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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Sanders sale nei sondaggi relativi al South Carolina

Febbraio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

A meno di una settimana al voto in South Carolina i sondaggi danno ancora in vantaggio Joe Biden ma con davvero pochi punti di margine su Bernie Sanders.
Un cambiamento significativo visto che non poi molto tempo fa l’ex Vice Presidente era indicato vincente con oltre venticinque punti di differenza.
Così stando le cose e considerando che il possibile parco elettorale del Senatore del Vermont va dilatandosi, molti essendo gli appartenenti a gruppi etnici minoritari intenzionati a sostenerlo, non sarebbe affatto sorprendente una sua affermazione anche in “the First in the South”, cioè nella prima consultazione popolare nella parte sud del paese.
Biden deve strenuamente lottare per impedire che questo accada.
Fosse sconfitto, dimostrando di avere perso la presa sull’elettorato nero che tutti davano per scontata, si troverebbe sull’orlo dell’abisso, elettoralmente parlando.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-24 13:51:112020-02-24 13:51:11Sanders sale nei sondaggi relativi al South Carolina

I sondaggi quanto alla California

Febbraio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il prossimo 3 marzo, nel Super Tuesday, tra i molti Stati chiamati al voto, in primo piano, la California.
Attribuirà nella circostanza il Golde State la bellezza di quattrocento novantaquattro delegati in totale i cosiddetti super delegati compresi.
Ecco il risultato del sondaggio pubblicato di recente dal Los Angeles Times:
– Sanders al trentadue per cento
– Biden al quattordici
– Warren al tredici
– Buttigieg e Bloomberg al dodici.
In buona sostanza, pare si corra solo per il secondo posto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-24 13:05:482020-02-24 13:05:48I sondaggi quanto alla California

I voti popolari finora raccolti

Febbraio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

E se dessimo un’occhiata ai voti popolari finora – tra Iowa, New Hampshire e Nevada – in totale conquistati dai candidati democratici ancora in corsa per la nomination?
Ecco i dati ufficiali
– Sanders 144.158
– Buttigieg 120.858
– Klobuchar 87.840
– Warren 68.980
– Biden 63.907
– Steyer 20.125
– Gabbard 10.231.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-24 13:00:472020-02-24 13:00:47I voti popolari finora raccolti

Quante e quando le Primarie nel 1968 in casa democratica?

Febbraio 24, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

4 giugno 1968.
Le Primarie della California sono appannaggio del Senatore Robert Kennedy.
Prevale il fratello del Presidente della Nuova Frontiera con il quarantasei per cento dei voti superando invero non troppo agevolmente il Senatore del Minnesota Eugene McCarthy, fermo al quarantadue.
Sappiamo tutti che immediatamente dopo avere pronunciato il ‘victory speech’ all’Ambassador Hotel di Los Angeles, nelle prime ore del successivo 5 giugno, Bob fu oggetto di un attentato che lo condusse a morte il giorno seguente.
Giugno, si è più volte scritto, perché a quei tempi le Primarie del Golden State si svolgevano nei primi giorni di quel mese, non agli inizi di marzo (esattamente il 3 nel Super Tuesday) come in questo 2020.
Un altro mondo, anche elettoralmente parlando, quello.
Per cominciare, il per noi mitico (apre la campagna per la scelta dei delegati) Caucus dell’Iowa non c’era.
La prima convocazione alle urne si ebbe il 12 marzo nel New Hampshire (oggi non da oggi, secondo appuntamento dopo il predetto Stato con capitale Des Moines).
Fu, tra l’altro, quella del 12 marzo 1968 l’ultima apparizione nelle vesti di candidato di Lyndon Johnson.
Sia pure nella circostanza vincente (meno brillantemente di quanto sperasse), il Presidente uscente, il successivo 31 marzo, annunciava il ritiro dalla corsa per la nomination.
A seguire il predetto New Hampshire, solamente 13 Stati più il District of Columbia.
Nell’ordine
– Wisconsin il 2 aprile
– Pennsylvania il 23 aprile
– Massachusetts il 30 aprile
– Indiana, Ohio e Washington D. C. il 7 maggio
– Nebraska e West Virginia il 14 maggio
– Florida e Oregon il 28 maggio
– California, New Jersey e South Dakota il 4 giugno
– Illinois l’11 giugno.
Arrivato il partito dell’Asino alla Convention in quel di Chicago il 26 agosto, ne uscì il seguente 29 con l’investitura ufficiale del Vice Presidente in carica Hubert Humphrey (1) che non aveva vinto nessuna delle poche (tra le, come visto, poche) Primarie alle quali aveva preso parte.
Guardando al voto popolare poi, mentre McCarthy aveva ottenuto complessivamente quasi 3 milioni di voti, il nominato solo poco più di 166.000, pari al 2,21 per cento del totale.
Come si vede, un anno sì crudele ma nel quale il sistema per la scelta dei delegati alla Convention non dava ancora veramente voce agli elettori chiamati alle urne solo in pochi Stati (14 – più il Distretto – su 50!) e, assassinio a parte, poteva portare alla designazione un esponente la cui base elettorale a livello nazionale era tutta da esplorare.

(1) Da sottolineare il fatto che, sconfitto da Richard Nixon a novembre di quel 1968, Humphrey sarà eletto due anni dopo Senatore del Minnesota proprio dopo il ritiro dall’incarico di McCarthy.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-24 12:57:322020-02-24 12:57:32Quante e quando le Primarie nel 1968 in casa democratica?

Nevada Caucus, specificità e relative articolazioni

Febbraio 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nell’appena effettuato Caucus democratico del Nevada, regole particolari.
Intanto (in Iowa no) era consentito votare anticipatamente per corrispondenza, cosa che avrebbero fatto all’incirca in settantacinquemila.
Poi – fondamentale ed altra differenza caratterizzante – il procedimento prevedeva l’elezione di ‘County Convention Delegates’ collegati, proporzionalmente ai voti ricevuti, ai diversi candidati.
Saranno poi questi C. C. D. a decidere quanti delegati alla Convention nazionale debba ricevere ciascuno.
Non va mai dimenticato che l’elezione del Presidente non è diretta – ad opera del popolo dei votanti – ma mediata perché conclusa nel Collegio che racchiude e riunisce (solo formalmente a livello nazionale perché ogni delegazione locale si ritrova nella capitale statale e non tutte insieme a Washington) i Grandi Elettori (1) eletti – loro sì e dal 1848 – il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno bisestile.
Dubitavano i Founding Fathers della democrazia (Alexander Hamilton la disprezzava apertamente essendo convinto che il governo dovesse essere faccenda propria “dei ricchi e della gente perbene”) e per tale ragione intesero mettere un filtro (i predetti Grandi Elettori) in grado al limite di correggere (oggi, per non poche leggi locali, molto meno e non in tutti gli Stati) gli ‘errori’ compiuti nell’urna dai comuni elettori (con l’iniziale minuscola).

(1) In tutti i miei scritti dedicati al tema – in voluta difformità con i testi americani – ho distinto appunto con le iniziali maiuscole i Grandi Elettori per le loro specifiche competenze più importanti degli ‘elettori’, con l’iniziale minuscola.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-23 14:02:152020-02-23 14:02:15Nevada Caucus, specificità e relative articolazioni

Sanders vince il Nevada. Il quadro

Febbraio 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cambiano gli scenari (il Nevada era ‘the First in the West’).
Cambiano gli elettori (non più oltre il novanta per cento bianchi ma in buona percentuale ispanici e un dieci per cento di neri e asiatici).
Non cambia il nome del candidato più votato: Bernie Sanders.
Anzi, nell’occasione, con un seguito maggiore, tale da distaccare di una pista i contendenti.
Il Senatore del Vermont – inarrestabile alla sua età non certo giovanile – ha festeggiato a El Paso, in Texas, intento ad arringare i suoi elettori dello Stato della Stella Solitaria che sarà chiamato (numerosissimi i delegati in palio) al voto martedì 3 marzo.
L’ex Vice Presidente Joe Biden (secondo ma staccatissimo) ha fatto buon viso a cattivo gioco dicendosi pronto al riscatto sabato prossimo nel South Carolina.
Buttigieg (in flessione come ci si aspettava) si congratula col vincitore ma rileva (pro domo sua) che contro Trump Sanders non potrebbe prevalere.
In calo e con problemi economici (pochi soldi in cassa) Warren che qualcuno vorrebbe vicina al ritiro.
Fuori gioco Steyer (che però spera a sua volta nel South Carolina) e Klobuchar, davvero lontana dalle sue bande nordiste.
Alla finestra ma dato già in calo nei sondaggi Bloomberg.
Bello scenario!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-23 12:20:232020-02-23 12:20:23Sanders vince il Nevada. Il quadro

Sanders e Bloomberg

Febbraio 23, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vedremo il 3 marzo nel Super Tuesday se davvero – a seguito della sua prestazione non brillantissima (anzi) – Michael Bloomberg sia già in calo rispetto ai recenti sondaggi che lo vedevano vicino al venti per cento.
Visto che alle rilevazioni sondaggistiche facciamo riferimento – a parte il South Carolina laddove sembra che Joe Biden il 29 febbraio possa prevalere (di poco) sul ‘socialista’ – sia in California che nel Texas (i due Stati che il predetto 3 marzo attribuiscono il maggior numero di delegati), è proprio il battagliero ex rivale della Clinton ad essere collocato in vantaggio.
È vero, siamo ancora all’inizio della lunga corsa verso la Convention di luglio, ma va sempre ricordato che una sola volta (nel 1984 e si trattava di Gary Hart) il candidato che ha conquistato nel Super Tuesday più voti non ha poi ottenuto la nomination (e questo anche in campo repubblicano).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-23 12:18:452020-02-23 12:18:45Sanders e Bloomberg

Parliamo già del South Carolina

Febbraio 22, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le Primarie del South Carolina (sabato 29 febbraio) si autodefiniscono ‘First in the South’.
Dagli Stati sostanzialmente White e ben altrimenti collocati geograficamente dell’Iowa e del New Hampshire…
dal ‘First in the West’ del Nevada, laddove i latino americani hanno buona voce in capitolo…
si passa a Sud in uno Stato nel quale i neri rappresentano il ventisette per cento degli abitanti…
nel quale sempre i neri risultano affiliati ai democratici per il sessanta per cento…
nel quale nel 2016 ancora i neri votarono per Hillary Clinton al novantaquattro per cento!!!
È su questo Stato che Joe Biden punta le sue residue speranze di restare bene in corsa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-22 14:47:342020-02-22 14:47:34Parliamo già del South Carolina

I precedenti del Nevada quanto alle Presidenziali

Febbraio 22, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo Stato con capitale Carson City in sede di Collegio nomina sei Grandi Elettori.
Dal 1980 al 2012 compreso, ha costantemente votato per il candidato poi effettivamente vincente su base nazionale.
Nel 2016, invece, ha preferito Hillary Clinton a Donald Trump.
Dal 1900 al 2016 incluso, si è espresso a favore dei dem nel cinquantatre e tre per cento dei casi.
Ovviamente, nel restante quarantasei e sessantasette per i GOP.
Nello stesso spazio di tempo, ha votato per il candidato poi eletto in un notevole ottantasei e sessantasette per cento dei casi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-22 14:41:452020-02-22 14:41:45I precedenti del Nevada quanto alle Presidenziali

22/2/20, Nevada Caucus ‘First in the West’

Febbraio 22, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Caucus del Nevada per la scelta dei delegati alla Convention democratica (quello repubblicano è stato annullato) in programma sabato 22 febbraio prevede la nomina su base proporzionale di trentasei persone alle quali di aggiungeranno dodici cosiddetti ‘superdelegati’.
È un Caucus ‘closed’ nel senso che solo gli affiliati (quanti iscrivendosi alle liste elettorali hanno dichiarato la loro appartenenza dem) sono ammessi al voto.
Riveste una particolare importanza essendo per definizione e nella sostanza ‘First in the West’ e proponendo quindi scenari da molti punti di vista effettivamente diversi.
Per prima cosa, un elettorato molto più composito con una notevole (quasi il venti per cento) presenza ispanica.
Stando ai sondaggi – per il vero non molto numerosi – Joe Biden e Bernie Sanders dovrebbero risultare i più votati.
Bloomberg, per quanto abbia preso parte al dibattito del 19 trascorso, non è tra i candidati.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-02-22 13:57:532020-02-22 13:57:5322/2/20, Nevada Caucus ‘First in the West’
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