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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Trentuno Stati ordinano ‘stay at home’

Marzo 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Trentuno gli Stati USA che per contrastare il Coronavirus hanno vietato di uscire di casa se non in particolari circostanze solo se necessario.
Sono
Alaska
Arizona
California
Colorado
Connecticut
Delaware
District of Columbia
Hawaii
Idaho
Illinois
Indiana
Kansas
Louisiana
Maryland
Massachusetts
Michigan
Minnesota
Montana
New Hampshire
New Jersey
New Mexico
New York
North Carolina
Ohio
Oregon
Rhode Island
Vermont
Virginia
Washington
West Virginia
Wisconsin.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-31 17:28:552020-03-31 17:28:55Trentuno Stati ordinano ‘stay at home’

‘Scegliere’ l’avversario?

Marzo 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le Primarie USA, sapete.
A parte specificità locali, posso essere ‘aperte’ o ‘chiuse’.
Nelle seconde, sono ammesse al voto solamente le persone che iscrivendosi alle liste elettorali hanno dichiarato la loro vicinanza al partito che le indice.
Esclusi pertanto gli avversari e gli indipendenti.
Nelle ‘aperte’, il contrario: tutti gli iscritti alle predette liste possono partecipare.
È così in questi particolari ambiti teoricamente praticabile e del tutto lecito (ma difficile da portare a termine) da parte dei rivali il tentativo di ‘correggere’ il risultato facendo prevalere il candidato ritenuto più facilmente battibile dal proprio.
È quel che cercò invano di organizzare Donald Trump tra fine febbraio e il Super Tuesday del 3 marzo per fare in modo di favorire Bernie Sanders.
Tutto assolutamente legittimo.
Moralmente inaccettabile e non consentito invece quanto occorso in altre occasioni, allorquando si è denigrato e screditato il più temibile dei candidati opposti.
È accaduto molte volte, in qualche modo ovviamente.
La macchinazione ‘peggiore’, volendo, quella messa in atto agli inizi della campagna primaria 1972 ai danni di Edmund Muskie.
Già Governatore e al momento Senatore del Maine, si prospettava Muskie un forte avversario del Presidente in carica Richard Nixon.
Ai suoi danni, da subito, una azione basata su falsificazioni che lo danneggiarono portandolo al ritiro.
Ottenne così la nomination dem George McGovern, in effetti poi facilmente (a valanga, come si dice) battuto a novembre.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-31 16:26:352020-03-31 16:26:35‘Scegliere’ l’avversario?

Trump loda Cuomo e punzecchia Biden

Marzo 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Conosco Andrew da molto tempo e per essere onesti sarebbe un candidato migliore di ‘sleepy Joe’ ”.
Così, Donald Trump commentando le prese di posizione e le decisioni – a volte contrastanti con le sue – del Governatore democratico del New York Andrew Cuomo.
Certo, un modo e un’occasione per punzecchiare il probabile avversario Joe Biden.
Ma altrettanto certamente un giusto riconoscimento per un amministratore capace e risoluto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-31 13:55:532020-03-31 13:55:53Trump loda Cuomo e punzecchia Biden

‘Australian ballot’, voto segreto

Marzo 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È il Massachusetts il primo Stato USA nel quale si opta per il voto segreto e corre il 1888.
È il South Carolina l’ultimo a decidersi in merito e siamo nel 1950.
Prese il nome ‘Australian ballot’ perché adottato in Tasmania già nel 1856.
Diamo per ovvio e scontato che il voto debba essere segreto ma per lungo tempo, in larga parte del mondo così non è stato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-31 11:36:492020-03-31 11:36:49‘Australian ballot’, voto segreto

‘Brokered and contested Convention’

Marzo 30, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1924: occorsero centotre ballottaggi e diciassette giorni per arrivare alla scelta del candidato democratico (poi perdente) alla Presidenza, il record in casa Asinello quanto a lunghezza di una Convention.
1880: trentasei le votazioni in casa repubblicana nella circostanza, il primato tra gli Elefantini.
Quindici dal 1832 le ‘brokered Conventions’ (così sono definiti i Congressi partitici ai quali nessuno dei candidati arriva avendo una maggioranza di delegati precostituita e si vota ripetutamente) tra i democratici e nove tra i repubblicani.
(Per la storia, fino al 1932 compreso, la maggioranza richiesta era dei due terzi la qual cosa nel partito che era stato di Andrew Jackson consentiva alle delegazioni degli Stati del Sud di avere una forza contrattuale decisiva e manteneva a destra, alla conservazione quel movimento politico).
In luogo di ‘brokered’ spesso si usa dire altresì ‘contested’.
Non è corretto farlo.
‘Contested’ è una Convention nella quale tra l’inizio dei lavori e la prima votazione uno dei candidati riesce a trovare alleanze che gli consentano di vincere alla prima votazione evitando lungaggini.
Memorabile il 1976 repubblicano.
Gerald Ford difatti prevalse su Ronald Reagan proprio coalizzando i voti necessari nelle battute iniziali della kermesse.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-30 19:08:502020-03-30 19:08:50‘Brokered and contested Convention’

L’ultimo veterano lascia

Marzo 30, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale.
Fred Risser, nato il 5 maggio del 1927, l’unico veterano ancora presente in una delle assemblee elettive americane appunto di una guerra finita nel 1945, ha annunciato che quello che sta per finire sarà il suo ultimo mandato da legislatore.
Eletto una prima volta alla Camera del suo Wisconsin nel 1956 e poi dal 1962 al Senato, il prossimo 3 gennaio, con l’insediamento della Camera Alta che sarà rinnovata il 3 novembre in una tornata elettorale che non lo vedrà protagonista dopo sessantaquattro anni, lascerà.
È quello di Risser il record assoluto quanto a permanenza continua nelle istituzioni.
Dalla prima candidatura ad oggi è sempre risultato eletto.
Chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-30 15:42:232020-03-30 15:42:23L’ultimo veterano lascia

La Provvidenza Divina assisterà ancora gli Stati Uniti?

Marzo 30, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Esiste una particolare Provvidenza Divina a favore dei bambini, dei matti, degli ubriachi e degli Stati Uniti d’America”, così Otto von Bismarck-Schoenhausen ai suoi tempi.
Al fine di dimostrare che l’asserzione del mitico ‘Cancelliere di ferro’ ora riportata corrisponde al vero, nel 2013, ho scritto un saggio (ovviamente intitolato ‘La Provvidenza Divina e gli Stati Uniti d’America’).
Mi soffermavo in quelle pagine in particolare sulle vicende non certamente solo politiche che hanno portato alla Executive Mansion i più ‘grandi’ (a mio modo di vedere) Presidenti USA.
Nessuno tra loro quattro (non di più, i migliori nel ruolo) in verità preferito nell’urna ai contendenti dai votanti.
– Thomas Jefferson, per cominciare.
Sconfitto nel 1796, arriva alla Presidenza seguendo un percorso tortuoso.
Ottiene difatti nel 1800 lo stesso numero di Grandi Elettori di Aaron Burr.
Tra i due, necessario il ballottaggio alla Camera.
Preverrà addirittura e soltanto alla trentaseiesima votazione.
– Abraham Lincoln, naturalmente.
Vince nel 1860 per Grandi Elettori con meno voti popolari di quelli che i due rivali democratici (è il primo repubblicano a vincere soprattutto per la divisione nel campo avverso) e un terzo aspirante collezionano.
È per questo un classico ‘Presidente di minoranza’.
– Theodore Roosevelt.
Governatore per l’Elefantino del New York in conflitto per la sue idee di buon governo e riformiste con la cricca politica dominante ad Albany, viene imbarcato come running mate nel ticket del Grand Old Party al fianco dell’uscente e certamente rientrante William McKinley.
Parcheggiato alla Vice Presidenza e teoricamente messo da parte, Teddy arriva invece a settembre del 1901 a White House in luogo dell’assassinato titolare.
(I tre Signori fin qui citati, con il Padre della Patria George Washington, sono stati ottimamente scolpiti sul Monte Rushmore, South Dakota – scelta felice – da Gutzon Borglum).
– Lyndon Johnson, infine.
Vice mal sopportato ma necessario (garantiva l’allora Senatore i Grandi Elettori del suo Texas) di John Kennedy, gli succederà il 22 novembre 1963 nel giorno del suo assassinio.
(Non mi soffermo qui – andremmo molto per le lunghe – sulle dimostrate grandi capacità, magari in campi diversi, dei quattro e sulla impronta indelebile che hanno lasciato).
Non solo queste le dimostrazioni date dalla più volte ricordata e specifica Provvidenza.
Venendo all’oggi e dovendo gli Stati Uniti affrontare un momento di sofferenza, un prosieguo di campagna elettorale sconvolto da una epidemia (cosa in effetti già accaduta – ma si trattava di Mid Term Elections – nel 1918 a causa della Spagnola), come, in quale modo, si manifesterà ancora la benevolenza celeste?
Che debba necessariamente intervenire è altresì ferrea convinzione – si evince – di Michael Medved autore di ‘God’s Hand on America: Divine Providence in the Modern Era’.
Uscito nel 2019, il saggio dello studioso originario (in qualche modo giustamente essendo la grande città della Pennsylvania l’antica sede dei Congressi Continentali nei quali istituzionalmente nacquero gli USA) di Philadelphia non poteva ovviamente trattare dell’odierna epidemia Covid 19, ma, aggiungendosi al mio più politicamente impostato, benissimo completa (attraverso dieci molto significanti storie) il discorso in merito.
Nutriamo giudiziosamente fiducia e preghiamo perché così sia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-30 12:16:222020-03-30 12:16:22La Provvidenza Divina assisterà ancora gli Stati Uniti?

