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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Bloomberg è un democratico?

Dicembre 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Michael Bloomberg è ‘tornato a casa’ (cioè nel partito democratico) nel 2018 dopo avere peraltro appoggiato Hillary Clinton contro Donald Trump nel 2016.
A casa perché in origine era appunto iscritto nelle liste elettorali come democratico.
Questo prima di iscriversi come repubblicano e successivamente – da Sindaco di New York – come indipendente.
Del resto, qualcosa di simile ha fatto nel tempo lo stesso Trump, democratico, riformista e infine repubblicano.
La politica USA è abituata a tali evoluzioni.
Per fare qualche altro attuale esempio, Bernie Sanders come Senatore è un indipendente mentre come candidato è un democratico.
Bill Weld, che intende oggi contendere a Trump la nomination GOP tre anni fa, nel 2016, era il candidato alla Vice Presidenza del Libertarian Party.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-27 13:26:532019-12-27 13:26:53Bloomberg è un democratico?

Sanders?

Dicembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Secondo nei sondaggi quanto al Caucus dell’Iowa.
Primo quanto alle Primarie del New Hampshire.
Non male quanto ai successivi appuntamenti di febbraio.
Addirittura considerato un possibile vincitore il 3 marzo nel Super Tuesday.
Secondo in generale dopo Joe Biden tra i dem nelle rilevazioni sulle intenzioni di voto.
Tutto ciò visto e considerato, non pochi cominciano a pensare che Bernie Sanders abbia le carte in regola per arrivare alla nomination.
Nato l’8 settembre del 1941, il Senatore del Vermont è il più anziano dei candidati ma pare che considerazioni negative riguardanti la sua età non trovino ora audience.
V’è da chiedersi quanto poi una sua nomination possa avere seguito a novembre nel momento in cui le sue posizioni ideali e ideologiche che i radicali democratici accettano dovranno, per farlo prevalere, risultare gradite agli swing voters, agli elettori centristi senza i quali alla Casa Bianca non si arriva.
Per la seconda volta, comunque, il “socialista” sta comportandosi al meglio.
D’accordo o meno che si sia sulle sue proposte, chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-26 19:48:092019-12-26 19:48:09Sanders?

Gary Hart e il ‘Super Tuesday’

Dicembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il prossimo 3 marzo è in programma negli USA impegnati nella campagna elettorale interna ai partiti per la nomina dei delegati alle Convention l’oramai mitico ‘Super Tuesday’.
Saranno nella circostanza in gioco un davvero consistente numero di delegati e, considerato il fatto che tra gli Stati i cui cittadini sono convocati alle urne si contano la California e il Texas, oltre un terzo dei possibili votanti a livello nazionale.
Possibili votanti perché ovviamente non tutti gli aventi diritto (già abbastanza riluttanti a farlo quali sono nelle Presidenziali) davvero si recano ai seggi nei Caucus e nelle Primarie.
Prendendo in esame gli esiti dei ‘Super Tuesday’ a partire dal 1984, si nota che, con una sola eccezione, il candidato risultato vincente nelle varie circostanze (magari, davvero di poco come Barack Obama nei confronti di Hillary Rodham Clinton nel 2008) tra i democratici come tra i repubblicani abbia poi effettivamente conquistato la nomination del partito facendosi incoronare nel congresso estivo battendosi pertanto fino alla fine per White House (vincendo o soccombendo è un altro discorso).
L’eccezione sopra accennata è proprio relativa al 1984 (correva il 13 marzo) e concerne il partito dell’Asino.
Si affermò infatti in quelle fila nell’occasione il Senatore del Colorado Gary Hart (1).
Sconfitto nella fattispecie, l’ex Vice Presidente Walter Mondale dipoi peraltro prescelto dai democratici e annichilito nel successivo novembre da Ronald Reagan.

(1) Hart è stato (e in qualche modo ancora è) un personaggio di particolari qualità e carisma.
Straordinario – per quanto infine non premiato – il suo incedere nella campagna elettorale predetta.
Allorquando, da outsider estremo, si propose nel febbraio del 1983 valeva difatti solo l’uno per cento nei sondaggi.
Sarà lo stesso Hart il vero ma effimero primo attore della successiva tornata democratica del 1988.
Vero ma subito ritirato: dato favorito e primissimo (il recente film che ricorda questi avvenimenti è correttamente intitolato ‘The front runner’) nei sondaggi, dovette ritirarsi a causa di uno scandalo sessuale che lo vide protagonista.
Per la storia, anche nel 1988, non avendolo scelto (all’epoca, molti avevano la fondata sensazione che avrebbe conquistato la Casa Bianca), i democratici, questa volta mettendo in campo il Governatore del Massachusetts Michael Dukakis, persero contro l’allora Vice Presidente di Reagan George Herbert Bush il certame novembrino.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-26 11:42:132019-12-26 11:42:13Gary Hart e il ‘Super Tuesday’

‘Underdog’

Dicembre 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È detto ‘underdog’ il candidato ad una carica preso poco in considerazione perché ritenuto di scarso peso.
Guardando alle più vicine tornate elettorali USA, certamente era e si è confermato un ‘underdog’ il repubblicano Bob Dole opposto a Bill Clinton nel 1996.
Lo stesso Clinton quattro anni prima aveva invece rovesciato il tavolo.
In secondo o addirittura terzo piano all’inizio della campagna per la nomination democratica, aveva saputo invertire clamorosamente la rotta e andare diritto fino in fondo.
Un vero terremoto, uno sconvolgimento o, come dicono gli americani, un ‘upset’.
Può essere definito ‘underdog’ il Trump del 2016?
Certo.
Non fu forse addirittura preso in giro allorquando si propose a luglio dell’anno precedente?
Ove si guardi oggi ai democratici in corsa viene da considerare un ‘underdog’ in grado di stupire Andrew Yang.
È finora riuscito a restare in gara contro le aspettative e i sondaggi lo danno in progresso.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-26 11:39:102019-12-26 11:39:10‘Underdog’

Guam: Caucus repubblicano il 14/3 e democratico il 2/5

Dicembre 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Scoperta nel 1521 e battezzata Isola dei Ladroni da Magellano, Guam giace in pieno Oceano Pacifico.
Dista oltre duemilacinquecento chilometri in linea retta da Manila e dodicimila e briscola da Acapulco.
In linea retta, come non navigavano i galeoni che tra gli anni Sessanta del Cinquecento e i Venti dell’Ottocento, allorquando il Messico si rese indipendente interrompendo il traffico – per all’incirca duecentocinquanta anni! – collegavano, immancabilmente facendo scalo sull’isola e trasportando merci e passeggeri (fino a mille), la filippina Manila alla messicana Acapulco.
(Le merci e quanti tra i viaggiatori volevano andare in Spagna – erano tutte quelle citate colonie spagnole e lo restarono lungamente – poi, traversate con carri le terre messicane fino a Vera Cruz, prendevano di bel nuovo il mare per arrivare a Cadice o Siviglia, da dove, a tempo debito, si ripartiva per il percorso inverso).
Ebbene, Guam, diventata con il Trattato di Parigi del 1898 dipendenza degli Stati Uniti, è, come altri, oggi non da oggi, un ‘Territorio non incorporato’ americano.
In tale condizione, ha un proprio Rappresentante, peraltro senza diritto di voto, alla Camera a Washington e nomina negli anni elettorali presidenziali suoi delegati alle Convention dei partiti statunitensi.
I calendari proposti per il 2020 da democratici e repubblicani prevedono che gli elettori dell’isola si esprimano in merito attraverso due Caucus.
Quello del Grand Old Party è in programma il 14 marzo.
Dell’Asino democratico il successivo 2 maggio.
Avranno, dipoi, in quegli ambiti, le delegazioni della sperduta terra funzioni esclusivamente consultive.
Verrà mai il giorno in cui Guam potrà entrare a far parte dell’Unione?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-25 16:07:152019-12-25 16:07:15Guam: Caucus repubblicano il 14/3 e democratico il 2/5

Iowa Caucus: tre alla pari

Dicembre 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I sondaggi più recenti (quello di FiveThirtyEight è stato realizzato il 24 dicembre) danno quanto al Caucus democratico dell’Iowa sostanzialmente alla pari tre candidati:
Pete Buttigieg
Bernie Sanders e
Joe Biden
risultano difatti sì nell’ordine ora indicato ma vicini al punto che il margine d’errore sempre da considerare in ogni rilevazione in verità li fa considerare tali.
Indietro ma non poi di molto Elizabeth Warren.
Dispersi gli altri.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-25 16:05:462019-12-25 16:05:46Iowa Caucus: tre alla pari

‘Full Grassley’ per Amy Klobuchar

Dicembre 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Visitare tutte le novantanove contee che formano l’Iowa vuol dire completare il ‘Full Grassley’.
Questo perché l’attuale Presidente pro-tempore della Camera Alta e Senatore proprio per lo Stato con capitale Des Moines Charles ‘Chuck’ Grassley ha il suo punto di forza nella visita che immancabilmente compie in tutte le contee ascoltando gli elettori e facendo conoscere loro le idee e i programmi suoi propri.
Ora, in vista del Caucus in programma il 3 febbraio, la Senatrice del Minnesota e autorevole candidata alla nomination democratica Amy Klobuchar intende portare personalmente a termine il citato tour.
Operazione che va fatta in anticipo visto che con buona probabilità, con i suoi contendenti come lei Senatori, sarà impegnata a gennaio nei lavori, nelle sedute che si dovranno tenere per discutere e giudicare l’Impeachment contro il Presidente Trump.
Questo la (li) distrarrà necessariamente dalla campagna elettorale favorendo Joe Biden e Pete Buttigieg, ambedue non Senatori.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-25 16:04:032019-12-25 16:04:03‘Full Grassley’ per Amy Klobuchar

Kevin Costner per Buttigieg

Dicembre 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

A sorpresa, sul palco di un comizio in Iowa, ecco Kevin Costner.
È arrivato per sostenere Pete Buttigieg.
Ritiene il divo hollywoodiano che il giovane Sindaco sia l’uomo giusto.
È questo un momento decisamente buono per Buttigieg – dato in vantaggio abbastanza nettamente nello Stato con capitale Des Moines, che ha appena ricevuto alche un plauso da duecento esperti di politica estera critici nei confronti di Trump.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-24 14:27:042019-12-24 14:27:04Kevin Costner per Buttigieg

Obama preferirebbe Warren?

Dicembre 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Stando ai media, Barack Obama sarebbe in procinto di dichiarare il proprio appoggio a Elizabeth Warren.
Così fosse, il suo ex Vice Joe Biden si troverebbe in notevoli difficoltà.
È peraltro questo un momento poco felice per la Senatrice del Massachusetts che nei sondaggi è data in appannamento.
Il sostegno eventuale dell’ultimo Presidente democratico le darebbe una spinta certamente notevole.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-24 14:24:142019-12-24 14:24:14Obama preferirebbe Warren?

I dibattiti tra democratici finora svolti e le prospettive

Dicembre 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È in programma il 14 gennaio del prossimo e fatidico 2020, a Des Moines (il Caucus dell’Iowa – 3 febbraio – si avvicina ), il settimo dei dodici (metà il cammino fin qui percorso, quindi) dibattiti ufficiali programmati e articolati, secondo di volta in volta maggiormente impegnativi ‘criteria’ dal Democratic National Committee, che della intera e complessa questione aveva indicato i canoni già il 14 febbraio 2019.

Cinque ad oggi – ma la selezione verrà chiusa il 10 del prossimo mese – i candidati che hanno già diritto a partecipare:
Joe Biden
Pete Buttigieg
Amy Klobuchar
Bernie Sanders
Elizabeth Warren.

I confronti hanno preso il via (e si concluderanno ad aprile) il 26 e 27 giugno 2019 a Miami, Florida.
Venti allora i selezionati (di più essendo i candidati) divisi in due gruppi di uguale portata numerica.
Vanno qui quantomeno ai fini della cronaca elencati.
Della pattuglia chiamata a parlare il 26 giugno facevano parte:
Cory Booker
Julian Castro
Bill de Blasio
John Delaney
Tulsi Gabbard
Jay Inslee
Amy Klobuchar
Beto O’Rourke
Tim Ryan
Elizabeth Warren.
Del 27 successivo:
Michael Bennett
Joe Biden
Pete Buttigieg
Kirsten Gillibrand
Kamala Harris
John Hickenlooper
Bernie Sanders
Eric Swalwell
Marianne Williamson
Andrew Yang.
Fra i non qualificati, da segnalare almeno:
Mike Gravel
Wayne Messam
Seth Moulton
Joe Sestak.

Il secondo ‘debate’ ha avuto luogo a Detroit, Michigan, il 30 e 31 luglio seguenti.
Venti di bel nuovo è sempre in due gruppi gli ammessi.

Decisamente di meno quanti selezionati per il terzo confronto, del 12 settembre, a Houston, Texas.
Dieci ed eccoli:
Joe Biden
Cory Booker
Pete Buttigieg
Julian Castro
Kamala Harris
Amy Klobuchar
Beto O’Rourke
Bernie Sanders
Elizabeth Warren
Andrew Yang.

Quarto appuntamento a Westerville, Ohio, il 15 ottobre.
Dodici gli ufficializzati.
Ai dieci del precedente ‘debate’ si aggiungono
Tulsi Gabbard e
Tom Steyer.

Si ritorna a dieci il 20 novembre ad Atlanta, Georgia.
Qualche rimescolamento in questo quinto confronto.
Esclusi:
Julian Castro e
Beto O’Rourke.

Il sesto impegno del 2019 è recente, essendo datato 19 dicembre.
Svoltosi a Los Angeles, California, ha visto in pista sette ‘sopravvissuti’:
Joe Biden
Pete Buttigieg
Amy Klobuchar
Bernie Sanders
Tom Steyer
Elizabeth Warren
Andrew Yang.

Tutto ciò detto.
Ricordato che alcuni altri candidati (tra i quali sono da segnalare Deval Patrick e, ovviamente soprattutto, Michael Bloomberg), entrati successivamente nella contesa, non hanno mai avuto modo finora di partecipare.
Rammentato anche che non v’è sostanzialmente un limite temporale per quanto concerne le discese in campo.
Che addirittura, nel caso in cui nessuno tra i pretendenti riesca a conquistare la maggioranza dei delegati nel corso di Caucus e Primarie, la Convention è libera di convergere perfino sul nome di una personalità scelta tra quante non ancora neppure ipotizzate.

Non resta che continuare a seguire gli accadimenti con attenzione non trascurando di annotare se e quanto il prosieguo della vicenda Impeachment, nel frattempo maturata alla Camera e in discussione presto al Senato, possa in proposito influire.

Ecco, comunque, i finora programmati (tenendo conto del calendario di Caucus e Primarie in fieri nel secondo mese del 2020) ‘debates’ successivi al 14 gennaio:
7 febbraio, Manchester, New Hampshire
19 febbraio, Las Vegas, Nevada
25 febbraio, Charleston, South Carolina.

Non a questo momento decisi data e luogo degli ultimi due.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-24 13:22:442019-12-24 13:22:44I dibattiti tra democratici finora svolti e le prospettive
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