Fondazione Italia Usa
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Staff
  • Eventi e news
  • Premio America
  • Elezioni USA
  • Amici della Fondazione
  • Come sostenerci
  • Master
  • Newsletter
  • Stati Uniti d’America
    • L’inno USA
    • Dichiarazione d’indipendenza
    • La costituzione USA
    • I presidenti USA
    • La geografia
    • La mappa degli USA
    • La storia
    • La cultura
    • Le istituzioni
    • L’economia
    • Bandiere
    • Dicono degli USA
  • Italiano
  • Menu Menu

La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Biden dappertutto (tranne nel New Hampshire e nel Vermont)

Gennaio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

FiveThirtyEight 2020 pubblica i risultati delle rilevazioni fatte nei cinquanta Stati e territori assimilati quanto alle intenzioni di voto dei democratici intenzionati a partecipare alle Primarie.
Con la sola eccezione del New Hampshire e del suo Vermont dove vincerebbe Bernie Sanders, Joe Biden dovrebbe prevalere più o meno nettamente.
È vero che visto il sistema di attribuzione proporzionale dei delegati potrebbe non bastargli e restare sotto il cinquanta per cento, ma appare ben collocato.
Il predetto Senatore del Vermont è in seconda posizione, più o meno distaccato, ovunque.
Ovviamente, le cose nel corso della campagna (che è fatta proprio per questo) possono cambiare.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-10 19:31:562020-01-10 19:31:56Biden dappertutto (tranne nel New Hampshire e nel Vermont)

Steyer qualificato per il 14 e Garcetti appoggia Biden

Gennaio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Due le novità delle ultime ore.
La prima riguarda il fatto che in linea di arrivo (il tempo scadeva il 10) Tom Steyer si è qualificato per il dibattito ufficiale dem in programma il 14 (si vociferava di uno spostamento ma della cosa non si è poi saputo nulla).
Saranno pertanto sei in partecipanti:
Biden, Buttigieg, Klobuchar, Sanders, Steyer appunto e Warren.
Nel contempo, un endorsement di peso a favore di Joe Biden.
Lo appoggia il sindaco di Los Angeles Eric Garcetti!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-10 19:30:542020-01-10 19:30:54Steyer qualificato per il 14 e Garcetti appoggia Biden

Altre statistiche sugli spostamenti da Stato a Stato

Gennaio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Continuando ad inizio anno nell’esame degli spostamenti della popolazione USA da uno Stato all’altro come risultanti invero da rilevazioni datate
1 luglio 2019 e concernenti i 12 precedenti mesi – tre i motivi principalmente addotti, le ragioni: minore costo della vita, condizioni meteorologiche, opportunità di lavoro – rileviamo che
a – 10, oltre la già trattata California, sono le realtà statali che hanno visto diminuire la loro popolazione.
In ordine decrescente – dagli oltre 76.000 del New York State alle poche centinaia del Vermont – Illinois, West Virginia, Louisiana, Connecticut, Mississippi, Hawaii, New Jersey e Alaska.
b – che gli Stati che hanno maggiormente attratto (oltre i 100.000 nuovi cittadini ciascuno tralasciando di trattare i territori meno appetiti) sono:
Texas, con 367.000 e poco più
Florida, 233.000 e oltre
Arizona, 110.000 e più
North Carolina e Georgia, oltre 106.000.
Dati da esaminare con gli altri già indicati per cercare di individuare un futuro socio politico ricordando che da sempre sono proprio i movimenti e se del caso le migrazioni interne agli States, determinate dai frangenti, a causare i mutamenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-10 19:29:222020-01-10 19:29:22Altre statistiche sugli spostamenti da Stato a Stato

