Fondazione Italia Usa
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Staff
  • Eventi e news
  • Premio America
  • Elezioni USA
  • Amici della Fondazione
  • Come sostenerci
  • Master
  • Newsletter
  • Stati Uniti d’America
    • L’inno USA
    • Dichiarazione d’indipendenza
    • La costituzione USA
    • I presidenti USA
    • La geografia
    • La mappa degli USA
    • La storia
    • La cultura
    • Le istituzioni
    • L’economia
    • Bandiere
    • Dicono degli USA
  • Italiano
  • Menu Menu

Presidenziali del 1948

Marzo 31, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Nel 1948, le elezioni si svolgono il 2 novembre.
Gli Elettori sono nel complesso cinquecentotrentuno e conseguentemente la maggioranza assoluta è fissata a duecentosessantasei.
Il Presidente uscente Harry Truman vince rocambolescamente, come fra poco verrà narrato: ventotto gli Stati che lo preferiscono e trecentotre i delegati catturati.
Il Governatore repubblicano del New York Thomas Dewey, al secondo tentativo, conquista sedici Stati e centoottantanove Elettori.
Il terzo incomodo Dixiecrat J. Strom Thurmond vince in quattro Stati e colleziona trentanove delegati al Collegio Elettorale, un risultato di notevole portata.
Il quarto candidato, in rappresentanza di un effimero Progressive Party, Henry Wallace si ferma a zero Stati e zero Elettori.
Per inciso, essendo il candidato alla Vice Presidenza per il Partito Repubblicano Earl Warren Governatore della California, il ticket GOP nell’occasione era straordinariamente formato da due Governatori in carica.

Annotazioni
Luglio 1948, in vista delle elezioni novembrine, Convention del Partito Democratico a Filadelfia.
Laceranti le divisioni interne.
L’ala liberal, pur apprezzando le idee e l’azione del Presidente in carica Harry Truman a proposito dei diritti civili e in particolare della lotta al segregazionismo sudista, chiede che nella ‘platform’ programmatica vengano indicate proposte e indicazioni maggiormente incisive.
L’aria che si respira è quella che normalmente precede una sconfitta, tanto che alcuni inutilmente sperano di riuscire a convincere il generale Eisenhower (che scenderà in campo quattro anni dopo tra i repubblicani) o il giudice William O. Douglas a proporsi in alternativa a Truman.
L’ala conservatrice, sudista, popolarmente da subito nota con l’appellativo ‘Dixiecrats’, avendo ottenuto i liberal quanto richiesto, abbandona il Congresso, si riunisce a Birmingham, Alabama, fonda il ‘Partito Democratico per i Diritti dei singoli Stati’ e sceglie come candidato a White House J. Strom Thurmond, all’epoca Governatore del South Carolina e in seguito, per lunghissimi decenni, Senatore.
Intanto, alla guida di un Partito Progressista (ricorrente tale definizione), l’ex Vice Presidente, nel terzo mandato, di F.D. Roosevelt, Henry Agard Wallace – favorevole in politica estera a migliori rapporti con l’Unione Sovietica, naturalmente ai diritti civili e in campo economico alla proprietà pubblica in molto settori chiave – lancia a sua volta il guanto di sfida.
Quando Wallace – 7 ottobre 1888/18 novembre 1965 – annunciò la propria candidatura si dimise da direttore di ‘New Republic’ e dichiarò, tra l’altro, che se fosse stato obbligato alle elezioni a scegliere tra Truman e Robert Taft (repubblicano e a quel momento possibile candidato) avrebbe optato per il GOP “come l’uomo più adatto a mantenere la pace”.
Non solo per questo atteggiamento ma in generale per le sue posizioni ‘sinistre’ (ricevette l’appoggio del partito comunista) e per il carattere – fu definito “uomo sgradevole, eccentrico, ambizioso, moralista” – fu fortemente avversato proprio dai democratici dalle cui fila proveniva.
Eleanor Roosevelt, che in passato lo aveva lodato pubblicamente, il giorno dopo l’annuncio della sua discesa in campo scrisse:
“Che cose strane spinge a fare il desiderio di essere Presidente…
(Wallace) non è mai stato un buon politico, non è mai stato capace di valutare l’opinione pubblica…
Come leader di un terzo partito non combinerà niente.
Distruggerà semplicemente proprio le cose che desidera raggiungere”.

I repubblicani, convinti di vincere a causa delle divisioni del campo avverso, scelsero l’ultimo rivale del citato F.D.R., il Governatore del New York Thomas E. Dewey, al quale affiancarono il Governatore della California Earl Warren, in seguito eccezionale e determinante, in tema di lotta alle leggi razziali e segregazioniste, Presidente della Corte Suprema.

Al termine di una campagna che vide pertanto affrontarsi ben quattro candidati, tutti di un qualche peso, per quanto i primi risultati dessero per vincente Dewey, Harry Truman, che aveva percorso in treno oltre cinquantamila chilometri e tenuto più di trecentocinquanta discorsi nelle stazioni (ultimo Presidente a proporsi in cotal, antica guisa) ottenne la riconferma.

Non male, peraltro, i ‘Dixiecrats’ il cui vessillifero Thurmond conquistò trentotto delegati, tutti provenienti dal Sud dove prevalse in quattro Stati, al Collegio Elettorale.
Non altrettanto bene andò invece a Henry Wallace che non ottenne risultato alcuno appunto in termini di delegati.

31 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/truman-color.jpg 872 1116 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-31 10:23:562024-03-31 08:29:13Presidenziali del 1948

Secondo 270towin gli Stati incerti sono soltanto tre

Marzo 30, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Oggi, 30 marzo, l’autorevole sito 270towin (ricordo che appunto duecentosettanta e’ il numero di Elettori – iniziale maiuscola per distinguerli da quelli normali visto che loro specifico compito è eleggere effettivamente il Presidente – pari alla maggioranza assoluta dei membri del Collegio che compongono) propone una nuova Presidential Election Map che vede i democratici accreditati di duecento cinquantatré (253) delegati e i repubblicani di duecento quarantanove (249), tra ‘safe’, ‘like’ e ‘leans’, restando solo trentasei (36) i ‘toss up’, cioè i non attribuibili.
Esattamente gli undici (11) spettanti all’Arizona, i sei (6) del Nevada e i diciannove (19) della Pennsylvania.
Notato che così stando le cose a Biden basterebbe vincere nello Stato con capitale Harrisburg, guardando ai precedenti e precisamente alle ultime due votazioni per la Executive Mansion,
nel 2016 il Nevada votò per Hillary Clinton mentre Arizona e Pennsylvania si espressero per Donald Trump
nel 2020 furono tutti e tre a favore di Joe Biden.
Chissà?

30 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/truck-maxresdefault.jpg 720 1280 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-30 15:58:382024-03-30 15:58:40Secondo 270towin gli Stati incerti sono soltanto tre

Gli sconfitti: John Breckinridge

Marzo 30, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Il più giovane Vicepresidente della storia degli Stati Uniti: eletto con James Buchanan nel novembre del 1856, aveva trentacinque anni!
Il candidato alla Presidenza in grado di conquistare, per i democratici del Sud, non il maggior numero di voti popolari ma il maggior numero di delegati nelle presidenziali del 1860 nelle quali era opposto a Abraham Lincoln, John Bell e Stephen Douglas.
Uno dei Senatori espulsi (4 dicembre 1861) dalla camera alta federale a seguito della dichiarata adesione alla Confederazione sudista.
Generale, dipoi maggior generale nell’esercito confederato.
Ministro della guerra dal gennaio all’aprile del 1865 della predetta Confederazione.
Esule in Europa dopo la sconfitta del Sud.
Passato a miglior vita a soli cinquantaquattro anni, John Cabell Breckenridge visse poco ma molto intensamente!

30 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/breckinridge.jpg 366 595 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-30 10:39:362024-03-29 22:00:57Gli sconfitti: John Breckinridge

Idaho: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Marzo 30, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1892: Populista (Weaver)
1896: Democratico (Bryan)
1900: Democratico (Bryan)
1904: Repubblicano (T. Roosevelt)
1908: Repubblicano (Taft)
1912: Democratico (Wilson)
1916: Democratico (Wilson)
1920: Repubblicano (Harding)
1924: Repubblicano (Coolidge)
1928: Repubblicano (Hoover)
1932: Democratico (F. D. Roosevelt)
1936: Democratico (F. D. Roosevelt)
1940: Democratico (F. D. Roosevelt)
1944: Democratico (F. D. Roosevelt)
1948: Democratico (Truman)
1952: Repubblicano (Eisenhower)
1956: Repubblicano (Eisenhower)
1960: Repubblicano (Nixon)
1964: Democratico (Johnson)
1968: Repubblicano (Nixon)
1972: Repubblicano (Nixon)
1976: Repubblicano (Ford)
1980: Repubblicano (Reagan)
1984: Repubblicano (Reagan)
1988: Repubblicano (G. H. Bush)
1992: Repubblicano (G. H. Bush)
1996: Repubblicano (Dole)
2000: Repubblicano (G. W. Bush)
2004: Repubblicano (G. W. Bush)
2008: Rapubblicano (McCain)
2012: Repubblicano (Romney)
2016: Repubblicano (Trump)
2020: Repubblicano (Trump)

30 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/idaho-New-ISU-Flag-Jakob-Slider-1.jpg 960 1280 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-30 10:38:102024-03-29 21:38:28Idaho: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Presidenziali del 1944

Marzo 30, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Si vota il 7 novembre.
Cinquecentotrentuno gli Elettori da eleggere.
Duecentosessantasei i voti necessari per raggiungere la maggioranza assoluta.
Cinquantacinque e nove per cento i votanti con un netto calo – sei e sei in percentuale – rispetto alla precedente tornata.
Entrambe le Convention si svolgono a Chicago.
Per quanto si dubiti del suo reale stato di salute, Franklin Delano Roosevelt, per la quarta volta consecutiva, ottiene il mandato dal Partito Democratico.

Si ricorda qui incidentalmente che a seguito del successivo Emendamento del 1951 nessuno potrà più essere eletto Presidente più di due volte.

Il Vice Presidente Henry Wallace – troppo liberal e progressista secondo molti componenti l’establishment – per quanto non sia malvisto da F.D.R., viene sostituito nel ticket dal Senatore del Missouri Harry Truman, un chiacchieratissimo uomo politico, in origine legato al boss della malavita organizzata del suo Stato Tom Pendergast, entrato in Senato nel 1935 ma quivi ben inserito.

Il Partito Repubblicano nutre fiducia riguardo all’esito elettorale visto il successo conseguito nelle Mid Term Elections di due anni prima.
Fuori gioco il conservatore Robert Taft che preferisce al momento restare alla Camera Alta, esclusa l’ipotesi Generale Douglas McArthur essendo fra l’altro il capo delle Forze Armate del Pacifico ancora impegnato in Oriente, cancellato il candidato del 1940 Wendell Wilkie sconfitto nettamente nelle Primarie e ritirato, l’investitura GOP va al nel frattempo (era prima, nel 1940, all’epoca della precedente Convention, Procuratore del Distretto di New York) diventato Governatore dello Stato che ospita la Grande Mela Thomas Dewey.
A temperare il peraltro tenue suo liberalismo, con lui il Senatore dell’Ohio, l’isolazionista John Bricker.

Campagna elettorale intensa, nella quale un brillante e all’apparenza sanissimo Roosevelt respinge bene l’assalto del rivale.
Da segnalare, comunque, che in questa quarta occasione il Presidente confermato otterrà meno delegati al Collegio Elettorale e vincerà in un minor numero di Stati.
Ecco i numeri:
F.D.R., trentasei Stati e quattrocentotrentadue voti al Collegio.
Thomas Dewey, dodici Stati e novantanove Elettori.

Tipico ‘perennial candidate’ – è in cotal modo denominato nel gergo elettorale americano colui che costantemente e invano si ripropone per una carica pubblica – nella circostanza per il Partito Socialista corre per la quinta volta (nel 1948 chiuderà con la sesta discesa in campo) Norman Thomas.

30 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/roosevelt2018_04_fdr.jpg 1492 2244 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-30 10:35:062024-03-29 21:38:40Presidenziali del 1944

La Georgia volgerebbe a favore di Trump

Marzo 29, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

E va bene.
Pur sapendo perfettamente che i sondaggi d’oggi, a sette mesi e briscola dal voto dicono poco o niente…
Pur cosciente del fatto che in assoluto contrasto con quanto oggi attesta 270towin solo l’altro ieri Bloomberg asseriva praticamente il contrario…
Prendo atto che la Georgia, fino meno di ventiquattr’ore fa ‘toss-up’ (incertissima) può essere attribuita a Donald Trump.
La bellezza di sedici Electors, non poco.
In generale, pertanto, il serissimo sito dice che il totale dei delegati che fanno capo agli Stati ancora non assegnabili (Arizona, Michigan, Nevada, Pennsylvania e Wisconsin) è sceso a sessantuno.

29 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/trump-data35151253-fd67e2.jpg 792 1280 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-29 11:58:182024-03-29 07:43:38La Georgia volgerebbe a favore di Trump

Gli sconfitti: DeWitt Clinton, nulla a che fare con Bill

Marzo 29, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Non è che essere stati Sindaco di New York porti bene quanto a successive candidature alla Presidenza.
Perfino quanto all’ottenimento della Nomination.
L’abbiamo verificato con Rudolph Giuliani (nel 2008) nonché nel 2020, seguendo la certamente poco brillante avventura di Bill de Blasio.
Un repubblicano il primo, un democratico il secondo.
A dimostrazione del fatto che non si tratti di una questione partitica.

Unica (e lontana nel tempo) relativa difformità, peraltro non ottimizzata, quella rappresentata da DeWitt Clinton.
Fra i massimi esponenti Democratico Repubblicani, il Nostro era indubbiamente affezionato alla carica di Major della futura Grande Mela che ricoprì tre volte dopo essere stato Senatore e prima di arrivare al Governatorato ad Albany.
Ebbene, nel 1812, opposto al Presidente in cerca di un secondo mandato Padre della Patria e Fondatore James Madison, anch’egli Democratico Repubblicano, fu vicino alla vittoria.
Gli sarebbe bastato, infatti, conquistare nella circostanza la Pennsylvania (si dice così ma in termini di suffragi popolari restò lontano) e i suoi venticinque Elettori per vincere.

Da segnalare e sottolineare il fatto, davvero particolare, che nella circostanza fu appoggiato anche dal Partito Federalista che, declinante, non aveva proposto un proprio candidato e che per conseguenza egli venga a volte ricordato erroneamente appunto come aderente al movimento di John Adams.

Fu quel Clinton – nipote di George, a sua volta Vice sia con Jefferson che con Madison e assolutamente come lui non apparentato con Bill (del resto, questi, alla nascita, William Jefferson Blythe III) – quanto ai destini politici nazionali dei Sindaci nuovaiorchesi, quindi, l’eccezione (relativa, relativa) che conferma la regola.

29 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/clinton-dewitt.jpg 563 726 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-29 11:38:202024-03-29 07:43:54Gli sconfitti: DeWitt Clinton, nulla a che fare con Bill

Hawaii: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Marzo 29, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1960: Democratico (Kennedy)
1964: Democratico (Johnson)
1968: Democratico (Humphrey)
1972: Repubblicano (Nixon)
1976: Democratico (Carter)
1980: Democratico (Carter)
1984: Repubblicano (Reagan)
1988: Democratico (Dukakis)
1992: Democratico (B. Clinton)
1996: Democratico (B. Clinton)
2000: Democratico (Gore)
2004: Democratico (Kerry)
2008: Democratico (Obama)
2012: Democratico (Obama)
2016: Democratico (Hillary Clinton)
2020: Democratico (Biden)

29 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/hawaii-flying.jpg 1428 2524 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-29 11:35:462024-03-29 07:44:26Hawaii: storia elettorale in occasione delle presidenziali

Presidenziali del 1940

Marzo 29, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Alle urne il 5 novembre.
Ancora cinquecentotrentuno i componenti il Collegio Elettorale da eleggere.
Di nuovo duecentosessantasei la maggioranza assoluta degli stessi da raggiungere.
Sessantadue e cinque per cento gli aventi diritto al voto effettivamente recatisi ai seggi.
Per la prima volta nella storia delle presidenziali USA, il Presidente in carica cerca ed ottiene una terza investitura dal suo partito.
È Franklin Delano Roosevelt che tradisce la tradizione.
Nessuno prima (salvo, per il vero, soccombendo in sede di Convention, Ulysses Grant nel 1880) si era riproposto per un terzo mandato non perché esistesse una norma limitante in proposito.
No, solo per dare seguito alle parole del Padre della Patria George Washington il quale, nel 1796, aveva rifiutato una nuova candidatura (ed una certa elezione) dicendo che nessun uomo poteva sopportare con profitto per la Nazione e fisicamente più di due mandati presidenziali.
Sarà, per inciso, proprio a seguito della decisione di F.D.R. – che si riproporrà poi anche nel 1944 – che il Congresso nel 1951 approverà il XXII Emendamento che vieta una terza elezione, per non parlare ovviamente di una quarta.

Non essendo chiaro – tutt’altro – se davvero F.D.R. avrebbe chiesto una terza chance, il Partito Democratico sembrava dover scegliere tra lo storico Vice Presidente John Garner e il Postmaster General James Farley.
Alla fine, nella Convention riunita in Chicago, l’Asinello confermò invece Roosevelt: si disse (lo stesso Presidente in qualche modo sostenne) che essendo in corso in Europa la guerra, alla Casa Bianca doveva restare un uomo di esperienza, non subentrare un novellino.
Non pochi, comunque, accettarono con difficoltà l’accadimento.
Non pochi pensarono ad una manovra studiata e corrispondente alla “tipica tortuosità di comportamento” del due volte Capo dello Stato.
A sostituire Garner nel ticket, il Segretario all’Agricoltura Henry Wallace, un progressista.

Il Partito Repubblicano, in quel di Philadelphia, sembrava dovesse scegliere obbligatoriamente tra due possibili candidati: l’attivissimo Procuratore del Distretto di New York Thomas Dewey e il Senatore dell’Ohio Robert Taft, figlio dell’ex Presidente William ma personalmente di grande spessore, tanto che più tardi una commissione a tale incombenza delegata lo indicherà tra i cinque più importanti e incisivi Senatori della storia americana.
Nella contrapposizione, Dewey e Taft accettarono di ritirare la candidatura e la Convention, al sesto ballottaggio, elesse il businessman dell’Indiana Wendell Wilkie.
Con lui, nella formazione, il Senatore dell’Oregon Charles McNary.

Argomento principale della campagna, ovviamente, la possibile entrata nel conflitto degli Stati Uniti.
Wilkie accusò F.D.R. di essere pronto a portare il Paese a combattere.
Roosevelt, promise che i giovani non avrebbero partecipato “ad alcuna guerra straniera”, qualunque cosa ciò significasse.
Per quanto il GOP si battesse al meglio conquistando decisamente più voti rispetto a Landon, il Presidente uscente ottenne una comoda rielezione.
Questo l’esito:
Franklin Delano Roosevelt, trentotto Stati e quattrocentoquarantanove Elettori
Wendell Wilkie, dieci Stati e ottantadue voti al Collegio.

29 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/roosevelt-may16-04-515411440.jpg 675 1200 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-29 11:30:572024-03-29 07:44:28Presidenziali del 1940

Chris Christie rifiuta la candidatura offerta da No Labels

Marzo 28, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Rifiutando con cortesia l’offerta avanzatagli dal movimento No Labels (Nessuna etichetta, sostanzialmente) – fra l’altro appena rimasto orfano visto che il fondatore e chairman Senatore Joe Lieberman è deceduto a seguito di una caduta – l’ex Governatore del New Jersey, repubblicano, Chris Christie ha dichiarato:
“Apprezzo la proposta ricevuta di portare avanti una candidatura alternativa.
Credo però che se non c’è un serio percorso per vincere e se la mia candidatura in qualsiasi modo o forma potrebbe aiutare Donald Trump a diventare di nuovo presidente, allora non sia la strada da seguire.”

28 marzo 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/03/christie.jpg 546 798 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-03-28 14:04:352024-03-28 14:04:37Chris Christie rifiuta la candidatura offerta da No Labels
Pagina 106 di 128«‹104105106107108›»
Search Search

CHI SIAMO

La Fondazione Italia USA è un’istituzione indipendente, non-profit e non-partisan, nata per testimoniare l’amicizia tra gli italiani e il popolo americano.

CONTATTI

Via V. Veneto 108
00187 Roma, Italia

C.F. 97495210581

info @ italiausa.org

LINK UTILI

Contattaci

© Copyright -Fondazione Italia USA 2026, tutti i diritti riservati.Fondazione Italia USA è un marchio registrato. - powered by Enfold WordPress Theme
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Art. 1 legge 3/2019
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto