Fondazione Italia Usa
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Staff
  • Eventi e news
  • Premio America
  • Elezioni USA
  • Amici della Fondazione
  • Come sostenerci
  • Master
  • Newsletter
  • Stati Uniti d’America
    • L’inno USA
    • Dichiarazione d’indipendenza
    • La costituzione USA
    • I presidenti USA
    • La geografia
    • La mappa degli USA
    • La storia
    • La cultura
    • Le istituzioni
    • L’economia
    • Bandiere
    • Dicono degli USA
  • Italiano
  • Menu Menu

La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

E se rispuntasse Hillary?

Gennaio 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ipotesi: nessuno dei candidati democratici conquista prima della Convenzione la maggioranza assoluta dei delegati.
I convenuti guardano altrove e in una ‘brokered Convention’ come non si vede da tanto tempo, riscoprono Hillary Rodham Clinton!!!

I precedenti non mancano affatto.
Anche se datati.
Intendo, quelli che hanno visto un candidato a White House sconfitto riproporsi quale sfidante di colui che lo aveva battuto.
E non pochi, la gran parte, con esito positivo.

Vediamo:
– 1800 (peraltro con un sistema diverso da quello attuale visto che non esisteva il ticket), allorquando Thomas Jefferson, perdente nel 1796 da John Adams, si rifece
– 1828, l’anno in cui Andrew Jackson si prese una agognata rivincita estromettendo John Quincy Adams che nel 1824 lo aveva superato alla Camera (l’unica volta nella quale non fu raggiunta una maggioranza tra i Grandi Elettori)
– 1840, battuto nel 1836 da Martin Van Buren, William Harrison lo defenestrò
– 1892, Grover Cleveland, andata male la sfida con Benjamin Harrison quattro anni prima, lo batté
– 1956, l’ottimo Adlai Stevenson perse per la seconda volta contro Dwight Eisenhower.

Questo per quanto riguarda i rematch tra gli stessi contendenti.

Particolari invece i casi (che qui ricordiamo nelle estrema ipotesi di una candidatura di Hillary contro un differente repubblicano) riguardanti candidati opposti a due o, in un caso, tre contendenti diversi:
– John Adams che per due volte (era previsto perdesse essendo l’avversario il Padre della Patria e per questo viene citato in questa seconda compagnia) è battuto da Washington (1788/89 e 1792) per poi diventare Presidente nel 1796 ai danni di quel Thomas Jefferson che, come visto, in seguito si prenderà la rivincita
– George Clinton (non un antenato), sconfitto da George Washington nel 1792 e da James Madison nel 1808
– C. C. Pinckney che perse da Jefferson nel 1804 e da Madison nel 1808.
– Thomas Dewey, che perse due volte di seguito ma contro due differenti avversari (nel 1944 Franklin Delano Roosevelt, nel 1948 Harry Truman) e
– Henry Clay, capace di perdere tre volte contro tre diversi rivali nel 1824 (anche lui da John Quincy Adams), nel 1832 (da Jackson) e nel 1844 (da James Polk).

Tutto ciò badando ai candidati espressi nel tempo da partiti di peso perché invece movimenti politici minori hanno portato ripetutamente alla sfida il medesimo personaggio politico (per esempio, quattro volte, Eugene Debs i socialisti).

Nota bene: il fatto che in certe circostanze gli sconfitti siano più di uno (per dire, nel 1792, nel 1808 e nel 1824) è conseguenza delle molteplici candidature in alcune antiche situazioni proposte.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-03 13:08:532020-01-03 13:08:53E se rispuntasse Hillary?

Cinque (sei? forse sette?)

