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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Oggi il dibattito tra democratici

Gennaio 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Eccoci.
Oggi, a Des Moines, Iowa (giustamente, visto che il Caucus locale è in programma il 3 febbraio), i sei candidati ammessi del National Democratic Committee si confronteranno nel primo dibattito ufficiale del nuovo anno.
I contendenti sono
Joe Biden
Pete Buttigieg
Amy Klobuchar
Bernie Sanders
Tom Steyer
Elizabeth Warren.
Non ammessi gli altri tra i quali Michael Bloomberg il quale non può corrispondere ad uno dei criteria adottati (quello che riguarda le donazioni pubbliche) perché ha deciso di non accettare contributo economico alcuno.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-14 22:10:232020-01-14 22:10:23Oggi il dibattito tra democratici

Elenco dei candidati dem ancora in corsa e di quelli usciti di scena

Gennaio 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quasi trenta – nel tempo e tra quelli comunque significativi e in grado di portare contributi in termini di idee e proposte – i candidati ‘seri’ alla nomination democratica.
Dodici quelli ancora oggi partecipi.
Diciannove gli usciti di scena.
Rammentando che non esiste regola che impedisca ad altri di entrare in competizione più avanti e che se a nessuno riuscisse nel corso delle Primarie di conquistare la maggioranza assoluta dei delegati la Convention, nell’ipotesi ‘brokered’, potrebbe determinarsi a favore di un ‘candidato di compromesso’ e che tale difficile prospettiva tiene comunque in gioco perfino Hillary Rodham Clinton…
Ricordando che anche coloro che si sono ritirati (non per niente la formula di rito nel caso è “Ho sospeso la campagna elettorale”) possono tornare in gioco come fece Ross Perot…
Tutto ciò detto, ecco i nomi:

Politici e personaggi interessanti quelli ancora in corsa:
– Michael Bennett, Senatore del Colorado
– Joe Biden, già Vice Presidente con Barack Obama
– Michael Bloomberg, ex Sindaco di New York
– Pete a Buttigieg, ex Sindaco di South Bend, Ind
– John Delaney, già Rappresentante del Maryland
– Tulsi Gabbard, Rappresentante delle Hawaii
– Amy Klobuchar, Senatrice del Minnesota
– Deval Patrick, ex Governatore del Massachusetts
– Bernie Sanders, Senatore del Vermont già candidato nel 2016
– Tom Steyer, investitore e manager
– Elizabeth Warren, Senatrice del Massachusetts
– Andrew Yang, imprenditore e filantropo.

Bella gente anche tra i ritirati dalla competizione.
Nell’ordine alfabetico:
– Michael Bennett, Governatore del Montana
– Bill de Blasio, Sindaco di New York
– Cory Booker, Senatore del New Jersey
– Julian Castro, già ministro con Barack Obama
– Kirsten Gillibrand, Senatrice del New York
– Mike Gravel, già Senatore dell’Alaska
– Kamala Harris, Senatrice della California
– John Hickenlooper, ex Governatore del Colorado
– Jay Inslee, Governatore del Washington
– Wayne Messam, Sindaco di Miramar, Florida
– Seth Moulton, Rappresentante del Massachusetts
– Richard Ojeda, già Senatore del West Virginia
– Beto O’Rourke, ex Rappresentante del Texas
– Tim Ryan, Rappresentante dell’Ohio
– Joe Sestak, ex Rappresentante della Pennsylvania
– Eric Swalwell, Rappresentante della California
– Marianne Williamson, scrittrice e intellettuale

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-14 12:02:122020-01-14 12:02:12Elenco dei candidati dem ancora in corsa e di quelli usciti di scena

Cory Booker out!

Gennaio 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Sono orgoglioso delle idee che ho portato nei dibattiti e nei confronti di questi mesi.
Lascio la campagna per la nomination con lo stesso spirito con la quale l’ho cominciata”.
Così, il Senatore del New Jersey Cory Booker annunciando il proprio ritiro dalla competizione in atto in casa democratica.
Booker – l’ultimo aspirante di colore rimasto – ha dovuto prendere atto della inutilità dei suoi sforzi e del mancato riscontro sia sul piano dei sondaggi che della raccolta fondi.
La sua avventura pareva all’inizio, nelle prime fasi, avere possibilità che invece alla lunga si sono rivelate inesistenti.
Mai peraltro mancato un suo forte impegno.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-14 11:59:202020-01-14 11:59:20Cory Booker out!

Si può ‘comprare’ la Presidenza?

Gennaio 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Miliardario in dollari!
E disposto a spendere davvero sostanziosamente.
Il riferimento è a Michael Bloomberg.
(Tom Steyer – in corsa a sua volta per la nomination democratica 2020 – sta, diciamo così, bene finanziariamente, ma l’ex Sindaco della Grande Mela, quanto a denari, lo surclassa).
Certo, l’idea che la Casa Bianca rischi di essere, tra mille virgolette, ‘comprata’ non è facilmente digeribile e non crediamo che l’operazione acquisto possa davvero oggi (un domani? chissà?) andare a buon fine.
Peraltro, guardando alla storia, il progetto (ovviamente, non presentato come tale) ‘mi compro White House’ – parecchi essendo i ricconi (decisamente più di Donald Trump) entrati in precedenza in corsa senza successo – non è mai andato a buon fine.
Tornando indietro non poi molto nel tempo, un vero Creso era nel 1992 (si ripropose con minore impeto quattro anni dopo) l’allora indipendente ‘terzo incomodo’ Ross Perot.
Raccolse nell’occasione un gran numero di voti popolari – addirittura il diciannove circa per cento.
Certamente, fu concausa della debacle di George Herbert Bush e della conseguente vittoria di Bill Clinton.
Ma, ahi lui, non catturò neppure un Grande Elettore.
Prima di Perot, a dimostrazione che i dollari (per fortuna) nel campo non sono tutto, più volte in cerca di gloria a livello nazionale, nientemeno che un Rockfeller (Nelson) era stato sempre sostanzialmente respinto.
Repubblicano, perse la nomination 1968 da Richard Nixon (infinitamente povero in canna, al confronto).
Inviso a molti nel suo stesso partito, subirà poi l’umiliazione di essere escluso – Vice Presidente uscente quale era (non in quanto eletto ma perché nominato da Gerald Ford) – dal ticket del Grand Old Party nelle elezioni – peraltro perse – datate 1976.
Volendo, davvero ricco era Joseph Kennedy, il padre di John, Bob e Ted.
A suo tempo fermato dalle circostanze nella personale scalata alla più alta carica, fu decisivo nella campagna 1960 anche (non soltanto: aveva le mani in pasta e di certo molto ebbero ad influire idee originali dei collaboratori e il ‘momentum’) dal punto di vista economico.
Con William Randolph Hearst – il pluridecennale magnate della stampa mai personalmente andato lontano (altro significativo fatto) nei diversi tentativi messi in atto per affermarsi elettoralmente – fu, il citato Joseph Kennedy, tra quanti determinarono i successi di Franklin Delano Roosevelt, in particolare intervenendo per fargli ottenere una difficile e contrastata nomination nella Convention del 1932 che diede il via alla sua grande, irresistibile e unica (eletto quattro volte!) carriera.

Certo, altri ricchissimi ebbero influenza in precedenza ma non si proposero personalmente preferendo restare dietro le quinte.

Occorre pur dire, comunque, che, ai loro tempi, decisamente abbienti, e alla grande, erano non pochi Padri della Patria.
Possidenti terrieri quando il possesso della terra era tutto.
Uomini peraltro straordinari, dedicarono, studio, creatività, impegno e, certamente, disponibilità, non assolutamente al precitato, esecrabile, ‘acquisto della Executive Mansion’, ma alla ideazione e realizzazione di quel vero capolavoro che sono e saranno sempre le istituzioni americane (Costituzione, Bill of Rights e Giustizia) come largamente intese.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-14 11:58:052020-01-14 11:58:05Si può ‘comprare’ la Presidenza?

Sanders va davvero bene?

Gennaio 14, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Giustamente, una attenta osservatrice degli accadimenti elettorali USA, constatando che i media in genere affermano che nel New Hampshire il Senatore Bernie Sanders è primo nei sondaggi in vista delle Primarie dell’11 febbraio considerando tale collocazione un successo, fa notare come in verità il nostro sia al venti per cento circa nelle intenzioni di voto mentre nel 2016, dato al cinquanta (!), finì per vincere con oltre il sessanta (!!!).
Insomma, sarà primo ma con un terzo dei suffragi dì quattro anni fa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-14 11:56:542020-01-14 11:56:54Sanders va davvero bene?

Convention settembrine

Gennaio 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dagli anni Duemila, in tre circostanze, che i due partiti maggiori USA hanno programmato a settembre le loro Convention, per il solito invece temporalmente collocate (non tutte, un declinante agosto essendo stato già teatro di una qualche loro kermesse) decisamente parecchio in precedenza.
Primo ad organizzare questa incursione tardiva – e nel caso non esclusivamente settembrina come dipoi – il Grand Old Party a New York tra il 30 agosto e il 2 del successivo mese nel 2004.
Nel 2008, ancora i repubblicani, a Saint Paul, Minnesota, dall’1 al 4.
Nel 2012, invece, a Charlotte, North Carolina, dal 4 al 6, i democratici.
Guardando ai risultati conseguenti (!?), gli Elefantini vinsero nel 2004 e persero nel 2008.
Gli Asinelli prevalsero nel 2012.
In questo 2020 si è tornati all’antico, peraltro risultando i due Congressi lontani l’uno dall’altro.
Dal 13 al 16 luglio i democratici a Milwaukee, Wisconsin.
Dal 24 al 27 agosto i repubblicani a Charlotte, North Carolina.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-13 19:21:562020-01-13 19:21:56Convention settembrine

Tutti a Greeneville, Tennessee

Gennaio 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un effetto, una conseguenza del tutto particolare.
Messo sotto accusa dalla Camera Donald Trump, avendo i media parlato di lui ricordando che fu il primo Presidente ad essere, nel 1868, sottoposto all’Impeachment (in Senato, per un solo voto non fu raggiunta la maggioranza dei due terzi che lo avrebbe defenestrato), un buon numero di persone ha riscoperto Andrew Johnson, il successore di Abraham Lincoln.
E un altro buon numero di persone si è recata e si va recando a Greeneville, nel Tenessee, laddove si conserva la sua vecchia abitazione e insiste una sua bella statua.
È in effetti laggiù che Johnson diede inizio alla sua alla fine travagliata (dopo i descritti fatti, si ripropose per il Senato per essere eletto e morire subito dopo o quasi) carriera.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-13 18:30:572020-01-13 18:30:57Tutti a Greeneville, Tennessee

Lincoln Chafee per il Libertarian Party?

Gennaio 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un uomo agitato.
Maniscalco prima di entrare in politica.
Repubblicano fino al 2007 e in tale veste Senatore per il suo Rhode Island.
Indipendente poi e come tale Governatore.
Democratico dal 2013 ad arrivare al 2019 e in quell’ambito inutilmente candidato alla nomination in vista del 2016…
Eccolo oggi dichiararsi in corsa per una differente nomination, quella 2020 del Libertarian Party.
Gli facciamo i migliori auguri.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-13 11:56:242020-01-13 11:56:24Lincoln Chafee per il Libertarian Party?

Lenora Fulani, 6 diversi candidati alla Vice Presidenza!

Gennaio 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lenora Branch Fulani, ricordate?
1988.
Esponente e candidata alla Presidenza per il New Alliance Party.
Nera e particolarmente impegnata in tema di diritti civili.
Una delle pochissime persone che, pur appartenendo ad un partito senza peso politico alcuno, sia riuscita ad essere ammessa quale candidata a White House in tutti i 50 Stati.
Cosa difficilissima, impresa pressoché proibitiva.
Occorrendo a Fulani ogni possibile appoggio, nella circostanza, corse con addirittura sei diversi Running Mates (candidati Vice) iscritti nel ticket New Alliance Party nei diversi Stati secondo opportunità.
Il risultato?
Deludente.
217.000 voti popolari pari allo 0,2 per cento.
Ove si guardi alla ufficialità, resta nella storia elettorale americana per essersi comunque classificata al quarto posto tra gli aspiranti alla massima carica in quel 1988.
Dopo George Herbert Bush (repubblicano, eletto), Michael Dukakis (democratico, sconfitto) e Ron Paul (libertariano).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-13 11:34:412020-01-13 11:34:41Lenora Fulani, 6 diversi candidati alla Vice Presidenza!

I record di Donald Trump

Gennaio 13, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dal 1938 che negli Stati Uniti d’America si effettuano sondaggi (cominciò Gallup) anche per verificare il consenso tra gli elettori dei Presidenti.
Ebbene, da allora – un record – Donald Trump sarebbe l’unico tra quanti arrivati a White House ad essere rimasto sempre ‘under water’, a non avere mai raggiunto la superficie e cioè il cinquanta per cento più uno del gradimento.
Il secondo primato è stato soltanto eguagliato dall’attuale Capo dello Stato USA.
Prima di lui e come lui, in effetti, erano arrivati alla Casa Bianca perdendo il voto popolare a livello nazionale ma prevalendo nel numero del Grandi Elettori conquistati Rutherford Hayes nel 1876, Benjamin Harrison nel 1888 e George Walker Bush nel 2000.
Ora, è guardando al futuro che si propone probabile il raggiungimento di un altro record – se conseguito, eguagliabile ma non superabile – ovvero, come le proiezioni invitano a ritenere, essere il primo Presidente eletto due volte di fila perdendo il voto popolare nazionale.
(Per la storia, Hayes e Benjamin Harrison non vennero confermati e G. W. Bush, la seconda volta, prevalse anche nel voto degli aventi diritto).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-01-13 11:23:132020-01-13 11:23:13I record di Donald Trump
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