Gran donna Albright, ma non poteva essere Presidente

Gennaio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Madeleine Albright, democratica, studiosa e docente di grandi capacità, agli inizi della carriera vicina quale consigliera per la politica internazionale ad Edmund Muskie, poi membro del National Security Council con Zbigniew Brzezinski, negli anni di Bill Clinton Ambasciatrice degli Stati Uniti all’ONU e in seguito Segretario di Stato (la prima donna a ricoprire l’incarico)…
Un curriculum eccezionale sulla base del quale una sua candidatura alla Presidenza negli anni che l’hanno vista operare con sapienza a quei massimi livelli sarebbe parsa normale…
Normale e invece impossibile, perché Marie Jana Korbelová (questo il suo nome all’anagrafe) è nata a Praga, è in origine cittadina cecoslovacca, è arrivata negli USA nel 1948 e non possiede uno dei tre requisiti dettati e richiesti dalla Costituzione americana per aspirare alla Presidenza: la cittadinanza USA dalla nascita.
Da questo punto di vista, nella medesima situazione di un suo illustre predecessore agli Esteri: il tedesco d’origine Henry Kissinger (1).
Una regola ferrea alla quale, per quanto la Signora Albright si sia grandemente distinta, ha dovuto sottostare.
Chapeau, ovviamente e comunque.

(1) I due, per questa ragione, pur essendo il Segretario di Stato ai primi posti nella Lista di Successione alla Casa Bianca, erano dalla stessa linea personalmente esclusi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-10 12:27:032020-01-10 12:27:03Gran donna Albright, ma non poteva essere Presidente

Un nero in appoggio di Buttigieg

Gennaio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sappiamo che i neri sono considerati tra i più sicuri elettori di Joe Biden e non per niente i sondaggi dicono che l’ex Vice prevarrà negli Stati nei quali i predetti sono in buon numero.
Capita però che un Rappresentante del Maryland, nero e aderente al Congressional Black Caucus di nome Anthony Brown abbia a dichiarare il proprio endorsement nei confronti di Pete Buttigieg.
Complicazione interessante.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-10 12:23:072020-01-10 12:23:07Un nero in appoggio di Buttigieg

Sorpresa: la California perde peso elettorale!

Gennaio 10, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Davvero particolare il periodo che sta vivendo la California sul piano della consistenza del contingente dei suoi Congressisti.
Abbiamo già detto che le previsioni quanto al numero dei suoi Rappresentanti (i Senatori sono sempre e comunque due) e per conseguenza dei Grandi Elettori spettanti concludono per la diminuzione dei primi da cinquantatre a cinquantadue e dei secondi da cinquantacinque a cinquantaquattro.
Uno soltanto, si dirà.
Certamente, ma da sempre il Golden State aumentava, spesso d’un balzo, di peso, mai diminuendo.
È pur vero che essendo l’attribuzione proporzionale al numero dei residenti (i quattrocentotrentacinque Rappresentanti che compongono la Camera sono distribuiti tra gli Stati con riferimento all’esito in proposito dei decennali Censimenti) la citata diminuzione potrebbe essere determinata, restando il numero dei californiani lo stesso, dall’aumento della popolazione in altri Stati.
Così però non è e i dati ufficiali dicono che oltre duecentotremila persone hanno lasciato in un anno lo Stato con capitale Sacramento.
È una sorpresa ma certamente non in assoluto.
Guardando alla oramai lunga storia dei singoli Stati, li si vede mutare salendo e scendendo alternativamente nelle graduatorie delle quali sopra si è parlato e pertanto ‘nel peso elettorale’ (come, inevitabilmente da infiniti altri punti di vista).
Un solo esempio: la Virginia era lo Stato più abitato e per conseguenza di maggiore stazza dopo l’indipendenza (quattro su cinque dei primi Presidenti erano virginiani e vorrà questo pur dire qualcosa) e retrocedendo è oggi uno degli Stati di medio bassa categoria vantando undici Rappresentanti e tredici Grandi Elettori (il tre per cento del totale, questi).
Sic transit gloria mundi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-10 12:21:382020-01-10 12:21:38Sorpresa: la California perde peso elettorale!

