 12:15:172020-04-11 12:15:17Un running mate comme il faut

“Presumptive nominee”

Aprile 11, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per quanto sia rimasto il solo candidato in pista per la nomination democratica, Joe Biden, non avendo ancora raggiunto la prescritta maggioranza assoluta (pari a millenovecentonovantuno) dei delegati alla Convention dì Milwaukee, deve per il momento essere indicato come il “presumptive nominee” dell’Asinello.
Questo a partire dall’8 aprile, giorno nel quale Bernie Sanders ha gettato la spugna.
Vedremo quando l’ex Vice di Obama arriverà a toccare la fatidica soglia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-04-11 12:12:132020-04-11 12:12:13“Presumptive nominee”
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