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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Dibattiti fra candidati: tre? quattro?

Giugno 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Polemiche anche a proposito dei normalmente programmati dibattiti tra candidati alla Casa Bianca.
Di solito (non sempre perché in qualche occasione non furono messi in opera), sono stati tre più uno.
Tre quelli tra i pretendenti alla Executive Mansion e uno tra i Vice.
Ebbene, lo staff del Presidente ha chiesto che nella circostanza, cominciando prima del solito, siano quattro.
La risposta dell’entourage di Biden è stata negativa.
A parte le varie argomentazioni proposte, i trumpiani pensano che la maggiore dimestichezza con il mezzo televisivo e le difficoltà che spesso portano il democratico a commettere gaffe possano aiutare il tycoon oggi dato ancora più indietro nei sondaggi (dodici punti la differenza).
Ovvia la replica negativa: quando mai, difatti, chi è in vantaggio mette a rischio oltre il dovuto il proprio margine?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-19 16:42:362020-06-19 16:42:36Dibattiti fra candidati: tre? quattro?

Andrà meglio l’economia?

Giugno 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si dirà: è sempre così.
Ed è vero.
La differente collocazione partitica negli USA (dappertutto?!) porta a prendere posizioni diverse e contrastanti su quasi tutti gli argomenti.
Ecco, a proposito di economia (tema non da poco e fra i decisivi in termini elettorali), cosa pensano gli intervistati da Scott Rasmussen.
Per i repubblicani il cinquanta per cento pensa che migliorerà (con un aumento del nove rispetto alla precedente rilevazione.
Per i democratici addirittura il settantaquattro per cento ritiene che peggiorerà (dieci in più di prima).
Quanto agli indipendenti – i sondaggi sono effettuati sentendo gli iscritti alle liste elettorali – il cinquantotto per cento pensa negativamente in merito (con un aumento di otto punti rispetto a maggio).
Chissà?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-19 16:24:572020-06-19 16:24:57Andrà meglio l’economia?

Perché Tulsa (“one possible buckle of the ‘Bible Belt’”)

Giugno 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quindici, nientemeno, più parzialmente tre.
Parlo degli Stati che fanno tradizionalmente parte della ‘Cintura della Bibbia’ (‘Bible Belt’, come venne definita, con intento sarcastico e denigratorio ed enorme duraturo successo mediatico, da Henry Louis Mencken nel relativamente vicino 1924 una larga, religiosamente protestante, politicamente e socialmente importantissima zona – una ‘regione informale’ – dei ‘Southern United States’).
In ordine alfabetico.
I quindici sono:
Alabama
Arkansas
Florida
Georgia
Kentucky
Louisiana
Mississippi
Missouri
North Carolina
Oklahoma
South Carolina
Tennessee
Texas
Virginia
West Virginia.
I tre ‘parzialmente’ sono:
Illinois
Indiana
Ohio.
Basti guardare, nella fino a non molto tempo fa lenta evoluzione dei tempi in questa ‘regione’, agli esiti delle consultazioni elettorali tutte per comprenderne le caratteristiche che ne hanno fatto e ancora parzialmente fanno la ‘culla’ della conservazione.
Una ‘culla’ che, restando ovviamente ferma ma seguendo le evoluzioni geopolitiche, si è espressa dopo la fine della Guerra di Secessione e gli immediati ‘aggiustamenti’, dapprima, per all’incirca settantacinque anni, per i democratici (salvo, a conferma dell’importanza colà della religione, nel 1928 e non ovunque, essendo candidato appunto dem il cattolico ‘papista’ Alfred Smith) e poi per i repubblicani.
Dominanti in questa vasta ‘regione informale’ (altra definizione di notevole efficacia) comuni – naturalmente variegati e oggi sbiaditi – caratteri sociali determinati infine dalle vecchie appartenenze.
Nelle elezioni del 2016 i diciotto Stati sopra elencati si sono in larga parte espressi per Donald Trump e costituiscono sostanzialmente (peraltro con l’Idaho, i due Dakota, il Wyoming, il Nebraska e lo Utah) la ‘riserva aurea naturale’ del Grand Old Party.
Una ‘riserva’ decisamente sotto attacco in questo per tanti versi drammatico 2020 altresì ‘pandemico’.
Una ‘riserva’ che i sondaggi unanimemente danno per sotto assedio.
Ad evitare che ceda, parte da Tulsa la ‘vera’ campagna elettorale, in qualche modo ‘alla vecchia maniera’ perché ideata come, e condotta da, una serie di comizi (Covid 19 permettendo), di incontri e confronti ‘fisici’ tra il candidato e una base che va rincuorata, spronata e rassicurata.
Da Tulsa – per definizione una delle ‘fibbie’ (‘buckle’) con Nashville, Tennessee, Abilene, Texas, e Greenville, South Carolina) della ‘Cintura’ (‘Belt’).
Ebbi nel 2008 a definire la vittoria di Barack Obama – il secondo non ‘wasp’, ma per una differente ragione in quanto nero, dopo il cattolico John Kennedy – la ‘Terza Rivoluzione Americana’ essendo la Prima naturalmente quella della emancipazione dal giogo coloniale e la Seconda quella conseguente la sconfitta nel 1828 di John Quincy Adams – ultimo erede dei grandi della Aristocrazia terriera che aveva ideato e realizzato il Paese creandone le basi ideologiche, culturali, sociali , istituzionali e giuridiche – da parte di Andrew Jackson, rappresentante di quella Borghesia che andava agitandosi e facendosi classe trovando identificazione, allora e come ricordato, per lunghissimi anni nel partito democratico.
Una Terza Rivoluzione nella quale nuove istanze, nuove etnie, nuove posizioni e soprattutto il tramonto di un’etica nei fatti antica e sorpassata vedono affermarsi un partito democratico politicamente corretto e liberal, qualunque cosa voglia e possa oggi questa definizione significare.
Trump – non per nulla un repubblicano davvero particolare e avversato dalla vecchia guardia interna – è riuscito nel 2016 a buttare per aria tavolo e carte (che i contendenti intendono rialzare e raccogliere) interrompendo l’evoluzione in corso.
Prova a ripetersi.
A Tulsa per dare il via.
Storicamente, più facile per un Asinello defenestrare un Elefantino (ci sono riusciti Grover Cleveland, Woodrow Wilson, Franklin Delano Roosevelt, Jimmy Carter e Bill Clinton) che non il contrario (lasciando da parte la parentesi Benjamin Harrison, in pratica solo Ronald Reagan l’ha fatto).
Joe Biden ha in mano oggi carte vincenti.
Un poker si direbbe.
Vedremo se Donald Trump sarà in grado di completare, chiamando non un solo incastro, una difficile, a dir poco, scala reale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-19 12:44:202020-06-19 12:44:20Perché Tulsa (“one possible buckle of the ‘Bible Belt’”)

