Missouri
Quattro solamente i candidati ammessi al ballottaggio in occasione delle votazioni del 5 novembre in Missouri:
Kamala Harris
democratica
Donald Trump
repubblicano
Jill Stein
Green Party
Chase Oliver
Libertarian Party
23 ottobre 2024
Quattro solamente i candidati ammessi al ballottaggio in occasione delle votazioni del 5 novembre in Missouri:
Kamala Harris
democratica
Donald Trump
repubblicano
Jill Stein
Green Party
Chase Oliver
Libertarian Party
23 ottobre 2024
Negli ultimi giorni di quella che lui stesso definisce la sua ultima campagna, Donald Trump ha lanciato una strategia che combina stratagemmi appariscenti e accattivanti con messaggi cupi e apocalittici. È una versione ampliata della consueta routine di Trump: restare al centro dell’attenzione, essere provocatori, deviare l’attenzione.
Questa strategia ha portato Trump alla fotografia nella quale frigge patatine in un McDonald’s chiuso e a un comizio con Elon Musk. Ecco la ragione per la quale sta pianificando un incontro pubblico domenicale al Madison Square Garden di New York, un luogo storico in uno stato in cui è altamente improbabile che vinca ma che promette molta copertura mediatica. È anche il motivo per cui il messaggio di Trump, avvolto da lamentele personali durante tutta la campagna, sembra essersi trasformato in una caccia quotidiana allo shock.
23 ottobre 2024
La vecchia guardia democratica è assolutamente e di momento in momento sempre più schierata al fianco di Kamala Harris nella campagna elettorale in corso. Gli ex Presidenti Bill Clinton e Barack Obama con le rispettive, considerevoli, consorti in prima linea. La tuttora assai combattiva ex Speaker Nancy Pelosi.
Non solo, in qualche modo, mentre tutti gli amici media vengono chiamati a raccolta, tacciono le interne e prima della candidatura della Vicepresidente a dir poco dubitose frange partitiche. Della corrispondente vecchia guardia repubblicana si ha invece ben scarsa traccia nell’ambito dei sostenitori di Donald Trump. A fatica, personalità di rilievo evitano di prendere una posizione che risulterebbe critica e qualcuno si colloca addirittura nel campo avverso. Nei ranghi harrisiani altresì sostanzialmente tutti gli Asinelli partiticamente attivi di peso. In quelli trumpiani corrispondenti, larghi vuoti. Conseguenza della necessità captata dai democratici orfani di Biden di compattarsi. Conseguenza della personalità immediatamente, dal primo apparire, divisiva del tycoon. Davvero notevole in questa situazione il fatto che a meno di due settimane dal voto novembrino il vento sembri comunque volgere a favore del 45° inquilino della Executive Mansion. Continuerà a soffiare nelle sue vele?
23 ottobre 2024
“A due settimane dal giorno delle elezioni, più di 15 milioni di persone hanno già espresso il loro voto nei 47 stati che lo consentono, il segno più chiaro che le abitudini sono state cambiate per sempre dalla pandemia di coronavirus e che il voto anticipato è diventato una caratteristica permanente del processo democratico americano”, riporta il New York Times.
Questo – lo ricordiamo nuovamente – per quanto già una ventina d’anni fa una commissione bilaterale di altissimo profilo (copresidenti Jimmy Carter e James Baker) avesse espresso al riguardo serissimi dubbi paventando inganni e mistificazioni.
22 ottobre 2024
Otto i candidati ammessi al voto il 5 novembre in Alaska:
Kamala Harris
democratica
Donald Trump
repubblicano
Jill Stein
Green Party
Chase Oliver
Libertarian Party
Randall Terry
Constitution Party
Peter Sonski
American Solidarity Party
Robert Kennedy Jr.
indipendente
Cornel West
Aurora Party
22 ottobre 2024
Otto i candidati ammessi al voto il 5 novembre nel Wisconsin:
Kamala Harris
democratica
Donald Trump
repubblicano
Robert Kennedy Jr.
indipendente
Jill Stein
Green Party
Chase Oliver
Libertarian Party
Cornel West
indipendente
Randall Terry
Constitution Party
Claudia de la Cruz
indipendente
22 ottobre 2024
Primo: Secondo diversi sondaggi, il prossimo 5 novembre, Trump sembra destinato a diventare il candidato presidente repubblicano con il maggior numero di preferenze tra le minoranze della storia recente del Paese. Ed è questa la preoccupazione maggiore dei democratici
Secondo: Di misoginia ha parlato nel corso di un tour elettorale in South Carolina Bill Clinton che sentendosi menzionare il nome di Hillary ha cambiato volto irrigidendosi.
E alla domanda “Possibile che Harris perda voti a destra e a sinistra solo perché donna?” ha risposto “In un certo modo sì. Anche se contro Hillary era più diretta e cattiva, la misoginia verso Kamala esiste eccome ed è più subdola”.
Terzo: I numeri del voto anticipato per i repubblicani, in questa prima fase, sembrano essere molto, molto più positivi del 2020 in termini di partecipazione in tutti gli stati chiave.
Dovessero confermarsi da qui a novembre, Trump potrebbe finire davanti anche con margini più ampi dei sondaggi oggi in circolazione.
22 ottobre 2024
L’ex consigliere di Barak Obama David Plouffe ha spiegato all’analista NBC John Heilemann il recente cambio di tono della campagna di Harris: “Alzare la posta in gioco è importante perché dobbiamo aumentare la percezione dei rischi di un eventuale secondo mandato di Trump”.
Ha aggiunto che il tycoon oggi: “È più instabile, è più squilibrato, ha un desiderio di potere incontrollato. Vogliamo che le persone che stanno per decidere chi votare sappiano di Kamala Harris, di come le aiuterà, di come vede il mondo, ma anche che si concentrino sul rischio di Trump”.
21 ottobre 2024
Secondo quanto riportato da Punchbowl News, il leader della minoranza democratica alla Camera Hakeem Jeffries, eletto a New York, non promette una vittoria di Kamala Harris a novembre. Ha in proposito con molta prudenza dichiarato (e si tratta della prima volta nella quale un alto esponente dell’Asinello si espone in questo modo pubblicamente):
“Siamo in una posizione di forza per avere successo, ma ci sono competizioni serrate in tutto il paese. Non diamo nulla per scontato”.
21 ottobre 2024
Un nuovo sondaggio Public Religion Research Institute (PRRI) rivela che il 19% dei repubblicani afferma che se Donald Trump perdesse le elezioni del 2024, dovrebbe dichiarare i risultati non validi e fare tutto il necessario per assumere la carica. Nel frattempo, circa 3 repubblicani su 10 ritengono che i veri patrioti americani potrebbero dover ricorrere alla violenza per salvare il Paese.
Il sondaggista Robert Jones ha affermato: “Faccio questo mestiere da 20 anni e queste risposte mi tengono sveglio la notte”.
21 ottobre 2024
La Fondazione Italia USA è un’istituzione indipendente, non-profit e non-partisan, nata per testimoniare l’amicizia tra gli italiani e il popolo americano.
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