Fondazione Italia Usa
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Staff
  • Eventi e news
  • Premio America
  • Elezioni USA
  • Amici della Fondazione
  • Come sostenerci
  • Master
  • Newsletter
  • Stati Uniti d’America
    • L’inno USA
    • Dichiarazione d’indipendenza
    • La costituzione USA
    • I presidenti USA
    • La geografia
    • La mappa degli USA
    • La storia
    • La cultura
    • Le istituzioni
    • L’economia
    • Bandiere
    • Dicono degli USA
  • Italiano
  • Menu Menu

Bernie Sanders cerca di dare impulso a Biden

Maggio 14, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

“Il Senatore del Vermont Bernie Sanders, affiliato al caucus democratico nella Camera Alta, afferma di essere in forte disaccordo con Biden sulla politica attuata quanto al conflitto che vede agire Israele a Gaza e ha persino suggerito che il Capo dello Stato per la sua posizione potrebbe perdere la rielezione”, riferisce il Washington Post.
“Ma l’ ottantaduenne leader progressista, che ha recentemente annunciato che si candiderà per un quarto mandato, ha ciò malgrado intenzione di appoggiare la Presidenza, sostenendo che quelli che descrive come elettori giovani e liberali poco entusiasti di tutto il Paese dovrebbero tapparsi il naso e votare per l’incumbent”.
Sanders ha concluso:
“Non è un grande segreto che non ci sia un enorme entusiasmo per nessuno dei due candidati.
Anche le persone che votano per Trump hanno dubbi su di lui.
Ma in fondo, non è Biden contro Dio, è Biden contro Trump.
E penso che non ci siano dubbi nella mia mente sul fatto che il Presidente sia, di gran lunga, il candidato migliore”.

14 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/sanders192001_vs-55cfa5bae4b097d1c2d58c34-782203291001.jpg 494 753 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-14 13:01:502024-05-14 13:01:51Bernie Sanders cerca di dare impulso a Biden

I partiti un tempo importanti e quelli del passato da ricordare

Maggio 14, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Parlando di partiti un tempo significativi, è necessario ricordare se non altro quelli che hanno portato, tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, almeno un loro esponente a risiedere nella dimora presidenziale:
il Federalista,
il Democratico-Repubblicano,
il Whig.

Per la necessaria completezza e per quanto nessuno dei movimenti politici che ora elenchiamo abbia mai vinto una competizione per la Casa Bianca occorre rammentare le presenze del Partito Antimassonico (il primo che usò, subito imitato, la Convention nel 1831 in vista delle elezioni dell’anno dopo), del Free Soil (per il quale, nel 1848, corse l’ex Presidente Van Buren), del Partito Populista (che, fra l’altro, nel 1896 affiancò al candidato dell’Asino Bryan un proprio esponente come possibile Vice), del Partito Socialista (nei primi decenni del Novecento significativamente in lizza), perfino del Partito Comunista (sostenuta da molti intellettuali, guidati da Edmund Wilson, la candidatura, in effetti senza seguito popolare, di William Zebulon Foster nel 1932), del Reform Party (nel 1996, sotto questa bandiera, partecipò alla contesa Ross Perot ottenendo risultati peggiori di quelli raggiunti nel 1992 da indipendente).

14 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/communist-NYCPmarch2.jpg 288 450 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-14 13:00:312024-05-14 13:00:33I partiti un tempo importanti e quelli del passato da ricordare

