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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Quale l’opposizione a Biden dovesse governare?

Novembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Certo, il Senato resta repubblicano e questo è un guaio per Joe Biden.
Nessuna delle nomine che dovesse fare, almeno per i prossimi due anni, potrebbe passare l’esame di quel consesso se non concordando nominativi e orientamenti.
Sottostando.
Ma quello che da noi tutti trascurano (nessuno del resto ha mai dato rilievo per ignoranza assoluta a quanto accadeva in merito quasi quotidianamente) è il fatto che un numero altissimo di Giudici Federali (al di là di quelli della Corte) di orientamento conservatore (e per di più decisamente giovani) sono stati nominati da Trump con l’approvazione del Senato e siederanno per molti decenni sui loro scranni.
Durissima quindi si prospetta nella quotidianità la vita di un eventuale Governo Biden.
Mais oui.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-05 13:33:012020-11-05 13:33:01Quale l’opposizione a Biden dovesse governare?

Che rimpianto pensando al procedere angelico di Obama

Novembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il ‘tono’ che viene usato praticamente da tutti quando si parla di Donald Trump è specifico e accusatorio anche quando esercita i poteri che la Costituzione e le leggi gli conferiscono.
Si guardi adesso alla prospettiva di un intervento della Corte Suprema a decidere in merito alla elezione.
Ecco le parole usate dalla televisione svizzera (scelta appositamente per via della neutralità del Paese, ah, ah).
È la Corte in questione “quella che in 4 anni il Presidente ha blindato con la nomina di 3 Giudici conservatori plasmando una maggioranza di 6 a 3 che mette l’ala liberal dell’Alta Corte in minoranza…”
Che delinquente prevaricatore!
Ha nominato Giudici vicini per preparazione ed etica.
Non, come fece per dire Obama, anime belle libere e indipendenti.
Altro il suo ‘tono’.
Barbaro e brutale, no?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-05 12:12:492020-11-05 12:12:49Che rimpianto pensando al procedere angelico di Obama

270 a 268? Implicazioni e articolazioni

Novembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Associated Press ha proposto la sua tabella quanto al voto dell’altro ieri.
Joe Biden conta su 264 Grandi Elettori certi e sulla assai probabile assegnazione dei 6 che spettano al Nevada (pare che colaggiù il vantaggio del democratico sia di all’incirca 800 preferenze, un nulla percentualmente rispetto alla consistenza del voto popolare a livello nazionale espresso).
Donald Trump su 214 ai quali possono sommarsi quelli della Pennsylvania, della Georgia e del North Carolina per un totale di 268.
Una delle più contese assegnazioni della Casa Bianca di tutti i tempi, ovviamente.
(Per inciso, un risultato del genere potrebbe essere occasione per lasciare in qualche modo in bellezza, ma chissà).
Peraltro, un esito che esporrebbe a un rischio (divertente?).
Se in sede di voto del Collegio uno dei Grandi Elettori di Biden vota Trump si va 269 pari e la competenza (come nel 1824 per altra ragione) passa alla Camera laddove si vota per delegazione e tornano a contare i singoli Stati che, per definizione “aventi pari dignità”, sono appunto alla pari ‘pesando’ uno a prescindere da ogni considerazione sul numero degli abitanti, dei Congressisti e dei componenti del Collegio.
Diviene Presidente in tal modo il candidato che ottiene il suffragio della maggior parte delle delegazioni.
La nomina sarebbe opera della Camera eletta il 3 scorso che entra in carica dal 3 gennaio 2021.
Per dare una indicazione, se dovesse esprimersi quella attuale, vincerebbe Trump 26 a 24.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-05 12:10:282020-11-05 12:10:28270 a 268? Implicazioni e articolazioni

E Biden risponde interlocutoriamente

Novembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ecco la mossa di risposta democratica alla prima offensiva trumpiana.
Al fine anche di continuare a presentarsi come una persona moderata e razionale che esce dalle righe rarissimamente (è la sua collocazione), Joe Biden non ha ribattuto dicendo sic et simpliciter di avere vinto, ma affermando “Posso essere io il vincitore!”
Come si diceva nei feuilleton, ‘continua’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-05 12:08:522020-11-05 12:08:52E Biden risponde interlocutoriamente

Apertura trumpiana del finale di partita. Niente ‘remi in barca’

Novembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Donald Trump si dichiara vincitore in Georgia, North Carolina e Pennsylvania.
Afferma che altrettanto farà quanto al Michigan.
Chiede verifiche relativamente al voto del Wisconsin.
Sono le mosse di ‘apertura’ della partita che i due schieramenti (a meno di essere Bobby Fisher – e non se ne vedono in giro – si contende consigliati e sostenuti da un intero staff che ha studiato e che si è certamente preparato ad ogni dopo), si apprestano a giocare per chiudere, col ‘matto’ (che bello!), mettendo altrimenti il contendente in ‘zeitnot’ sperando di costringerlo in confusione, magari all’abbandono, provocando comunque alla fine la caduta della ‘bandierina’, no?
Potrei naturalmente continuare la metafora delle 64 caselle (per tediare qualcuno o molti, introducendo ‘complicazioni’ alla Michail Tal?).
Stiamo a vedere invece quali le risposte degli Asinelli per meglio comprendere giuridicamente dove si vuole, si pensa di andare e con quali finalità.
Credevo che avrei tirato finalmente i remi in barca dopo il 3 novembre e una campagna elettorale partita tra i democratici addirittura a fine dicembre 2018 (Elizabeth Warren dichiarò allora che stava esaminando la ‘situazione nomination’ del suo partito).
Per carità.
Non è così affatto.
Ho la schiena quasi spezzata e le cosce percorse e percosse (mi compiaccio?).
I remi restano in acqua.
E chissà cosa ci aspetta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-05 12:07:122020-11-05 12:07:12Apertura trumpiana del finale di partita. Niente ‘remi in barca’

Joe Biden come il Grover Cleveland del 1884?

Novembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Se eletto – si arriverà a saperlo, ma di certo il meccanismo del voto postale, ipotetiche ‘truffe’ a parte, è pieno di problemi, insidie e insopportabili lungaggini – Joe Biden, quasi certamente (anche qui, quanto ci vuole per saperlo?), si troverebbe a governare avendo contro uno dei due rami del Congresso.
Difatti – di nuovo smentendo i sondaggi che indicavano un possibile sorpasso da parte democratica – al Senato il Grand Old Party resterebbe, sia pure meno compiutamente, maggioranza.
Ebbene, è talmente inusuale che un candidato dell’Asino neo eletto si trovi in una tale situazione che per trovare un precedente occorre tornare storicamente a Grover Cleveland.
Il ‘primo Grover Cleveland’, quello datato 1884.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-05 12:05:252020-11-05 12:05:25Joe Biden come il Grover Cleveland del 1884?

Senato ancora repubblicano?

Novembre 5, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Pare che anche a proposito della composizione post elettorale del Senato i sondaggi resi dagli istituti appositi siano sostanzialmente falliti.
Pare – è molto probabile – che i repubblicani riescano a mantenere almeno 51 seggi avendo perso alcuni scontri ma essendo riusciti a conquistare lo scranno dell’Alabama in gioco.
Questo significa che nell’ipotesi di una vittoria di Biden il medesimo non potrà contare sul Senato con un danno non indifferente tali e tante essendo le prerogative della Camera Alta USA.
Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-05 11:56:442020-11-05 11:56:44Senato ancora repubblicano?

Se i sondaggisti fossero giapponesi

Novembre 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

I sondaggisti americani hanno una faccia tosta incredibile.
Dopo avere sbagliato alla grande nel 2016, adesso – anche ammesso infine per il rotto della cuffia ce la facesse Joe Biden – hanno ‘toppato’ alla grandissima.
Tutti a dire che il democratico avrebbe vinto con l’8, il 10 e più per cento di vantaggio e che quanto ai suffragi per i Grandi Elettori non c’era partita.
In Giappone – Paese di gente seria – si sarebbero suicidati in massa.
Negli USA sono in tv a imperversare acclamati da quei giornalisti che hanno creduto loro e invece di prenderli a calci li guardano ancora con rispetto.
Evviva!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-04 18:53:572020-11-04 18:53:57Se i sondaggisti fossero giapponesi

Tra gli Stati attribuiti a Trump, la Florida e l’Ohio!

Novembre 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si discute (si pensa a ricorsi da portare fino alla Corte Suprema), e ci mancherebbe visto che alcuni Stati hanno sospeso le operazioni di spoglio delle schede.
Come era stato anticipato, il voto postale – per esempio in Pennsylvania dove è valido se pervenuto anche fino a 3 giorni dopo il 3 novembre, purché regolare formalmente – complica e soprattutto rallenta.
Peraltro, tra gli Stati certamente assegnati a Trump (con il riconoscimento dei rivali), troviamo Florida e Ohio.
Storicamente (e pertanto tradizionalmente), lo Stato con capitale Columbus dal dopoguerra ha ‘sbagliato’ (non votando per il vincitore) solo una volta: nel 1960, allorquando si pronunciò per Richard Nixon e la Casa Bianca andò a John Kennedy.
Quanto al Sunshine State, dal 1920, nessuno tra i repubblicani vittoriosi ha perso colaggiù.
Così stando le cose, dal mio punto d’osservazione e valutazione, Donald Trump vince sicuramente.
È ovvio che anche in politica i record e le regole dettate dalla tradizione possono essere superati.
Succedesse in questo 2020 in entrambi gli Stati sarebbe davvero particolare.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-04 16:32:442020-11-04 16:32:44Tra gli Stati attribuiti a Trump, la Florida e l’Ohio!

Biden ha perso (riteniamo sia così) per l’ennesima volta

Novembre 4, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Joe Biden era in corsa per la Casa Bianca per l’ennesima volta.
La prima addirittura nel 1987 in vista delle votazioni dell’anno successivo.
È questa peraltro la circostanza nella quale è andato più lontano ottenendo con il sostegno di tutto l’establishment del partito la all’inizio apparentemente impossibile nomination.
Tra i precedenti (candidati più e più volte sconfitti), William Jennings Bryan (perse nel 1896, 1900 e 1908).
Peggio, solo Henry Clay (sconfitto nell’arco degli anni 1824 1848) ma quello era un vero Grande.
Nel citato 1848, quando gli preferirono per la possibile quarta nomination il Generale Zachary Taylor che aveva il comando della vittoriosa guerra Messicana, disse “L’avessi saputo, avrei sparato anch’io a un Messicano!”

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-04 16:30:482020-11-04 16:30:48Biden ha perso (riteniamo sia così) per l’ennesima volta
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