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Trump e Pillen intendono convertire al Winner Takes All Method il Nebraska?

Aprile 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Come più volte detto, il Nebraska (con il Maine) non adotta per l’attribuzione dei propri Electors (iniziale maiuscola per distinguerli da quelli comuni visto che loro specifico compito è quello di eleggere effettivamente il Presidente) il Winner Takes All Method in base alla cui applicazione il vincitore per voti popolari conquista tutti i Delegati al Collegio Elettorale al quale lo Stato ha diritto.
Per conseguenza, nel 2020, nella Circoscrizione di Omaha (una delle tre nelle quali è diviso) prevalse il partito democratico e quell’Elettore specifico andò a Joe Biden.
Preannunciandosi in questo 2024 un esito davvero stretto, ad evitare che in un arrivo testa a testa proprio il Delegato di Omaha sia determinante per la conferma di Biden,
(il quale se perdesse solo l’Arizona, la Georgia e il Nevada rispetto agli Stati vinti nel 2020, avrebbe comunque la maggioranza dei grandi elettori 270-268 grazie proprio al Distretto di Omaha) Donald Trump ha chiesto al Governatore repubblicano dello Stato Jim Pillen di proporre una legge che riporti in auge il Winner Takes All.
Dato che la maggioranza del Grand Old Party nel Parlamento locale è dei due terzi, con buonissima probabilità la modifica verrà approvata.

3 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/nebraska-souvenir-state-magnet-1_2048x.jpg 1365 2048 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-03 15:31:422024-04-03 14:31:56Trump e Pillen intendono convertire al Winner Takes All Method il Nebraska?

Trump vuole la “Giornata della visibilità cristiana”

Aprile 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Nel corso di una manifestazione elettorale tenutasi martedì sera in Wisconsin, Donald Trump ha dichiarato di volere che il giorno delle elezioni quest’anno venga intitolato alla visibilità cristiana.
L’ex Presidente ha detto: “Occorre porre rimedio alla dilagante mancanza di rispetto verso i cristiani e per farlo il 5 novembre sarà chiamato in un altro modo. Sarà la ‘Giornata della visibilità cristiana’ e in quella circostanza i cristiani si presenteranno alle urne in numeri che nessuno ha mai visto prima”.

3 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/trump-5ed5bee0240000d5138ebeab.jpg 999 1778 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-03 14:29:592024-04-03 14:30:01Trump vuole la “Giornata della visibilità cristiana”

Gli ottantenni d’oggi e i Presidenti americani

Aprile 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

I nati nel 1944, il sottoscritto tra loro, hanno visto governare gli Stati Uniti d’America da quindici Presidenti:
Franklin Delano Roosevelt
Harry Truman
Dwight Eisenhower
John Kennedy
Lyndon Johnson
Richard Nixon
Gerald Ford
Jimmy Carter
Ronald Reagan
George Herbert Bush
Bill Clinton
George Walker Bush
Barack Obama
Donald Trump
Joe Biden.

Per vedere in carica il sedicesimo, dovranno arrivare al 20 gennaio del 2029, poiché il prossimo Presidente sarà necessariamente uno degli ultimi due.
Almeno, perché, lo sconfitto tra Biden e Trump – essendo a quel punto solo uno dei due, il vincente il 5 novembre 2024, nella impossibilità di riproporsi in quanto eletto due volte (Ventiduesimo Emendamento) – potrebbe, vecchissimo, ricandidarsi…

Da notare che una situazione del genere (due contendenti entrambi l’uno dopo l’altro in carica ancora in competizione) si è verificata solamente nel 1892 quando si confrontavano il repubblicano Benjamin Harrison, incumbent, e il democratico Grover Cleveland che il GOP aveva defenestrato quattro anni prima e cercava la rivincita.
Oggi all’inverso, essendo il titolare democratico e il predecessore in cerca di rivalsa repubblicano.

3 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/Obama_Desktop_2.jpg 746 1192 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-03 10:25:272024-04-02 20:26:36Gli ottantenni d’oggi e i Presidenti americani

Gli sconfitti: James Weaver e il partito populista USA

Aprile 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Approdato al grado di Brigadiere Generale verso la fine della Guerra di Secessione, dapprima repubblicano, in corsa per White House nel 1880 in quota Greenback Party, James Weaver fu tra i fondatori nel 1890 del Partito del Popolo, o Populista.
Erano i populisti ultrademocratici in economia (anticapitalisti e antitrust), conservatori in politica e tendenzialmente razzisti.
Al congresso appunto del 1890 tenuto a Topeka, Kansas, fece seguito due anni dopo una seconda adunata in quel di St Louis.
La ‘platform’, colà adottata dal nuovo movimento fu così introdotta all’assemblea da Ignatius Donnelly:
“Ci riuniamo al centro di una nazione ridotta sull’orlo della rovina morale, politica e materiale.
La corruzione domina le urne, i parlamenti statali, il congresso e raggiunge persino l’ermellino del giudice.
La gente è demoralizzata…
I giornali sono finanziati o imbavagliati; l’opinione pubblica è messa a tacere; gli affari vanno in malora; le nostre case sono coperte di ipoteche; i lavoratori sono in miseria; la terra è concentrata nelle mani dei capitalisti”.