Candidati al femminile

Gennaio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È solo nel 1920 che negli Stati Uniti, con un apposito Emendamento, viene concesso il voto alle donne.
A livello locale, peraltro, in diverse situazioni, anche prima (nel Wyoming, nel 1869).
Ora, per quanto, quasi leggendariamente, per un partito assolutamente ‘minore’, nel 1872, Victoria Claflin Woodhull – personaggio comunque interessante, agitatrice sociale e femminista ante litteram i cui pochi voti furono quasi certamente annullati anche perché al momento delle votazioni non aveva ancora trentacinque anni e non poteva pertanto proporsi dal punto di vista costituzionale – si sia candidata a White House, le prime Signore che sono davvero riuscite ad avere una qualche voce in sede di scelta dei candidati alle massime cariche si trovano a partire dagli anni Sessanta del Novecento.

È nella tornata elettorale del 1964 che il partito repubblicano guarda alla possibilità di presentare per White House la allora e dal 1949 Senatrice (e in precedenza Rappresentante, la prima donna in assoluto eletta in entrambe le Camere) per il Maine Margaret Chase Smith.
Su posizioni politicamente moderate (si oppose, per dire, da subito e con una significativa ‘Dichiarazione di coscienza’ al Maccartismo) Chase Smith – già tra i possibili Vice di Dwight Eisenhower nel 1952 – si propose ufficialmente per la Presidenza (“con poche illusioni e senza denaro intendendo comunque andare fino in fondo”) nel gennaio 1964.
Successi davvero parziali, limitati i suoi nel corso di Caucus e Primarie (all’epoca non in programma ovunque come oggi) che la portarono peraltro ad essere in sede di Convention la prima donna ufficialmente elencata tra i candidati e a piazzarsi al quinto posto nel ballottaggio iniziale.
Chase Smith, negli anni seguenti la battuta d’arresto elettorale subita inopinatamente nel 1972 (in totale, oltre tre decenni al Congresso!), continuò fino all’ultimo a distinguersi per le idee e le battaglie sostenute.

A seguire – in questa necessariamente veloce articolazione ‘al femminile’ – Shirley Hill Chisholm.
Nel 1968, la prima donna afroamericana eletta al Congresso, precisamente a New York in un Distretto che rappresenterà per sette mandati biennali fino al 3 gennaio del 1983.
È nel 1972 che Chisholm diventa il primo (nessun nero neanche di sesso maschile in precedenza) ‘black candidate’ a White House e, nel corso della campagna, la prima donna in assoluto a partecipare a un dibattito ufficiale tra aspiranti alla Presidenza.
Buono comunque per lei l’esito del ballottaggio inaugurale in sede Convention: centocinquantadue voti da parte dei delegati.
Davvero attiva, Chisholm, in tutti i campi e particolarmente in quelli sociali ed educativi fino alla fine.

È la nuovaiorchese italoamericana di modeste origini ma di notevoli capacità ampiamente dimostrate già precedentemente all’arrivo al Congresso (alla Camera dopo le votazioni del 1978) Geraldine Ferraro – siamo nel 1984 e i democratici devono affrontare una sfida da far tremare i polsi sedendo alla Casa Bianca Ronald Reagan – la prima Signora effettivamente compresa in un ticket (quello dell’Asino e al fianco di Walter Mondale).
Purtroppo, è quella – non certo per responsabilità di Geraldine – la peggiore sconfitta mai rimediata dai democratici in termini non tanto di voti popolari quanto di Grandi Elettori (vincono solo e d’un pelo in Minnesota, Stato d’origine di Mondale, e nel District of Columbia).
Segnata da quella batosta, cercherà invano in due circostanze di essere eletta al Senato, fallendo.

Venendo rapidamente a noi e a giorni più vicini – citata almeno Elizabeth Hanford Dole che va ricordata in proprio e non perché moglie del perdente rivale repubblicano di Bill Clinton nel 1996, Bob Dole – ecco palesarsi in casa GOP nel 2008 la meteora Sarah Palin.
È il Senatore dell’Arizona John McCain, inopinatamente ma avendo la necessità di ‘coprirsi’ a destra tra i conservatori che lo ritengono troppo centrista e minacciano di astenersi (mai, per carità, di votare dem!), che la vuole al fianco nella contesa con Barack Obama.
È Palin in quel momento Governatore dell’Alaska e in qualche modo – forse troppo folkloristicamente – rappresenta le istanze di quella parte dei repubblicani che si oppone comunque e in ogni caso ad ogni apertura in campo etico e in generale al politicamente corretto.
Alla fine, nelle urne, insufficiente il suo contributo e dolorosa la sconfitta.
Diventata un personaggio mediatico in particolare televisivo, Palin avrà anche successo scrivendo e il suo primo libro sarà un best seller.

Siamo nel terzo millennio e quale mai altra Signora è in questi anni più importante politicamente negli Stati Uniti di Hillary Rodham Clinton?
Di lei ci occuperemo in modo decisamente molto più approfondito e appropriato in altra sede.
Basti qui elencare alcuni degli infiniti incarichi ricoperti invero già a partire dagli ultimi decenni del trascorso secolo.
First Lady a più riprese dell’Arkansas.
Prima Signora degli Stati Uniti dal 1993 al 2001 (il coniuge Bill Clinton fu eletto nel 1992 ed entrò in carica il 20 gennaio del successivo anno lasciando dopo due mandati agli inizi del citato 2001) esercitando il ruolo molto efficacemente non occupandosi affatto solamente della conduzione della Executive Mansion.
Senatrice del New York dal 2001 al 2009.
Segretario di Stato dal 2009 al 2013.
Soprattutto, candidata due volte a White House.
Nel 2008, pur avendo vinto le Primarie democratiche nei tre Stati più significativi e pesanti (California, Texas e New York), sconfitta per la nomination da Barack Obama, cosa che non sarebbe accaduta se il partito democratico avesse in uso nella circostanza il winner takes all method e non il proporzionale.
Nel 2016, battuta da Donald Trump, essendo arrivata, prima Signora in tutta la storia americana, alla nomination e avendo conquistato (altro record femminile) la maggioranza del voto popolare a livello nazionale senza, purtroppo per lei, ottenere il numero di Grandi Elettori necessario per l’investitura.
Mille gli argomenti da trattare – ripeto – parlando di Hillary Rodham Clinton.
È inappropriato oggi non guardare ancora a lei: scommetto che in futuro avrà altro da dire!

Di certo sulla scia di Hillary, tra i più importanti candidati attuali (ancora in gara per la nomination democratica) tre le Signore.
Le Senatrici Amy Klobuchar, del Minnesota, ed Elizabeth Warren del Massachusetts e la Rappresentante delle Hawaii Tulsi Gabbard.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-09 12:50:272020-01-09 12:50:27Candidati al femminile

Nancy Pelosi D’Alesandro

Gennaio 9, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nancy Pelosi – politicamente una ‘figlia d’arte’ (il padre essendo stato Sindaco di Baltimora) – è per i democratici alla Camera dei Rappresentanti USA dal 1987, eletta in California nel novembre del precedente anno.
Avendo vinto nuovamente (dal 1986, invariabilmente, ogni due anni) in occasione delle Mid Term 2018, vede scadere il suo attuale mandato il 3 gennaio 2021.
Naturalmente, essendo la Donna (con la D maiuscola) che è, intende riproporsi a novembre e in tale prospettiva affronterà, per ottenere la candidatura una diciottesima volta (!!) nel suo Distretto (oggi, il dodicesimo locale mentre in precedenza aveva vinto nel quinto e nell’ottavo), le Primarie il prossimo 3 marzo.
È storicamente la sola Donna americana ad essere arrivata alla carica di Speaker della Camera.
E ben due volte.
La prima dal 3 gennaio 2007 (il Congresso nei suoi due rami entra in carica sempre appunto il 3 gennaio dell’anno successivo a quello elettorale che per i Rappresentanti e un terzo a rotazione dei Senatori cade ogni due anni) al 3 gennaio 2011.
La seconda, dalla stesso giorno del 2019, come detto, dopo le Elezioni di Medio Termine del novembre 2018.
Essendo la Speaker è altresì preceduta solo dal Vice Presidente nella linea di successione alla Casa Bianca.
Infiniti i temi sui quali ha nel tempo avuto modo di esporre e imporre (quando possibile) in campo legislativo le proprie idee che possiamo definire da liberal moderata.
Ha da subito – non appena entrata in carica, Trump essendo Capo dello Stato – fortemente battagliato con l’inquilino di White House soprattutto in relazione al famigerato ‘muro’ messicano.
(Nel biennio 2007/2009 – sempre da e fino al 3 del primo mese dell’anno – di direzione dei lavori della Camera aveva avuto a che fare con un altro repubblicano allora alla Casa Bianca, George Walker Bush, sostituito nel tratto 2009/2011 dal collega di partito Barack Obama).
Personalmente per molti mesi contraria all’Impeachment di Trump che riteneva un errore politico (al Senato, ramo congressuale arbitro e giudice nel caso, la maggioranza è repubblicana e un voto dei due terzi – richiesto dalla Costituzione – favorevole alla destituzione, impossibile), ha dovuto cedere alle pressioni dell’ala radicale del suo partito, ala alla quale praticamente (sola eccezione Tulsi Gabbard che si è astenuta) tutti i candidati alla nomination, alcuni obtorto collo, hanno detto ok.
Da vera professionista, ha condotto benissimo a termine (la Camera ha approvato il 18 dicembre scorso la messa in stato d’accusa del Presidente) anche questa battaglia.
Una grande carriera (non va dimenticato che ha ricoperto anche l’incarico di Whip e due volte di Chief della minoranza dell’Asino) affrontata avendo una famiglia a suo tempo impegnativa e cinque figli.
Essendo Nancy una vera Signora non dirò qui quanti anni – magnificamente portati – compirà il prossimo 26 marzo 2020.
Mille volte chapeau, Madam!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-09 12:16:342020-01-09 12:16:34Nancy Pelosi D’Alesandro

Kerry fa campagna per Biden

Gennaio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non solo l’endorsement.
Ben di più.
L’ex Senatore, Segretario di Stato e candidato alla Presidenza John Kerry sostiene Joe Biden facendo campagna per lui in Iowa.
Erano al governo insieme con Barack Obama.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-08 19:42:052020-01-08 19:42:05Kerry fa campagna per Biden

Spostato il dibattito tra democratici in programma il 14/1

Gennaio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Chairman del partito democratico Tom Perez ha dichiarato che vista la concomitanza con le sedute senatoriali per l’Impeachment il programmato dibattito del 14 gennaio tra i cinque candidati ammessi (Biden, Buttigieg, Klobuchar, Sanders e Warren) sarà spostato essendo tre dei citati attesi protagonisti (Klobuchar, Sanders e Warren) appunto Senatori.
A data da destinarsi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-08 19:40:372020-01-08 19:40:37Spostato il dibattito tra democratici in programma il 14/1
Pagina 141 di 254«‹139140141142143›»
Search Search

CHI SIAMO

La Fondazione Italia USA è un’istituzione indipendente, non-profit e non-partisan, nata per testimoniare l’amicizia tra gli italiani e il popolo americano.

CONTATTI

Via V. Veneto 108
00187 Roma, Italia

C.F. 97495210581

info @ italiausa.org

LINK UTILI

Contattaci

© Copyright -Fondazione Italia USA 2026, tutti i diritti riservati.Fondazione Italia USA è un marchio registrato. - powered by Enfold WordPress Theme
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a LinkedIn
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a TikTok
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Art. 1 legge 3/2019
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto