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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Se Trump perde è perché Amash non ha corso!

Novembre 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Scott Rasmussen ha fornito i dati conclusivi del suo ultimo sondaggio.
Venerdì 30 ottobre, Joe Biden è al 49 per cento e Donald Trump al 46.
4 elettori sul totale intendono esprimersi per altri candidati.
2 sono indecisi.
L’ultimo venerdì precedente le votazioni del 2016, per Rasmussen, Trump e Hillary Clinton erano 44 pari.
Due le prime considerazioni da fare.
Biden è messo meglio di Hillary, e lo si sostiene da tempo.
L’incidenza dei Libertariani e dei Green in particolare è parecchio inferiore.
Come avevo detto dalla trascorsa primavera, uno o due ‘terzi’ di sia pure un piccolo peso potevano aiutare parecchio Trump sottraendo voti a Biden, perché così vanno le cose.
Lo verificheremo, ovviamente, ma il momento cruciale di questa campagna se si concluderà con la defenestrazione del tycoon è stato quello nel quale Justin Amash ha deciso di non correre per il Libertarian Party.
Avrebbe inciso relativamente molto ma così non è.
Scrivo già come Trump avesse perso ed è sbagliato.
Ma, ‘l’avevo detto io!’

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-01 19:47:182020-11-01 19:47:18Se Trump perde è perché Amash non ha corso!

Fantastico video per Halloween contro Biden/Harris

Novembre 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La fantasia non manca certamente ai componenti gli staff dei due candidati.
Eccezionale, lo spot proposto dai repubblicani per Halloween.
Una coppia apre ai soliti bambini in cerca di dolcetti e scopre che dietro di loro c’è un finto Joe Biden.
Indossa una maschera rigida, calcificata, già di per sé inquietante.
I due, sono impauriti e si spaventano a morte di lì a pochissimo quando il figuro si toglie la maschera e si rivela per Kamala Harris (una sosia, ovviamente) che li schernisce, reca la mascherina con la scritta ‘Kamala 2021’, ruba praticamente tutti i dolcetti e se ne va.
Notevolissimo!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-01 19:45:152020-11-01 19:45:15Fantastico video per Halloween contro Biden/Harris

100 milioni di voti postali e anticipati!

Novembre 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Mai come prima, viene gridato e sottolineato.
E come potrebbe essere altrimenti visto che alla corsa verso il voto postale o anticipato contribuisce in modo determinante la paura del contagio?
Non solo, ovviamente.
Le analisi possibili (guardando agli Stati che hanno reso pubbliche le iscrizioni alle liste elettorali e pertanto più semplice argomentare se si fa riferimento a quanti si sono espressi) confermano che sono democratici in maggior parte questi solleciti cittadini.
Importante il numero dei giovani, di più, in percentuale, che nelle precedenti consultazioni.
Di quanti nel 2016 non avevano votato.
Degli indipendenti infine.
Arrivano gli analisti su queste basi a concludere per un notevole e probabilmente decisivo vantaggio di Biden.
Resta da scoprire però quanti saranno i votanti ai seggi.
Quasi certamente in larga misura repubblicani, pare certo.
Ribalteranno i tavoli e faranno volare le sedie?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-01 18:07:222020-11-01 18:07:22100 milioni di voti postali e anticipati!

Cosa ha significato per gli Stati Uniti la battaglia di Ayacucho

Novembre 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È vero, si dovette aspettare ancora un anno e un mese circa perché anche Callao cadesse.
Ma è il 9 dicembre 1824 la data ‘giusta’.
È il 9 dicembre del 1824 che ad Ayacucho, oggi Perù, il Generale indipendentista Antonio de Sucre sconfigge gli Spagnoli, colaggiù costretti all’ultima guerreggiata difesa delle loro colonie.
È da questa data che di eserciti di colonizzatori (negli Stati Uniti era accaduto l’ultima volta nella cosiddetta Guerra del 1812 e lo straniero in questione era l’Inglese) in tutto il continente America (isole escluse perché per esempio Cuba sarà spagnola fino al 1898) non si sentirà più parlare.
Era altresì vero che non poche delle già colonizzate terre (Brasile portoghese incluso) si erano differentemente rese indipendenti prima.
Il Messico, per dire.
Il Messico di allora che si estendeva verso il Pacifico (restando invece la Florida iberica fino all’acquisto nei primi Venti dell’Ottocento) a perdita d’orizzonte nella massima parte dei territori che tra il 1836 (Guerra di Indipendenza del Texas) e il 1848 (Pace dì Guadalupe Hidalgo, che poneva fine alla Guerra Messicana) gli USA in un modo o nell’altro annessero.
Ma è con l’abbandono di ogni pretesa e speranza conseguente al 1824 e il definitivo ritiro delle truppe spagnole ‘americane’ continentali che l’espansionismo statunitense potrà successivamente contare su un avversario, organizzato per quanto declinante, in meno ed avere mano libera altresì nel confronti dei via via indipendenti Stati Latino Americani.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-01 16:40:312020-11-01 16:40:31Cosa ha significato per gli Stati Uniti la battaglia di Ayacucho

