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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

L’Iowa non finisce mai!

Febbraio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

‘Recanvass’, ovvero riconteggio.
È di pochi giorni fa la richiesta fatta all’Iowa Democratic Party dal Chair del Democratic National Committee di effettuare un riconteggio totale dei voti del memorabile (chi potrà mai dimenticarlo?) Caucus del trascorso 3 febbraio.
Del resto, è diritto dei candidati chiederlo se e quando ritengano sia necessario.
Possono farlo entro un determinato limite di tempo.
Nel caso specifico, il termine era fissato alle ore dodici del 7 febbraio.
Ebbene, il locale partito democratico non ha effettuato il ‘recanvass’ ma ha spostato la scadenza che adesso è alle ore dodici del 10 febbraio.
Nessuna ufficialità pertanto di risultati più volte annunciati e contestati almeno fino alla ora detta data.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-08 14:25:162020-02-08 14:25:16L’Iowa non finisce mai!

Una standing ovation democratica per Mitt Romney

Febbraio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Mai successo prima?
A questi livelli, quasi certamente.
In un consesso democratico (il dibattito tra i candidati appunto dell’Asinello alla nomination), un repubblicano è stato lungamente applaudito.
È successo quando Amy Klobuchar ha voluto ricordare la presa di posizione contro Trump nella prima votazione per l’Impeachment del Senatore repubblicano dello Utah ed ex aspirante a White House Mitt Romney.
Consenso generale dei presenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-08 14:17:342020-02-08 14:17:34Una standing ovation democratica per Mitt Romney

I dibattiti televisivi (senza dimenticare la radio) tra i candidati alla Casa Bianca

Febbraio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Leggendario il dibattito televisivo datato 26 settembre 1960 tra John Kennedy e Richard Nixon.
Leggendario perché fu il primo e perché la maggior parte degli osservatori sostennero la prevalenza quanto all’immagine (alla radio – la differenza del ‘mezzo’ – non fu percepibile) del democratico ritenendola tale da influire notevolmente sul voto.
(Come per gli sbarchi sulla Luna – sei e se ne ricorda solo uno, il primo! – in verità, i confronti tv tra i protagonisti della campagna 1960 furono quattro: dopo quello indicato, gli altri il 7, il 13 e il 21 ottobre).
Volendo, in due precedenti occasioni, altri politici avevano dibattuto davanti alle telecamere.
Per primi, il 21 maggio, i due candidati democratici della tornata 1956 Adlai Stevenson e Estes Kefauver.
Poi, il 4 novembre (si votava due giorni dopo), in rappresentanza di Dwight Eisenhower l’una e dello stesso Stevenson l’altra, sempre nel ‘56, Margaret Chase Smith (repubblicana) e Eleanor Roosevelt (ovviamente, democratica).
Nessun confronto tv e radio nel 1964 tra Lyndon Johnson e Barry Goldwater.
Nessuno quattro anni dopo tra Richard Nixon e Hubert Humphrey.
Nessuno ancora nel 1972 (Nixon non ne voleva più sapere) tra l’incumbent Nixon e George McGovern.
È pertanto (e senza ulteriori interruzioni) nel 1976 – protagonisti Gerald Ford e Jimmy Carter – che i dibattiti in questione riprendono diventando presto tradizionali e (fino a quando qualcuno li rifiuterà) irrinunciabili.
Tre, comunque, quelli del predetto 1976.
Due nel 1980 (Reagan/Carter).
Due nel 1984 (Reagan/Mondale).
Due nel 1988 (George Herbert Bush/Dukakis).
Tre nel 1992 (Bill Clinton/G. H. Bush/Ross Perot, essendo l’indipendente texano ammesso dato il gradimento raggiunto nei sondaggi).
Due nel 1996 (Bill Clinton/Dole, escluso stavolta Perot perché meno appoggiato nelle rilevazioni fatte).
Tre nel 2000 (George Walker Bush/Gore).
Tre nel 2004 (G. W. Bush/Kerry).
Tre nel 2008 (Obama/McCain).
Tre nel 2012 (Obama/Romney).
Tre nel 2016 (Trump/Hillary Rodham Clinton).
Tre nel 2020, ad oggi programmate.
Vedremo tra quali due (o più, si appalesasse un nuovo Perot!) contendenti.

Nel 1976, per la prima volta, in programma il dibattito (uno soltanto e sarà sempre così) tra i candidati alla Vice Presidenza.
Nella circostanza, Walter Mondale (d) contro Bob Dole (r).
È però solo dal 1984 (George Herbert Bush/Geraldine Ferraro) che si instaura questa abitudine.
Nel 1988, Dan Quayle/Lloyd Bentsen.
Nel 1992, a tre, Gore/Quayle/James Stockdale, nel ticket con Perot.
Nel 1996, Gore/Jack Kemp.
Nel 2000, Dick Cheney/Joe Lieberman.
Nel 2004, Cheney/John Edwards.
Nel 2008, Joe Biden/Sarah Palin.
Nel 2012, Biden/Paul Ryan.
Nel 2016, Mike Pence/Tim Kaine.
Nel 2020, ??/??

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-08 14:16:342020-02-08 14:16:34I dibattiti televisivi (senza dimenticare la radio) tra i candidati alla Casa Bianca

Klobuchar sugli scudi. Biden su una brutta china

Febbraio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ottavo dibattito ufficiale tra i candidati democratici alla nomination.
In vista delle imminenti Primarie del New Hampshire.
Il primo giudizio in merito alle ‘prestazioni’ dei sette (Biden, Buttigieg, Klobuchar, Sanders, Steyer, Warren, Yang) aspiranti alla investitura ammessi?
Molto bene – incisiva, brillante – la Senatrice del Minnesota, Amy Klobuchar.
In ulteriore calo l’ex Vice Presidente, Joe Biden.
In spolvero la Signora (già andata oltre le aspettative – ma aveva intelligentemente fatto il ‘Full Grassley’ – in Iowa).
“Su una brutta china” (come è stato autorevolmente detto) il vecchio (lo si percepisce, e così non è guardando invece al più anziano Sanders) Joe.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-08 13:17:592020-02-08 13:17:59Klobuchar sugli scudi. Biden su una brutta china

New Hampshire 2016/2020

Febbraio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le cose cambiano, eccome.
Nel 2016, nel New Hampshire, due soli i candidati democratici alla nomination: Hillary Rodham Clinton e Bernie Sanders.
È incredibilmente il Senatore del Vermont a prevalere.
Molto nettamente, per ventidue punti percentuali (poco più del sessanta per cento contro poco meno del trentotto).
In questo 2020, nello Stato con capitale Concord, undici gli aspiranti alla investitura dell’Asinello in corsa: una folla.
Sette dei quali con una (per quanto differente) possibilità.
I sondaggi danno lo stesso ‘socialista’ in vantaggio, ma è tutto un altro film.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-08 13:02:172020-02-08 13:02:17New Hampshire 2016/2020

Buttigieg: vincere fa bene, ma…

Febbraio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Prima dell’Iowa…
prima che vincesse nell’Hawkeye State…
Pete Buttigieg, nei sondaggi relativi al voto nel New Hampshire era distante da Bernie Sanders, il più accreditato colà tra i candidati democratici alla nomination.
Oggi, mentre il Senatore del Vermont è dato al venticinque per cento, l’ultima rilevazione colloca l’ex Sindaco al ventuno.
(Elizabeth Warren e Joe Biden seguono con il quattordici e il tredici, rispettivamente).
Vincere porta nuove adesioni, lo sappiamo.
Nuove adesioni in uno Stato – quello con capitale Concord – che presenta per larga parte lo stesso tipo di elettori (bianchi in larga maggioranza).
Vedremo l’esito, che se positivo va celebrato senza esagerazioni.
È difatti quando gli Stati chiamati al voto saranno assolutamente diversi rispetto ad Iowa e New Hampshire che si vedrà quali siano le prospettive di Buttigieg.
Già nel Nevada il 22.
Già, più ancora, nel South Carolina il 29.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-08 12:57:432020-02-08 12:57:43Buttigieg: vincere fa bene, ma…

Il programma dem del mese di febbraio

Febbraio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

3, Caucus dell’Iowa (e abbiamo visto come è andata)
7, ottavo dibattito ufficiale a Manchester, New Hampshire
11, Primarie nel New Hampshire
19, nono dibattito a Las Vegas, Nevada
22, Caucus in Nevada
25, decimo dibattito, a Charlestone, South Carolina
29, Primarie in South Carolina

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-08 12:46:452020-02-08 12:46:45Il programma dem del mese di febbraio

Joe Walsh out. Voterà, nel caso, per Sanders!