I repubblicani “per Biden” e l’ipotesi di un terzo candidato

Giugno 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si stanno formando ad opera di esponenti repubblicani diversi Comitati che invitano a votare per Joe Biden.
L’ultimo in ordine di tempo è stato fondato da un ex Chairman del Grand Old Party dell’Ohio di nome Matt Borges.
Con lui un altro ex, Anthony Scaramucci, che fu per soli dieci giorni direttore delle comunicazioni di Donald Trump.
A ben guardare, l’iniziativa dei due ha tutta l’aria di un tentativo di rivalsa personale per essere stati ostacolati o messi da parte ad opera del Presidente.
Ben più grave per Trump sarebbe invece una candidatura alternativa indipendente di una figura rappresentativa del partito che ne esca.
I tempi per una operazione del genere ci sono anche se i termini di iscrizione, differenti Stato per Stato, sono limitanti.
Nel 2016 Evan McMullin esplicitò la propria intenzione di correre appunto da indipendente addirittura l’8 agosto e, ricordiamolo, fu competitivo almeno nello Utah.
D’altra parte, chi tra i repubblicani, senza invitare a votare il rivale democratico, volesse ‘fare male’ all’incumbent dovrebbe cercare di imporsi in uno dei ‘Red States’ portandogli via i relativi Grandi Elettori.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-19 12:02:022020-06-19 12:02:02I repubblicani “per Biden” e l’ipotesi di un terzo candidato

Gli ‘Snapshot’ dicono Biden

Giugno 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Giustamente, assai correttamente, l’ottimo Nate Silver, pubblicando su FiveThirtyEight i dati relativi alle attuali intenzioni di voto che vedono sempre più prevalere Joe Biden sia a livello nazionale che in moltissimi degli Stati (è accreditato al momento il candidato democratico di 368 Grandi Elettori quando la maggioranza assoluta è a 270!), definisce questi esiti ‘Snapshot’, istantanee, che in quanto tali riflettono appunto un istante e non possono pretendere di rappresentare il futuro.
È peraltro vero che se gli ‘Snapshot’ ogni giorno volgono a favore di Biden dobbiamo – per quanto al 3 novembre manchino quattro mesi e mezzo – in qualche modo tenerne conto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-18 19:33:082020-06-18 19:33:08Gli ‘Snapshot’ dicono Biden

Lo stesso programma del 2016 per il GOP (!?)

Giugno 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il trascorso 10 giugno il Repubblican National Committee ha deciso che, in conseguenza dell’epidemia in atto, non potendosi tenere le previste riunioni del Comitato addetto alla formulazione e stesura della ‘Platform’ (cioè del programma), verrà ri-adottato quello vergato e approvato nel 2016.
La cosa non è andata molto a genio ai più decisi conservatori interni che vorrebbero, rispetto a quattro anni, fa una maggiore incisività nei confronti di temi quali l’aborto e l’identità di genere.
Non mancano poi prese di posizione opposte da parte di esponenti del partito che temono di perdere frange elettorali significative non ‘addolcendo’ in merito ai medesimi temi.
Critico anche Donald Trump che chiede un nuovo documento anche se più breve.
Il Repubblican National Platform Committee è formato da centododici delegati – un uomo e una donna per ogni Stato o Territorio e per il Washington D.C..
Tali componenti sono scelti nella prima loro riunione dalle delegazioni statali elette nelle Primarie e nei Caucus.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-18 18:41:572020-06-18 18:41:57Lo stesso programma del 2016 per il GOP (!?)

Reddito e voto (?) Conclusioni discutibili

Giugno 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È stato notato che di questi tempi tra gli elettori che hanno un reddito annuo pari o superiore ai 150.000 dollari coloro che si recano alle urne sono l’ottanta per cento.
Fra quanti hanno introiti pari o inferiori ai 20.000 dollari, la percentuale cala sotto il cinquanta.
Verrebbe da concludere che gli ultimi abbiano ben altro a cui pensare se non si guardasse alla partecipazione complessiva che non è di certo molto superiore alla metà degli aventi diritto.
Dalla prima votazione del terzo millennio, quanto al ‘turnout’, il limite del sessanta non è mai stato raggiunto.
Ecco la sequenza:
2004, 56,7
2008, 58,2
2012, 54,9
2016, 55,7.
Ove, volendo, si guardi all’esito con riferimento ai partiti, due affermazioni per parte.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-18 12:58:302020-06-18 12:58:30Reddito e voto (?) Conclusioni discutibili

Trump contro il voto per corrispondenza

Giugno 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In tempi di Coronavirus, mentre già il suffragio per corrispondenza è normale in molti Stati, si profila la possibilità che, anche al fine di limitare il più possibile i contatti umani, questo sistema di voto prenda ulteriore piede.
Contro tale ipotesi si batte Donald Trump che ha sostenuto molte volte di ritenere il procedimento causa di brogli elettorali.
È una discussione, questa, invero in atto da tempo.
Sarebbe utile capire perché tutti i democratici ne proclamino e vogliano l’uso e tutti i repubblicani no.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-18 12:47:022020-06-18 12:47:02Trump contro il voto per corrispondenza

Fantapolitica: “L’opinione dell’ex Presidente Biden”

Giugno 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Joe Biden ha annunciato la sua prima candidatura alla Presidenza il 23 settembre del 1987.
Naturalmente, in prospettiva 8 novembre 1988.
Fosse stato eletto, se bocciato susseguentemente nella ricerca di un secondo mandato, sarebbe il pensione dal 20 gennaio del 1993.
Se confermato, dal 20 gennaio 1997.
Come minimo da ventitre anni e chissà in quante circostanze qualcuno avrebbe pensato di chiedergli, a proposito di questo o di quello, cosa ne pensasse?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-18 12:34:112020-06-18 12:34:11Fantapolitica: “L’opinione dell’ex Presidente Biden”

La linea di confine superata con e dopo il Watergate

Giugno 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dallo Scandalo Watergate, da quando Richard Nixon fu costretto a rassegnare le dimissioni dall’incarico presidenziale, che l’esame dei comportamenti tutti – anche quelli sui quali precedentemente non si indagava perché ritenuti privati, personali, zona franca – dei candidati Presidenti è diventato abituale, normale.
Di certo (per quanto anche il rivale Gerald Ford fosse persona inattaccabile che però portava sulle spalle, solo perché repubblicano, il peso dello scandalo predetto), grande fu ai fini della vittoria nel 1976 del democratico Jimmy Carter il contributo portato alle sue bandiere da una specchiata onestà a prova di bomba.
Ovvio in qualche modo che a tale esame siano stati da allora sottoposti anche i nominati da parte presidenziale ad incarichi quali Giudice della Corte Suprema o Federale, Ambasciatore e quant’altro.
Per quanto, a volte, eccessiva (quando si dà peso anche ai pettegolezzi) la caccia al ‘peccato, allo ‘scheletro nell’armadio’ da parte dei rivali e degli scatenati media, tale è la situazione e chi decida di scendere nell’agone ben lo sa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-18 11:49:212020-06-18 11:49:21La linea di confine superata con e dopo il Watergate
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