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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Rappresentare il ‘nuovo’ sedendo a White House

Maggio 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È James Woods tra i pochi attori americani dichiaratamente a favore di Donald Trump.
Parlando proprio del tycoon, il coprotagonista di ‘C’era una volta in America’ ha detto:
“È un uomo ruvido.
Qualcuno può ritenerlo vanesio, insensibile, duro.
Ma ama l’America come nessun altro prima di lui tra quelli che ho visto alla Casa Bianca nella mia vita”.
“È un gran complimento.
Grazie, James!”, la risposta del Presidente che nel proporla ha sorvolato su ‘paroline’ quali “ruvido, vanesio, insensibile, duro” per arrivare alla sostanza.
È comunque anche per l’essere stato così percepito, ruspante ma ‘vero’ e ‘nuovo’ che nel 2016 The Donald ha battuto una Clinton infine ritenuta troppo ancorata all’establishment e non in grado di “cambiare”, come richiesto da larga parte degli elettori (ottantadue per cento a quattordici a tale specifico proposito) necessario.
Guardando al confronto con Biden che si profila ed è già in atto, per quanto sia lui a sedere sullo scranno presidenziale, può Trump nuovamente presentarsi (e lo sta facendo) come una ‘novità’ accusando il rivale di riproporre vecchie e superate idee.
Da questo punto di vista, non facile il cimento per il democratico, finora invero alquanto ingessato.
Certo che in un anno decisamente anomalo da infiniti punti di vista si può vincere anche stando perfettamente immobili.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-19 12:02:322020-05-19 12:02:32Rappresentare il ‘nuovo’ sedendo a White House

Il gradimento di Donald Trump

Maggio 19, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Trump’s approval rating has the least variation of any post World War II President” nota Geoffrey Skelley di FiveThirtyEight.
Si meraviglia l’analista di questo fatto.
Gli sembra impossibile che malgrado la davvero drammatica situazione (dall’11 marzo – scrive – al 14 maggio 84.000 gli Americani morti causa Coronavirus; oltre 36.000.000 i posti di lavoro persi; 3.600 miliardi di dollari stanziati dal Congresso), il ‘rating’ del Capo dello Stato abbia tenuto.
Come detto poco fa trattando delle prospettive elettorali in Georgia e Arizona, è presto per arrivare a previsioni significanti.
È vero, il gradimento resta costante ma cosa succederebbe in caso di peggioramenti in campo pandemia e quanto all’economia?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-19 10:52:132020-05-19 10:52:13Il gradimento di Donald Trump

Difficoltà per Trump in Georgia e Arizona?

Maggio 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ci si interroga ovviamente (per quanto manchino più di cinque mesi al voto) nei due campi sulle prospettive novembrine.
A parte i tradizionali swing States (Ohio, Florida e Iowa, in primis).
A parte i tre Stati che nel 2016 hanno deciso l’elezione a favore del tycoon (Pennsylvania, Michigan e Wisconsin).
Da che parte penderanno la Georgia (repubblicana dal 1996 compreso) e l’Arizona (dal 2000)?
Sono preoccupati al riguardo non pochi esponenti del Grand Old Party locali.
Pensano a una contesa testa a testa.
Ok, come detto mancano otre centosessanta giorni alle urne ma i campanelli d’allarme vanno ascoltati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-18 19:33:432020-05-18 19:33:43Difficoltà per Trump in Georgia e Arizona?

Declino ‘wasp’

Maggio 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1997, esce ‘La seconda Guerra Civile Americana’.
Straordinaria, ad illustrare la politica e la società yankee, la sceneggiatura di Martyn Burke.
Nell’evolvere della storia, il consulente del Presidente in carica cerca una frase da mettere in bocca al proprio datore di lavoro che sia particolarmente rappresentativa dell’American Dream, della specificità, dell’anima, dell’eccezionalismo degli Stati Uniti.
Ricorre per la bisogna a un gruppo di speech writers non uno dei quali è wasp (bianco, anglosassone, protestante).
Segno assolutamente coerente.
Vanno difatti gli wasp culturalmente, socialmente, politicamente declinando da decenni!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-18 12:45:482020-05-18 12:45:48Declino ‘wasp’

30 marzo 1981, la ‘Maledizione dell’anno zero’ fa cilecca

Maggio 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È in carica da due mesi e dieci giorni, Ronald Reagan.
E un giovanotto fuori di testa prova a farlo fuori.
Un certo John Hinckley.
Spara parecchi colpi il frillo e uno becca il Presidente.
Passa vicino al cuore il proiettile e se ne va.
È il 30 marzo 1981 e Ronnie se la cava.
Dicono subito e poi ripetono che Hinckley volesse “attirare l’attenzione di Jodie Foster”.
Va bene.
Ma per quanto ne so io aveva altresì un intento diciamo così ‘storico’.
Un ipotizzato ‘dovere da compiere’.
Dare seguito alla ‘Maledizione dell’anno zero’.
Risale tale capitale condanna nientemeno che a Tecumseh o a quel suo fratello stregone.
Dice (diceva) che tutti i Presidenti eletti o confermati in carica in un anno elettorale con appunto la finale zero dovevano morire in carica.
E funzionava.
Perbacco se funzionava.
Eletto nel 1840, William Harrison (aveva anni prima, da Generale, in più occasioni avuto a che fare con Tecumseh sui campi di battaglia), si insedia il 4 marzo 1841, si ammala e passa a miglior vita esattamente un mese dopo.
È il vecchio (aveva sessantotto anni e per i tempi eccome) il primo Capo dello Stato USA che non porta a termine (nemmeno lo inizia, per il vero) il mandato.
Passano due decenni (c’è bisogno di dire che la finale zero ricorre ogni vent’anni?) e alla Executive Mansion arriva Abraham Lincoln.
Ok, non lo fanno fuori subito (tutti sanno che se ne va per mano assassina) e occorrerà arrivare agli inizi del suo secondo quadriennio (il 15 aprile 1865) perché muoia.
Ma è certamente il numero due sulla lista nera.
Quattro lustri e viene eletto John Garfield.
Non dura molto.
Gli sparano e soffre due mesi all’incirca prima di andarsene il 19 settembre 1881 (anno palindromo, ma non c’entra).
E siamo a tre.
È nel 1900 (due zeri addirittura!) che William McKinley rivince.
E lo fanno secco.
L’attentato è del 6 settembre 1901.
La dipartita del 14 dello stesso mese.
E siamo a quattro.
Arriva a White House prevalendo nel 1920 Warren Harding.
Che, interrompendo la serie degli ammazzati ma dando seguito a quella dei deceduti occupando lo scranno più ambito, muore per cause naturali il 2 agosto 1923 a San Francisco, California.
E siamo a cinque.
1940, una delle tante (la terza!) elezioni di Franklin Delano Roosevelt.
Sarà necessario aspettare che vinca ancora nel 1944 e si insedi nuovamente nel 1945 perché poi, il 12 aprile dello stesso anno, lasci questo mondo.
Sesto Presidente F. D. R. vincente o confermato a Washington in un anno zero a schiattare e terzo ad andarsene non per mano omicida.
E si torna alle pallottole con John Kennedy.
È il primo ed unico Presidente cattolico (non conta ai fini della trattazione).
Prevale nel 1960 e gli sparano il 22 novembre 1963.
A Dallas, Texas.
E siamo a sette!
E mi capita all’epoca di notare anche (non voluta da Tecumseh?) una particolare simmetria nei decessi.
Harrison è al primo mandato quando defunge.
Lincoln al secondo.
Garfield al primo.
McKinley al secondo.
Harding al primo.
F. D. al quarto e non è pertanto un neofita.
Kennedy al primo.
Straordinario!
(E come non accorgersi che la scomparsa di un Presidente al primo incarico quale Reagan era a quel giorno avrebbe spezzato questa sequenza?)
Tutto questo ricordato, cosa poteva pensare un malato di mente quale Hinckley era se non a dare uno storicamente ‘giusto’ prosieguo al volere del vecchio Capo pellerossa?
Evidentemente, i tempi sono però mutati.
Molti davvero, troppi, i decenni trascorsi.
Diminuita la potenza della dannazione.
E così Reagan quel 30 marzo all’inizio citato se la cava.
E non correrà dipoi (se non per un pretzel andato per traverso che lo stava soffocando) pericoli George Walker Bush per quanto eletto la prima volta nel 2000, che ha la bellezza di tre terminali zero!
È quello elettorale in corso – 2020 – un anno che nuovamente presenta la maledetta caratteristica.
Il 1980 e il 2000, va bene e per quanto Hinckley e quel particolare pane tedesco ci abbiano provato, non hanno portato alla dipartita degli eletti.
C’è da stare tranquilli quindi da questo punto di vista.
Facendo tutti i possibili e debiti scongiuri!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-18 12:31:382020-05-18 12:31:3830 marzo 1981, la ‘Maledizione dell’anno zero’ fa cilecca

Divorzio e Casa Bianca

Maggio 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La First Lady Melania Knauss è la terza Signora Trump.
La First Lady Nancy Davis era la seconda moglie di Ronald Reagan.
Due soltanto nella storia i Presidenti divorziati e risposati.
Ritenuto in tempi oramai lontani assolutamente improponibile un uomo politico di livello scapolo (solo James Buchanan tra gli inquilini della Casa Bianca lo era), i segni di un cambiamento quanto alla considerazione negativa riguardante il divorzio si ebbero nel 1952.
Fu difatti quell’anno candidato a White House per il partito democratico il Governatore dell’Illinois Adlai Stevenson.
Il desso era stato lasciato dalla moglie strenua repubblicana non appena aveva cominciato ad avere qualche carica politica di peso.
Il fatto che fosse divorziato, cosa che solo quindici anni prima non sarebbe stata accettata, non fu se non assai relativamente di peso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-18 12:30:212020-05-18 12:30:21Divorzio e Casa Bianca

29 febbraio, 3 marzo 2020. Biden uno e due

Maggio 18, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sei il favorito.
Ma parti male.
Non vinci o perdi per tutto il mese di febbraio o quasi.
Giochi fuori casa, per dirla in gergo sportivo.
Stati che non ti favoriscono.
Comunque, non fai bella figura.
E ti dicono appannato.
Addormentato, perfino.
E ti dicono anziano.
E ti dicono che non hai argomenti.
E gli avversari ti dileggiano.
Poi, il 29 di quel benedetto mese arriva la Carolina del Sud.
Dovrebbe andarti meglio.
L’elettorato dovrebbe essere ‘giusto’.
Ce la farai?
Chissà?
E vinci netto.
E nei due giorni seguenti tre quarti dei tuoi rivali – anche un paio tra quanti ti avevano dato filo da torcere – non solo abbandonano la corsa ma dichiarano di appoggiarti.
Ovvia conseguenza, nel ‘Super Tuesday’ vai alla grande.
E – lo sanno tutti – chi vince in quella circostanza ha la nomination in tasca.
Resta a contendenti l’investitura quel tale del Vermont.
Uno che ha seguito sì, ma limitato.
E sai che prima o poi dovrà mollare la presa anche lui.
Sei assolutamente lo stesso uomo di pochi giorni fa.
Ma – avversari che devono comunque dire il contrario a parte – tutti a sostenere che sei in gamba.
Rinato.
Un giovanotto, quasi quasi arriverebbero ad asseverare.
Sei Joe Biden.
Sei in pista da una vita e mezza.
Sai benissimo che non c’è come vincere per trovare sostegni d’ogni genere.
Che vincere fa vincere!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-18 12:08:552020-05-18 12:08:5529 febbraio, 3 marzo 2020. Biden uno e due

La ‘spagnola’ fu portata in Europa dalle truppe americane?

Maggio 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

‘Spagnola’.
‘The Spanish Flu’.
Ebbe davvero origine in Spagna la terribile epidemia che provocò un numero infinito di morti tra il 1918 e il 1920?
Certamente no.
Molte le ipotesi e non poche riferiscono agli Stati Uniti.
La più articolata parla di un virus maligno nato in Cina ma poi ‘mutato’ negli USA presso Boston già nel 1917.
Sarebbe quindi la ‘flu’ arrivata in Europa con le truppe statunitensi a seguito dell’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto.
Fatto è comunque che essendo la Spagna un Paese non coinvolto (neutrale) nella Prima Guerra Mondiale, colà non imperava la censura imposta dalle vicende belliche.
È per questo che furono proprio, quasi solamente, i giornali spagnoli a parlare dell’epidemia.
Dopo di che, dato che altrove non se ne diceva nulla…
Un caso nel quale la neutralità non ha, diciamo così, favorito.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-17 19:55:302020-05-17 19:55:30La ‘spagnola’ fu portata in Europa dalle truppe americane?

Amash non corre!

Maggio 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sorpresa.
Con un breve comunicato, Justin Amash ha improvvisamente annunciato il proprio ritiro dalla corsa alla Casa Bianca.
Ha verificato – dice – che in queste del tutto particolari circostanze la sua candidatura non ha reali possibilità di avere successo.
Ci si interrogava nei trascorsi giorni su quale sarebbe stato l’impatto sugli elettorati della sua partecipazione.
Avrebbe favorito Trump?
Biden?
Non lo sapremo mai.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-17 14:45:362020-05-17 14:45:36Amash non corre!

Obama sostanzialmente in campo mentre Trump parla di ‘Obamagate’

Maggio 17, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Già critico qualche giorno fa nei confronti della amministrazione Trump (e ovviamente del Presidente), Barack Obama, parlando il 16 maggio virtualmente (in tempi di Coronavirus gli incontri e i convegni devono essere virtuali) agli universitari neo laureati delle Historically Black Colleges and Universities, come riporta il Corriere della Sera, ha detto
“Alla fine la pandemia ha sollevato del tutto il sipario su ciò che molte delle persone al comando stanno facendo.
Molti di loro non stanno facendo nemmeno finta di essere al comando”.
Obama, come si vede, non parla esplicitamente di Trump ma l’attacco alla da lui presunta improvvisazione del governo è forte e plateale.
Del resto, siamo in un momento per infiniti accadimenti particolare.
Nel quale – non va certamente dimenticato – è altresì Donald Trump che attacca il suo predecessore ipotizzando sia stato all’origine di quello che definisce “il complotto” messo in atto per portarlo all’Impeachment noto come ‘Russiagate’.
Lo fa parlando a sua volta di ‘Obamagate’.
Lotta dura senza paura?
Fino in fondo?
Interessante!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-17 12:45:022020-05-17 12:45:02Obama sostanzialmente in campo mentre Trump parla di ‘Obamagate’
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