Febbraio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Nessuno può battere Trump (nella competizione per la nomination GOP)”.
Queste le parole pronunciate dall’ex Rappresentante repubblicano Joe Walsh nel momento in cui annunciava il proprio ritiro dalla corsa alla investitura repubblicana.
Dopo Mark Sanford e lasciando al solo Bill Weld la scena, Walsh si ritira.
Ha ottenuto davvero poche centinaia di voti (meno dell’uno per cento) in Iowa e ovviamente non ha conquistato delegati.
Lasciando, ha dichiarato che a novembre voterebbe per il democratico Bernie Sanders se questi fosse della partita.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-07 20:25:132020-02-07 20:25:13Joe Walsh out. Voterà, nel caso, per Sanders!
Febbraio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Occorre aspettare il Nevada, dove l’elettorato ispanico è forte.
Altresì e di più, il South Carolina, laddove i neri contano molto.
Questo dicono i sostenitori dell’ex Vice di Obama Joe Biden dopo l’Iowa e mettendo in preventivo una seconda non buona prestazione del loro candidato alla nomination democratica nel New Hampshire.
Vedremo.
Restano però le rilevazioni fatte tra gli elettori (invero, in larga rappresentanza, bianchi) che finora si sono espressi.
Ebbene, meno del cinque per cento di quelli che abitano la fascia diciotto/trentaquattro anni ha votato per Joe.
Il venticinque di coloro che si definiscono moderati.
Il quattro tra i radicali di sinistra.
In pratica, solo gli ultrasessantacinquenni lo seguono in un discreto numero.
Pete Buttigieg – il suo vero competitor essendo Bernie Sanders collocato differentemente – ha invece (e la cosa preoccupa lo staff del veterano) praticamente lo stesso buon gradimento in tutti i segmenti elettorali suddetti.

P. S.
Da un paio di settimane, ogni volta che l’ex Sindaco di South Bend appare, alle sue spalle, ecco un certo numero di neri, donne per lo più.
Una mossa – chissà se e quanto producente – del suo entourage per, diciamo così, avvicinarlo a un gruppo etnico che per ora non lo appoggia.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-07 16:36:462020-02-07 16:36:46

Super Tuesday history, un ‘momento’ quasi sempre decisivo

Febbraio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il 3 marzo prossimo venturo saranno chiamati al voto per la nomina dei delegati alle Convention rispettivamente democratica (la sola che conti essendo quanto alla investitura Donald Trump in una botte di ferro) e repubblicana i cittadini dei seguenti Stati (California – mai tanto anticipata la consultazione nel Golden State – e Texas, i due maggiormente popolosi e più dotati di nominandi per l’impegno del Paese, compresi), Territori e associazioni:
Alabama
American Samoa
Arkansas
California
Colorado
Democrats abroad
Maine
Massachusetts
Minnesota
North Carolina
Oklahoma
Tennessee
Texas
Utah
Vermont
Virginia.
All’incirca un terzo del totale dei delegati in palio in un solo giorno.
Dal 1984 al 2016 compreso, nove a testa (e pertanto diciotto complessivamente) i Super Tuesday.
In diciassette occasioni (‘fallendo’ da questo punto di vista una sola volta, proprio nel 1984 tra gli Asinelli) il candidato nell’uno o nell’altro campo vincente ha poi conquistato la nomination.
Ecco la sequenza così articolata: anno, vincente dem, nominato dem, vincente GOP, nominato GOP.
1984, Hart, Mondale, Reagan, Reagan
1988, Dukakis, Dukakis, G. H. Bush, G. H. Bush
1992, B. Clinton, B. Clinton, G. H. Bush, G. H. Bush
1996, B. Clinton, B. Clinton, Dole, Dole
2000, Gore, Gore, G. W. Bush, G. W. Bush
2004, Kerry, Kerry, G. W. Bush. G. W. Bush
2008, Obama, Obama, McCain, McCain
2012, Obama, Obama, Romney, Romney
2016, H. Rodham Clinton, H. Rodham Clinton, Trump, Trump.
Con davvero ottima probabilità – dice la storia che ben di rado mente – la sera del 3 marzo sapremo quale tra gli aspiranti democratici alla nomination dovrebbe infine prevalere.
Va, peraltro, qui sottolineato che in tutte le circostanze sopra elencate i candidati in competizione nei due campi non sono mai stati numerosi quanto quelli (undici) oggi in corsa in vista della sfida a Donald Trump.
È possibile allora pensare ad una soluzione non definitiva (non solamente con riferimento alla giornata ma all’intera tornata Caucus /Primarie) e ad una Convention democratica ‘alla vecchia maniera’ e cioè ‘brokered’.
Nell’ipotesi, nessuno avendo conquistato prima dell’inizio del Congresso la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto, il consesso potrebbe anche rivolgersi ad un ‘candidato di compromesso’ il cui nome finora non sia stato neppure preso in considerazione.
‘Alla vecchia maniera’, perbacco!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-07 14:37:502020-02-07 14:37:50Super Tuesday history, un ‘momento’ quasi sempre decisivo
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