Biden cala nei sondaggi

Marzo 30, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un nuovo sondaggio ABC Washington Post afferma che la distanza tra Joe Biden e Donald Trump nelle preferenze degli elettori è fortemente diminuita.
L’ex Vice un mese fa era dato in vantaggio di sette punti percentuali ridotti ora a due.
Quarantanove per Biden e quarantasette per il Presidente uscente.
Ancora lunghissimi i giochi e del tutto inesplorata una campagna per White House condotta mentre infuria una epidemia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-30 11:30:192020-03-30 11:30:19Biden cala nei sondaggi

Si terrà la Convention democratica a luglio?

Marzo 29, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dipende ovviamente dall’andamento dell’epidemia in atto, ma negli USA qualcuno sta già ipotizzando un rinvio (quella repubblicana è in programma a Charlotte, North Carolina, dal 24 agosto) se non un annullamento della Convention democratica prevista per il 13 luglio a Milwaukee, Wisconsin.
Già un buon numero delle Primarie dem ancora in calendario sono state posticipate (quella del New York oltre la metà di giugno).
Cosa succederebbe se non potessero essere realizzate?
Va qui ricordato che tutto l’iter riguardante la scelta del candidato alla Presidenza è regolato dai partiti e che appunto la dirigenza democratica è abilitata a intervenire in materia.
Può decidere quindi di non effettuarle.
Di tenere conto solo di quelle già svolte.
Di annullare l’intero percorso.
Appunto di spostare o annullare la Convention.
In quest’ultimo estremo caso determinando come e in qual modo deliberare.
Naturalmente, infiniti i problemi e certamente, qualunque decisione venga presa, le conseguenti polemiche.
E c’è chi – scontento dell’andamento delle votazioni già fatte – già pensa alla sostituzione del front runner Joe Biden.
Molto interessante davvero.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-29 17:34:482020-03-29 17:34:48Si terrà la Convention democratica a luglio?

Primarie del New York posticipate

Marzo 29, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Inevitabile, vista la situazione epidemica, la procrastinazione delle Primarie del New York previste per il 28 aprile.
Ritenendo che il picco del contagio possa arrivare all’incirca a metà del prossimo mese, il Governatore Andrew Cuomo ha comunicato che gli abitanti dello Stato con capitale Albany saranno chiamati alle urne il 23 giugno.
Difficile davvero – e del resto ben altri e più gravi sono i problemi – capire come questo lungo periodo (le prime votazioni di peso si dovrebbero tenere il 2 giugno) di fermo delle consultazioni possa politicamente influire.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-03-29 12:04:242020-03-29 12:04:24Primarie del New York posticipate
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