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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Presenza del Libertarian Party

Maggio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si sono svolte nel Nebraska il 12 maggio scorso le Primarie per la selezione dei candidati dei singoli partiti ai seggi dei Rappresentanti dello Stato in vista delle votazioni del 3 novembre.
Da sottolineare – è già successo altrove e certamente si ripeterà – la partecipazione di tre movimenti politici perché nella circostanza sono stati scelti i concorrenti democratici e repubblicani, naturalmente, e in più il libertariano.
Ecco, in una possibile anche se poco probabile prospettiva, una più assidua partecipazione rispetto al passato e oramai quasi normale, di un partito che esprime un sentire specifico, vicino a, per quanto molto più radicale, quello di una da infinito tempo esistente ‘anima’ minoritaria repubblicana con forti riferimenti etici e sociali e una dottrina economica ispirata in particolare a Friedrich von Hayeck, del quale mi piace qui riportare una significante frase:
“La libertà è essenziale per far posto all’imprevedibile e all’imprescindibile.
Ne abbiamo bisogno perché, come abbiamo imparato, da essa nascono le occasioni per raggiungere molti dei nostri obiettivi”.
Vedremo presto se il candidato alla Presidenza libertariano sarà l’ottimo Justin Amash.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-16 17:08:052020-05-16 17:08:05Presenza del Libertarian Party

Novanta giorni per andare in California

Maggio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate?
Fu quando, finita la Guerra Messicana, le Terre occidentali fino al Pacifico vennero conquistate e per prima la California entrò a far parte dell’Unione che ci si chiese quali mai avrebbero potuto essere i contatti con uno Stato la cui delegazione parlamentare, per dare solo un’idea, doveva impiegare mesi per arrivare a Washington via terra o novanta giorni (come diceva la pubblicità dei piroscafi a quel viaggio delegati) via mare doppiando il Capo Horn.
Ebbene, travolgenti dal punto di vista delle comunicazioni via terra furono gli ottocenteschi anni Cinquanta.
Nel mentre la Guerra di Secessione, che ferocemente avrebbe diviso il Paese, si avvicinava, strade, ferrovie, canali, quant’altro, di contro, andavano unendo.
Per sempre.
Una grande storia, benissimo narrata da Bruce Catton – prolifico e brillante divulgatore in particolare quanto alla predetta Guerra civile – nelle pagine che dedica ad illustrarne contesto sociale e culturale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-16 12:40:592020-05-16 12:40:59Novanta giorni per andare in California

Molti i repubblicani che non intendono ripresentarsi per il Congresso

Maggio 16, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il 3 novembre non si vota solamente per i Grandi Elettori.
Il popolo si reca alle urne anche per rinnovare un terzo dei Senatori e tutti i quattrocentotrentacinque Rappresentanti.
È importante sapere quanti tra questi Signori hanno annunciato l’intenzione di non ricandidarsi.
Risulta difatti più facile una conferma che non una prima elezione.
Ebbene, tre dei quattro Senatori che si ritirano sono repubblicani.
Ventisette dei trentasei Rappresentanti che li imitano sono anch’essi del GOP.
Una difficoltà per il campo repubblicano e, nel caso di perdite del suo sotto esame partito, per un Trump rieletto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-16 11:02:562020-05-16 11:02:56Molti i repubblicani che non intendono ripresentarsi per il Congresso

Biden e i Governatori democratici

Maggio 15, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

‘A virtual roundtable’.
Una tavola rotonda virtuale.
Tempi di pandemia.
Di Coronavirus.
Ciò nonostante, giustamente, la campagna elettorale deve andare avanti.
Specie ad opera di Joe Biden che dal punto di vista della esposizione mediatica è decisamente più defilato del Presidente (e ci si può chiedere se davvero sia peggio).
Ecco pertanto che il ‘presumptive nominee’ dell’Asino organizza appunto tavole rotonde con i non pochi Governatori che per conto del suo partito amministrano a livello locale.
Di queste ore l’incontro ’virtuale’ (dovremo abituarci) con Gretchen Whitmer (Michigan), Phil Murphy (New Jersey) e Ned Lamont (Connecticut).
Tema principale il Covid 19.
Ovvio che si sia parlato anche d’altro.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-15 18:50:502020-05-15 18:50:50Biden e i Governatori democratici

‘Three-way race’

Maggio 15, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Normale per lunghi decenni – sostanzialmente anche se non sempre fino al momento in cui cominciarono a scontrarsi per White House democratici e repubblicani nel 1856 – il fatto che i candidati allo scranno presidenziale di un qualche peso fossero più di due.
‘Corsa a tre’ (‘three-way race’) deve pertanto essere definita una campagna elettorale successiva alla citata data nella quale un terzo pretendente si faccia avanti, normalmente (ma non sempre) staccandosi da uno dei due movimenti politici egemoni.
Ecco le principali ‘three-way’:
1860, Abraham Lincoln prevale su due democratici (uno del Nord e uno del Sud)
1892, il democratico Grover Cleveland batte il repubblicano ed uscente Benjamin Harrison ma ottiene un buon risultato anche il populista James Weaver
1912, l’uscita di Teddy Roosevelt dai repubblicani causa proprio un confronto a tre perché contro di lui si schierano il democratico Woodrow Wilson e l’uscente GOP William Taft
1924, contro l’incumbent Calvin Coolidge il democratico John Davis ma anche il progressista Robert La Follette
1948, i tre in corsa sono il Presidente in carica Harry Truman, il dem Thomas Dewey e il ‘Dixiecrat’ fuoruscito dall’Asinello J. Strom Thurmond
1968, Richard Nixon ottiene la vittoria prevalendo sul democratico Hubert Humphrey e sull’ex dem George Wallace
1980, si afferma Ronald Reagan sul Capo dello Stato uscente Jimmy Carter ma ottiene un buon esito in voti popolari John Anderson
1992/1996, il terzo incomodo (la prima volta da indipendente – con un forte sostegno che non si traduce in Grandi Elettori – e la seconda quale esponente del da lui fondato Reform Party) è Ross Perot che nella prima circostanza causerà sostanzialmente la sconfitta di George Herbert Bush ad opera di Bill Clinton e nella seconda contribuirà comunque alla vittoria dello stesso Bill contro Bob Dole.
Per quanto qualche relativamente buon risultato abbiano avuto di recente i libertariani, è sostanzialmente dal 1996 che una vera corsa a tre non ha luogo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-15 12:10:062020-05-15 12:10:06‘Three-way race’

‘Potential transition plans’

Maggio 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come prescritto dalla legge (probabilmente, facendo i dovuti scongiuri), l’amministrazione Trump ha dato il via alla creazione della struttura incaricata, nel malaugurato caso di non rielezione, della regolazione e organizzazione del passaggio di poteri.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-14 19:01:042020-05-14 19:01:04‘Potential transition plans’

‘Joint task force’ Biden/Sanders

Maggio 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cambiamenti climatici.
Riforma della giustizia penale.
Economia.
Educazione pubblica.
Sanità.
Immigrazione.
Questi i principali temi che Joe Biden e Bernie Sanders hanno annunciato debbano essere congiuntamente studiati dai loro due schieramenti.
Al riguardo, costituiti due Comitati.
Ritengono correttamente i due massimi contendenti alla nomination che un partito che riesca a trovare un fronte e un programma comuni possa avere a novembre maggiori chance.
Deve il ‘presumptive nominee’ Biden ottenere, per quanto difficile sia, una convergenza sul suo nome del maggior numero possibile di ‘sandersiani’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-14 18:59:532020-05-14 18:59:53‘Joint task force’ Biden/Sanders

Convincere prima i propri elettori è una necessità

Maggio 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, gli ‘swing voters’.
Gli elettori che di volta in volta possono cambiare la preferenza non essendo duri e puri sostenitori dell’uno o dell’altro partito.
Ok, gli ‘swing States’.
Gli Stati come l’Ohio (l’esempio più calzante) che di volta in volta, non essendo radicalmente blu o rossi, possono esprimersi a maggioranza per l’una o l’altra parte spostando i loro Grandi Elettori.
Determinano gli uni e gli altri l’esito novembrino.
Solo però nel caso in cui il partito che ne cerca il consenso sia stato in grado nella circostanza di radunare e convincere in prima battuta l’intero possibile schieramento dei ‘suoi’.
È accaduto che in questa indispensabile e fondamentale azione gli uni e gli altri abbiano fallito.
È accaduto in particolare allorquando il candidato infine prescelto, lungi dall’unire, abbia diviso.
L’ultima volta nel 2008 tra i repubblicani visto che John McCain non fu accolto dalle frange GOP più conservatrici che preferirono astenersi.
Per non parlare dei due casi decisivi storicamente (le divergenze furono davvero profonde) riguardanti i
– democratici nel 1860 (la spaccatura interna ha grandemente favorito la vittoria di Abraham Lincoln)
– repubblicani nel 1912 (l’uscita dal GOP di Teddy Roosevelt causò l’arrivo a White House di Woodrow Wilson).
Sono Donald Trump e Joe Biden due candidati unificanti o meno?
Quanto al Presidente uscente, sappiamo che alcuni repubblicani ‘alla vecchia maniera’ poco lo sopportano.
Quanto allo sfidante, sappiamo della frazioni di sinistra radicale (i ‘sandersiani’ per capirci) che non sanno se appoggiarlo fino in fondo.
Tutto da vedere il futuro svolgimento.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-14 17:14:122020-05-14 17:14:12Convincere prima i propri elettori è una necessità

‘Stay at home orders’

Maggio 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Coronavirus imperante – lo sappiamo – gran parte degli Stati USA hanno deciso di ordinare restrizioni ai movimenti dei cittadini e alle aperture di attività varie.
Poche le eccezioni.
Stranamente ma non troppo, i sette Stati che in proposito non hanno deliberato sono tutti governati da repubblicani:
Arkansas
Iowa
Nebraska
North Dakota
South Dakota
Utah
Wyoming.
Di più, tra i seguenti tredici (ad arrivare quindi a venti) solo tre risultano amministrati da democratici
Colorado
Montana
Kansas
Di più ancora, tra i dieci che hanno determinato le chiusure più lunghe solo tre i repubblicani:
New Hampshire al 31 maggio
Maryland e West Virginia ‘indefinite’.
È possibile che la divisione quanto a decisioni di carattere sanitario sia determinata dalle posizioni politiche?
Evidentemente sì!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-13 17:33:462020-05-13 17:33:46‘Stay at home orders’

‘Sandersiani’ in calo in Nebraska

Maggio 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un solo interrogativo quanto alle Primarie del 12 maggio nel Nebraska: i ‘sandersiani’ tengono duro, votano ancora e in quale proporzione per il Senatore del Vermont anche dopo il suo ritiro ufficiale?
La risposta che arriva dalle urne nello Stato con capitale Lincoln è che lo sostengono ma in modo più contenuto.
Il 2 maggio scorso, nel Kansas, oltre il ventitre per cento ancora con Bernie.
Dieci giorni dopo poco più del tredici e mezzo nel Nebraska.
Certo, può benissimo essere che lo Stato ieri convocato ai seggi avesse comunque in merito già in partenza posizioni particolari.
Può essere che alcuni ‘sandersiani’ si siano astenuti.
Altre Primarie si avvicinano e potremo meglio valutare la specifica situazione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-05-13 15:27:252020-05-13 15:27:25‘Sandersiani’ in calo in Nebraska
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