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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

New Hampshire per Biden, North Carolina per Trump

Giugno 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

49 a 42 per Joe Biden nel New Hampshire secondo il sondaggio condotto colà tra il 13 e il 16 giugno.
46 a 43 per Trump invece nel North Carolina il giorno 17.
Questi i dati.
Mancano la bellezza di 130 giorni e passa al voto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-24 13:08:322020-06-24 13:08:32New Hampshire per Biden, North Carolina per Trump

Visto da destra e poi da sinistra

Giugno 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1) “Cosa ha a che fare Teddy Roosevelt – 26° Presidente degli Stati Uniti – con George Floyd, criminale di carriera con seri problemi cardiaci e una predilezione per le droghe che è morto alla fine di maggio mentre era in custodia della polizia!”
Così Roger Kimball in un articolo nel quale – con riferimento al tentato abbattimento di una statua dedicata al successore di William McKinley – dopo avere debitamente (a suo modo di vedere) etichettato Floyd, si chiede chi mai possa sopravvivere e non essere condannato se retrospettivamente sottoposto a giudizi volutamente indirizzati a quel fine.

2) Parlando anch’egli a proposito di George Floyd, Walter Shapiro riporta la risposta data dal Vice Presidente Mike Pence ad un intervistatore che gli aveva detto non esserci scuse per quanto accaduto al medesimo:
“Così come non possono esserci scuse per le rivolte, i saccheggi e le distruzioni della proprietà che ne sono seguite!”
Al riguardo giudicando, parla del Vice in generale (ma visti i successivi esempi, di quelli repubblicani in specie) definendolo un delegato da parte del proprio ‘capo’ a dipingere il rivale di turno come una reincarnazione di Vlad l’Impalatore, paragonando personalmente Pence al “guttersnipe” (letteralmente zotico e ignorante) suo predecessore Richard Nixon quando nel 1952 attaccava Adlai Stevenson e al “second banana” (un complimento) Bob Dole che, candidato al fianco di Gerald Ford, denunciava, ahi lui, le ‘guerre democratiche’ del Novecento.

Kimball parla da destra.
Shapiro da sinistra.
Difficile possano trovare punti di convergenza.
E non solo a questi riguardi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-23 19:00:582020-06-23 19:00:58Visto da destra e poi da sinistra

Una società giusta e dignitosa?

Giugno 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Negli anni Novanta del trascorso secolo, con un margine di due a uno, la gran parte degli Americani, rispondendo alle domande in merito poste da Scott Rasmussen, affermava di ritenere la società nella quale viveva ‘giusta e dignitosa’ (‘fair and decent’).
Oggi, le risposte alle stesse domande concludono che della medesima opinione è ancora solo il 38 per cento dei cittadini iscritti alle liste elettorali intervistati.
Evidente e drammatica l’inversione.
Quanto alle appartenenze, i repubblicani per il 62 vedono ancora rosea la situazione mentre il 69 per cento dei democratici la percepiscono molto grigia almeno.
Tra gli indipendenti, 45 contro 31 quelli che concordano con i dem.
Non sorprende che addirittura il 77 per cento dei neri veda negativamente la situazione che è ritenuta peggiore anche dal 49, sempre per cento, degli ispanici.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-23 18:09:512020-06-23 18:09:51Una società giusta e dignitosa?

Cosa diceva FiveThirtyEight il giorno delle elezioni 2016?

Giugno 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, Joe Biden domina i sondaggi.
Sempre maggiormente.
A livello nazionale, per quel che vale.
Ma anche, e conta molto di più, guardando ai singoli Stati.
Orbene, uno dei migliori e più celebrati sondaggisti americani in questo specifico campo era (ed è) Nate Silver, fondatore e direttore di FiveThirtyEight, il massimo!
Ebbene, il giorno prima delle elezioni 2016 il suo istituto affermava che le probabilità di vittoria di Hillary Clinton erano il 71,4 per cento contro il 28,6 di Donald Trump.
Si è visto come è finita.
Questo non per qui affermare che il tycoon vincerà nuovamente (i tempi e le condizioni non sono affatto maturi per previsioni serie da parte del sottoscritto) ma per tenere sempre accesa la lampadina.
Per conservare lucidità.
Per non trascurare quei magari piccoli e apparentemente insignificanti particolari che invece fanno saltare il banco.
Conviene aspettare a dare per vincente il pur favorito Biden.
Conviene attendere a dare per spacciato il pur sfavorito Trump.
Il giochi non sono fatti.
Sono aperti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-23 12:34:522020-06-23 12:34:52Cosa diceva FiveThirtyEight il giorno delle elezioni 2016?

Kaufman a capo del ‘Presidential Transition Team’

Giugno 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Joe Biden ha scelto quale responsabile del suo ‘Comitato per la transizione’ (‘Presidential Transition Team’) l’ex Senatore del Delaware Ted Kaufman.
Questi – in precedenza suo collaboratore da sempre – ne è stato il successore allorquando entrò in carica come Vice Presidente dovendo ovviamente lasciare l’incarico alla Camera Alta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-23 11:23:422020-06-23 11:23:42Kaufman a capo del ‘Presidential Transition Team’

Il razzismo rispetto a dieci anni fa

Giugno 22, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dopo i fatti di Minneapolis e le proteste (chiamiamole così…) conseguenti, il trentasei per cento delle persone iscritte alle liste elettorali intervistate da Scott Rasmussen a proposito del razzismo ritiene che gli USA siano oggi più intolleranti di dieci anni fa.
Il ventitre è di opinione opposta.
Il trentasette poi sostiene che i cambiamenti sono di lieve entità.
Fra i neri la posizione negativa è propria del cinquantasei, mentre tra i bianchi del trenta.
È tra questi ultimi che si trova il maggior numero delle persone che pensano che il mutamento non sia molto importante.
Come in ogni caso, i repubblicani la vedono in un modo (pochi relativamente tra loro ha in merito una visione pessimistica) e i democratici in un altro (più numerosi i pessimisti).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-22 18:26:082020-06-22 18:26:08Il razzismo rispetto a dieci anni fa

Differenze comportamentali tra Giudici della Corte Suprema

Giugno 22, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non è un caso.
È una costante.
Nei loro giudizi i membri della Corte Suprema di estrazione democratica (nominati quindi da un Presidente appartenente al partito dell’Asino) votano compattamente rispettando posizioni politicamente corrette e liberal.
Che questo comportamento sia definito positivamente o meno dipende dai punti di vista.
Di contro, gli ‘associati’ e i ‘Chief’ di provenienza repubblicana capita che a proposito delle diverse questioni si dividano seguendo ciascuno non tanto le volontà politiche di parte quanto le proprie idee, in primo luogo i convincimenti giuridici.
Così da non poco tempo (se non da sempre) dimostrandosi quel tipo di conservatori che un tempo si sarebbero definiti ‘illuminati’.
Per fare solo un esempio, per lunghissimi anni (fu scelto da Ronald Reagan nel 1988 e rimase in carica fino al 2018!) Anthony Kennedy è stato ‘l’ago della bilancia’ della Corte prendendo non poche volte parte saliente e decisiva (cinque a quattro l’esito del voto interno) nella discussione e nelle sentenze in posizione difforme rispetto a quanto l’appartenenza partitica originale poteva e pareva collocarlo.
Venendo all’oggi (e per il momento sospendendo ogni considerazione – troppi pochi i giudizi ai quali ha partecipato – quanto a Neil Gorsuch), come è stato notato con forte contrarietà da frange radicali repubblicane, in ben sette e importanti circostanze, comprese le ultime due per così dire ‘avverse a Trump’, il Presidente della Corte John Roberts ha votato, portando il suffragio decisivo, con i colleghi di differente estrazione.
Due dimostrati differenti comportamenti.
Chi voglia può trarne conclusioni.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-22 13:32:202020-06-22 13:32:20Differenze comportamentali tra Giudici della Corte Suprema

E così Jefferson vinse

Giugno 22, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si era discusso a lungo in sede costituzionale a proposito del ‘peso’ che dovevano avere elettoralmente parlando gli schiavi neri, i quali, stando ai risultati del primo Censimento del 1790 erano poco più di 750000 (1).
Non dovevano avere – ovviamente, dato il momento storico – diritto di voto ma gli Stati del Sud, dove erano praticamente tutti concentrati, volevano contassero.
Fu attraverso un compromesso che si decise di considerare ai fini delle votazioni per la Camera dei Rappresentanti nonché dei Grandi Elettori il loro numero per i tre quinti del totale.
In conseguenza, molto più forti le rappresentanze dei Sudisti nel consesso camerale e nel Collegio addetto alla ‘vera’ elezione del Presidente.
Lo storico Garry Wills, facendo i conti relativi alle votazioni del 1800 come se la clausola dei tre quinti non fosse esistita, ha concluso che la vittoria sarebbe spettata all’incumbent John Adams e che Thomas Jefferson non avrebbe conquistato la Executive Mansion.
Jefferson, mica un frillo qualsiasi!

(1) Per quanto mi riguarda, il dato veramente sorprendente non è certamente quello relativo ai neri schiavi quanto quello che dice che ben 60000 tra i colored erano allora uomini liberi!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-22 13:30:332020-06-22 13:30:33E così Jefferson vinse

La ‘clausola del nonno’

Giugno 22, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, sei un democratico del Sud e devi trovare il modo di impedire ai neri di votare.
Ok, hanno ottenuto il diritto di farlo dopo l’approvazione dell’Emendamento del 1868 e quello del 1870 e fino a quando il tuo Stato è rimasto, dopo la fine della Guerra di Secessione, per così dire ‘sotto sorveglianza’ da parte del Nord vincitore lo hanno esercitato.
Ma non sei affatto d’accordo.
Così, appena ti è possibile e le circostanze storiche te lo consentono, metti in cantiere e in opera norme locali che in buona sostanza escludano dai seggi i ‘colored’.
Il pagamento ‘volontario’ di una imposta elettorale alquanto onerosa, per cominciare.
La necessità poi di superare un esame di cultura nel quale occorre dimostrare non solo di saper leggere e scrivere ma anche di saper interpretare la Costituzione.
E riesci verso fine Ottocento a ridurre davvero drasticamente il ‘fastidio’.
Solo che capita anche – e non ti era venuto alla mente potesse accadere – che con un gran numero di neri debbano essere cancellati dalle liste elettorali anche molti bianchi che tra imposta ed esame non ce la fanno.
Non sia mai!
Come puoi rimediare?
Inventando una norma (dapprima applicata in Louisiana e poi dovunque) che dica che hanno diritto di esprimersi ai seggi tutti i maschi adulti il cui padre o il nonno avevano votato prima del 1867 escludendo in questo modo i neri impediti al suffragio in precedenza.
È questa la cosiddetta ‘clausola del nonno’.
E funziona!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-22 13:28:522020-06-22 13:28:52La ‘clausola del nonno’

Non pochi gli attacchi al Presidente della Corte Suprema

Giugno 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Conseguenza delle sue recenti decisioni che hanno portato la Corte Suprema che presiede a decidere due volte ‘contro’ (semplificando) la Presidenza, non pochi i critici del ‘Chief’ John Roberts da parte fieramente conservatrice.
È così occorso che qualcuno sia arrivato a chiamarlo ‘traditore’ riferendosi ovviamente al fatto che l’incarico gli è stato a suo tempo dato dal repubblicano George Walker Bush.
Polemiche in qualche modo da mettersi in conto.
D’altra parte, è in prima fila tra quanti ne lamentano le decisioni lo stesso Donald Trump.
Non è invero una novità – in qualche modo è invece una garanzia – che i Giudici della Corte, nominati a vita e i cui emolumenti non possono essere toccati, siano slegati da appartenenze partitiche restando fedeli invece alle idee.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-21 14:34:142020-06-21 14:34:14Non pochi gli attacchi al Presidente della Corte Suprema
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