Fondazione Italia Usa
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Staff
  • Eventi e news
  • Premio America
  • Elezioni USA
  • Amici della Fondazione
  • Come sostenerci
  • Master
  • Newsletter
  • Stati Uniti d’America
    • L’inno USA
    • Dichiarazione d’indipendenza
    • La costituzione USA
    • I presidenti USA
    • La geografia
    • La mappa degli USA
    • La storia
    • La cultura
    • Le istituzioni
    • L’economia
    • Bandiere
    • Dicono degli USA
  • Italiano
  • Menu Menu

La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Texas ancora GOP?

Giugno 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Abbiamo di recente guardato specificamente ai due ‘veri’ Stati nei quali gli ‘swing voters’ possono fare (e regolarmente fanno) la differenza: Ohio e Florida, ovviamente, che, sommati, valgono quarantasette voti al Collegio Elettorale e che vedono al momento i due candidati sostanzialmente alla pari.
Detto che in casa democratica non esistono problemi quanto ai Grandi Elettori californiani e del New York (in totale, ottantaquattro!) che devono essere considerati acquisiti, un campanello d’allarme pare stia invece suonando tra i GOP visto che alcuni sondaggi danno in bilico nientemeno che il Texas.
Ora, tra gli Stati che ‘pesano’ quello della Stella Solitaria è il solo che costantemente (dal 1980) vota repubblicano e i cui trentotto Grandi Elettori non possono assolutamente mancare nel carniere 2020 di Donald Trump, pena quasi certamente la sconfitta.
Lotta dura pertanto colà suffragio per suffragio.
Impegno totale da una parte e dell’altra.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-17 19:41:072020-06-17 19:41:07Texas ancora GOP?

Far prevalere il voto popolare a livello nazionale?

Giugno 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Occorre tornare su un tema già in altre occasioni affrontato.
Certo, per l’universo mondo, il fatto (per guardare solo alle ultime Presidenziali) che Hillary Rodham Clinton abbia collezionato quasi 3.000.000 di voti in più di Donald Trump a livello Paese e non sieda a White House può sembrare addirittura inaccettabile.
Infine, una negazione della Democrazia!
(Certamente, la constatazione che anche nelle tre altre circostanze che – a partire dal primo confronto democratici/repubblicani del 1856 – hanno visto accadere altrettanto, il vincente per suffragi popolari nazionali e poi perdente per Grandi Elettori sia stato sempre un Asinello alimenta notevolmente le lamentele di una ben identificata parte).
Gli Stati Uniti d’America – va sempre ricordato – sono una Repubblica Federale nella quale i singoli membri hanno specialissima considerazione e dignità.
(Si guardi, per dire, al numero dei Senatori di spettanza, due, uguale a prescindere da ogni considerazione che si appelli alla consistenza degli abitanti locali).
Il voto popolare conta quindi e pertanto esclusivamente negli Stati e chi appunto prevalga in questi termini in uno tra loro (con le eccezioni del Maine e del Nebraska) conquista tutta (non proporzionalmente al risultato conseguito) la delegazione dei Grandi Elettori ai quali lo Stato del quale ha diritto.
Questo perché il voto nella circostanza presidenziale non è ‘diretto’ ma mediato o di ‘secondo grado’ dato che l’inquilino della Executive Mansion viene in effetti nominato dai citati Grandi Elettori e non dagli elettori con la e minuscola.
Data la situazione, le campagne elettorali sono organizzate e condotte al fine di prevalere laddove è possibile lasciando praticamente perdere le situazioni locali non rimediabili.
Per esempio: i repubblicani praticamente evitano nella contingenza e oramai da decenni di fare propaganda politica in California o nel New York.
Tempo e denaro sprecati, altrimenti, essendo quei due Stati larghissimamente democratici.
Contenere colà la sconfitta non avrebbe senso perché perdere per milioni di voti o per uno soltanto lo Stato con capitale Sacramento o quello con la Grande Mela è la stessa cosa: si resta con un pugno di mosche in mano.
Peraltro, gli elettori repubblicani residenti colà non hanno motivazione alcuna per andare ai seggi sapendo che al massimo potrebbero contenere una sconfitta inevitabile.
Tutto assolutamente cambierebbe da questo basilare punto di vista se il voto popolare nazionale fosse decisivo.
Conterebbero eccome i suffragi dei citati repubblicani californiani o del New York e questo li spronerebbe al voto.
Farebbe propaganda nel Golden State o nello Stato con capitale Albany il Grand Old Party.
Una situazione, un mondo assolutamente diversi.
Chi ha detto, tornando al 2016, che Hillary Clinton avrebbe vinto quanto a voto popolare nazionale con regole del gioco e conseguenti atteggiamenti elettorali tanto diversi?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-17 19:39:432020-06-17 19:39:43Far prevalere il voto popolare a livello nazionale?

“For or against America”

Giugno 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ne abbiamo trattato – sottolineando le differenze e prima di tutto il fatto che mai si ripropongono le stesse precise condizioni e circostanze – a proposito dei richiami al 1968.
Torniamo a parlarne oggi quando da qualcuno si fa invece riferimento al 1972.
La prima cosa da notare in merito è che nelle due a dir poco travagliate tornate elettorali ricordate il protagonista e vincitore fu il repubblicano Richard Nixon, capace di coalizzare ottenendone i consensi quella che chiamò ‘maggioranza silenziosa’ (dimostratasi tale).
Ora, quanto al predetto 1972, si sostiene che la ragione della affermazione (‘a valanga’) dell’ex Vice Presidente di Dwight Eisenhower sia da ricercare in una particolare sua collocazione vincente così come nella contrastante e perdente posizione del rivale democratico George McGovern.
Semplificando efficacemente, Nixon chiamava a raccolta “for America” un Paese che cercava di (e voleva) sollevarsi mentre McGovern veniva percepito e in fondo, criticando aspramente ogni operato dell’incumbent, parlava “against America”.
Nei panni, nelle vesti oggi di Nixon sarebbe Donald Trump, del resto già convinto sostenitore del motto “America First”.
Semplificazione (davvero, fra l’altro, Joe Biden ricorderebbe McGovern?), questa che, per quanto affascinante, tale rimane.
Certo è che non poche volte il Paese America si è raccolto attorno alla Casa Bianca (chiunque l’abitasse) – ‘alla bandiera’, come si dice – nei momenti di grande difficoltà.
E c’è qualcuno che possa sostenere che tale non debba essere ritenuto questo drammatico 2020?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-17 13:56:572020-06-17 13:56:57“For or against America”

Missouri: Trump 51, Biden 43

Giugno 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Oltre 1100 gli iscritti alle liste elettorali del Missouri intervistati tra il 10 e l’11 giugno per conoscerne le intenzioni di voto.
Rispettando le previsioni – siamo nel Missouri! – Trump domina con il 51 per cento contro il 43 del rivale.
Guardando più da vicino il sondaggio si vede che tra gli uomini la distanza è maggiore (il tycoon guida di dodici punti: 52 a 40) mentre tra le Signore il distacco – che comunque esiste – è inferiore: 50 a 46.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-17 13:49:132020-06-17 13:49:13Missouri: Trump 51, Biden 43

Joe Biden, l’uomo nuovo della politica americana

Giugno 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Trentasei anni al Senato.
Otto alla Vice Presidenza.
Protagonista di tre campagne per la nomination democratica, la prima nel 1988.
Fra poco, settantottenne.
È Joe Biden, con questi peraltro anche illustri trascorsi, l’uomo nuovo, se non della politica americana, certamente del partito dell’Asinello.
Nessuna critica personale, ovviamente, perché se l’ex Vice è arrivato alla nomination adesso lo ha fatto in quanto più seguito e sostenuto, sia in casa che tra la gente, di contendenti infine dissoltisi al confronto.
È però proprio guardando a questo che ci si deve chiedere in quali condizioni si trovi oggi un partito nazionale di quella portata e storia incapace di trovare e proporre una nuova classe dirigente.
Si potrebbe dire altrettanto dei repubblicani?
Direi di no.
Per cominciare, il candidato è stagionato ma è l’uscente.
E nel 2016, larga parte degli avversari interni battuti erano (sono ancora) giovani, politicamente parlando, non vetusti come Bernie Sanders ed Elizabeth Warren.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-17 11:23:552020-06-17 11:23:55Joe Biden, l’uomo nuovo della politica americana

‘Faithless Electors’

Giugno 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per definizione, è un Grande Elettore ‘sleale’ (‘Faithless Elector’) il componente del Collegio Elettorale che il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del mese di dicembre successivo alla propria elezione novembrina, chiamato a votare per il candidato al quale, conseguentemente al risultato verificatosi nelle urne nel suo Stato, è legato, si esprime differentemente.
Nel 2016, per dire, in sede di Collegio, tre suffragi andarono a Colin Powell, uno a testa a John Kasich, Bernie Sanders, Ron Paul e Faith Spotted Eagle.
Non tutti gli Stati consentono ai loro Grandi Elettori di esprimersi come desiderano nella circostanza.
Alcuni lo vietano arrivando a sostituire i reprobi.
Altri multano i trasgressori.
Altri…
Sulla questione si interroga di questi tempi la Corte Suprema nella quale i pareri sembrano discordi.
Parte dei Giudici propenderebbero per lasciare assolutamente liberi i predetti mentre altri li vorrebbero obbligatoriamente costretti.
Nella storia, i ‘Faithless Electors’ riguardo alla Presidenza sono stati in totale centosessantacinque.
Il caso più eclatante (sessantatre in realtà niente affatto sleali ma costretti dagli eventi) si ebbe nel 1872 quando il candidato sconfitto a novembre Horace Greeley venne a morte prima della votazione collegiale.
Aveva Greeley conquistato sessantasei Delegati, tre dei quali lo votarono benché fosse morto, mentre gli altri dispersero le loro preferenze tra quattro differenti individui.
Qualcosa di non del tutto analogo ma insomma (il candidato – allora, alla Vice Presidenza – non era morto ma la delegazione della Virginia non lo appoggiò) – meno importante dal punto di vista numerico ma significativo certamente – si era verificato nella votazione collegiale nel 1836.
Unico nella storia tra i vicari, in applicazione di quanto disposto dal XII Emendamento, il desso fu dipoi eletto dal Senato.
Si chiamava Richard Mentor Johnson.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-16 18:06:502020-06-16 18:06:50‘Faithless Electors’

La prevalente importanza dei diritti civili tra i giovani e i neri

Giugno 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’economia, la salute e assistenza pubblica, i diritti civili, la legge e l’ordine…
Queste in un sondaggio Rasmussen le materie più importanti in questo momento per gli Americani.
Al di là delle differenze determinate dalle vicinanze politiche o sociali, credo sia necessario sottolineare – per l’incidenza sempre maggiore in futuro che questo dato significa – che tra i giovani minori dei trentacinque anni e tra i neri al primo posto (in qualche modo, prevedibilmente) si posizionano le preoccupazioni e le istanze relative ai diritti civili.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-16 18:04:512020-06-16 18:04:51La prevalente importanza dei diritti civili tra i giovani e i neri

Confermata l’indipendenza dei Giudici della Corte Suprema

Giugno 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Capita, a metà del mese di giugno di questo tormentato 2020, che la Corte Suprema americana emetta una sentenza da molti ritenuta sorprendente a proposito – semplificando il concetto – della possibilità, che ha negato, che un lavoratore venga licenziato perché gay o transgender.
Capita che lo abbia fatto con sei voti contro tre.
Capita che tale netta maggioranza sia determinata dal sostegno del Presidente John Roberts e del Giudice Neil Gorsuch, entrambi di nomina repubblicana (il secondo voluto fortemente da Donald Trump e in ogni modo avversato in corso di ratifica della designazione dalla minoranza democratica senatoriale).
Capita che situazioni del genere – nelle quali, bene al di là delle collocazioni partitiche operino, come giusto e dovuto, le convinzioni ideali e soprattutto giuridiche – siano in qualche modo ‘normali’ per il massimo Organo di Giustizia USA.
Anche – va sottolineato per quanto non sia tutto – per le particolari condizioni nelle quali opera la Corte e agiscono i suoi componenti.
Che, ricordiamolo, sono nominati a vita mentre i loro emolumenti non possono essere toccati.
Due condizioni che, unite indubbiamente, come devono, ad una corretta personalità, portano a risultati che, invero, sorprendono solo quanti, colà collocati, si comporterebbero squallidamente seguendo le volontà politiche dei partiti di riferimento.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-16 13:04:532020-06-16 13:04:53Confermata l’indipendenza dei Giudici della Corte Suprema

Credere nei sondaggi?

Giugno 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

2016 a parte (guardando bene, le previsioni a livello nazionale non erano tanto sbagliate, prevedevano più voti per Hillary Clinton e così fu, solo che negli USA – lo dimenticano anche gli Americani – si vince nei singoli Stati e non nel Paese intero), si deve credere ai sondaggi?
In politica (non è, invero, che negli altri campi le cose siano molto diverse), credo sia opportuno seguire qualche ovvia (?!) indicazione.
Per cominciare, buona regola è guardare al passato: l’Istituto X, l’Istituto Y quali pregressi possono vantare?
Sbagliano spesso?
Non teniamone conto.
Poi, sono troppo ossequiosi nei confronti dei committenti?
Per quanto la cosa alla fine abbia scarso senso, in non pochi casi i risultati delle rilevazioni sono condizionati appunto dalla committenza e si tende a dare per meglio piazzato il partito che ha dato l’incarico.
Anche qui, dubitare e non tenere in considerazione.
Ancora, assolutamente necessario conoscere le posizioni politiche dell’Istituto stesso.
Ciò vale in particolare per gli exit polls che possono essere manipolati al fine di condizionare il voto degli Stati che chiudono dopo per via del fuso orario.
(Nel 2004, appena terminate le operazioni sulla costa atlantica, Zogby affermò che in base agli exit polls John Kerry aveva vinto.
L’intento era quello di fare in modo che i repubblicani degli Stati più ad occidente, ritenendo ormai battuto George Walker Bush, restassero a casa).
Ciò detto, di sondaggi la politica e i media USA per lunghissimo tempo vivono.
Occorre farsene una ragione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-16 13:03:432020-06-16 13:03:43Credere nei sondaggi?

Le donne voterebbero Biden

Giugno 15, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete, tutti i sondaggi vanno presi con le pinze.
In specie se riportano dati che si riferiscono a a giorno che precedono di cinque mesi le votazioni.
Comunque, risulterebbe in questo momento un vantaggio di Biden davvero molto significativo tra le donne, talmente importante da permettergli di essere di gran lunga in testa per quanto gli uomini gli siano contrari preferendo Trump con un margine del sei per cento.
Oggi, ripetiamo, a metà giugno.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-06-15 19:46:082020-06-15 19:46:08Le donne voterebbero Biden
Pagina 82 di 254«‹8081828384›»
Search Search

CHI SIAMO

La Fondazione Italia USA è un’istituzione indipendente, non-profit e non-partisan, nata per testimoniare l’amicizia tra gli italiani e il popolo americano.

CONTATTI

Via V. Veneto 108
00187 Roma, Italia

C.F. 97495210581

info @ italiausa.org

LINK UTILI

Contattaci

© Copyright -Fondazione Italia USA 2026, tutti i diritti riservati.Fondazione Italia USA è un marchio registrato. - powered by Enfold WordPress Theme
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Art. 1 legge 3/2019
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto