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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Buttigieg a favore degli afroamericani

Giugno 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Notevole apertura da parte del candidato alla nomination democratica Pete Buttigieg a favore dei neri afroamericani.

Facendo riferimento al vecchio Piano Marshall che diede una forte spinta nel dopoguerra alla ripresa economica e sociale delle Nazioni europee, ha proposto un Piano (chiamato Douglass, dal nome di un attivista appunto afro) a favore dei neri.

Assai articolato e ramificato, il progetto serve a lanciare vie più una candidatura – la sua – in grande ascesa in particolare tra le minoranze.

Buttigieg è un politico intelligente e va facendosi strada.

Teniamolo d’occhio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-13 12:12:222019-06-13 12:12:22Buttigieg a favore degli afroamericani

Libertarian Party 2020

Giugno 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate il ticket 2016 del Libertarian Party Gary Johnson/William Weld?

Quasi quattro milioni e mezzo di voti popolari pari al tre e ventotto per cento?

Il miglior risultato di sempre per un partito nato da relativamente poco tempo (nel 1971) le cui istanze non sono ancora molto ben definite né conosciute al grande pubblico?

I cui candidati componenti i differenti ticket proposti (come i due citati e, per dire, il vecchio Ron Paul) spesso provengono dall’area appunto ‘Libertariana’ del GOP nella quale finiscono per rientrare?

Ebbene, terrà la propria Convention ad Austin, Texas, dal 22 al 25 maggio 2020 parecchio anticipando i congressi dei due maggiori partiti.

Appare ad oggi peraltro abbastanza in difficoltà il movimento, incapace, sembra, di proporre personalità di impatto a livello nazionale e probabilmente destinato a retrocedere elettoralmente.

Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-12 12:07:412019-06-12 12:07:41Libertarian Party 2020

United States of America. Dal 1856 il confronto Democratici Repubblicani

Giugno 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dal 1856 (John Fremont per i repubblicani e James Buchanan per i democratici, nell’occasione vincenti) che il Partito dell’Elefante e quello dell’Asino si confrontano per la Presidenza USA.

Nato nel 1854 nella temperie nella quale altri movimenti politici andavano dissolvendosi, il Grand Old Party (GOP, come i repubblicani si definiscono e vengono indicati) si schierava nella circostanza contro il partito costituitosi sostanzialmente intorno ad Andrew Jackson dopo la contrastatissima e discutibile sconfitta subita dallo stesso ex Generale nel 1824.

In precedenza, prima del 1856, George Washington escluso (il Padre della Patria non aveva connotazioni partitiche), tre soli oltre ai democratici i movimenti politici che erano riusciti ad arrivare al massimo scranno: il Federalista, il Democratic-Repubblican e il Whig.

Non che altre aggregazioni non fossero nate (per fare un solo esempio, il Free Soil) per dipoi rapidamente tramontare.

Quarantuno, pertanto, 2016 compreso, le sfide che democratici e repubblicani hanno affrontato gli uni contro gli altri.

Dieci i Capi dello Stato dem eletti nei confronti diretti (in precedenza – ma è un altro discorso – il predetto Jackson, Martin Van Buren, James Polk e Franklin Pierce) per una totale permanenza in carica di sessantotto anni.

Riepilogando – oltre a James Buchanan – Grover Cleveland, Woodrow Wilson, Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman, John Kennedy, Lyndon Johnson, Jimmy Carter, Bill Clinton e Barack Obama.

Diciassette, invece, i repubblicani, ad oggi 2019, alla Casa Bianca per complessivamente novant’anni.

Nell’ordine, Abraham Lincoln, Ulysses Grant, Rutherford Hayes, James Garfield, William McKinley, Theodore Roosevelt, William Taft, Warren Harding, Calvin Coolidge, Herbert Hoover, Dwight Eisenhower, Richard Nixon, Ronald Reagan, George Herbert Bush, George Walker Bush e Donald Trump.

Nei due elenchi non ho considerato tra i democratici Andrew Johnson e tra i repubblicani Chester Arthur e Gerald Ford in quanto non personalmente eletti ma subentrati ai Presidenti, assassinati i primi due (Lincoln e Garfield) e dimissionario l’ultimo (Richard Nixon), dei quali erano Vice.

In tutto questo volgere di tempo, mai un ‘terzo’ partito

si è seriamente dimostrato in grado di vincere.

L’unico risultato di rilievo – il ‘terzo’ si classificò secondo (comunque non vincente) prevalendo sui repubblicani! – fu ottenuto dal movimento ‘personale’ definitosi ‘Progressista’ creato per la bisogna dall’ex Presidente Theodore Roosevelt nel 1912.

In tutti gli altri casi i Populisti (di James Weaver, nel 1892), i Socialisti (di Eugene Debs o di Norman Thomas, in molteplici circostanze), ancora i Progressisti (questa volta di Robert La Follette, nel 1924), nientemeno che i Comunisti (di William Zebulon Foster nel 1932), i Dixiecrats (di J. Strom Thurmond nel 1948), gli Indipendenti Americani (di George Wallace nel 1968) si collocarono più o meno dignitosamente in terza posizione così come in anni recenti in qualche circostanza i Verdi e i Liberaliani.

Un discorso a parte meritano due indipendenti (senza partito, quindi).

John Anderdon nel 1980 e in particolare, per il numero di voti popolari presi pari al diciannove per cento, Ross Perot nel 1992.

Lo stesso Perot fondò successivamente il Reform Party peggiorando quanto a voti e percentuali nel 1996.

Da segnalare come attorno al 2000 un certo Donald Trump si agitasse proprio tra i Riformisti.

Di recente, due successive iniziative particolari a dimostrazione del fatto che, sotterraneamente, qualcuno pensi ad un superamento del bipartitismo imperante: Unity 08 e American Elect 2012.

Cercavano i loro promotori – ed hanno fallito – attraverso il coinvolgimento diretto degli elettori via web un candidato ‘bipartisan’.

In prospettiva, guardando alla società americana tanto prepotentemente in evoluzione e in specie alle nuove emergenti etnie – come al declino della classe sociale e politica un tempo dominante degli WASP (White, Anglo-Saxon, Protestant) – chissà che un partito per qualche verso socialista (in cotal modo non si definisce forse Bernie Sanders?) non possa sul serio emergere?

Sarebbero ancora gli Stati Uniti, una volta così ‘europeizzati’, la particolare e ideale Nazione alla quale dal 1776 il mondo guarda con profondo e dovuto interesse?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-12 11:58:092019-06-12 11:58:09United States of America. Dal 1856 il confronto Democratici Repubblicani

Degnissimi ‘figli’ dell’appartato Maine

Giugno 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Due, oggi, i Senatori USA ‘indipendenti’, anche se a Washington aderenti al gruppo democratico.

Uno, del Vermont, il notissimo Bernie Sanders.

L’altro, del Maine, l’assai meno internazionalmente celebre Angus King.

Ora, politicamente parlando, il nordico Maine va di certo ricordato non solamente per questa particolarità.

Andando indietro nel tempo agli anni Sessanta, Settanta e Ottanta del trascorso Novecento ha il ‘Pine Tree State’ proposto due distinte – partiticamente contrarie, una essendo repubblicana e l’altro democratico – figure politiche di rilievo nazionale.

Rappresentante dapprima e in seguito Senatore per il Grand Old Party e prima donna a servire in entrambe le Camere, a suo tempo critica nei confronti del Maccartismo, Margaret Chase Smith fu altresì nel 1964 la prima persona di sesso femminile a concorrere per la nomination – naturalmente in campo repubblicano – in vista delle elezioni per White House in programma quell’anno.

Altrettanto e forse più significativa la carriera di Edmund Muskie.

Governatore del suo Stato, Senatore, sfortunato candidato alla Vice Presidenza nella tornata 1968, era tre anni dopo in testa ai sondaggi riguardanti nomination ed elezione del successivo 1972.

La sua sconfitta nelle Primarie del New Hampshire – causata da una falsificazione, operata dagli uomini di Richard Nixon, passata alla storia col nome di ‘Lettera canadese’ (‘Canuck Letter’) – fu devastante e testimonia come sia possibile perdere ogni speranza di vittoria uscendo battuti in una consultazione, quanto a voto popolare di poco peso, ma di grande significato politico.

Sarà anni dopo – nel 1980 e fino al 20 gennaio ’81 – per breve periodo Edmund Segretario di Stato con Jimmy Carter, tardiva e in fondo relativa consolazione.

Figli del Maine di grande stoffa, comunque, Chase Smith e Muskie.

Chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-11 11:56:072019-06-11 11:56:07Degnissimi ‘figli’ dell’appartato Maine

14 giugno, ‘Flag Day’

Giugno 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

14 giugno 1777, a Philadelphia, il Secondo Congresso Continentale adotta la bandiera ‘stelle e strisce’ che ancora oggi conosciamo.

Aveva all’epoca il drappo tredici linee orizzontali (poi, salvo un brevissimo periodo, nel tempo, immutate) a rappresentare le altrettante ex colonie inglesi dichiaratesi indipendenti a costituire gli Stati Uniti d’America.

Aveva altresì nel quadrante a sinistra in alto tredici stelle, una per ciascuno Stato aderente.

Naturalmente, ogni qual volta uno o più nuovi Stati si aggreghino (l’ultima volta nel 1960 con le Hawaii) altrettante stelle vengono aggiunte (nella circostanza, si passò da quarantanove a cinquanta).

Decisamente non semplice e poco armonica la disposizione delle stars in particolare allorquando gli Stati aderenti sono in numero dispari.

Dal 1818, la cerimonia che, se necessario, prevede il cambio del drappo – restando il ‘Flag Day’ fissato al 14 giugno – avviene il 4 luglio.

La bandiera precedentemente in uso viene bruciata.

Non poche (nove) le occasioni nelle quali il vessillo è durato un solo anno.

Di contro, il record di permanenza è quello della attuale bandiera: cinquantanove anni: dal 4 luglio 1960!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-11 11:51:102019-06-11 11:51:1014 giugno, ‘Flag Day’

Sondaggi ipotetici, nei quali Trump perde praticamente con tutti

Giugno 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Puoi avere esplicitamente dichiarato che non intendi prendere parte alla corsa per la nomination democratica in vista delle presidenziali dell’anno prossimo…

puoi essere un indipendente…

puoi addirittura non avere l’età per poterti candidare (!?), come Alexandria Ocasio-Cortez…

un ‘sondaggio ipotetico’ non si nega a nessuno.

E si è chiesto alla gente – per il vero qualche tempo fa – in queste rilevazioni di confrontare pinco pallino con Donald Trump.

Ebbene, secondo Rasmussen Michael Bloomberg vincerebbe…

così come Sherrod Brown…

così come prevarrebbero Hillary Clinton (!?), Joe Kennedy III, ovviamente Michelle Obama e Al Franken (!!!???)…

per non parlare di Oprah Winfrey e Mark Zuckerberg.

Di contro – ne saranno disperati considerando in particolare che Trump viene (veniva) dato perdente contro un “generico democratico”, quindi con chiunque tra gli asinelli – Andrew Cuomo e la predetta e incandidabile Ocasio-Cortez perderebbero.

Manca un recente confronto tra il tycoon e George Clooney.

Va fatto visto che una vecchia rilevazione aveva indicato nell’attore il candidato giusto per sottrarre al Presidente il decisivo voto delle casalinghe ultra cinquantenni!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-10 11:47:572019-06-10 11:47:57Sondaggi ipotetici, nei quali Trump perde praticamente con tutti

‘Avvertimento’

Giugno 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Caucus dell’Iowa, in calendario il 3 febbraio.

Lontano nel tempo, certamente.

Ha sempre avuto un’importanza particolare, ovviamente perché è il primo momento ‘vero’ della campagna.

Il celebre studioso e analista politico Larry Sabato ha dato nei trascorsi giorni un’occhiata ai sondaggi attuali in campo democratico appunto dello Stato con capitale Des Moines e ha fatto suonare un campanello d’allarme per Joe Biden e Bernie Sanders.

Considera Sabato in particolare un ‘avvertimento’ da prendere in considerazione il recente calo del tre per cento dall’ex Vice registrato.

Anche in considerazione del balzo in avanti (tredici per cento) di Pete Buttigieg.

Ventiquattro a quattordici, i due con in mezzo, ma pericolante, un Sanders a portata di mano del Sindaco.

Mah?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-10 11:46:532019-06-10 11:46:53‘Avvertimento’

‘Senza una causa’ i ribelli anni Cinquanta?

Giugno 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Avete in mente ‘Gioventù bruciata’?

Sì, certo, consacrò James Dean.

Ma, per quanto nel titolo originale si chiamasse ‘Rebel Without a Cause’ rivelava, di più, evidenziava la situazione di disagio nella quale i giovani americani di allora (non soltanto) vivevano.

Si è lungamente parlato, guardando ai Cinquanta USA (il film è del 1955) proprio di giovani ‘sbandati’, assolutamente senza certezze, a dir poco disagiati, senza che la loro inadeguatezza fosse in qualche modo sostenuta da motivazioni ideali o ideologiche.

Del tutto diversi nel loro soffrire e agitarsi dai Teenagers e non del successivo decennio.

Giovani i cui comportamenti decisamente non appartenevano all’America che Hollywood e i governi all’unisono rappresentavano.

Volitiva e forte, ancora alla ricerca di una ‘Frontiera’ nei western con John Wayne.

Ricca, da invidiare e imitare nelle commedie con Doris Day.

Era invero nella letteratura, la grande letteratura americana, che già dai Trenta le cose venivano assai differentemente proposte.

Ernest Hemingway, certo.

Di più, John Steinbeck.

Le criminose città californiane di Dashiell Hammett, Raymond Chandler e dei Pulp Magazine.

Il Sud morente di Erskine Caldwell…

Ed è guardando a questi ‘States’ celati e non per questo ignoti che la ‘causa’ si vede, si comprende.

E non è forse proprio nei benedetti Cinquanta che nasce, in verità ai appalesa, la ‘Beat Generation’?

Nel mentre i Governi Eisenhower ‘normalizzano’.

Nel mentre l’economia tira.

Nel mentre gli Stati Uniti d’America sono i padroni del mondo…

Verranno dopo i Sessanta.

Verranno…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-10 11:45:512019-06-10 11:45:51‘Senza una causa’ i ribelli anni Cinquanta?

Il primo ‘First Man’

Giugno 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È possibile.

È possibile – stando ai sondaggi che lo danno in grande spolvero (nell’Iowa è salito di tredici punti percentuali in un attimo e a livello nazionale è da tutti rilavato in doppia cifra e prossimo a raggiungere addirittura Bernie Sanders) – è possibile, dicevamo, che lo sfidante democratico di Donald Trump sia il Sindaco di South Bend, Indiana, Pete Buttigieg.

Nel caso poi dovesse prevalere, per la prima volta alla Casa Bianca avremmo al suo fianco un ‘First Man’.

Suo marito, essendo Buttigieg sposato con un uomo.

La missione (di portare appunto a White House un ‘First Man’) non riuscita a Hillary Clinton potrebbe essere portata a compimento dal figlio di un immigrato maltese.

Cambiano davvero i tempi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-10 11:42:312019-06-10 11:42:31Il primo ‘First Man’

Donne davvero decise e di principio: la madre di Truman, la moglie di Stevenson

Giugno 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Democratici e repubblicani: una contrapposizione quasi antropologica.

Lo si constata quotidianamente negli USA.

I media schieratissimi.

Gli Stati assolutamente e sempre da una parte.

Le insofferenze.

Il vivere giornaliero opposto, perfino.

Tutto.

Ad illustrare la situazione e i comportamenti due esempi datati, estremi e, alla fine, con qualche divertente venatura (per noi osservatori).

La madre di Harry Truman non volle mai dormire alla Casa Bianca negli otto anni di Presidenza del figlio.

Temeva le capitasse il letto nel quale aveva a suo tempo dormito Abraham Lincoln, esecrato repubblicano.

La moglie di contro assolutamente repubblicana di Adlai Stevenson chiese il divorzio quando il marito scese in campo per il Governatorato dell’Illinois.

Aveva accettato che da democratico avesse occupato cariche di poco conto.

Non poteva neppure sopportare l’idea di dover restare accanto a lui a Springfield.

Fu così che più tardi, il fatto che Adlai fosse non ammogliato nocque anche alla campagna 1952 per la Casa Bianca.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-09 11:40:542019-06-09 11:40:54Donne davvero decise e di principio: la madre di Truman, la moglie di Stevenson
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