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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

30.200.000 trasferimenti di abitazione nel 2019

Gennaio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Trenta milioni e duecentomila americani hanno cambiato abitazione nel trascorso 2019.
Per lavoro, per ragioni familiari, per problemi sanitari…
Tra questi, quasi diciannove milioni si sono trasferiti restando comunque nella stessa Contea.
Sei e settecentomila cambiando Contea ma restando nel medesimo Stato.
Quattro e settecentomila hanno invece cambiato Stato.
È a questi ultimi che ai fini elettorali presidenziali occorre guardare.
Mentre, infatti, i mutamenti interni agli Stati influiscono sulle votazioni per la Camera come, ovviamente, sulle locali, i trasferimenti delle persone in altri Stati possono determinare infine cambiamenti nella determinazione del numero dei Grandi Elettori (i quali effettivamente eleggono il Presidente) spettanti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-07 12:37:562020-01-07 12:37:5630.200.000 trasferimenti di abitazione nel 2019

La Rivoluzione prossima ventura (!?)

Gennaio 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Differenze non da poco tra i candidati dem in competizione quanto al comune ‘nemico’ o ‘avversario’ (dipende), Donald Trump.

In sintesi, Bernie Sanders e Elizabeth Warren – da sinistra, per semplificare – vedono nel tycoon la rappresentazione di una America che assolutamente e radicalmente vogliono cambiare.
Di una società, in soldoni, dominata dall’economia, tesa al profitto, infinitamente carente sul piano sociale, dei diritti civili capitalista e per ciò stesso esecrabile.
Sanders ha ben esplicitato le proprie idee al riguardo – mai nascondendosi e definendosi senza remore ‘socialista’ – fin dalla sua apparizione sulla scena nazionale nella campagna del 2016.

Joe Biden – dal centro, ancora per semplificare, ed essendo uomo ideologicamente non estremo – coglie e denuncia in Donald Trump come persona l’avversario da battere.
Da battere, senza rivoluzioni, a suo modo di vedere è il ‘metodo’ dell’incumbent.
Occorre allontanare Trump non in quanto rappresentante di un Paese e di un vivere sociale che si vuole ribaltare ma perché lo si ritiene sostanzialmente un dilettante incapace e pericoloso.

Questo – mille le sfumature ove si guardi agli altri candidati democratici – in buona sostanza il quadro.

Storicamente, anche tra i repubblicani (accomunati in proposito) – ma le cose cambiano e a volte d’un solo colpo – i candidati a White House radicali e pertanto bene accetti agli elettori dei due schieramenti ‘duri e puri’ che più corposamente prendono parte a Caucus e Primarie a novembre, nelle urne nazionali, perdono.
È sulla base dell’esperienza (e invero, oggi, anche dei sondaggi), quindi e pertanto, che si sostiene che Donald Trump deve temere un oppositore di centro.

Accadrà, però, prima o dopo, tanto declinanti sono gli Wasp – già l’elezione nel 2008 di Barack Obama andava, in qualche modo e non esplicitamente, in quella direzione – il contrario.

Il lontano precedente?
Nel 1828, allorquando la scalpitante borghesia che aveva trovato rappresentazione in Andrew Jackson escluse dalla guida del Paese l’aristocrazia (a quel preciso momento personalizzata in John Quincy Adams) che lo aveva ideato, concretizzato e, soprattutto, tanto compiutamente e bene istituzionalizzato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-06 12:47:552020-01-06 12:47:55La Rivoluzione prossima ventura (!?)

Come si stringe la mano

Gennaio 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Mille e mille e, alla fine, decine di migliaia, le strette di mano scambiate all’uscita delle fabbriche, degli uffici, dei cinema, dei teatri e di ogni e qualsiasi altro posto di lavoro o di ritrovo con i potenziali elettori da un aspirante alla Casa Bianca durante l’interminabile campagna elettorale.
Alla sera, prima di andare a letto, massaggi e panni caldi per recuperare l’uso dell’intero arto destro messo a cotanta prova.
Ma, ovviamente, al di là delle strette di mano distribuite in queste occasioni a chi capita capita, importantissime quelle concesse negli incontri pubblici o privati a quanti al candidato vengono nominalmente presentati.

Maestro indiscusso di questo particolare e molto più intimo contatto, l’ex presidente Bill Clinton la cui ‘azione’ venne attentamente studiata e descritta da Joe Kline (autore del best seller ‘Colori primari’, ai tempi uscito come opera anonima), capo redattore di Newsweeck, che ne seguì l’avventura nel 1992, allorché, quasi fuoriuscendo a sorpresa dal nulla o dal cilindro di un prestigiatore, gli riuscì di sconfiggere George Herbert Bush, per parte sua reduce dalla vittoriosa Guerra del Golfo e, in partenza, considerato imbattibile.
Fondamentale, nel caso, l’uso della sinistra che ‘lavora’ nel mentre la destra si avvolge, vigorosamente ma senza stritolarla, alla mano del bencapitato.
Scrive il predetto Kline:
“Può posarvela sul gomito, oppure sul bicipite: significa che voi gli interessate; conoscervi per lui è un onore.
Se al contrario sale più su e, per esempio, vi avvolge il braccio sinistro attorno alle spalle, in qualche modo c’è meno confidenza, più distacco: si farà due risate con voi oppure vi rivelerà un segreto (un segretuccio, niente di trascendentale) lusingandovi con l’illusione di essere suoi complici.
Ma se non vi conosce tanto bene e voi gli avete appena detto qualcosa di importante, una cosa seria o nata sull’onda di una grande emozione, si avvicinerà e vi farà omaggio di una stretta a due mani, abbrancandovi polso e avambraccio con la sinistra”.

Il tutto, ovviamente, nel modo più naturale perché lo sguardo del candidato per natura vincente che si posa sul nuovo sodale comunica che crede veramente in tutto quel che fa e che d’ora in poi, qualsiasi cosa capiti, nessuno potrà cancellare la nuova e profonda amicizia appena nata.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-06 12:46:522020-01-06 12:46:52Come si stringe la mano

L’Ufficio del Censimento

Gennaio 6, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Come sappiamo, ogni dieci anni negli Stati Uniti, a partire dal 1790 – e per conseguenza sempre in un anno con finale zero – si svolge il Censimento (‘Census’) sulla base dei risultati del quale vengono, proporzionalmente al numero degli abitanti, distribuiti Stato per Stato i quattrocentotrentacinque Rappresentanti e, per conseguenza, i cinquecentotrentotto Grandi Elettori ai quali è affidato il compito di eleggere infine il Presidente degli Stati Uniti.
Alla organizzazione e gestione del Censimento è addetta una Agenzia appositamente creata dipendente dal Dipartimento Federale del Commercio.
Si tratta del United States Census Bureau che ha sede nel Maryland ed è suddiviso in dodici uffici regionali (con sede ad Atlanta, Dallas, Los Angeles, Boston, Denver, New York, Charlotte, Detroit, Philadelphia, Chicago, Kansas City e Seattle).
Lo Stato Federale poi è – per la necessità e altresì a fini statistici ulteriori – organizzato in quattro Regioni di Censimento a loro volta articolate in nove divisioni
Della Regione 1, Nord Est, fanno parte la Divisione Nuova Inghilterra e quella Medio Atlantico.
Della 2, Medio Occidentale, la Nord Este Centrale e la Nord Ovest Centrale.
Della 3, Sud, la Sud Atlantico, là Sud Orientale Centrale e la Sud Occidentale Centrale.
Della 4, la Regione delle Montagne e la West Coast.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-06 12:44:582020-01-06 12:44:58L’Ufficio del Censimento

Bloomberg in ascesa nei sondaggi?

Gennaio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Pare – è per ora una sola rilevazione a dirlo – che Michael Bloomberg sia improvvisamente balzato in terza posizione nei sondaggi relativi ai candidati democratici alla nomination 2020.
Avrebbe raggiunto all’11 per cento del gradimento Elizabeth Warren, superando (a livello nazionale, non in Iowa) Pete Buttigieg.
Davanti all’ex Sindaco della Grande Mela sarebbero Bernie Sanders (secondo con il 16 per cento) e il front runner Joe Biden, col 28.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-05 14:16:432020-01-05 14:16:43Bloomberg in ascesa nei sondaggi?