Nel luglio del medesimo anno, a Omaha, Nebraska, il partito scelse quale candidato a White House proprio il predetto Weaver.
Fu la sua una più che onorevole campagna e il giorno delle elezioni conquistò oltre un milione di voti popolari, quattro Stati (Colorado, Kansas, Idaho e Nevada) e ventidue delegati.

I populisti, di lì a quattro anni, caddero nell’errore di appoggiare per la presidenza il democratico William Jennings Bryan.
Fu uno sbaglio perché le loro istanze finirono per disperdersi soffocate da quelle espresse dal partito dell’Asino (la nobile bestia era il simbolo dei democratici fin da quando Andrew Jackson, indicato appunto come un asino, aveva detto di ammirare quell’animale e di non sentirsi offeso per l’epiteto) fra l’altro sconfitto dai repubblicani guidati da William McKinley.

Pochi anni ancora e il movimento del popolo cessò di avere ogni e qualsiasi espressione elettorale nazionale.

3 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/weaver.jpg 480 656 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-03 10:23:502024-04-02 20:26:27Gli sconfitti: James Weaver e il partito populista USA

Kansas: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Aprile 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1864: Repubblicano (Lincoln)
1868: Repubblicano (Grant)
1872: Repubblicano (Grant)
1876: Repubblicano (Hayes)
1880: Repubblicano (Garfield)
1884: Repubblicano (Blaine)
1888: Repubblicano (B. Harrison)
1892: Populista (Weaver)
1896: Democratico (Bryan)
1900: Repubblicano (McKinley)
1904: Repubblicano (T. Roosevelt)
1908: Repubblicano (Taft)
1912: Democratico (Wilson)
1916: Democratico (Wilson)
1920: Repubblicano (Harding)
1924: Repubblicano (Coolidge)
1928: Repubblicano (Hoover)
1932: Democratico (F. D. Roosevelt)
1936: Democratico (F. D. Roosevelt)
1940: Repubblicano (Willkie)
1944: Repubblicano (Dewey)
1948: Repubblicano (Dewey)
1952: Repubblicano (Eisenhower)
1956: Repubblicano (Eisenhower)
1960: Repubblicano (Nixon)
1964: Democratico (Johnson)
1968: Repubblicano (Nixon)
1972: Repubblicano (Nixon)
1976: Repubblicano (Ford)
1980: Repubblicano (Reagan)
1984: Repubblicano (Reagan)
1988: Repubblicano (G. H. Bush)
1992: Repubblicano (G. H. Bush)
1996: Repubblicano (Dole)
2000: Repubblicano (G. W. Bush)
2004: Repubblicano (G. W. Bush)
2008: Repubblicano (McCain)
2012: Repubblicano (Romney)
2016: Repubblicano (Trump)
2020: Repubblicano (Trump)

3 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/kansas-flag-v1-0-0-object.jpg 1332 2235 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-03 10:21:122024-04-02 20:26:18Kansas: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Presidenziali del 1960

Aprile 3, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Si vota l’8 novembre.
Gli Elettori da nominare sono cinquecentotrentasette visto che per la prima volta sono ammessi alle urne i cittadini di Alaska ed Hawaii.
La maggioranza assoluta è collocata a duecentosessantanove.
I votanti sono il sessantadue e otto per cento degli aventi diritto.
I democratici si riuniscono a Los Angeles.
I repubblicani a Chicago.

Nel Partito dell’Asino i candidati sono metà di mille (perfino un Redivivo Adlai Stevenson alla ricerca di una terza, davvero improbabile, Nomination consecutiva): i Senatori John Kennedy del Massachusetts, Lyndon Johnson del Texas e leader della maggioranza alla stessa Camera Alta, Stuart Symington del Missouri, Hubert Humphrey del Minnesota, Wayne Morse dell’Oregon, George Smathers della Florida.
Come sotto riportato nelle annotazioni, infine, tra mille indugi, prevale il cattolico (secondo in pista dopo Al Smith) John Kennedy.
Con lui, incredibilmente dati i contrasti, Johnson.

Nell’Elefante, impossibile una terza candidatura di Dwight Eisenhower, in lizza il suo Vice Richard Nixon, il Governatore del New York Nelson Rockfeller e l’Ambasciatore Henry Cabot Lodge jr.

In una campagna elettorale estremamente serrata, Kennedy prevale di pochissimo in termini di voti popolari, perde in ragione di Stati (Nixon si afferma in ventisei contro i ventidue del Senatore del Massachusetts, questo perché gli Elettori del Mississippi e la maggioranza di quelli dell’Alabama si espressero in sede di Collegio per una terza personalità politica, Harry Flood Byrd), ma vince in termini di Elettori: trecentotre a duecentodiciannove (quindici quelli ottenuti dal citato Byrd).

Per inciso, pochissime le circostanze nelle quali il vincitore si impone in un numero minore di Stati rispetto allo sconfitto.
È accaduto solo nel 1824 (John Quincy Adams sette Stati e Andrew Jackson dodici) e nel 1976 (Jimmy Carter ventitre più il Distretto di Columbia e Gerald Ford ventisette).
In altre due occasioni, i contendenti, da questo punto di vista, pareggiarono: 1848, Taylor e Cass quindici Stati a testa; 1880, Garfield e Hancock diciannove ciascuno.
Da segnalare infine che quella del 1960 è l’ultima elezione fino al 2020 nella quale l’Ohio non ha votato per il vincitore.

Annotazioni
Arrivato che fu il 1960 e non potendosi più ricandidare Eisenhower per il disposto del XXII Emendamento, un nutrito gruppo di democratici annunciò l’intenzione di scendere in lizza per ottenere la Nomination: il Senatore del Massachusetts John Kennedy, il leader della maggioranza al Senato Lyndon Johnson, il Senatore del Missouri Stuart Symington, il Senatore del Minnesota Hubert Humphrey, il Senatore dell’Oregon Wayne Morse e il Governatore della California Pat Brown.
In più, senza proporsi nelle Primarie ma sperando di arrivare comunque alla sua terza candidatura consecutiva in sede di Convention se nessuno tra i contendenti si fosse dimostrato un vincente, ancora e di nuovo Adlai Stevenson.
La Convenzione era stata fissata dall’11 al 15 luglio a Los Angeles.

Al termine della Primarie e dei Caucus, nessuno tra i predetti candidati aveva conquistato un numero sufficiente di delegati per essere scelto al primo scrutino.
Si trattava, quindi, di una kermesse ‘aperta’, nel corso della quale le più diverse e improbabili alleanze avrebbero portato ad una scelta di compromesso ma definitiva.

I tre candidati di maggior peso, quelli davvero in corsa a quel punto, erano Kennedy, Johnson e Stevenson.
Harry Truman entrò allora in gioco sostenendo che per superare l’impasse i tre avrebbero dovuto fare un passo indietro e dare spazio e strada a Stuart Symington, che era stato Segretario all’Aviazione nel suo governo ed era missouriano, sia pure di adozione, come lui.
Gli andò male: ‘Stu’ fu sconfitto, l’ipotesi Stevenson non decollò, Johnson accettò, contro le previsioni perfino dell’entourage di Kennedy, di correre nel ticket per la Vice Presidenza.
Il fatto che fosse cattolico fu certamente un impedimento per il futuro Presidente della ‘Nuova frontiera’ ma, e già lo avevano dimostrato gli esiti delle Primarie, non insuperabile come era stato nel 1928 per Alfred Smith accusato di essere un ‘papista’.

Sul tema, allorquando i giochi a favore del Senatore del Massachusetts apparvero fatti, il vecchio Truman se ne uscì con una battuta rimasta celebre:
“It’s not the Pope I’m worried abaut, It’s the Pop” (“Non è il Papa che mi preoccupa, ma il papà”).
Chiunque conoscesse il padre di John, Joseph Kennedy, il suo carattere, la provenienza del suo denaro poteva concordare con lui!

3 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/kennedy-70519-clift-jfk-press-tease_tsyutt.jpg 881 1566 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-03 10:19:442024-04-02 20:26:08Presidenziali del 1960

Robert Kennedy Jr. afferma che Biden rappresenta una minaccia per la democrazia

Aprile 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

“Il candidato presidenziale indipendente Robert F. Kennedy Jr. ha sostenuto lunedì 2 marzo che il Presidente Joe Biden rappresenta una minaccia per la democrazia più grande dell’ex presidente Donald Trump”, come riferisce la CNN.
Kennedy ha detto:
“Posso sostenerlo in ragione del fatto che Biden è il primo candidato nella storia, meglio, il primo Presidente nella storia che da candidato abbia usato le agenzie federali per censurare il confronto politico così da oscurare l’avversario”.

2 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/kennedy-jr.jpg 425 716 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-02 13:58:592024-04-02 12:37:19Robert Kennedy Jr. afferma che Biden rappresenta una minaccia per la democrazia

Candidati decisamente poco graditi

Aprile 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Dal 1980 al 2012 compreso, sondaggi alla mano, nessuno dei candidati alla Casa Bianca era, come si dice “underwater”, sott’acqua nel gradimento popolare, nessuno cioè non raggiungeva il cinquanta per cento.
Dal 2016, i contendenti sono addirittura almeno nove punti percentuali più in basso!
Di certo, la radicalizzazione sempre più accentuata contribuisce, ma non sono solamente gli oppositori ad esternare lo scontento: tra gli indipendenti serpeggia eccome.
Oggi 2 aprile, l’autorevole FiveThirthyEight certifica che Joe Biden è al trentanove e uno mentre Donald Trump si colloca esattamente al quarantuno.
Batte male.

2 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/biden_again_0_1.jpg 500 955 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-02 13:47:522024-04-02 17:43:18Candidati decisamente poco graditi

Iowa: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Aprile 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1844: Democratico (Polk)
1848: Democratico (Cass)
1852: Democratico (Pierce)
1856: Repubblicano (Fremont)
1860: Repubblicano (Lincoln)
1864: Repubblicano (Lincoln)
1868: Repubblicano (Grant)
1872: Repubblicano (Grant)
1876: Repubblicano (Hayes)
1880: Repubblicano (Garfield)
1884: Repubblicano (Blaine)
1888: Repubblicano (B. Harrison)
1892: Repubblicano (B. Harrison)
1896: Repubblicano (McKinley)
1900: Repubblicano (McKinley)
1904: Repubblicano (T. Roosevelt)
1908: Repubblicano (Taft)
1912: Democratico (Wilson)
1916: Repubblicano (Hughes)
1920: Repubblicano (Harding)
1924: Repubblicano (Coolidge)
1928: Repubblicano (Hoover)
1932: Democratico (F. D. Roosevelt)
1936: Democratico (F. D. Roosevelt)
1940: Repubblicano (Willkie)
1944: Repubblicano (Dewey)
1948: Democratico (Truman)
1952: Repubblicano (Eisenhower)
1956: Repubblicano (Eisenhower)
1960: Repubblicano (Nixon)
1964: Democratico (Johnson)
1968: Repubblicano (Nixon)
1972: Repubblicano (Nixon)
1976: Repubblicano (Ford)
1980: Repubblicano (Reagan)
1984: Repubblicano (Reagan)
1988: Democratico (Dukakis)
1992: Democratico (B. Clinton)
1996: Democratico (B. Clinton)
2000: Democratico (Gore)
2004: Repubblicano (G. W. Bush)
2008: Democratico (Obama)
2012: Democratico (Obama)
2016: Repubblicano (Trump)
2020: Repubblicano(Trump)

2 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/Iowa-Dems-Release-National-Delegate-Estimate.jpg 713 1268 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-02 11:54:212024-04-01 20:55:01Iowa: storia elettorale in occasione delle presidenziali

La datazione degli avvenimenti nelle Colonie prima della nascita degli USA

Aprile 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Nell’agosto del 1752, per dire, a Boston era in uso il Calendario Giuliano e pertanto la differenza quanto alle date rispetto, sempre per dire, a Veracruz era di undici giorni.
Questo perché Boston era parte di una colonia inglese (e Londra abbandonò il Giuliano a settembre del 1752 eliminando proprio undici giorni) e Veracruz spagnola (laddove la Spagna era passata al Gregoriano ad ottobre del 1582 cancellando invece dieci giorni.
La differenza di un giorno determinata dal trascorrere tra i due accadimenti di centosettanta anni).
Per quanto gli Stati Uniti d’America, essendosi costituiti dopo il citato 1752, non abbiano mai come Paese usato il Giuliano, tutte le date riguardanti gli accadimenti delle tredici colonie che li formeranno precedenti il medesimo anno sono riferite alla datazione voluta da Cesare nelle vesti di Pontefice Massimo di nessuno avendo mai applicato alla bisogna il Gregoriano Prolettico.

2 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/declaration78480093.jpg 400 600 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-02 11:50:352024-04-01 20:55:11La datazione degli avvenimenti nelle Colonie prima della nascita degli USA
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