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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Tulsa delude

Giugno 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Pare che le aspettative dei repubblicani e di Trump in particolare siano andate deluse a Tulsa.
Il primo grande (nelle intenzioni: ci si aspettavano numeri assolutamente più importanti, non tanto tra i presenti nella sala quanto all’esterno) discorso e bagno di folla previsto ha registrato una partecipazione minore anche se entusiasta.
Vedremo fra non molto (in progetto altri incontri che si sperano oceanici) in quale modo questa inattesa, parziale battuta d’arresto debba essere interpretata.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-21 13:53:012020-06-21 13:53:01Tulsa delude

Se fossi lo stratega di un candidato repubblicano in difficoltà

Giugno 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lavorando sulla base delle disposizioni in merito della Carta Costituzionale e del 12° Emendamento, se fossi il capo staff, lo stratega elettorale, di un candidato che si trovasse nei sondaggi relativi alle intenzioni di voto nelle condizioni attuali di Donald Trump opererei come più sotto esposto sulla base di alcune considerazioni.
La prima:
– dal 1992 al 2012 compresi, diciotto Stati hanno costantemente votato democratico (e si palesano intenzionati a rifarlo il 3 novembre) costituendo quello che viene chiamato ‘Blue Wall’ (‘muro blu’, essendo appunto il blu il colore dell’Asinello).
Il totale (con i numeri conseguenti al Censimento del 2010) dei Grandi Elettori espressi da questi Stati è pari a 242.
Visto che la maggioranza assoluta al Collegio Elettorale è 270, al candidato dem basta vincere in Florida (29 Delegati al medesimo Collegio in questo classico ‘Swing State’) per superare il limite ed essere eletto.
La seconda:
– non sembra proprio (le smentite sono sempre possibili e lo ha dimostrato proprio Trump) che, come con Hillary Clinton con Joe Biden, sia possibile strappare, senza ricorrere ai rimedi sotto suggeriti, ai democratici alcuni degli Stati del predetto ‘Blue Wall’.
La terza:
– come palesato sempre nel 2016 da Evan McMullin, che lo fece l’8 agosto, sono tuttora (dipende dalla ‘deadline’ degli Stati, che differisce, ma di certo è ampiamente fattibile) proponibili localmente (McMullin contava da mormone sullo Utah) terze, quarte, eccetera, candidature ‘indipendenti’ a White House.
La quarta:
– se nessun candidato raggiungesse nel voto novembrino la citata maggioranza assoluta, per il disposto del XII Emendamento datato 1804 (applicato nel 1824), la nomina del Presidente sarebbe compito della Camera dei Rappresentanti che entra in carica il successivo 3 gennaio.
La quinta:
– nella circostanza, in quell’ambito, non conterebbero i voti dei singoli Rappresentanti (che probabilmente, come adesso, sarebbero in numero superiore democratici), perché ad esprimersi si muoverebbero le Delegazioni degli Stati e il loro suffragio varrebbe uno a prescindere dal numero dei Rappresentanti stessi (per chiarire: la California, che ha diritto a 53 scranni nel consesso, e l’Alaska, che ne ha uno, ‘peserebbero’ uno entrambi).
La sesta:
– normalmente, quasi sempre invero, anche quando il suo candidato perde, il partito repubblicano prevale nel voto camerale in più Stati rispetto al rivale.
Tutto ciò detto e rilevato, nei panni del nominato capo staff, stratega di Trump, anche in vista di un esito teoricamente più ‘facile’ (far semplicemente vincere al mio uomo lo Stato) in cotal modo opererei.
– identificherei un certo numero di situazioni tra quelle afferenti il ‘Blue Wall’ nelle quali un terzo e locale ‘indipendente’ oculatamente scelto e sostenuto (che sia ritenuto ‘concorrente’ effettivo del contendente per le posizioni politiche) avesse la possibilità di vincere e lo lancerei.
A, come detto, due fini.
Se prevalente, a quello suindicato di sottrarre Grandi Elettori ai duecentoquarantadue teorici del democratico e impedirgli di arrivare alla meta.
Se non prevalente ma capace di portare via allo stesso dem un numero notevole di voti popolari, di far vincere colà il GOP i cui Grandi Elettori pertanto aumenterebbero.
In soldoni (e a parte il fatto che una tale strategia andrebbe messa in atto altresì negli ‘Swing States’ al fine di vincerli), o si ripete – organizzandosi e non spontaneamente come quattro anni fa – il fenomeno della ‘erosione’ del ‘muro blu’ e si cattura la prevalenza assoluta al Collegio, o si riesce a sottrarre al democratico tanti Grandi Elettori da portare la votazione finale alla Camera.
Tutto assolutamente costituzionale.
Di piu, direi!

Post scriptum.
– Nella citata occasione (1824), la Camera scelse il secondo classificato (John Quincy Adams) sia per numero di delegati che per voto popolare.
Lo sconfitto (Andrew Jackson) – in modo costituzionalmente ineccepibile – ebbe molto a che ridire.
Dalla conseguente disgregazione del partito democratico/repubblicano, al quale appartenevano entrambi, nacque l’attualmente operante partito democratico.
– Una strategia analoga (che funzionò al fine di sottrarre Stati al repubblicano di allora – Benjamin Harrison – e di far tornare in sella il democratico – Grover Cleveland, defenestrato quattro anni prima) fu messa in atto nelle votazioni del 1892 favorendo in ogni modo dove possibile il terzo della situazione, il populista James Weaver.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-21 13:47:032020-06-21 13:47:03Se fossi lo stratega di un candidato repubblicano in difficoltà

Michael Moore crede che Trump possa farcela

Giugno 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Intervenendo da par suo – ha una visione molto precisa degli accadimenti politici e sociali e pur essendo fortemente avverso a Donald Trump nel 2016 era tra i pochi che pensavano potesse vincere – il regista Michael Moore ha affermato che anche quest’anno il tycoon ha buone possibilità di farcela.
Vedendo l’affluenza e la partecipazione dei repubblicani a Tulsa – in fila in moltitudine sperando di poter essere tra i 19000 ammessi nella Arena sportiva della città ad ascoltare il primo grande comizio dell’incumbent – ha molto efficacemente detto:
“Quante persone si metterebbero in fila cinque giorni solo per sentire parlare Joe Biden?”
Già, quante?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-21 13:43:182020-06-21 13:43:18Michael Moore crede che Trump possa farcela

Quanti i morti a causa dell’uso della armi da fuoco?

Giugno 21, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I dati ufficiali relativi al 2018 dicono che negli Stati Uniti d’America i morti per ‘overdose’ sono stati 67367.
Nel 2017, quelli a seguito di incidenti stradali 40231.
Nello stesso anno, i deceduti per ‘firearm’ risultarono essere 39773.
Come si vede i defunti a seguito dell’uso delle armi sono meno in particolare di quelli conseguenti alle overdosi.
Politicamente, però – e si constata ogni volta che qualcuno comincia a sparare – hanno infinitamente più impatto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-21 13:20:212020-06-21 13:20:21Quanti i morti a causa dell’uso della armi da fuoco?

New York e Kentucky al voto il 23

Giugno 20, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Posticipate entrambe – sia nel Kentucky che nello Stato con capitale Albany – per via del Coronavirus.
Cancellate e poi reintrodotte dal Giudice quelle del New York.
Martedì 23 giugno – a giochi ampiamente fatti dato che oramai da tempo Joe Biden ha superato quanto ai delegati alla Convention il limite della maggioranza assoluta – ecco in programma le Primarie dem.
Sessanta (sei dei quali ‘super’) i delegati del Kentucky.
Trecentoventi (quarantotto i ‘super’) quelli del New York.
Nelle schede, per quanto di siano ritirati, alcuni dei candidati alla nomination a suo tempo iscritti.
Sarà interessante vedere quanti voti prenderà nella circostanza in particolare Bernie Sanders.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-20 15:29:212020-06-20 15:29:21New York e Kentucky al voto il 23

‘Acting President’

Giugno 20, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È previsto che in caso di necessità – allorquando il Presidente sia per una qualche ragione impedito – il Vice subentri per il periodo necessario e ne eserciti in sua vece le funzioni.
Storicamente, è accaduto solo due volte.
La prima, durante un ricovero ospedaliero per una operazione del titolare Ronald Reagan che fu quindi sostituito come ‘Acting President’ da George Herbert Bush (13 luglio 1985).
La seconda, in occasione di un esame medico invasivo al quale era sottoposto George Walker Bush, vide protagonista Dick Cheney (29 giugno 2002).
Opportune disposizioni sono state nel tempo adottate per definire chi debba assumere l’incarico nel caso in cui anche il Vice sia impossibilitato.
La linea prevede nell’ordine
– lo Speaker della Camera
– il Presidente pro tempore del Senato
– i componenti il Gabinetto, al primo posto il Segretario di Stato.
Va qui ricordato che – Vice a parte che deve possedere i medesimi requisiti del Capo dello Stato – tra gli impedimenti degli altri elencati potrebbe esserci il non essere cittadino americano dalla nascita.
Quando Nixon si dimise – per esempio – Ministro degli Esteri era Henry Kissinger, tedesco di origine, e pertanto escluso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-20 14:42:112020-06-20 14:42:11‘Acting President’

Sarà la terza donna candidata alla Vice Presidenza

Giugno 20, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Chiunque sia la prescelta (una Signora, senza dubbio, visto che è stato annunciato e promesso), la candidata democratica alla carica vicaria in questo 2020 sarà la terza donna ad affrontare il cimento in questa posizione nel ticket.
I due precedenti non fanno prevedere nulla di buono perché sia Geraldine Ferraro (democratica, nel 1984 accanto a Walter Mondale) che Sarah Palin (repubblicana, con John McCain nel 2008) non hanno avuto fortuna.
Certo che se si dovesse guardare solo ai pregressi non si andrebbe da nessuna parte.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-20 13:23:032020-06-20 13:23:03Sarà la terza donna candidata alla Vice Presidenza

‘Blue Wall’

Giugno 20, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dal 1992 al 2012, in tutte le tornate elettorali presidenziali, diciotto Stati più il Distretto di Columbia hanno votato democratico.
Costituendo quello che è stato chiamato il ‘muro blu’ (‘Blue Wall) essendo appunto il blu il colore del partito dell’Asino.
Sono
California (che ha diritto a 55 Grandi Elettori)
New York (29)
Illinois (20)
Pennsylvania (20)
Michigan (16)
New Jersey (14)
Washington (12)
Massachusetts (11)
Maryland (10)
Minnesota (10)
Wisconsin (10)
Oregon (7)
Connecticut (7)
Hawaii (4)
Maine (4)
Rhode Island (4)
Delaware (3)
Vermont (3)
District of Columbia (3).
In totale, i membri del Collegio dei Grandi Elettori quasi sempre (nel 2016, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin delusero Hillary Clinton) democratici sono la bellezza di 242 essendo la maggioranza assoluta da conquistare fissata a 270.
In questi anni (1992/2012, ripetiamo) il solo Presidente repubblicano eletto è stato George Walker Bush che è riuscito nell’impresa di prevalere due volte in tutti gli altri Stati, ‘Blue Wall’ pertanto escluso.
Un ripetuto colpo di cesello.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-20 13:01:232020-06-20 13:01:23‘Blue Wall’

Amy Klobuchar si ritira dalla corsa alla Vice Presidenza

Giugno 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Con una dichiarazione sorprendente (ma conseguente al divenire) la Senatrice del Minnesota Amy Klobuchar si è ritirata dalla competizione per la nomination alla Vice Presidenza del partito democratico.
Ha detto che ben comprende come questo sia il momento giusto per una presenza di una donna nera nel ticket.
Era Klobuchar – con Elizabeth Warren – una delle due ipotesi bianche tra gli Asinelli da affiancare a Biden.
Sempre più probabile pertanto una decisione nel senso anche da lei indicato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-19 20:15:562020-06-19 20:15:56Amy Klobuchar si ritira dalla corsa alla Vice Presidenza

Il solitario delegato di Bill Weld

Giugno 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Già dimenticata l’avventurata, rivelatasi arrischiata, sfida portata alla Nomination di Donald Trump dall’ex Governatore anni Novanta del Massachusetts e candidato del Libertarian Party alla Vice Presidenza nel 2016 William ‘Bill’ Weld?
Certamente.
Resta, però, del suo impegno un risultato che, per quanto modesto, ha un valore storico.
È, difatti, l’appartenente alla gloriosa Famiglia Weld riuscito a conquistare a febbraio in Iowa un proprio delegato.
Ebbene, era dal 1992 che un candidato sfidante per l’investitura di un Presidente in carica e in cerca della seconda nomination non riusciva nell’impresa.
Contro l’incumbent George Herbert Bush si era allora battuto Pat Buchanan, del quale è il rammentato precedente.
Per la storia (Trump faccia tutti gli scongiuri), G. H. Bush fu poi sconfitto da Bill Clinton e rimane l’ultimo Capo dello Stato USA bocciato nella corsa verso un altro quadriennio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-19 20:14:392020-06-19 20:14:39Il solitario delegato di Bill Weld
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