Appartenenza, con riferimento agli Stati, dei Presidenti

Gennaio 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dei quarantaquattro uomini politici che hanno nel tempo occupato lo scranno presidenziale (va qui ancora una volta ripetuto che Donald Trump è il quarantacinquesimo Capo dello Stato USA in conseguenza del fatto che Grover Cleveland, pur essendo ovviamente una singola persona, viene conteggiato due volte, come ventiduesimo e ventiquattresimo inquilino di White House avendo vinto i suoi mandati non consecutivamente) ventisei hanno percorso la propria carriera politico amministrativa nello Stato che li ha visti nascere.
Diciotto in un differente Stato.

I ventisei sono:
John Adams
John Quincy Adams
James Buchanan
Jimmy Carter
Bill Clinton
Millard Fillmore
James Garfield
Ulysses Grant
Warren Harding
Rutherford Hayes
Thomas Jefferson
Lyndon Johnson
John Kennedy
James Madison
William McKinley
James Monroe
Richard Nixon
Franklin Pierce
Franklin Delano Roosevelt
Theodore Roosevelt
William Taft
Harry Truman
Donald Trump
John Tyler
Martin Van Buren
George Washington

I diciotto sono:
Chester Arthur
George Herbert Bush
George Walker Bush
Grover Cleveland
Calvin Coolidge
Dwight Eisenhower
Gerald Ford
Benjamin Harrison
William Harrison
Herbert Hoover
Andrew Jackson
Andrew Johnson
Abraham Lincoln
Barack Obama
James Polk
Ronald Reagan
Zachary Taylor
Woodrow Wilson.

Ventuno, poi, gli Stati che hanno dato i natali ai diversi Presidenti.
Otto i nati in Virginia: nell’ordine di elezione, George Washington, Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe, William Harrison, John Tyler, Zachary Taylor, Woodrow Wilson.
Sette in Ohio: Ulysses Grant, Rutherford Hayes, James Garfield, Benjamin Harrison, William McKinley, William Taft, Warren Harding.
Cinque nel New York: Martin Van Buren, Millard Fillmore, Theodore Roosevelt, Franklin Delano Roosevelt, Donald Trump.
Quattro in Massachusetts: John Adams, John Quincy Adams, John Kennedy, George Herbert Bush.
Due in North Carolina: James Polk, Andrew Johnson.
Due in Texas: Dwight Eisenhower, Lyndon Johnson.
Due nel Vermont: Chester Arthur, Calvin Coolidge.
Uno in Arkansas, Bill Clinton.
Uno in California: Richard Nixon.
Uno in Connecticut: George Walker Bush.
Uno in Georgia, Jimmy Carter.
Uno alle Hawaii, Barack Obama.
Uno in Illinois: Ronald Reagan.
Uno nell’Iowa: Herbert Hoover.
Uno in Kentucky: Abraham Lincoln.
Uno in Missouri, Harry Truman.
Uno in Nebraska, Gerald Ford.
Uno nel New Hampshire: Franklin Pierce.
Uno nel New Jersey: Grover Cleveland.
Uno in Pennsylvania: James Buchanan.
Uno in South Carolina, Andrew Jackson.

Tre gli Stati Fondatori che non hanno ‘prodotto’ Presidenti:
Delaware, Maryland e Rhode Island.

Guardando ai sette candidati (alla fine del 2019 più importanti e di peso secondo i sondaggi e gli analisti) alla nomination 2020 del partito democratico:
Joe Biden è nato in Pennsylvania
Michael Bloomberg nel Massachusetts
Pete Buttigieg nell’Indiana
Amy Klobuchar nel Minnesota
Bernie Sanders nel New York
Elizabeth Warren in Oklahoma
Andrew Yang nel New York

Quanto alla religione, uno solo tra gli eletti non apparteneva a una Chiesa Protestante e si tratta del cattolico John Kennedy.

Quarantadue sono da ritenere Wasp (white, anglo-saxon, protestant) tali non potendosi considerare il predetto Kennedy per via della religione e Barack Obama per le origini.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-05 12:25:212020-01-05 12:25:21Appartenenza, con riferimento agli Stati, dei Presidenti

Mike Pence pensa al 2024?

Gennaio 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dal 1960 (Richard Nixon, Vice di Dwight Eisenhower, in corsa, sconfitto), con la sola eccezione Dick Cheney (Joe Biden non si è proposto nel 2016 ma lo sta facendo ora) che l’uomo politico in precedenza seduto al fianco del Capo dello Stato USA, appena possibile, si candida in prima persona per la successione.
Nel 1964 (necessariamente, era subentrato a John Kennedy assassinato a Dallas), Lyndon Johnson, stravincente.
Nel 1968, il Vicario dello stesso Johnson Hubert Humphrey, perdente.
Nel 1976 (anch’egli subentrato ma causa dimissioni di Nixon) Gerald Ford, sconfitto.
Nel 1984, il Vice di Jimmy Carter Walter Mondale, demolito da Reagan.
Nel 1988, George Herbert Bush già al fianco del citato Ronald, vittorioso.
Nel 2000, Al Gore, Vicario di Bill Clinton, perdente per un vero pelo.
I precedenti visti e considerati, Mike Pence, nel 2024, avrà sessantaquattro anni, l’età perfetta per farlo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-04 19:36:282020-01-04 19:36:28Mike Pence pensa al 2024?

I 14 candidati dem ancora in corsa

Gennaio 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

All’incirca una trentina i seri (con qualche ragionevole speranza e un minimo di organizzazione alle spalle) concorrenti alla nomination democratica prima o poi – a partire addirittura dagli ultimi giorni del 2018 – dichiaratisi in corsa.
Oggi, primi di gennaio 2020, quattordici quelli che restano e molti di meno quanti bene o male ottengono sostegno economico e sono in buona posizione nei sondaggi (solo cinque tra loro poi risultano ammessi al dibattito ufficiale fissato dal Democratic National Committee al 14 prossimo venturo).
Si tratta di
Michael Bennett
Joe Biden (ammesso)
Michael Bloomberg
Cory Booker
Pete Buttigieg (ammesso)
John Delaney
Tulsi Gabbard
Amy Klobuchar (ammessa)
Deval Patrick
Tom Steyer
Bernie Sanders (ammesso)
Elizabeth Warren (ammessa)
Marianne Williamson
Andrew Yang.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-04 12:29:382020-01-04 12:29:38I 14 candidati dem ancora in corsa

Raccolta fondi quarto trimestre 2019

Gennaio 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È Bernie Sanders il candidato democratico che ha raccolto il maggior numero di contributi nel quarto trimestre 2019: 34,5 milioni di dollari.
Secondo Pete Buttigieg con 24,7.
Terzo Joe Biden con 22,7.
Quarta Elizabeth Warren con 21,2.
Quinto posto per Andrew Yang: 16,5.
Sesta Amy Klobuchar: 11,4.
Settimo rango per Cory Booker con 6,6.
Ottava Tulsi Gabbard: 3,4.

Quanto a Donald Trump, ha ufficialmente raccolto 46 milioni.
È il Presidente il primatista in materia!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-04 12:28:132020-01-04 12:28:13Raccolta fondi quarto trimestre 2019

Effetti previsti in futuro del Censimento 2020

Gennaio 3, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È sulla base dei risultati dei decennali Census (dal 1790 sempre coincidenti con l’anno avente finale zero) che si determina il numero proporzionalmente distribuito dei Rappresentanti spettanti a ciascuno Stato e, per conseguenza (essendo questi pari alla somma degli stessi Rappresentanti e dei Senatori), dei suoi Grandi Elettori.

Il Censimento in programma il prossimo 1 aprile, a questo fine, non avrà incidenza immediata ma a partire dalle Mid Term Elections 2022 per la Camera.
Poi, sulle Presidenziali del 2024.
Le Mid Term del 2026.
Le ulteriori Presidenziali del 2028.
E infine sulle Mid Term del 2030.

Le previsioni dicono che sette Stati dovrebbero vedere aumentare i propri Rappresentanti e quindi i Grandi Elettori.
Il Texas aumenterebbe di tre eletti.
La Florida di due.
Colorado, Arizona, North Carolina, Montana e Oregon di uno.
Mentre Alabama, California, Minnesota, Illinois, Michigan, Ohio, West Virginia, Pennsylvania, New York e Rhode Island ne perderebbero uno a testa.

Continuerebbe pertanto da questo importantissimo punto di vista il declino del New York e dell’Ohio.
Aumenterebbe grandemente il peso del Texas e della Florida.
Per la prima volta dopo molti decenni la California conterebbe un Rappresentante e un Grande Elettore in meno.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-03 16:53:022020-01-03 16:53:02Effetti previsti in futuro del Censimento 2020
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