Gennaio 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, malgrado il trascorrere dei mesi e la selezione impietosa causata si dai confronti ma prima di tutto, per la maggior parte di loro, dalla scarsità della raccolta di contributi, sono ancora quattordici i pretendenti alla nomination democratica 2020.
In larga misura in corsa senza nessuna reale possibilità.
Cinque – come certificato anche dalla loro ammissione al dibattito ufficiale fissato per il 14 gennaio – i ‘veri’ concorrenti:
Joe Biden
Pete Buttigieg
Amy Klobuchar
Bernie Sanders
Elizabeth Warren.
(Appena sotto la linea di galleggiamento, Andrew Yang.
Ancora più in basso, Michael Bloomberg).
Diversa ovviamente dalla elencazione alfabetica quella che deriva dalla valutazione per ciascuno di essi delle effettive possibilità.
In linea generale,
– dando certamente il dovuto riconoscimento a Pete Buttigieg (che però, essendo molto atteso sia in Iowa che nel New Hampshire rischia di perdere credibilità colà fallendo) e al davvero coriaceo e volitivo Bernie Sanders
– tolto il cappello davanti alle due Signore che (a ben vedere, soprattutto Klobuchar) si comportano benissimo
– il front runner, malgrado tutto, si conferma l’ex Vice di Obama Joe Biden.
Rischia, è vero nei due primi e indicati appuntamenti laddove deve evitare di deludere oltre il lecito, ma, sostenuto come è dai neri, dovrebbe prendere la testa già nel Nevada e in South Carolina.
Non manca poi molto al Supermartedì del 3 marzo.
Quella sera molto dei veli saranno stati strappati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-03 13:07:502020-01-03 13:07:50Cinque (sei? forse sette?)

Julian Castro out

Gennaio 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Era l’unico candidato ispanico alla nomination democratica.
Julian Castro, già Sindaco di San Antonio e ministro con Barack Obama, ha preso atto delle insormontabili difficoltà economiche e della scarsità dei risultati raggiunti (nei sondaggi non ha mai superato il due per cento) e ha conseguentemente annunciato il proprio ritiro dalla competizione.
Lo ha fatto con un messaggio video nel quale ha comunque riaffermato il suo impegno a sostegno delle idee in campagna esposte come in particolare in difesa dei poveri e dei diseredati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-03 13:06:572020-01-03 13:06:57Julian Castro out

31/12/19, cinquantadue a quarantasette, ma non solo

Gennaio 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

7383 le persone elette in totale negli Stati Uniti d’America e ricoprenti incarichi definibili come ‘legislativi’.
Di questi, a fine 2019, il cinquantadue per cento appartengono al partito repubblicano e il quarantasette a quello democratico.
Il rimanente uno per cento fa riferimento a esponenti di movimenti politici minori o a indipendenti.
Quanto alle Camere Basse, ventinove Stati vedono prevalere i repubblicani e diciannove i democratici (l’Alaska ha un sistema bipartisan del tutto particolare mentre il Nebraska è l’unico Stato ad avere adottato il monocameralismo e il consesso che esprime è enumerato tra le Camere Alte).
Quanto ai Senati, trentadue a maggioranza Grand Old Party e diciotto a prevalenza Asinello.
Questo lo stato delle cose.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-02 15:39:282020-01-02 15:39:2831/12/19, cinquantadue a quarantasette, ma non solo

Raccolta fondi 2019 proficua per Pete Buttigieg

Gennaio 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Settantasei milioni!
Annunciando di avere raccolto pubblici finanziamenti pari a ventiquattro milioni e settecentomila dollari nel quarto trimestre del 2019, il Sindaco di South Bend Buttigieg ha altresì comunicato il suindicato totale relativo all’anno appena finito.
Buttigieg aveva annunciato il 23 gennaio scorso la costituzione di un Comitato Esplorativo incaricato di valutare le sue possibilità di correre per la nomination democratica.
Il 14 aprile aveva poi formalmente sciolto le riserve in merito.
Buoni i sondaggi all’inizio.
Migliorati col trascorrere del tempo facendosi conoscere.
(Biden già Vice Presidente in particolare, Sanders già candidato nel 2016, ma, seppur meno, anche i Senatori e i Governatori con i quali si è confrontato e si batte erano decisamente più conosciuti di lui a livello nazionale).
Sempre comunque in prima fila (nei primi tempi per curiosità e successivamente altresì per le idee e i progetti elaborati ed esposti), viene dato dai sondaggi, sia pure di poco, primo nel Caucus dell’Iowa.
Compirà trentotto anni il 19 gennaio 2020 e la strada della politica a livello nazionale – ottenga o meno la nomination – gli si spalanca davanti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-02 12:33:212020-01-02 12:33:21Raccolta fondi 2019 proficua per Pete Buttigieg

Presidenti anziani

Gennaio 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sessantotto anni e una ventina abbondante di giorni.
Questa l’età che aveva William Harrison il 4 marzo 1841, giorno del suo insediamento.
Non poco, considerando i tempi.
Più anziano di lui alla prima consimile cerimonia Ronald Reagan al quale il 20 gennaio 1981 mancavano meno di venti giorni al compimento dei settanta.
Per quanto quattro anni dopo fosse altrettanto prossimo ai settantaquattro, era nella circostanza più giovane di quanto sarebbero il prossimo 20 gennaio 2021, insediandosi, Bernie Sanders, Joe Biden e Michael Bloomberg!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-02 12:31:592020-01-02 12:31:59Presidenti anziani

Endorsement significativi

Gennaio 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Guardando agli endorsement di peso a favore dell’uno o dell’altro candidato democratico alla nomination, tra i Senatori, a tutto il 19 dicembre, la situazione era la seguente.
Elizabeth Warren poteva contare solo sul sostegno del collega del suo stesso Stato, il Massachusetts, Ed Markey.
Amy Klobuchar era nella stessa situazione: l’appoggio veniva esclusivamente dall’altra Senatrice del Minnesota Tina Smith.
Identica la dinamica per quanto concerne il Senatore del New Jersey Cory Booker sostenuto dal collega Bob Menendez.
Lo stesso, abbastanza incredibilmente, per Bernie Sanders che trovava conforto solamente in Patrick Lehay, come lui del Vermont.
Orbene, l’unico dotato sul serio di un qualche seguito dichiarato alla Camera Alta era Joe Biden.
Per lui
Doug Jones dell’Alabama
Dianne Feinstein della California
Tom Carper del Delaware
Chris Coons sempre del Delaware
Bob Casey della Pennsylvania.
È pur vero che l’ex Vice di Obama era a sua volta Senatore per il Delaware, ma insomma qualcun altro Laticlavio lo sosteneva.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-02 12:30:572020-01-02 12:30:57Endorsement significativi

Il voto in Virginia

Gennaio 2, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dal 1964, allorquando votò per Lyndon Johnson, fino al 2004 – Bob Dole compreso – i candidati repubblicani nelle dieci tornate susseguitesi, hanno regolarmente conquistato i Grandi Elettori ai quali aveva diritto la Virginia.
Dal 2008 con il primo Barack Obama le cose sono cambiate: tre pertanto e consecutive le vittorie democratiche.
Invero non travolgenti anche se in fondo nel 2016 colà Hillary Clinton ha prevalso quanto a voti popolari su Donald Trump per un buon cinque per cento.
Ebbene, stando a seri sondaggi, se nell’ex colonia si votasse oggi, l’unico democratico in grado di prevalere localmente sul tycoon sarebbe Joe Biden (quarantanove a quarantacinque per cento).
Gli altri tre fondisti – le Primarie sono faticose quanto i quarantadue chilometri e centonovantacinque metri di una maratona – meglio piazzati tra gli Asinelli sarebbero invece nel confronto soccombenti.
Bernie Sanders di sei punti.
Elizabeth Warren dì quattro.
Pete Buttigieg di due.
(Certo, dati poco significativi per quanto se ne parli.
Poco significanti visto che il margine d’errore della rilevazione è del quattro per cento).
Tredici i Grandi Elettori dello Stato con capitale Richmond.
Un bottino medio che in un eventuale arrivo testa a testa può arrivare a contare veramente molto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-02 12:29:432020-01-02 12:29:43Il voto in Virginia

Rivoluzionaria e utopica Elizabeth Warren: è a favore del voto diretto!

Gennaio 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Voglio essere eletta una prima volta Presidente con il sistema attualmente in uso. Ma voglio esserlo una seconda con il voto diretto dei cittadini!”
Davvero rivoluzionaria l’intenzione manifestata su questo fondamentale argomento dalla Senatrice del partito che fu di Kennedy Elizabeth Warren.
Facendo specifico riferimento ai risultati delle elezioni presidenziali del 2000 (il democratico Al Gore fu il più votato a livello federale ma risultò sconfitto quanto a Grandi Elettori) e del 2016 (Hillary Rodham Clinton con milioni di suffragi in più ma battuta da Donald Trump nel Collegio degli stessi Grandi Elettori), la candidata radicale di punta (con Bernie Sanders) tra gli Asinelli si dichiara intenzionata a stravolgere un sistema elettorale voluto dai Padri Fondatori che funziona dalla prima tornata senza variazioni salvo quella relativa all’introduzione del ticket nel 1804.
Un sistema che stabilisce che l’elezione del Presidente non sia diretta (conseguente al voto degli aventi diritto: elettori con l’iniziale minuscola, verrebbe da dire) ma di secondo grado (ad opera di terzi a ciò delegati: Elettori con l’iniziale maiuscola).
Dopo avere qui ricordato che a partire dal 1856 (primo confronto diretto tra repubblicani e democratici) la situazione incriminata (il vincitore per voto popolare sconfitto quanto al voto dei Grandi Elettori all’uopo dagli Stati eletti) anche nei lontani 1872 (Samuel Tilden perde contro Rutherford Hayes) e 1888 (Grover Cleveland è battuto da Benjamin Harrison) si determinò la stessa conclusione e che ogni volta il vincente/sconfitto era un appartenente al partito della Warren, sottolineiamo come la proposta di modifica alla quale vuole mettere mano la Senatrice del Massachusetts sia estremamente difficile da portare a termine.
Questo in quanto dovrebbe essere contenuto ed oggetto di un apposito Emendamento costituzionale.
Ora, perché una modifica appunto afferente la Carta venga approvata occorre non solo il voto favorevole a maggioranza qualificata (due terzi) dei due rami del Congresso ma altresì l’approvazione successiva, la ratifica, da parte dei tre quarti (trentotto!) degli Stati.
(Esiste un procedimento alternativo mai percorso: convocazione di una Assemblea apposita su richiesta di due terzi degli Stati).
Orbene – ammesso e non concesso che alla Camera e al Senato sia possibile ottenere l’adesione dei predetti due terzi dei membri – essendo la maggior parte dei Territori partecipi all’Unione a netta maggioranza repubblicana (praticamente sempre il candidato dell’Elefantino prevale in un maggior numero di Stati), solo se all’improvviso serpeggiasse e si imponesse fra i votanti del Grand Old Party un cupio dissolvi travolgente un simile suicidio potrebbe trovare approvazione.
Si tratta pertanto di una rivoluzione annunciata che non potrà mai (mai dire mai?) trovare attuazione!
Viene da chiedersi se intanto questi non possa essere un tema che porti qualche elettore in più ad appoggiare Warren nella ricerca della nomination.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-01 15:40:192020-01-01 15:40:19Rivoluzionaria e utopica Elizabeth Warren: è a favore del voto diretto!

Possibilità di avere un ticket bipartisan?

Dicembre 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dal tempo dei tempi (e decisamente non portò buono).
Per quanto, un istante soltanto, nel 2008, il candidato repubblicano a White House John McCain avesse pensato alla possibilità di farsi affiancare da un ex democratico (si parlò del Senatore Joe Lieberman, già candidato Vice con Al Gore nel 2000), è addirittura dal 1864 che uno dei due partiti maggiori (lo fecero allora i repubblicani affiancando al loro incumbent Abraham Lincoln l’Asinello Andrew Johnson e sappiamo cosa successe) non propone all’elettorato una combinazione completata da un esponente del movimento politico avverso.
In questi giorni, pare che una qualche idea del genere frulli in casa democratica, tanto che Joe Biden ne ha parlato.
Nella situazione, potrebbe non essere una scelta sbagliata perché indurrebbe qualche repubblicano contrario a Trump a votare democratico.
Difficile comunque trovare il politico adatto.
Difficile anche di più che i voti spostati siano determinanti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-12-31 13:53:362019-12-31 13:53:36Possibilità di avere un ticket bipartisan?
Pagina 144 di 254«‹142143144145146›»
Search Search

CHI SIAMO

La Fondazione Italia USA è un’istituzione indipendente, non-profit e non-partisan, nata per testimoniare l’amicizia tra gli italiani e il popolo americano.

CONTATTI

Via V. Veneto 108
00187 Roma, Italia

C.F. 97495210581

info @ italiausa.org

LINK UTILI

Contattaci

© Copyright -Fondazione Italia USA 2026, tutti i diritti riservati.Fondazione Italia USA è un marchio registrato. - powered by Enfold WordPress Theme
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Art. 1 legge 3/2019
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto