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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Rivincite

Ottobre 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Presidenziali, ovviamente.
Perdere.
Ripresentarsi.
Vincere.
Non è riuscito molte volte.
Non altrettanto quanto perdere, ripresentarsi e perdere nuovamente.

Vediamo.
Thomas Jefferson inaugura la serie uscendo sconfitto da John Adams nel 1796 e battendolo quattro anni dopo.
Andrew Jackson è il secondo: perde per una serie di circostanze avverse nel 1824 e si prende la rivincita su John Quincy Adams nel 1828.
Segue William Harrison: è battuto da Martin Van Buren nel 1836 e lo sconfigge nella successiva tornata.
Molto dopo, tra il 1884/88/92 la straordinaria storia di Grover Cleveland.
Il Democratico, perde nel 1888 e vince nel 1892 contro Benjamin Harrison ma era già stato alla Casa Bianca avendo sconfitto James Blaine nel 1884.
Vince, perde, rivince, Cleveland: unico e inimitabile.
Franklin Delano Roosevelt (ovviamente visto che detiene non tutti ma molti record) va qui citato perché è il solo Candidato alla Vice Presidenza sconfitto (era nel 1920 il Running Mate di James Cox) e poi in grado di conquistare White House (quattro volte!)
Altro salto temporale, per arrivare al 1960.
Il Vice Presidente di Dwight Eisenhower Richard Nixon perde dal Senatore Democratico John Kennedy.
Passano gli anni e risorge conquistando lo Scranno Presidenziale tanto desiderato nel 1968.
Dopo di che, più nessuno tra i battuti ha provato a togliere la poltrona a un Presidente in scadenza di Mandato.
Niente più rivincite, quindi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-09 09:04:212019-10-09 09:04:21Rivincite

Affluenza (Turnout)

Ottobre 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel Ventesimo Secolo, il record di affluenza alle urne si è avuto nel 1960.
Nella circostanza, votò il sessantatre e otto per cento degli aventi diritto.
Per la Storia, John Kennedy (Senatore Democratico) sconfisse di stretta misura Richard Nixon (Vice Presidente uscente nella Amministrazione GOP).
Il record negativo nel predetto centennio è datato 1924.
Gli elettori furono solo il quarantotto e sei per cento.
Calvin Coolidge (Repubblicano e in carica) allora batté nettamente John Davis (Democratico).
Il massimo Turnout di tutti i tempi risale al 1876: ottantadue e sei per cento!
Una contesa durissima tra il Repubblicano Rutherford Hayes (vincente – dopo infiniti conteggi, discussioni e compromessi – primo ad arrivare a White House pur avendo perso il voto popolare) e il Democratico Samuel Tilden.
La media dal 1789 al 2016 e pari al cinquantasette per cento.
Tra le ultime cinque (dal 2000) votazioni, quella più seguita e che ha visto la massima partecipazione è datata 2008: il sessantuno e sei per cento si recò alle urne (vinse Barack Obama, dell’Asinello, prevalendo sull’Elefantino John McCain).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-08 17:28:012019-10-08 17:28:01Affluenza (Turnout)

Brexit, Hong Kong, Curdi, Afganistan

Ottobre 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Molte le patate bollenti a livello internazionale che vedono gli Stati Uniti d’America coinvolti a volte economicamente e a volte militarmente.
La Brexit e la questione Hong Kong, a seconda degli andamenti.
Come e con quali conseguenze il Regno Unito si staccherà dall’Europa?
Quale il comportamento della Cina nei confronti dell’ex colonia britannica?
Quali le conseguenze della recentissima decisione del Presidente di ritirare le truppe americane dal nord della Siria in qualche modo abbandonando gli alleati curdi?
E l’idea che aveva invece Ttump di lasciare l’Afganistan.
Non è che la politica estera, tranne casi davvero importanti, abbia normalmente un grande impatto sulle elezioni ma certamente uno o più livelli di difficolta in questi come in altri campi potrebbero aiutare i Democratici in vista del 3 novembre 2020.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-08 09:55:242019-10-08 09:55:24Brexit, Hong Kong, Curdi, Afganistan

Quanti Mandati? Un riepilogo

Ottobre 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In Costituzione?
Originalmente nessun limite.
Al numero di Mandati, si intende.
Capitò peraltro che il Padre della Patria George Washington, nel 1796, avvicinandosi le terze Elezioni Presidenziali ed avendo governato nei due precedenti Quadrienni, a quanti gli proponevano una ulteriore permanenza nella Executive Mansion rispondesse declinando l’invito e affermando che nessun uomo poteva essere in grado di sopportare il peso dell’incarico per più di otto anni.
Da allora e fino al 1940, nessuno disattese le direttive washingtoniane in merito.
(Per il vero, Ulysses Grant nel 1880 fu in corsa per una terza Nomination ma la cosa non andò a buon fine).
È nel predetto 1940 che il Presidente Franklin Delano Roosevelt – eletto nel 1932 e quattro anni dopo – inaspettatamente (il Vice John Garner, convinto che F. D. R. avrebbe lasciato, si era proposto restando dipoi bruciato), si ripresentò.
Vinse come ancora nel 1944 (una quarta volta!).
Dopo di che, il 12 aprile del seguente 1945, passò improvvisamente a miglior vita (dando ragione a Washington? Ma?).
Fu in conseguenza di questa vicenda che il Congresso USA, nel 1951, approvò (e gli Stati ratificarono) un Emendamento Costituzionale (il XXII) che consente solo due elezioni.
Attenzione: due elezioni, non due Mandati o, peggio, come viene detto, otto anni di governo.
La disposizione è stata applicata a Dwight Eisenhower, Ronald Reagan, Bill Clinton, George Walker Bush, Barack Obama.
Una precisazione: il ‘two Term President’ può benissimo continuare ad occuparsi di politica e, volendo, candidarsi, per dire, ad un Governatorato, ad uno Scranno Congressuale, come Sindaco…
In tempi lontani e, trattandosi dell’Ottocento, molto prima dell’Emendamento ricordato, John Quincy Adams – defenestrato da Andrew Jackson nella tornata 1828 – si riciclò per anni fino alla dipartita come attivo ed ottimo Rappresentante.
Qualcosa di analogo provò a fare in Senato Andrew Johnson, venendo però rapidamente a morte.
Da sottolineare il fatto che non esistono limiti del genere né per i Senatori né per i Rappresentanti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-07 18:08:042019-10-07 18:08:04Quanti Mandati? Un riepilogo

Due volte in testa nel primo Ballottaggio

Ottobre 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

William Gibbs McAdoo, già Ministro del Tesoro con Woodrow Wilson e, fra l’altro, genero dello stesso, detiene un notevole primato: per due volte, nel 1920 e nel 1924, in sede di Convention del Partito Democratico, al primo Ballottaggio è risultato il più votato.
All’epoca, peraltro, per ottenere la Nomination occorreva la maggioranza dei due terzi dei Delegati.
Nel 1920, McAdoo perse dopo quarantatre votazioni (alla quarantaquattresima, quindi) sconfitto da James Cox.
Nel 1924, addirittura dopo centodue (alla ventitreesima) quando, per superare finalmente l’impasse, fece convergere i voti dei suoi sostenitori su John Davis.
Fatto è che sia Cox che Davis, nel successivo novembrino confronto con i Candidati del GOP, furono duramente battuti.
Il Partito dell’Asino, non scegliendolo, aveva sbagliato cavallo?!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-07 09:21:252019-10-07 09:21:25Due volte in testa nel primo Ballottaggio

Jackson e lo Spoils System

Ottobre 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Allorquando Thomas Jefferson arrivò ad occupare lo Scranno Presidenziale larghissima parte dei funzionari pubblici erano Federalisti.
Appartenevano cioè al Partito del suo predecessore John Adams.
Prese pertanto il nuovo Capo dello Stato l’abitudine di sostituire ogni qual volta possibile i predetti con i ‘suoi’ tanto che al momento di lasciare, trascorsi otto anni, gli impiegati federali erano praticamente tutti Democratico Repubblicani.
Fu quella la prima applicazione di un meccanismo decisamente e ancor più radicalmente messo in pratica più tardi da Andrew Jackson.
Il primo Presidente Democratico sostenne addirittura concettualmente lo ‘Spoils System’ (è del resto il suo sostenitore e futuro Segretario di Stato William Marcy che afferma “non v’è nulla di male, dato che le spoglie dell’avversario appartengono al vincitore, che questi ne disponga come di un bottino”) dicendo che “l’avvicendamento nelle cariche è un principio fondamentale per il repubblicanesimo”.
La periodica sostituzione dei funzionari, a suo modo di vedere, serviva a combattere la corruzione, evitare la cristallizzazione della burocrazia e permettere a un maggior numero di cittadini di partecipare alla vita pubblica.
Per quanto, invero (e come ricorda Maldwyn Jones), alla fine Jackson non abbia sostituito più del venti per cento dei precedenti burocrati, pur tuttavia fu lui ad introdurre definitivamente il sistema dell’avvicendamento facendolo diventare una persistente caratteristica nazionale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-06 19:26:572019-10-06 19:26:57Jackson e lo Spoils System

John Adams nomina ‘a mezzanotte’

Ottobre 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Defenestrato dopo un solo Mandato dal rivale Democratico Repubblicano Thomas Jefferson nelle Elezioni del 1800, John Adams – fondatore ed unico esponente del Partito Federalista arrivato ad occupare lo Scranno Presidenziale – conscio del declino del movimento politico che rappresentava, approfittando del fatto che il termine per il passaggio dei poteri fosse nella circostanza fissato al 4 marzo del 1801, attraverso un numero davvero cospicuo di nomine (definite icasticamente ‘di mezzanotte’) di Giudici Federali ideologicamente a lui vicini, ottenne che il sistema giudiziario americano per non pochi anni a venire si dimostrasse in disaccordo con il Partito politicamente dominante.
La nomina di maggior rilievo, per la personalità del soggetto e per le capacità successivamente dimostrate nell’impostare per sempre l’intera Giustizia americana articolando disciplina e funzioni della Corte Suprema che era stato chiamato a presiedere, riguardò il Segretario di Stato John Marshall.
Rimase questi in carica fino al 1835 – anno della morte.
Un periodo di tempo pari ad oltre otto Mandati Presidenziali!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-06 18:11:272019-10-06 18:11:27John Adams nomina ‘a mezzanotte’

Meglio fermarsi alla soglia (!?)

Ottobre 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Impossibile, ovviamente, saperlo prima.
Non possiamo quindi oggi, guardando all’accaduto, accusare, tra mille virgolette, che so?, John Quincy Adams piuttosto che Herbert Hoover di non essersi fermati evitando – grandi quali si erano dimostrati ai loro molti e sempre più importanti livelli – il fallimento, dovuto alle successive circostanze, conseguente la loro elezione a Presidente.
J. W. A., in particolare, eccezionale Segretario di Stato tra il 1817 e il 1825, potrebbe oggi, guardando alla seguente vicenda politica USA, invidiare un Dean Acheson (colui al quale si è riferito nell’azione diplomatico-politica Henry Kissinger), come lui agli Esteri, colà fermatosi evitando successive ‘cadute’.
Avessero Adams e Hoover avuto la sfera di cristallo…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-06 10:38:212019-10-06 10:38:21Meglio fermarsi alla soglia (!?)

Hiram Johnson

Ottobre 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Californiano, tra il 1910 e il 1920, quando il Golden State contava relativamente in campo politico, uomo politico di notevoli personali capacità, Governatore due volte, infine Senatore, Hiram Warren Johnson va ricordato per essere stato il forte Running Mate di Teddy Roosevelt nella avventurosa e gloriosamente perdente cavalcata delle Elezioni Presidenziali del 1912, per essere stato dopo la morte di Teddy il leader del loro Progressive Party, per avere lottato invano (pur prevalendo in ben sette Primarie) al fine di ottenere la Nomination del GOP nel 1920 e per avere dopo, nella stessa Convention, rifiutato di fare parte del ticket (Warren Harding candidato Presidente) che nel successivo novembre avrebbe vinto.
Un’anima ribelle.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-06 10:37:152019-10-06 10:37:15Hiram Johnson

La successione Coolidge-Hoover

Ottobre 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

2 agosto 1927.
Casa Bianca estiva.
Rapid City, South Dakota.
Il Presidente Calvin Coolidge, Repubblicano, congedando i giornalisti alla fine di una normalissima conferenza stampa, li invita a tornare a mezzogiorno.
Meravigliati, i cronisti tornano, a richiesta si mettono in fila davanti al Capo dello Stato per vedersi consegnare un biglietto che riporta poche precise parole:
“Non scelgo di candidarmi per le elezioni del millenovecentoventotto”.
Una vera notizia ‘bomba’.
Nessuno poteva aspettarselo ad opera di un Presidente molto apprezzato che avrebbe certamente conquistato la Nomination del GOP e la conferma in carica a novembre 1928 se solo lo avesse voluto.
(Per inciso, molto ci si è allora interrogati sui veri motivi del ritiro senza arrivare in un qualche porto).
La inattesa decisione di Coolidge apre improvvisamente giochi e prospettive fino a un minuto prima inimmaginabili.
Non pochi nel Grand Old Party i possibili successori.
Peraltro, fra tutti, il più naturale risulta essere il Ministro del Commercio in carica Herbert Hoover.
Non amato nell’ambito del Partito Repubblicano, era l’ingegnere, come veniva chiamato con riferimento sì al titolo di studio ma anche ad un certo suo modo di fare, decisamente apprezzato dalla pubblica opinione.
Lo stesso Coolidge non ne parlava bene (“In questi sei anni mi ha dato solo consigli non richiesti e tutti cattivi”, aveva dichiarato).
Arrivati al dunque è Hoover contrapposto infine al Democratico Alfred Smith – un Cattolico che anche se non soprattutto per via della appartenenza religiosa è battibilissimo – e stravince.
Pochi mesi dopo l’insediamento del 4 marzo 1929, il Crollo di Wall Street.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-10-05 20:49:042019-10-05 20:49:04La successione Coolidge-Hoover
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