Corre Ognissanti, nel benedetto (?) anno della pandemia

Novembre 1, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nell’anno del Covid 19, corre oggi Ognissanti (il giorno nel quale non si può votare perché dedicato ai defunti – siamo nel 1845 quando, con una legge che troverà applicazione dalle seguenti elezioni del 1848 e, voto postale o anticipato a parte, vale tuttora, lo si decide – il giorno che, potendo cadere di martedì ed essendo proprio ‘Tuesday’ il ‘momentum’ quanto al suffragio, ha portato a decidere l’apertura dei seggi “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre”, in coincidenza con l’anno bisestile, quest’ultima essendo però tutta un’altra storia).
Corre Ognissanti e mancano 48 ore al fatidico 3 novembre.
Corre Ognissanti e, quasi fossero trottole, i due candidati si spostano da una parte all’altra del Paese.
Donald Trump, con l’entusiasmo e la convinzione che lo caratterizzano nell’intento di ripetere il finale che 4 anni fa gli ha permesso di fulminare sul palo Hillary Clinton.
(Sa bene che se arrivasse ad apparigliare il contendente sarebbe il favorito perché “il cavallo in rimonta vince”, come dicono nel ‘mondo giusto’).
Joe Biden, evidentemente (basta guardarlo, rigido e con il sorriso prestampato), per obbligo (non per piacere), ammaestrato da quanto capitato, che so?, alla medesima Hillary nel mai troppo maledetto dagli Asinelli 2016 – Hillary che trascurò gli Stati che poi ‘la tradirono’ – o nel lontano ma sempre presente 1948, allorquando il mondo intero, tutto, ‘vedeva’ nettissimamente Thomas Dewey, quegli passò in souplesse la parte finale della maratona elettorale e vinse – sorpresissima – l’uscente e ringhiante Harry Truman.
(Anni dopo – mi viene alla mente – un mio conoscente ebbe modo di trascorrere in quel della Grande Mela, per lavoro, alcune ore con l’avvocato – in tale veste, nella circostanza – Dewey.
Me lo descrisse malinconico, solitario per quanto fra molti.
Una delle infinite migliaia di situazioni che avrei voluto, dovuto, vivere e non è capitato.
Va a sapere perché).
Corre Ognissanti e, dal fronte sondaggi, arrivano notizie assolutamente contrastanti.
E so bene come vengano fatti.
E so bene come gli esiti vengano indirizzati secondo committenza e intento.
E so benissimo che non bisogna prenderli in considerazione.
E so altrettanto benissimo che avidamente li guarderò.
Siamo alla ‘stretta’, no?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-11-01 11:27:052020-11-01 11:27:05Corre Ognissanti, nel benedetto (?) anno della pandemia

Biden crede davvero di essere in testa nei sondaggi?

Ottobre 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Certo.
Ci mancherebbe – e nel 1948, strasicuro di prevalere, il repubblicano Thomas Dewey fornì un finale di campagna in souplesse, perdendo, contro ogni pronostico, dal combattivo e mai domo Presidente uscente democratico Harry Truman – non si può dormire sugli allori.
Anche quando – come da tempo e tempo – tutte le analisi, tutte, confortano.
Osservando però le mosse del democratico, sorge il dubbio che il suo moltiplicare eventi e partecipazioni dappertutto (in particolare, dove Trump è già stato o ha in programma di andare) nasconda non poche preoccupazioni.
Non conosciamo, infatti, i sondaggi ‘più veri’ degli Asinelli.
Viene il dubbio che raccontino allo staff dell’ex Vice di Obama una storia – magari solo di pochissimo – diversa.
Abbiamo avuto casi (Jimmy Carter 1980) nei quali il democratico sapeva perfettamente che avrebbe straperso.
Non è assolutamente così oggi.
Ma, attenzione, conoscendo le capacità di finisseur del tycoon.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-31 19:24:272020-10-31 19:24:27Biden crede davvero di essere in testa nei sondaggi?

I risultati della Florida entro le 5 del (nostro) mercoledì 4

Ottobre 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Gli organi ufficialmente a tale incombenza delegati, in Florida, assicurano che riusciranno a dare (salvo ‘too close to call’) l’esito dello scrutinio di tutti i voti (ai seggi, anticipati e postali) indicativamente per le ore 5 del (per noi) 4 novembre, mercoledì.
Le assicurazioni prestate (se troveranno conferma sul campo) sono davvero importantissime.
I 29 Grandi Elettori ai quali ha diritto lo Stato con capitale Tallahassee, se teoricamente non decisivi per Biden (che potrebbe anche farne a meno a certe condizioni), dovrebbero essere invece assolutamente indispensabili per Trump.
Nella ipotesi indicata (il risultato per tempo), dovesse la Florida essere assegnata al democratico, avremmo indicazioni precise (salvo molto improbabili vittorie del repubblicano in più ‘Blue States’ di quanti ebbe a riportare 4 anni fa) riguardo al prossimo inquilino della Executive Mansion.
Lotta durissima.
Fra l’altro, ad oggi, guardando agli elettori che si sono già espressi (ripetiamo: anticipatamente o via posta) e alla loro iscrizione alle liste elettorali, parrebbe essere colaggiù in vantaggio di oltre 200.000 suffragi l’ex Vice di Obama.
È chiaro che il fatto che un elettore all’atto della predetta iscrizione si sia segnalato da una parte o dall’altra non definisce assolutamente il voto potendo benissimo chiunque cambiarlo.
Però…
V’è inoltre la necessità di tenere conto di un notevolissimo numero di indipendenti, individui che non hanno esplicitato per quale partito propendano.
Cosa faranno?
Infine, nessuno o quasi parla dei partiti ‘minori’, Libertarian e Green in prima fila.
Nel 2000, proprio la Florida finì nelle mani di George Walker Bush, assicurandogli lo scranno, per poco più di 500 voti popolari (esattamente 537).
Orbene, nella circostanza il candidato Green Ralph Nader catturò quasi 100.000 preferenze, il numero maggiore delle quali (essendo ‘a sinistra’) sottratte ad Al Gore.
Ci dirà qualcuno prima del 3 novembre che seguito dovrebbero avere tra Miami, Orlando, Tampa e magari entità più piccole quali Saratoga o Pensacola, per dire, la libertariana Jo Jorgensen e il verde Howie Hawkins?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-31 14:07:022020-10-31 14:07:02I risultati della Florida entro le 5 del (nostro) mercoledì 4

Quelli che perdono vivono di più (?!)

Ottobre 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Perdere.
Si può essere ricordati come perdenti pur avendo vinto.
Jimmy Carter, per dire.
Ha governato, no?
Ma lo si ricorda per via della disastrosa sconfitta del 1980.
Il suo ex Vice Walter Mondale non è invece da mettere sullo stesso piano.
Nel successivo 1984 è stato ‘piallato’ – anche lui da Reagan – e basta.
Ma tutti e due – essere strabattuti da questo punto di vista fa decisamente bene – sono in vita ultra ultra novantenni.
Due democratici.
E tra i repubblicani?
Tra loro quello che ha perso forte negli ultimi decenni è il Bob Dole del 1996.
Ebbene, ha compiuto 97 anni a luglio!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-31 11:28:412020-10-31 11:28:41Quelli che perdono vivono di più (?!)

Bob Dole: “Le piace vedermi piangere?”

Ottobre 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Beccato da un fotografo a farsi il bucato da solo, Bob Dole dovette affrontare un sostenitore che lo rimproverava per il gesto.
“Ci vuoi mettere nei guai con le nostre mogli, Bob?” gli aveva scritto il desso.
“Sciocco”, la sua risposta, “l’ho fatto solo perché c’era un fotografo che mi riprendeva”.
Nutro grande considerazione per questo davvero anziano Signore (ha compiuto 97 anni lo scorso luglio!).
Rigido, amaro, disincantato, “pari a una gelata d’agosto”, come riferiva Vittorio Zucconi nel 1996 parlandone nel bel mezzo della sua sfida a Bill Clinton, è stato probabilmente in assoluto il miglior ‘candidato d’onore’ (è così che definisco quanti vengono proposti per una carica perché ottime persone alle quali va dato un riconoscimento ben sapendo che perderanno).
Un ‘candidato d’onore’ assolutamente consapevole.
Ad una giornalista che, avendo visto una rarissima immagine nella quale era piangente e che per quello ne tesseva lodi, rispose:
“Se le piace vedermi piangere aspetti la sera del 5 novembre quando saprò di avere perso le elezioni!”
Duro, inflessibile, amaro come detto e profondamente amareggiato.
Chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-31 11:27:452020-10-31 11:27:45Bob Dole: “Le piace vedermi piangere?”

‘October Surprise’ 1952: Korea War

Ottobre 31, 2020/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Abbiamo più volte parlato della possibile e sempre attesa ‘sorpresa d’ottobre’.
Della iniziativa, della notizia, dell’accadimento che intervenga negli ultimi giorni elettorali (votandosi ai primi di novembre, appunto ad ottobre, meglio se, come un fulmine a ciel sereno, nella settimana finale di quel mese) a definire una vittoria, consolidando un vantaggio o ribaltando una situazione.
Ebbene, una classica e certamente influente ‘October Surprise’ fu nel 1952 la dichiarazione del Generale Dwight Eisenhower che se eletto sarebbe andato in Corea per vedere di mettere personalmente fine al conflitto colaggiù combattuto, conflitto oramai assolutamente inviso al popolo americano.
Tentarono i democratici di, provò il loro candidato Adlai Stevenson a sostenere che la proposta del Generale aveva solo motivi elettorali.
Non che solo per questa ‘sorpresa’ Eisenhower agevolmente il 4 novembre vinse, ma certamente contribuì.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2020-10-31 11:26:282020-10-31 11:26:28‘October Surprise’ 1952: Korea War
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