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Gli sconfitti: Barry Goldwater, battuto per quanto John Wayne lo appoggiasse

Aprile 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1997, prodotta per la televisione esce una pellicola straordinaria.
Sceneggiata magistralmente da Martyn Burke e diretta da Joe Dante, si intitola ‘La seconda guerra civile americana’.
In una scena, gli inviati di un potente network tv, in attesa degli eventi, guardano un film di guerra.
Sullo schermo, John Wayne fa strage di nemici e uno dei due ne esalta il valore.
“Ti ricordo”, replica l’altro, “che Wayne era un attore”.
“Se ai tempi del Vietnam John fosse stato alla Casa Bianca quel conflitto sarebbe durato una settimana!”, chiude, sicuro, il primo.
Ecco, il protagonista di mille western (e non solamente), il Ringo di ‘Ombre rosse’, l’Ethan Edwards di ‘Sentieri selvaggi’ non era percepito da larga parte degli americani ‘solo’ come un divo di Hollywood.
Era, rappresentava molto di più: il coraggio, il senso del dovere, l’onore, la fermezza, in qualche modo il Paese.
Ebbene, questo vero monumento vivente nel 1964 partecipa in prima linea, in prima persona, senza risparmio, alla campagna per White House che vede il senatore repubblicano Barry Goldwater impegnato contro il presidente uscente, il democratico Lyndon Johnson.

Quali i risultati?
Una netta sconfitta.
Gli elettori non si lasciano convincere.
Johnson ha fatto bene in politica interna e il Vietnam, laddove gli USA combattono, non lo ha ancora demolito come avverrà di lì a non molto.
Goldwater perde addirittura per quattrocentoottantasei delegati nazionali a sessantadue su un totale di cinquecentotrentotto.
(Per inciso – e non che a determinare la svolta epocale sia John Wayne, per carità – per la prima volta il partito repubblicano perde il Nord, sua abituale riserva elettorale, conquistando invece Stati del Sud fino a quel momento praticamente sempre democratici.)

Perché ricordare questi lontani accadimenti?
Semplicemente perché sempre la stampa e le tv danno grande rilievo alle dichiarazioni dell’uno o dell’altro personaggio, non soltanto del cinema, che si schieri in campagna elettorale di qua o di là.
Se ai suoi tempi non è riuscito John Wayne, l’americano per eccellenza, a cambiare le carte in tavola perché dovrebbero riuscirci, che so?, una Sarah Jessica Parker, un Woody Allen, perfino un George Clooney per stare tra i democratici, un Chuck Norris, un Robert Duvall o un John Voight per passare ai GOP?

Per quanto grande regista e attore sia, guardando alla campagna 2012, non ha cambiato nulla, se non forse per qualche infinitesimale zero virgola qualcosa, neanche l’allora celebrato ‘endorsement’ a favore di Mitt Romney pronunciato da Clint Eastwood.
Come diceva il vecchio e saggio, oltre che bravissimo, Indro Montanelli, alla fine conta il parere del lattaio dell’Ohio (Stato i cui risultati quasi sempre ma non nel 2020 collimano con quelli nazionali) l’opinione del quale nessuno o quasi dei giornalisti italiani che si occupano di elezioni USA cerca di conoscere.

2 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/goldwater.jpg 500 716 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-02 11:48:092024-04-01 20:55:21Gli sconfitti: Barry Goldwater, battuto per quanto John Wayne lo appoggiasse

Presidenziali del 1956

Aprile 2, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Si vota il 6 novembre ed è questa l’ultima occasione nella quale gli Stati chiamati alle urne sono quarantotto.
Nella tornata 1960, infatti, voteranno anche i cittadini delle Hawaii e dell’Alaska.
Tutto come quattro anni prima quanto ai numeri degli Elettori e della maggioranza assoluta.
Sessanta e sei la percentuale di affluenza ai seggi.
I due partiti maggiori ripropongono i medesimi candidati ottenendo lo stesso risultato.
Il Presidente uscente Eisenhower ha garantito al Paese la promessa pace e ha amministrato con saggezza.
Proprio nel 1956 viene colpito da un infarto ma si rimette completamente.
Qualche problema in più nel campo repubblicano incontra e supera – visto che sarà comunque confermato nel ticket – il Vice in carica Richard Nixon che il titolare invero vorrebbe sostituire.
Fatto è, però, che il più accreditato quale possibile alternativa, il preferito da Ike Christian Herter, allora Governatore del Massachusetts, è nato a Parigi e forti sono i dubbi in merito al reale possesso da parte sua dei prescritti requisiti.

Il Partito Democratico finisce di bel nuovo per convergere su Adlai Stevenson che nel corso delle Primarie, dopo un avvio stentato, riesce a superare Estes Kefauver, il Senatore del Tennessee che già quattro anni prima era stato in corsa.
Fra l’altro, la prima ripresa televisiva di un confronto tra candidati riguarda proprio i due contendenti democratici citati che saranno immortalati dalle telecamere in vista delle Primarie della Florida.
Corre il 21 maggio.
Alla Convention l’Asinello deciderà di contare su tutti e due mettendo in lizza il duo Stevenson/Kefauver.
Si arriva a questa determinazione dopo il ritiro dalla competizione per il secondo posto nel ticket del giovane Senatore del Massachusetts John Kennedy.
Tra i contendenti di minor peso, si nota Lyndon Johnson.

Divertente il fatto che Elvis Presley, il grande cantante rock, conquisti nel corso di Primarie e Caucus cinquemila voti con il sistema ‘write in’ (che in alcuni Stati consente agli elettori di votare altri rispetto ai candidati riportati nella scheda scrivendone il nome).

In conclusione, un Adlai Stevenson meno compassato e più aperto non riesce a conquistare l’elettorato per così dire comune e finisce per perdere in modo più rovinoso rispetto al 1952.
Eisenhower vince in quarantuno stati riportando quattrocentocinquantasette voti al Collegio.
Il democratico, conquista solo sette Stati e settantatre delegati nazionali.

2 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/eisenhower-grghht.jpg 670 1027 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-02 11:12:102024-04-01 20:54:51Presidenziali del 1956

Analisi delle preferenze politiche degli Stati guardando ai Trifecta

Aprile 1, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Un metodo per avere indicazioni abbastanza precise sulle preferenze (in alcuni casi, constatati i lunghi tempi di votazioni uniformi, in qualche modo sulle appartenenze) politiche degli Stati dell’Unione in vista delle Presidenziali può essere quello di prendere in considerazione se, dove e da quanto presentino casi di Trifecta.
È questo un termine che descrive ed indica una situazione nella quale in uno Stato un solo partito regge il Governatorato e la maggioranza nei due rami del Parlamento locale.
Attualmente, gli Stati che presentano un Trifecta sono quaranta (essendo nei restanti dieci divisi i poteri).
Ventitré repubblicani e diciassette democratici.
Orbene, più lontano è il momento nel quale tale esito si è verificato e dal quale dura e maggiore la probabilità che nelle elezioni Presidenziali lo Stato si schieri da una piuttosto che dall’altra parte.
Lo Utah, per cominciare, è dal 1985 repubblicano.
Dal 1995 votano in quest’ambito per il Grand Old Party anche l’Idaho e i due Dakota, del Nord e del Sud.
Il Nebraska (peraltro, monocamerale dove per di più non è in uso il Winner Takes All Method per la scelta degli Electors e cioè dei componenti il Collegio che effettivamente elegge il Presidente) anch’esso considerato repubblicano, è l’ultimo che propone (il 1999) una data appartenente allo scorso secolo (volendo, millennio).
In effetti, sono i cinque elencati Stati che alla fine si schierano (salvo di quando in quando la Circoscrizione nebraskana di Omaha) costantemente con i GOP.
Così anche il pesante (in termini di sopra citati Electors) Texas, però dal 2003.
La Florida e l’Ohio, spesso repubblicani nei novembre bisestili, dal 2011.
Detto che il Trifecta democratico più duraturo, Delaware, risale al 2009, volgiamo lo sguardo agli Stati più importanti (sempre con riferimento ai futuri membri del predetto Collegio) normalmente democratici nelle elezioni per l’Executive Mansion.
La California, il più ‘pesante’ tra tutti, è Trifecta dem dal 2011, come il Connecticut.
Il New Jersey dal 2018.
Il New York, più di recente, dal 2019.
Spostando l’attenzione sugli Stati che presentano poteri divisi, importante di certo la Pennsylvania, tale dal 2015, che difatti nel 2016 ha votato Trump e quattro anni dopo Biden.
I dati qui non proposti sono consultabili nelle apposite tabelle in particolare su Ballotpedia.

1 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/vote-buttons.jpg 470 795 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-01 15:20:062024-04-01 12:20:24Analisi delle preferenze politiche degli Stati guardando ai Trifecta

Ulteriori Primarie repubblicane e democratiche del 2 aprile

Aprile 1, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Martedì 2 aprile sono in programma le Primarie del Grand Old Party e del partito dell’Asino nei seguenti Stati:
Connecticut
Delaware
New York
Rhode Island
Wisconsin
per un totale di
195 delegati alla Convention, 91 dei quali in rappresentanza del New York, quanto ai primi.
455, dei quali 268 dello Stato con la Grande Mela, per i secondi.
(Nei due campi, come si vede, differente quantitativamente la consistenza degli eligendi).

1 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/trump-0EiKv6BEVkAEywvL.jpg 574 1023 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-01 09:53:012024-04-01 07:53:20Ulteriori Primarie repubblicane e democratiche del 2 aprile

Gli sconfitti: Walter Mondale, l’uomo del Minnesota (e Geraldine Ferraro)

Aprile 1, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Apprezzato e in qualche modo ‘allevato’ da Hubert Humphrey, democratico tra i maggiori degli anni Sessanta, Walter Mondale percorre alla grande tutti i gradini della politica locale nel suo Minnesota.
Sarà anche Senatore a Washington ma il momento culminante della sua carriera è indubbiamente datato 1976.
E’ in quella temperie candidato alla Vice Presidenza a fianco di Jimmy Carter.
Il ticket democratico, ancora sull’onda e sfruttando l’eco dello ‘Scandalo Watergate’ che aveva travolto il repubblicano Richard Nixon e debilitava la campagna dell’uscente Gerald Ford, a novembre del citato anno prevale e Mondale occuperà dal 20 gennaio del 1977 e fino al 20 gennaio 1981 uno scranno che per il vero non illuminerà particolarmente con azioni politiche degne di nota per quanto avesse concordato con Carter una collaborazione particolare, decisamente più attiva e consapevole degli affari governativi rispetto a quella usualmente concessa ai Vicari.
Defenestrato da Reagan, trascorsi quattro anni, otterrà nel 1984 la Nomination che lo porterà a sfidare l’ex Governatore della California in quella tornata elettorale.
Per quanto nella circostanza abbia introdotto nel ticket quale candidata Vice una donna (la prima in questa prospettiva in uno dei due partiti maggiori) Geraldine Ferraro (per di più, italo americana, cosa però favorevole solo in alcuni Stati) sarà travolto, come, del resto e a sua scusante, con ogni probabilità, in quella situazione sarebbe stato travolto qualunque altro oppositore democratico dell’allora sfolgorante GOP.
Sarà dipoi, sotto Clinton, Ambasciatore in Giappone.
Longevo – era nato il 5 gennaio del 1928 – si è spento novantatreenne il 19 aprile 2021, essendo peraltro ancora vivente Jimmy Carter, più anziano di oltre tre anni.

1 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/mondale-ferraro.jpg 554 794 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-01 09:50:472024-04-01 07:53:29Gli sconfitti: Walter Mondale, l’uomo del Minnesota (e Geraldine Ferraro)

Indiana: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Aprile 1, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1816: Democratico-Repubblicano (Monroe)
1820: Democratico-Repubblicano (Monroe)
1824: Democratico-Repubblicano (Jackson)
1828: Democratico (Jackson)
1832: Democratico (Jackson)
1836: Whig (W. Harrison)
1840: Democratico (Van Buren)
1844: Democratico (Polk)
1848: Democratico (Cass)
1852: Democratico (Pierce)
1856: Democratico (Buchanan)
1860: Repubblicano (Lincoln)
1864: Repubblicano (Lincoln)
1868: Repubblicano (Grant)
1872: Repubblicano (Grant)
1876: Democratico (Tilden)
1880: Repubblicano (Garfield)
1884: Democratico (Cleveland)
1888: Repubblicano (B. Harrison)
1892: Democratico (Cleveland)
1896: Repubblicano (McKinley)
1900: Repubblicano (McKinley)
1904: Repubblicano (T. Roosevelt)
1908: Repubblicano (Taft)
1912: Democratico (Wilson)
1916: Repubblicano (Hughes)
1920: Repubblicano (Harding)
1924: Repubblicano (Coolidge)
1928: Repubblicano (Hoover)
1932: Democratico (F.D. Roosevelt)
1936: Democratico (F.D. Roosevelt)
1940: Repubblicano (Willkie)
1944: Repubblicano (Dewey)
1948: Repubblicano (Dewey)
1952: Repubblicano (Eisenhower)
1956: Repubblicano (Eisenhower)
1960: Repubblicano (Nixon)
1964: Democratico (Johnson)
1968: Repubblicano (Nixon)
1972: Repubblicano (Nixon)
1976: Repubblicano (Ford)
1980: Repubblicano (Reagan)
1984: Repubblicano (Reagan)
1988: Repubblicano (G. H. Bush)
1992: Repubblicano (G. H. Bush)
1996: Repubblicano (Dole)
2000: Repubblicano (G. W. Bush)
2004: Repubblicano (G. W. Bush)
2008: Democratico (Obama)
2012: Repubblicano (Romney)
2016: Repubblicano (Trump)
2020: Repubblicano (Trump)

1 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/indiana.jpg 429 837 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-01 09:48:052024-04-01 07:53:39Indiana: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Presidenziali del 1952

Aprile 1, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Alle urne il 4 novembre.
Il numero degli Elettori è fermo a cinquecentotrentuno e il limite della maggioranza assoluta resta fissato a duecentosessantasei.
Notevole l’incremento della percentuale dei votanti (dieci e tre in più) che arrivano al sessantatre e tre per cento degli aventi diritto.
Due campagne interne ai partiti e due Convention (entrambe a Chicago) decisamente lottate, quelle datate 1952.
Il Partito Democratico – che governa dal 4 marzo 1933, momento dell’entrata in carica di Franklin Delano Roosevelt (dal successivo 1937, si ricorda, l’Insediamento fu anticipato al 20 gennaio sempre dell’anno seguente quello elettorale) – teoricamente dovrebbe dare nuovamente fiducia all’uscente Truman (l’Emendamento del 1951 non lo riguarderebbe comunque visto che uno degli articoli prevede proprio che il Presidente in carica possa ripresentarsi).
Capita, però, che Harry, indebolito dall’andamento della Guerra di Corea in corso, venga battuto nella Primaria del New Hampshire dal Senatore populista del Tennessee Estes Kefauver, che aveva acquistato larga fama a livello nazionale presiedendo la Commissione contro il Crimine Organizzato seguita dalle già importanti televisioni.
Ritirato Truman (il quale, comunque, nelle memorie, affermerà di non essersi messo da parte per la sconfitta rimediata ma perché lo aveva già deciso prima – e a tale riguardo ricordo che Raymond Cartier in ‘Le cinquanta Americhe’ sostiene che il ritiro fosse voluto dalla First Lady), Kefauver appare il favorito.
Deve peraltro scontrarsi con agguerriti rivali, tra i quali, per quanto nella circostanza perdenti, vanno ricordati il futuro Vice Presidente e candidato Hubert Humphrey al momento Senatore del Minnesota, Averell Harriman del New York e William Fullbright dell’Arkansas.
Apparentemente e forse realmente non interessato ma infine di contro vincente, il Governatore dell’Illinois Adlai Stevenson II, nipote del Vice Presidente con Grover Cleveland Adlai Stevenson I.
Uomo di notevole cultura e di spirito (durante la campagna, dopo un comizio, avvicinato da una sostenitrice che gli diceva “Tutte le persone intelligenti voteranno per lei” rispose “Cara Signora, non basterà. Occorre la maggioranza”), decisamente gradito agli intellettuali, fu nell’occasione lasciato dalla moglie fervente repubblicana che non poteva accettarne la scelta.
Al suo fianco, il Senatore dell’Alabama John Sparkman.

In campo repubblicano, sceso in campo, il Generale Dwight Eisenhower credeva dall’alto del suo prestigio di ottenere facilmente la consacrazione.
Si trovò invece a lottare con il Senatore Robert Taft, sconfitto infine di stretta misura e solo perché i GOP della costa atlantica ne temevano il fiero isolazionismo e le posizioni fortemente conservatrici.
E non il solo Taft il Comandante delle Forze Alleate dovette sconfiggere.
Anche il Governatore della California Earl Warren – già in corsa come Vice di Dewey nel 1948 e futuro grande Presidente della Corte Suprema – e l’ex Governatore del Minnesota Harold Stassen.
Il partito pensò bene di collocargli a fianco Richard Nixon, un Senatore di stampo conservatore.

Difficili, come si è visto, le scelte.
Facilissima – una valanga – la vittoria di Eisenhower che, primo tra i GOP, andò a fare campagna nel Sud sempre democratico ottenendo anche in quelle bande non poco successo.
Facile altresì per avere garantito se eletto una pace onorevole in Corea.

Risultati:
Eisenhower, trentanove Stati e quattrocentoquarantadue Elettori;
Stevenson, nove Stati e ottantanove membri del Collegio a favore.

1 aprile 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/04/eisenhower-2.jpg 369 550 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-04-01 09:44:372024-04-01 07:53:48Presidenziali del 1952

Il declino elettorale dello Stato del New York

Marzo 31, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Gli Elettori (con l’iniziale maiuscola per distinguerli da quelli normali dato che loro specifico compito è eleggere effettivamente il Presidente degli Stati Uniti) spettanti allo Stato del New York (non trovo corretto dire “di” New York con riferimento al nome della Grande Mela), alla stregua di quelli spettanti a tutti gli altri membri dell’Unione mano mano entrati a farne parte, sono numericamente ed anche, tenendo conto del numero totale degli stessi, percentualmente (‘pesando’ differentemente) cambiati nel tempo conseguentemente ai risultati dei Censimenti decennali (il primo è datato 1790) che certificano il numero degli abitanti.
Otto (8) su ottantuno (81) totali quelli spettanti in occasione delle prime votazioni del 1788/89.
Quarantasette (47), il massimo, su cinquecentotrentuno (531) nelle circostanze 1932/48.
Ventotto (28) su cinquecentotrentotto (538) nel corrente 2024.
Non v’è chi non veda nei citati numeri la certificazione del declino nel campo specifico dello Stato un tempo più abitato del Paese, declino coincidente con quello non superficialmente evidente economico e, sia pure parzialmente, social/culturale.

31 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/nyc-23434.jpg 480 910 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-31 16:30:462024-03-31 15:31:34Il declino elettorale dello Stato del New York

Gli sconfitti: Charles Evans Hughes

Marzo 31, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1916, i repubblicani, in maggioranza al congresso e convinti di riconquistare facilmente la Casa Bianca defenestrando Woodrow Wilson (nel 1912, il democratico aveva vinto approfittando della spaccatura tra i GOP che si erano divisi un elettorato nettamente maggioritario: Theodore Roosevelt, al quale il partito aveva preferito l’uscente William Taft, si era candidato come terzo uomo e i voti dei due sommati superavano nettamente quelli di Wilson), scelsero come loro candidato Charles Evans Hughes, già governatore del New York e al momento giudice della Corte Suprema nella quale era entrato nel 1910.

Hughes, dimessosi dall’alto incarico per la bisogna, ebbe davvero a sfiorare la vittoria tanto da andare a letto convinto di avercela fatta, visti i risultati degli Stati della costa orientale, svegliandosi invece – come succederà nel 1948 a Thomas Dewey – sconfitto essendo nella notte pervenuti i dati relativi ai territori statali collocati ad ovest a lui grandemente sfavorevoli.

Successivamente, segretario di Stato con Harding e Coolidge, scelto da Hoover per sostituire Taft, rientrò alla Corte Suprema nel 1930 con i gradi di giudice capo o presidente.
E’ in tale prestigiosa veste che ebbe a scontrarsi con Franklin Delano Roosevelt.
Era accaduto che non poche delle leggi approvate sotto la spinta del New Deal rooseveltiano fossero incappate nel giudizio negativo della Corte.
Così stando le cose, il presidente, nel 1937 e cioè all’inizio del proprio secondo mandato, si lasciò pungere dall’idea di modificare la composizione della Corte medesima per essere autorizzato a nominare altri giudici evidentemente alle sue idee più vicini.
Occorre qui rilevare come, anche e soprattutto per la forte opposizione di Hughes, il piano in qualche modo eversivo di Franklin Delano non andò a buon fine.

31 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/hughes.jpg 703 981 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-31 10:28:332024-03-31 08:28:52Gli sconfitti: Charles Evans Hughes

Illinois: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Marzo 31, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1820: Democratico-Repubblicano (Monroe)
1824: Democratico-Repubblicano (Jackson)
1828: Democratico (Jackson)
1832: Democratico (Jackson)
1836: Democratico (Van Buren)
1840: Democratico (Van Buren)
1844: Democratico (Polk)
1848: Democratico (Cass)
1852: Democratico (Pierce)
1856: Democratico (Buchanan)
1860: Repubblicano (Lincoln)
1864: Repubblicano (Lincoln)
1868: Repubblicano (Grant)
1872: Repubblicano (Grant)
1876: Repubblicano (Hayes)
1880: Repubblicano (Garfield)
1884: Repubblicano (Blaine)
1888: Repubblicano (B. Harrison)
1892: Democratico (Cleveland)
1896: Repubblicano (McKinley)
1900: Repubblicano (McKinley)
1904: Repubblicano (T. Roosevelt)
1908: Repubblicano (Taft)
1912: Democratico (Wilson)
1916: Repubblicano (Hughes)
1920: Repubblicano (Harding)
1924: Repubblicano (Coolidge)
1928: Repubblicano (Hoover)
1932: Democratico (F.D. Roosevelt)
1936: Democratico (F.D. Roosevelt)
1940: Democratico (F.D. Roosevelt)
1944: Democratico (F.D. Roosevelt)
1948: Democratico (Truman)
1952: Repubblicano (Eisenhower)
1956: Repubblicano (Eisenhower)
1960: Democratico (Kennedy)
1964: Democratico (Johnson)
1968: Repubblicano (Nixon)
1972: Repubblicano (Nixon)
1976: Repubblicano (Ford)
1980: Repubblicano (Reagan)
1984: Repubblicano (Reagan)
1988: Repubblicano (G. H. Bush)
1992: Democratico (B. Clinton)
1996: Democratico (B. Clinton)
2000: Democratico (Gore)
2004: Democratico (Kerry)
2008: Democratico (Obama)
2012: Democratico (Obama)
2016: Democratico (Hillary Clinton)
2020: Democratico (Biden)

31 marzo 2024

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