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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Spese dei candidati dal 30/12 al 5/1

Gennaio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I dati ufficiali relativi alle spese elettorali dei candidati democratici dicono
Tom Steyer 1.042.447 dollari
Michael Bloomberg 1.013.620
Bernie Sanders 357.436
Elizabeth Warren 180.915.
Quanto a Donald Trump, 598.112 dollari.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-08 19:39:102020-01-08 19:39:10Spese dei candidati dal 30/12 al 5/1

La Camera dopo le Mid Term Elections 2018

Gennaio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

435 i membri della Camera dei Rappresentanti.
Rieletti nelle Mid Term del 2918 in 435 distretti elettorali come ripartiti tra i cinquanta Stati proporzionalmente al numero degli abitanti risultante dal decennale Censimento (dal 1790, tenuto sempre nell’anno con finale zero).
Ora, quattrocentouno tra i predetti distretti hanno un eletto che appartiene allo stesso partito votato in quelle medesime bande nelle precedenti elezioni presidenziali del 2016.
Tre distretti che due anni prima – sempre per White House – avevano votato democratico hanno invece scelto il candidato democratico.
Trentuno (!), al contrario, avendo votato Donald Trump a suo tempo, hanno cambiato schieramento nelle urne di mediotermine.
Verificheremo il 3 novembre prossimo se (e quante di) tali defezioni rientreranno.
Verificheremo in questo modo (anche se molti altri termini sono in gioco e influiscono) quale peso elettorale abbia la persona Donald Trump.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-08 16:35:022020-01-08 16:35:02La Camera dopo le Mid Term Elections 2018

Endorsement di Castro a favore di Warren

Gennaio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Julian Castro, uscito pochi giorni fa dalla corsa per la nomination democratica 2020, ha ufficialmente dato il proprio appoggio alla Senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren.
Warren è in calo negli ultimi sondaggi.
Vedremo se l’endorsement dell’ex ministro di Obama l’aiuterà.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-08 11:48:252020-01-08 11:48:25Endorsement di Castro a favore di Warren

Si spostavano molto e molti di più

Gennaio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Di recente, ho avuto modo di segnalare il fatto che, stando alle analisi del Census Bureau, poco meno del 10 per cento dei cittadini americani, nel corso del trascorso 2019, ha cambiato abitazione.
La gran parte restando nella stessa Contea.
Molti nel medesimo Stato.
Meno di 5 milioni trasferendosi (ed è questo che incide sulla consistenza dei Rappresentanti e per conseguenza dei Grandi Elettori ai quali ha diritto ogni singola realtà) in un differente Stato.
Orbene, cifre importanti ma, guardando ai precedenti, in forte declino.
A partire dagli anni del Dopoguerra e per mezzo secolo, la percentuale dei cittadini che, armi e bagagli comunque si spostava superava il 20 per cento.
È dall’inizio del nuovo millennio che diminuisce.
Sul 15, per il periodo 2001/2015.
Vie più declinante soprattutto negli ultimi quattro anni.
Restano ovviamente alti in assoluto i numeri (il 10 per cento 2019 significa 30 milioni circa!) ma l’incidenza sui citati Rappresentanti e Grandi Elettori (che poi, va costantemente ripetuto, concretamente, eleggono il Presidente), per quanto importante (in futuro il Texas dovrebbe aumentare di 3 la consistenza dei suoi Congressisti e delegati nazionali e la Florida di 2) sarà meno rivoluzionaria del passato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-08 11:25:452020-01-08 11:25:45Si spostavano molto e molti di più

I sondaggi dell’1 gennaio e i voti ‘veri’ (1)

Gennaio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Al primo gennaio del corrente 2020 – quando, all’improvviso, non abbiamo più avuto la possibilità di dire e scrivere “le elezioni del prossimo anno” e di contro l’obbligo di parlare delle “presidenziali di quest’anno” – i sondaggi davano Donald Trump al quarantadue e sei per cento.
Peggio di lui, a quella data, storicamente, dal 1948, solo Gerald Ford nel 1976 (trentanove e tre).
E, come tutti ricordano, il successore di Richard Nixon, nella circostanza, per quanto gli riuscisse di recuperare nell’urna (quattro punti e tre in più arrivando al quarantatre e sei), finì per essere defenestrato da Jimmy Carter.
Guardando agli altri precedenti (le situazioni nelle quali un Presidente in carica, come Trump oggi, cercava un secondo mandato), ecco l’interessantissima articolazione.
– 1948, Harry Truman all’1 gennaio era dato dalle rilevazioni sondaggistiche al cinquantaquattro per cento e pur perdendo oltre quattordici punti, approfittando delle candidature per così dire ‘alternative’ di J. Strom Thurmond e di Henry Agard Wallace che, disperdendo i voti, tolsero ossigeno al repubblicano Thomas Dewey, nel successivo novembre, prevalse (sorprendendo tutti perché negli ultimi giorni lo si dava perdente).
– 1956, Dwight Eisenhower l’1 gennaio vale settantacinque e cinque e alla fine, sia pure calando, si conferma con il sessantasette e nove sconfiggendo di bel nuovo (come quattro anni prima) il democratico Adlai Stevenson.
– 1964, Lyndon Johnson, per quanto riguarda lo specifico tema, stabilisce un record davvero impressionante: parte con il settantasei per cento nei sondaggi e chiude (demolendo il GOP Barry Goldwater, conquistando all’Asinello il Nord e provocando un duraturo terremoto geopolitico) con il settantaquattro dei voti ‘veri’.
– 1972, il repubblicano Richard Nixon all’1 gennaio è dato al cinquanta e sette, aumenta i consensi fino al sessantuno e tre novembrino e sbaraglia il povero democratico George McGovern.
(Del 1976 si è già detto tra le righe).
– 1980, Jimmy Carter inizia l’anno con un ottimo cinquantacinque e nove per cento.
Perde (record in materia) il diciotto per cento in dieci mesi (!) e viene travolto dal repubblicano Ronald Reagan.
– 1984, lo stesso Reagan invero distrugge il povero Mondale lasciandogli solo il natio Minnesota e il Distretto di Columbia, ma in termini di voti popolari, per quanto magnificamente distribuiti, non è stratosferico.
Parte con un sondaggio che gli dà il cinquantaquattro e uno e finisce a novembre con il cinquantasette e nove.
– 1992, George Herbert Bush gode di un confortevole quarantotto e nove per cento all’1 gennaio .
Disperde nel corso della campagna il sedici e tre (lo aiuta alla grande a perdere il terzo incomodo Ross Perot) e lascia White House al dem Bill Clinton.
– 1996, è la volta di Clinton di correre per la conferma.
Parte al fatidico 1 gennaio col cinquantadue e cinque e senza penare eccessivamente riporta su Bob Dole un migliore cinquantaquattro e sei.
– 2004, è nella circostanza George Walker Bush, repubblicano e in sella dal 2001, che si trova in partenza, nei sondaggi dell’1 gennaio, in vantaggio con un confortevole cinquantasei e sette per cento.
Perde nel corso della campagna e, ciò nonostante, riesce a respingere lo sfidante John Kerry mantenendo un discreto quarantotto e quattro.
– 2012, a caccia della conferma il dem Barack Obama.
All’inizio dell’anno conta su rilevazioni che lo danno al quarantacinque e sette.
Non granché.
Migliora, peraltro, e sconfigge il GOP Mitt Romney con un quarantanove e cinque.

Non resta che aspettare e verificare se, quanto e in quale direzione si muoverà il quarantadue e sei di Trump.
Ricordando peraltro che – come accaduto nel 1876, nel 1888, nel 2000 e nel 2016 (caso vuole, sempre a danno dei democratici!) – la percentuale (e il voto ‘vero’ nazionale novembrino) non sono determinanti perché con il winner takes all method assoluto si perde anche prendendo più suffragi popolari dell’avversario.

(1) I dati numerici forniti sono indicativi (ma certamente probanti) essendo diversi in molte circostanze gli ufficiali da quelli dettati dagli studiosi e dagli analisti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-08 11:22:392020-01-08 11:22:39I sondaggi dell’1 gennaio e i voti ‘veri’ (1)

Sondaggi in zona Befana

Gennaio 8, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ecco i dati relativi ai sondaggi realizzati guardando in casa democratica tra il 5 e il 7 gennaio.

In generale, quanto alla nomination.
Biden in testa con il trentuno per cento delle intenzioni di voto.
Sanders al ventitre.
Warren al quattordici.
Buttigieg all’otto.
Bloomberg al sette.
Yang al quattro.
Klobuchar al tre…

In particolare, quanto al Caucus dell’Iowa.
Sanders, Buttigieg e Biden al ventitre, alla pari.
Warren al sedici.
Klobuchar al sette…

Quanto alle Primarie del New Hampshire.
Sanders al ventisette.
Biden al venticinque.
Warren al diciotto.
Buttigieg al tredici.
Klobuchar al sette…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-08 11:14:262020-01-08 11:14:26Sondaggi in zona Befana

Un solo voto in più

Gennaio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Michael Kazin insegna storia alla Georgetown University ed è tra gli esponenti di punta di una organizzazione che si muove nell’ambito del Socialismo d’oltre Atlantico (‘Democratic Socialist of America’).
Guardando alla situazione data in campo democratico, autorevolmente ma in fondo ripetendo quanto altri analisti hanno detto, ha sostenuto che il candidato dell’Asino, chiunque sia, a novembre, avrà la possibilità di prevalere quanto a voti popolari a livello federale ma assai difficilmente conquisterà la maggioranza necessaria dei Grandi Elettori.
Sul tema, sono più volte intervenuto scrivendo che i democratici, in buona sostanza, vincono ‘per distacco’ in alcuni Stati (‘sprecando’ tra virgolette un sacco di suffragi) e perdono, magari di poco in altri, la quel cosa porta effettivamente al risultato del quale parla Kazin.
Ricordo a quanti lo abbiano dimenticato che con il winner takes all method assoluto per ottenere tutti i Grandi Elettori ai quali ha diritto uno Stato basta vincere di un solo voto popolare.
Uno solo!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-07 18:19:482020-01-07 18:19:48Un solo voto in più

Tre alla pari in Iowa!

Gennaio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Buttigieg?
Sanders?
Biden?
Chi di loro è dato in vantaggio dai sondaggi in Iowa a poco più di venti giorni dal Caucus?
Tutti e tre, alla pari.
Tutti al ventitre per cento.
Staccata Elizabeth Warren.
Più indietro, per quanto dalle parti di Des Moines si sia data molto da fare, Amy Klobuchar.
Insomma, dovessero davvero le due Signore restare staccate, si verificherebbe un fatto solo poco tempo fa inimmaginabile: i candidati davvero in gara (Michael Bloomberg va comunque considerato) sono tutti uomini, bianchi e protestanti.
Ma gli wasp o identificabili come tali non erano dati in rotta?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-07 18:17:582020-01-07 18:17:58Tre alla pari in Iowa!

Bernie Sanders? Viene da lontano!!!

Gennaio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si fa presto a dire Bernie Sanders.
È un Senatore del Vermont.
È nel consesso della Camera Alta un indipendente che aderisce al gruppo democratico.
È stato candidato alla nomination nel partito dell’Asino nel 2016 dando molto filo da torcere a Hillary Rodham Clinton.
È nuovamente in corsa avendo come obiettivo l’investitura in vista del 3 novembre.
È personaggio dotato di un ottimo carisma e capacissimo nella comunicazione.
(Con i suoi capelli bianchi suscita consenso tra i giovani!)
Ha proposto – di poi e in specie in queste temperie imitato – posizioni ideali e ideologiche che lo qualificano come socialista (collocazione che del resto ha sempre sbandierato) in un mondo politico nel quale prima di lui era catastrofico elettoralmente parlando dirsi tali.
Quando, agli occhi dei disattenti, si è palesato, è apparso un UFO o pressappoco.
Ma – come sempre ed ovviamente accade – il buon Bernie, lungi dall’essere un essere strano e senza background, ha il forte atout di provenire dal Vermont, uno Stato che storicamente parlando nasce ancora prima degli Stati Uniti e che rivendica correttamente e costantemente coltiva da molteplici punti di vista una propria, salutare specificità.
È pertanto, motivato naturalmente, negli e dagli anni giovanili che il nostro ha avuto modo di crescere ideologicamente, specificamente militando nel Liberty Union Party (per il quale, minoritariamente e naturalmente invano – ma rappresentando una idea – si candidò anche al Governatorato), parte della vivace locale effervescenza politica di sinistra.
Dalla fine dei Settanta del Novecento indipendente non dimentica, come si vede, le origini, le radici alle quali si deve sempre essere fedeli.
Sempre, qualunque cosa accada.
Chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-07 13:08:592020-01-07 13:08:59Bernie Sanders? Viene da lontano!!!

Il 2016 ha insegnato qualcosa?

Gennaio 7, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sembra impossibile, ma nessuno ricorda davvero quanto accaduto nel 2016.
E quanto l’esito di quella campagna debba oggi indicare.
Per rinfrescare la memoria e per cominciare, Hillary Rodham Clinton era da tutti considerata imbattibile all’interno del Partito Democratico e invece dovette faticare fino all’ultimo per prevalere nei confronti di un simpatico, particolare e teoricamente improponibile avversario “socialista” (come si definiva) in verità eletto in Senato come indipendente!
Affrontando poi per White House un altro candidato a detta di tutti superabilissimo quale doveva essere Donald Trump, sostenuta dalla totalità o quasi dei media, certa di prevalere, ha perso!
Tutto ciò detto e ricordato, memori altresì di precedenti sorprese (chi si aspettava nel 1991 un Bill Clinton vincente su G. H. Bush? chi la resurrezione di Richard Nixon dopo il 1960?), suggeriamo di evitare previsioni che al momento (e può darsi fino a pochi giorni prima della chiamata alle urne: non era forse in testa di parecchio nel settembre/ottobre del 1988 Michael Dukakis?) possono apparentarsi solo a quelle di una maga che guardi nella sua palla di vetro!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-07 12:58:482020-01-07 12:58:48Il 2016 ha insegnato qualcosa?
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