Personalità di rilievo: Frederick Augustus Muhlenberg

Maggio 14, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Tra i protagonisti in qualche modo ‘minori’, ma non poi troppo, del periodo ‘fondante’ (quello di fine Settecento, percorso dai cinquanta ‘semidei’ – definizione di Thomas Jefferson – che decisero per sempre il destino della Nazione) della storia americana, un posto di un qualche rilievo occupa Frederick Augustus Conrad Muhlenberg.
Nato l’1 gennaio 1750 a Trappe Pennsylvania, formatosi in Germania (terra d’origine del padre), pastore luterano, il Nostro fu il primo (e, in seguito, il terzo) Speaker della Camera dei Rappresentanti USA, alla quale Camera fu rieletto in successive tre occasioni.
Primo firmatario anche del ‘Bill of Rights’ – i dieci Emendamenti alla Carta costituzionale entrati in vigore nel 1791 e concernenti i diritti individuali vengono in tal modo, complessivamente, ricordati – resta nella leggenda in particolare per un accadimento relativo al 1794, anno nel quale, per la seconda volta, ricopriva l’incarico di speaker.
Era, all’epoca, la lingua germanica grandemente in uso negli Stati Uniti, numerosissimi essendo i tedeschi immigrati.
Giunse, pertanto, in discussione alla Camera una proposta che chiedeva che le leggi e le disposizioni governative fossero, da quel momento in poi, tradotte in alemanno.
La votazione in merito vide prevalere di strettissima misura il no (quarantadue a quarantuno), nel mentre il medesimo Muhlenberg si asteneva affermando che i germanici dovevano diventare velocemente americani e che poter leggere nella parlata madre le leggi avrebbe contribuito a rallentare il loro ambientamento.
La ‘leggenda Muhlenberg’ vuole, invece, che nell’occasione si discutesse se far diventare l’idioma di Goethe lingua ufficiale della Nazione e che, per responsabilità proprio di un tedesco, questo non sia accaduto.

Quanto al numero di tedeschi negli Stati Uniti, il record, con ogni probabilità, fu segnato dalla città di Milwaukee, Wisconsin, che nell’anno 1900 contava su una popolazione per l’ottanta per cento teutonica.
La colonia germanica sui Grandi Laghi era talmente numerosa ancora negli anni Trenta/Quaranta del Novecento che Adolf Hitler “cullò l’idea stravagante di fomentare una nuova Guerra di Secessione con i germano-americani”, come scrive Raymond Cartier.
All’epoca, peraltro, fu concepita e fondata una associazione pro nazista.
Denominata ‘Bund’, fu messa fuori legge.

14 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/muhlenberg1.jpg 491 681 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-14 12:58:462024-05-14 12:58:48Personalità di rilievo: Frederick Augustus Muhlenberg

I Presidenti: William Taft

Maggio 14, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

La scheda.
Nato nel 1857 a Cincinnati (Ohio), fu uomo di spicco durante l’amministrazione di Theodore Roosevelt, ricoprendo vari incarichi: Governatore temporaneo di Cuba, direttore dei lavori del Canale di Panama e Ministro della Guerra.
Vincendo le presidenziali con l’appoggio dello stesso Roosevelt nel 1908, perseguì una politica anti-monopolistica, coltivando altresì una prospettiva particolarmente aperta in materia di immigrazione e non ostile al fronte sindacale.
In politica estera si concentrò soprattutto sul Sud America, appoggiando quei governi i cui interessi potessero essere in armonia con l’economia statunitense (la cosiddetta Diplomazia del Dollaro).
Questo gli alienò la simpatia di molti repubblicani e dello stesso Teddy Roosevelt, il quale nel 1912 si ripresentò con un da lui fondato Partito Progressista che arrivò addirittura secondo dietro il Partito Democratico.
Ritiratosi dalla politica, fu nominato da Warren Harding Presidente della Corte Suprema nel 1921.
Si dimise nel 1930, morendo poco dopo a Washington.

14 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/taft.jpg 461 634 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-14 12:57:152024-05-14 12:57:16I Presidenti: William Taft

Avere un soprannome non depone favorevolmente

Maggio 13, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

George Washington?
Il Padre della Patria, ma non era di certo questo un soprannome.
John Adams, Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe e John Quincy Adams, i suoi successori?
Nessuno di loro era soprannominato.
Andrew Jackson, sì.
Lo chiamavano ‘Old Hickory’, ‘vecchio noce americano’ volendo tradurre.
Dopo di lui, nell’ordine, Martin Van Buren ovvero ‘Little Magician’; William Harrison ‘Tippecanoe’; James Polk ‘Young Hickory’; Zachary Taylor ‘Old Rough and Ready’.
A parte certamente Jackson e per qualche misura Polk, Capi dello Stato non particolarmente significanti.
Presidenti espressione di classi politiche nuove, borghesi, che avevano preso il posto degli aristocratici predecessori e che non si dimostravano alla loro altezza.
È guardando a questa comunque discutibile considerazione che qualche storico è arrivato a sostenere che il fatto stesso di avere in qualche modo necessità di un soprannome qualifichi come mediocre un Presidente!

13 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/biden-sleep.jpg 420 716 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-13 12:49:492024-05-13 12:49:51Avere un soprannome non depone favorevolmente

Da quando Camera e Senato votano con le Presidenziali 

Maggio 13, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

Per davvero lunghi anni, le votazioni per la Camera e il Senato ebbero luogo secondo le leggi in merito emanate dai singoli Stati e quindi in date diverse.
Teoricamente, fu per prima la Camera ad adeguarsi.
A partire dalle elezioni del 1880.
Teoricamente, perché alcuni Stati mantennero una data precedente a quella del “primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre” dell’anno bisestile e di quello di mezzo (Mid Term Elections, infatti) al mandato del Presidente.
Si pensi che il Maine continuò a farlo fino al 1958.
Quanto al Senato, è solo dopo l’approvazione e ratifica dell’Emendamento del 1913 (e quindi dal 1914) che i suoi membri vengono eletti dal popolo.
In precedenza erano scelti dai Legislativi locali.
Tutto considerato (il Maine anomalo, in specie), è solamente dal 1960 che le elezioni congressuali hanno svolgimento come siamo abituati a vedere.

13 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/congress-76.jpg 1131 1698 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-13 12:44:492024-05-13 12:44:50Da quando Camera e Senato votano con le Presidenziali 

Personalità di rilevo: Charles Joseph Bonaparte

Maggio 13, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

J.Edgar Hoover fondatore dell’FBI”?
Ma quando mai!
Hoover è diventato direttore del Bureau of Investigation (in tal modo denominato fino al 1935) nel 1924 e lo ha totalmente ribaltato rendendolo leggendario ma la fondazione risale al 1908 e a quel momento il buon Edgar aveva solo tredici anni: va bene essere precoci, ma c’è un limite.
Fatto è che l’ideatore dell’ente di cui si parla fu nientemeno che un bisnipote di Napoleone!
Ecco come: Girolamo Bonaparte, uno dei tanti fratelli dell’imperatore, aveva sposato un’americana (Elisabetta Patterson) dalla quale, dipoi e per volere dell’autoritario germano, aveva dovuto separarsi per impalmare la figlia del re del Wurttemberg e diventare a propria volta re di Vestfalia.
Da Elisabetta, Girolamo aveva avuto un figlio dal quale deriva il ramo americano dei Bonaparte.
Nipote dell’effimero sovrano della Vestfalia, Charles Joseph, che nasce a Baltimora nel 1851, si laureò ad Harvard e, auspice Teodoro Roosevelt che lo chiama a far parte del suo gabinetto, dopo avere brevemente ricoperto l’incarico di Segretario di Stato per la Marina, nel dicembre del 1906 diventò Ministro (Attorney General) della Giustizia degli Stati Uniti.
E’ in tale veste, che appunto Charles Joseph Bonaparte, nel citato 1908, in accordo, ovviamente, con il grande ‘Teddy’, fondò il futuro FBI!
Ecco, quindi, come e in qual modo Napoleone è collegato al Bureau.

13 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/bonaparte.jpg 435 588 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-13 12:43:252024-05-13 12:43:26Personalità di rilevo: Charles Joseph Bonaparte

Il Credo etico/politico di Ronald Reagan

Maggio 13, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

“Io sono un conservatore.
Cosa vuol dire?
Faccio un esempio citando la Bibbia.
I liberali si scaricano la coscienza di fronte a uno che ha fame gettandogli un pesce.
I conservatori, che hanno un’opinione molto più alta dell’uomo, anche dell’uomo che ha fame, gli insegnano come si pesca.
Così potrà prendere tutti i pesci che vuole e non soffrirà più la fame!”
Ronald Reagan

13 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/reagan_1986.jpg 1333 2000 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-13 12:40:082024-05-13 12:40:10Il Credo etico/politico di Ronald Reagan

I Presidenti: Theodore Roosevelt

Maggio 13, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

La scheda.
Nato nel 1858 a New York, entrò presto in politica, prendendo parte all’amministrazione McKinley per poi arruolarsi in occasione della guerra contro la Spagna.
Vicepresidente durante il secondo mandato di McKinley, lo sostituì dopo il suo assassinio nel 1901.
Confermato alle elezioni del 1904, attuò politiche riformiste sia sul fronte dei diritti dei lavoratori sia su quello ambientale, introducendo ulteriori misure anti-monopolistiche.
In politica estera inaugurò la cosiddetta Big Stick ideology (negoziati pacifici, all’ombra di minacce militari), fondamentale per la realizzazione del Canale di Panama.
Si adoperò inoltre per far cessare la guerra tra Russia e Giappone, la qual cosa gli fece ottenere il Premio Nobel per la Pace nel 1906.
Nel 1908 rifiutò di ripresentarsi ma ben presto entrò in contrasto con il nuovo Presidente, il repubblicano W. H. Taft: per questo fondò un Partito Progressista, presentandosi alle elezioni del 1912.
Il fronte repubblicano si spaccò quindi in due, consentendo la vittoria ai democratici, guidati da Woodrow Wilson.
Convinto interventista allo scoppio della Grande Guerra, morì nel 1919 a Sagamore Hill, nel New York.

13 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/Roosevelt-teddy-656565.jpg 720 1280 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-13 12:38:222024-05-13 12:38:24I Presidenti: Theodore Roosevelt

Il concetto di Frontiera, attento lo sguardo al cinema Western

Maggio 12, 2024/in Elezioni USA 2024/da CMDadmin

1893, l’American Historical Association riceve alla World’s Columbian Exposition, a Chicago, un documento a firma Frederick Jackson Turner, in seguito insegnante all’Università del Wisconsin e ad Harvard, intitolato ‘Il significato della frontiera nella storia americana’ (‘The Significance of the Frontier in American History’).
Il testo è quello sviluppato in una conferenza che il grande storico e critico Robert Hughes, nel suo ‘La cultura del piagnisteo’ (‘The Culture of Complaint’, 1993) non esiterà a definire epica.
A ben guardare, Turner, nel trattare del tema, è nella scia – per non dire che dal precedente tragga decisamente ispirazione – di John O’Sullivan, intellettuale e giornalista democratico, che vari decenni prima, nel mentre negli anni Quaranta dell’Ottocento gli Stati Uniti si affacciavano sulla costa pacifica del continente, aveva per primo parlato di ‘Destino manifesto’ in particolare, per il vero, riferendosi alla necessità, a suo modo di vedere, di annettere all’Unione il Texas.
Il concetto in questione, dipoi, nel tempo, è andato assumendo un significato decisamente più lato: gli Stati Uniti, appunto nel loro destino, direi nel loro dna, hanno (avrebbero?) l’assoluto e indiscutibile impegno di portare, diffondere nel mondo la democrazia.
La Frontiera, sottolineava Turner nel citato testo, aveva creato la libertà ‘spezzando i limiti dell’abitudine, offrendo nuove esperienze e promuovendo nuove istituzioni e attività’.

Come in altre occasioni ho sottolineato, il grande scrittore premio Nobel inglese Rudyard Kipling, nella un tempo celeberrima poesia ‘Il fardello dell’uomo bianco’ (‘The White Man’s Burden’, 1899) – recante come sottotitolo ‘Gli stati Uniti e le Filippine’ in quanto composta a seguito del ‘Trattato di Parigi’ che, ponendo fine al confronto armato (‘Guerra Ispano Americana’) per Cuba, vedeva la soccombente Spagna concedere agli USA il dominio appunto sulle Filippine – quasi seguendo O’Sullivan e Turner, sostanzialmente (o almeno in cotal modo il suo poetare venne inteso) trattava della necessità da parte dell’Unione statunitense di sostituirsi all’esausta Gran Bretagna nel recare la civiltà euro americana, e quindi la democrazia come in quell’ambito intesa, a popoli e terre.
(Un esempio di ‘esportazione’ della civiltà occidentale in India: Sir Charles Napier, primo Governatore inglese del Punjab, da poco insediato, decise di combattere il ‘sati’ e cioè l’antica tradizione locale che prevedeva che le vedove fossero bruciate vive sulla pira funeraria del compianto marito.
I capi locali gli dissero che si trattava di un rito la cui origine si perdeva nella notte dei tempi e che, di conseguenza, non era proponibile un suo abbandono.
Per tutta risposta, Napier fece erigere una forca nei pressi di una pira, dicendo: ‘Rispetto le vostre usanze. Continuate, prego. Sappiate che è nostra usanza, tuttavia, impiccare coloro che bruciano vive le vedove’).

Si dovrà attendere il 1961, anno di pubblicazione del clamoroso e stravolgente saggio ‘I dannati della terra’ (‘Les Damnès de la terre’) di Franz Fanon la cui pregnante prefazione è opera di Jean Paul Sartre, perché il processo di decolonizzazione allora in corso, le rivendicazioni terzomondiste, trovassero la loro ‘Bibbia’.
E’ da allora che il mondo concettuale come concepito da O’Sullivan, Turner e Kipling mostra le prime crepe per successivamente sgretolarsi.
(Per il vero, negli Stati Uniti, sotto traccia, non abitualmente proclamato, il concetto ‘sullivaniano/turneriano’ ha ancora buona presa malgrado il fatto che in più occasioni gli USA, intesi a portare la democrazia nel mondo o credendo di farlo, siano andati incontro a sonore sconfitte sia sul piano militare che su quello politico.)
E’ questo il momento dell’assunzione, praticamente senza reazione alcuna, da parte dell’uomo bianco, accusato di ogni sfruttamento e di ogni nefandezza, di ‘tutte’ le responsabilità.
E’ il momento delle scuse ‘bianche’, in ginocchio o pressappoco, per qualsiasi comportamento del passato comunque ritenuto riprovevole e, da parte della Chiesa, perfino con riferimento alle Crociate.
E’ dai primi Sessanta del Novecento che si impone il clima, tuttora globalmente imperante, che tanto piace ai mentecatti del ‘politically correct’ e alle ‘anime belle’, in una parola, ai ‘fessacchiotti’ che comandano, ‘democraticamente’ per carità, per ogni dove o quasi.

Possiamo esaminare il predetto mutamento anche da un punto di vista decisamente particolare: guardando, cioè, al cinema Western ‘classico’, quello con i pellirosse, e confrontando due pellicole realizzate l’una ‘prima della rivoluzione’ dal mitico John Ford (presentandosi nel cominciare un proprio intervento in una affollatissima e tumultuosa assemblea di cineasti che protestavano contro la dipoi denominata ‘Caccia alle Streghe’, il grande regista, peraltro trascurando il suo operare anche in altri campi cinematografici, disse semplicemente: “Mi chiamo John Ford e faccio Western”) e la seconda quasi trent’anni più tardi da Martin Ritt, un film maker e, a Broadway, un regista teatrale, assolutamente ‘giusto’, del tutto adatto per idee ed opere a rappresentarla.
Parlo del fordiano ‘Ombre rosse’ (‘Stagecoach’, 1939) – sceneggiato da Dudley Nichols sulla base di un racconto, ‘Stage to Lordsburg’, a firma Ernest Haycox a sua volta ispirato da ‘Boule de suif’ di Guy de Maupassant – e di ‘Hombre’ (‘Hombre’) – ricavato da Irving Ravetch e Harriel Frank jr da un testo di Elmore Leonard – che il citato Ritt realizzò nel 1967.
Semplificando, in ‘Ombre rosse’ gli indiani, ‘cattivi’ tout court, attaccano furiosamente e fino all’arrivo della cavalleria la diligenza e i ‘visi pallidi’ in viaggio che la popolano, mentre in ‘Hombre’ un ‘indiano/bianco’, un disprezzato ‘mezzosangue’, agendo da pellerossa (Paul Newman, nei panni di John Russell, dopo un’azione per molti versi violenta, dirà ‘In questo frangente, ho agito da bianco’) e sacrificando la propria vita, salva un altro gruppo di persone in larga parte certamente non meritevoli di un simile sacrificio.
Due assai differenti ‘momenti’.
Due contrastanti visioni.
Due diverse generazioni.

Quella di John Ford, nel solco del ‘Destino manifesto’ e col mito della ‘Frontiera’, che vedeva nei pellirosse un nemico comunque e sempre da eliminare (e non va dimenticata la scena del successivo capolavoro fordiano ‘Sentieri selvaggi’ – ‘The Searchers’, 1956 – che vede il protagonista Ethan Edwards/John Wayne sparare forsennatamente ai bisonti perché uccidendoli intendeva sottrarre carne agli indiani), mai neppure interrogandosi sulle ragioni che portavano i nativi americani a contrapporsi.
Quella di Martin Ritt, dubitosa se non già convinta della ‘cattiveria’ dell’uomo bianco, del buon diritto degli indiani alla difesa, di una loro quasi fanciullesca innocenza violata senza pietà dai ‘visi pallidi’.
Non v’è chi non veda, non v’è chi non noti come dipoi, nel giro di pochi anni, il Western classico come sopra delineato decada: i ‘tempi’ maturati non lo giustificano più.
(Nei Western di Sergio Leone, per inciso, come in genere in tutti gli ‘Spaghetti-Western’, i pellirosse sono sostanzialmente assenti e sia l’uomo ‘dal cappello bianco’ – il ‘buono’ – che quello ‘dal cappello nero’ – il ‘cattivo’ – sono rigorosamente ‘visi pallidi’.)

Post Sscriptum.
Sarà opportuno dedicare in futuro al 1961 una particolare riflessione.
Non è solo l’anno nel quale appare il clamoroso sopra ricordato ‘Les Damnès de la terre’.
Infiniti altri gli accadimenti (alcuni dei quali ho trattato nel mio saggio breve ‘Il terzo quarto 1951/1975’) datati appunto 1961 che hanno storicamente lasciato ampia traccia.

12 maggio 2024

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2024/05/western.jpg 495 878 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2024-05-12 18:07:502024-05-12 18:08:18Il concetto di Frontiera, attento lo sguardo al cinema Western
Pagina 78 di 128«‹7677787980›»
Search Search

CHI SIAMO

La Fondazione Italia USA è un’istituzione indipendente, non-profit e non-partisan, nata per testimoniare l’amicizia tra gli italiani e il popolo americano.

CONTATTI

Via V. Veneto 108
00187 Roma, Italia

C.F. 97495210581

info @ italiausa.org

LINK UTILI

Contattaci

© Copyright -Fondazione Italia USA 2026, tutti i diritti riservati.Fondazione Italia USA è un marchio registrato. - powered by Enfold WordPress Theme
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Art. 1 legge 3/2019
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto