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Scott Walker appoggia Ted Cruz

Aprile 3, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Ricordate Scott Walker?

Il governatore repubblicano del Wisconsin fino a non molto tempo fa in corsa tra i GOP per la nomination?

Ebbene, quando mancavano pochi giorni alle primarie dell’elefantino nel suo Stato, si è dichiarato sostenitore a spada tratta del senatore Ted Cruz.

Parlando alla radio – e non va mai dimenticata, trascurata l’importanza capitale di questo mezzo nella lotta politica USA visto che un numero infinito di cittadini trascorre ogni santo giorno ore ed ore al volante con l’unica compagnia appunto della radio – Walker ha testualmente detto:

“Ted Cruz è un vero conservatore costituzionale che lotta contro i burocrati di Washington per l’indipendenza in campo decisionale degli Stati”.

Ha infine aggiunto:

“Cruz è nelle condizioni di battere Donald Trump per la nomination e può vincere la general election contro la democratica Hillary Clinton!”

Un endorsement ovviamente molto gradito dal candidato conservatore che dopo il Wisconsin, salvo clamorose sorprese, si troverà in difficoltà nel New York, in Pennisylvania e negli altri Stati nei quali si vota in questo aprile.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-04-03 00:00:002016-04-03 00:00:00Scott Walker appoggia Ted Cruz

Verso il Wisconsin

Aprile 3, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Dipende.

Dipende dall’istituto rilevatore.

Tendenzialmente, il prossimo 5 aprile, la trascurata (ma, non troppo, per quanto il New York incomba) votazione in programma nel Wisconsin dovrebbe vedere il senatore Bernie Sanders vincente tra i democratici e il suo collega texano Ted Cruz prevalente tra i repubblicani.

Ma il vantaggio dei due nei rispettivi campi, secondo qualche istituto come dicevo, non è rassicurante.

Tra i GOP, c’è chi dice che Cruz batterà Trump quarantadue e trentadue.

C’è chi afferma che invece la previsione è tale da far pensare a un ‘too close to call’, l’espressione gergale in uso quando si finisce testa a testa ed è difficile indicare il vincitore.

Nell’asinello, invece, bene o male, tutti dicono Sanders ma con un margine (quarantotto/quarantanove per cento a quarantatre) non rassicurante.

Ancora non molte ore e sapremo.

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Lotta dura, senza paura (e i bookmaker che dicono?)

Aprile 1, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

1 aprile 2016 (e non è un ‘pesce’).

Hillary Clinton e Bernie Sanders – l’ho già sottolineato e altrettanto accade nel fronte avverso – trascurano il Wisconsin e si concentrano sul New York.

Comprensibilmente, ove si guardi alla possibile, larga mietitura in termini di delegati nello Stato nel quale si colloca la ‘Grande mela’.

Comizi di grande impatto e, per il vero, impressionante il numero dei presenti (ventisettemila) a quello tenuto nel Bronx dal senatore del Vermont.

Sanders ha infiammato i propri sostenitori affermando testualmente: “Noi vinceremo a New York e dopo aver vinto a New York ci prenderemo la Casa Bianca!”

Vedremo…

Nel frattempo, però, i bookmaker – gente che per il solito (non sempre e si pensi a Truman/Dewey per esempio) indovina – danno Hillary Rodham Clinton in testissima (si dice così?) per la nomination.

Hillary è quotata uno e zero cinque mentre Bernie è addirittura dato a undici contro uno!

Di più, se si guarda alla general election dell’8 novembre, l’ex first lady è all’uno e quaranta contro il tre e settantacinque, ovviamente contro uno, del supposto rivale Donald Trump.

I giochi parrebbero fatti, no?

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Sospensione, non ritiro

Marzo 31, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Coup de theatre!

Il senatore Marco Rubio ha fatto richiesta (e la risposta è stata positiva) al capo del partito repubblicano dell’Alaska – uno degli Stati dove si è già votato per la scelta dei delegati – Peter Goldberg di ‘congelare’ i cinque ‘voti elettorali’ da lui colà conquistati.

Per il solito, i delegati collegati a un candidato non più in corsa, in sede di convention, sono liberi.

A detta di Rubio e del suo entourage, così è e deve essere quando un candidato si è ritirato.

Avendo però lui dichiarato, dopo la sconfitta rimediata nella ‘sua’ Florida, di ‘sospendere’ la campagna, le cose starebbero diversamente.

(In altri tempi, 1992, Ross Perot sospese la propria campagna per poi ripensarci e tornare in pista).

Ora, dappoiché i delegati raccattati qua e là dal senatore di origini cubane sono centosettantadue (più di quanti ne abbia John Kasich che ancora corre) se il ragionamento accettato in Alaska vale anche altrove, averli a propria disposizione in sede di convention gli darebbe comunque qualche peso.

Soprattutto, impedirebbe a Donald Trump di appropriarsene!

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Clinton/Sanders in ticket?

Marzo 31, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

E cominciamo a parlare di ticket e di running mate.

Se Hillary Clinton alla fine prevale, chi comporrà l’accoppiata correndo per la vice presidenza?

E – difficile che accada – vincesse Sanders, chi gli si affiancherà?

Ok, le convention non sono dietro l’angolo ma i giochi stanno volgendo al termine.

Tra i democratici – è di loro che si può parlare a tale riguardo essendo la faccenda molto più difficilmente decifrabile tra i GOP – uno dei due contendenti citati necessariamente taglierà il traguardo del cinquanta per cento più uno dei voti elettorali necessari per catturare la nomination.

Ora, qualcuno, nei media ma non solo – considerando l’ex first lady la vincitrice della corsa interna e guardando al preoccupante (per lei) sondaggio pubblicato dal Wall Street Journal che conclude affermando che ben il trentatre per cento dei seguaci del senatore non intenderebbe votarla se nominata – si chiede: “Ma perché non schierarli tutti e due?”

La vedo dura, considerate le sostanzialmente differenti e distanti idee, i difformi programmi.

La vedo dura, anche se non dobbiamo mai dimenticare la frase pronunciata da John Garner quando accettò alla convention del 1932 di correre a fianco di F.D.Roosevelt che aveva fino a quel momento avversato: “La politica è una cosa strana”.

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New York, arriviamo!

Marzo 30, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Oggi Hillary Clinton, domani Bernie Sanders, da qui in avanti tutti e tre i candidati repubblicani.

Comizi nei diversi quartieri.

Dove?

Che domanda.

A New York.

In città, ovviamente.

Ma, visto che il prossimo 19 si vota nello Stato, non certo solo nella ‘Grande mela’, neanche una cittadina dovrà  essere trascurata, a nord come a sud, in quell’ambito.

Un mucchio di delegati in palio e per chi vince un bel salto in avanti.

E’ vero, prima, il 5 aprile, c’è il Wisconsin.

Importante, ma di certo non decisivo.

A New York, quindi, e armi in pugno!

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Trump batte tutti (in fatto di citazioni su Google)

Marzo 29, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

E pensare che ci avrei scommesso la casa.

Davo per certo che su Google il più citato tra i candidati alla Casa Bianca fosse Hillary Clinton.

Ebbene, mi sbagliavo.

Alle ventitre e quaranta, ora italiana, di lunedì 28 marzo 2016, il pretendente a White House maggiormente nominato, alla grande, è Donald Trump con addirittura trecentoquarantasette milioni di citazioni.

L’ex first lady non è neppure medaglia d’argento.

I suoi centocinquantuno milioni non bastano per collocarsi sul secondo gradino di questo particolare podio.

Si guadagna, Hillary, infatti solo la terza posizione, incredibilmente preceduta, con la bellezza di duecento milioni di contatti, da Ted Cruz.

E il semisconosciuto – fino a ieri – Bernie Sanders non è poi tanto lontano da lei visto che può contare su centoquindici milioni di citazioni.

Ultimo, staccatissimo, John Kasich, fuori dai giochi con un miserello dieci milioni e ottocentomila.

Misteri – almeno per quanto riguarda Ted Cruz e per quanto la vedo io – misteri della Rete.

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Under trenta favorevoli al socialismo!

Marzo 28, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Or non è guari, sulla scorta degli accadimenti, dei risultati elettorali, dell’esame delle intenzioni di voto, guardando alle nuove emergenti etnie e ai loro intendimenti in campo sociale e politico, alla geopolitica, alla stessa presidenza Obama, ho sostenuto in un breve saggio che gli USA, fra non poi molto tempo, diventeranno un Paese socialista di stampo europeo.

Impensabile fino a pochi anni fa per i superficiali – in un mondo diverso dal nostro quale quello ideale, ideologico, sociale e politico americano – tale prospettiva è oggi in qualche modo evidente e, d’altra parte, non è proprio un candidato, Bernie Sanders, che si definisce ‘socialista’ senza difficoltà ed anzi traendone giovamento che sta rendendo difficile la vita al front runner democratico Hillary Rodham Clinton?

A sostegno di questa tendenza, ecco un sondaggio nazionale pubblicato dal Washington Post.

Il cinquantatre per cento dei giovani USA under trenta hanno oggi una opinione positiva del socialismo e questo nel mentre tra gli over trenta l’incidenza percentuale dei favorevoli cala notevolmente, appena poco più di un terzo.

Inoltre – clamoroso – sempre tra gli under trenta, ben il sessantanove per cento degli intervistati vedrebbe bene un socialista a White House.

I Padri fondatori, per certo, a tali novelle, si stanno rivoltando, sdegnati, nelle loro tombe! 

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Delegati: lo stato delle cose in data 27 marzo

Marzo 27, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Un minimo di intervallo, visto che le prossime consultazioni avranno luogo il 5 aprile in Wisconsin.

Facciamo quindi e pertanto un po’ di chiarezza sui numeri (per quanto non certissimi), in tema ovviamente di delegati.

Tra i democratici, Hillary Clinton conduce con un totale di millesettecentotre (1703) appunto delegati contro i novecentoottantacinque (985) di Bernie Sanders.

Va ricordato che ben quattrocentosessantanove (469) – contro soli ventinove (29) favorevoli al senatore del Vermont – dei predetti accoliti della ex first lady sono da conteggiare tra i superdelegati, scelti dal partito e non eletti attraverso primarie e caucus.

Essendo la nomination dem fissata a duemilatrecentoottantatre (2383), a Hillary occorrono ancora seicentoottanta (680) voti elettorali la qual cosa la pone decisamente in una buona, anche se non ottima, posizione.

Va comunque rammentato che i citati superdelegati possono mutare opinione e posizione, cosa che difficilmente si può prevedere nella circostanza accada.

Tra i repubblicani, Trump guida con settecentotrentanove (739) delegati, seguito da Cruz che ne ha quattrocentosessantacinque (465) e da Kasich con centoquarantatre (143).

Essendo la nomination fissata a milleduecentotrentasette  (1237) al magnate nuovayorchese mancano in effetti quattrocentotrentotto (438) voti elettorali per vincere.

Dovrebbe farcela, per quanto in molti nel GOP si stiano mobilitando (confidando in una ‘brokered convention’) perché questo non accada.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2016-03-27 00:00:002016-03-27 00:00:00Delegati: lo stato delle cose in data 27 marzo

Washington, Hawaii, Alaska: dem al voto nel sabato pasquale

Marzo 26, 2016/in Elezioni 2016/da CMDadmin

Tre caucus in questo sabato pasquale.

Tre caucus in campo democratico.

Laddove e nel mentre i rivali repubblicani concedono una qualche pausa agli elettori, non altrettanto fanno in casa asinello.

Washington (lo Stato), Hawaii e Alaska dem vanno quindi alle urne e i sondaggi indicano in Bernie Sanders il vincitore.

Del resto, anche nell’ultima tornata, il senatore del Vermont, sconfitto dalla rivale nella primaria dell’Arizona, ha vinto nettissimamente nei caucus di Idaho e Utah.

Ora, per quanto trionfare nei tre Stati citati possa essere per Bernie un ottimo affare dal punto di vista pubblicitario e serva senza dubbio a dare sostanza ulteriore alla sua campagna, essendo l’attribuzione dei delegati determinata dal proporzionale (i democratici rifuggono dal ‘winner takes all’), per quanto possa vincere la sua rimonta sarà piccola cosa.

Occorrerà peraltro che l’ex first lady – se davvero sconfitta – cominci a chiedersi come mai pur avendo un solo avversario (socialista, vecchio, di non vasta notorietà nazionale) riesca a perdere in così tanti Stati.

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