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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

La Stella di Natale

Giugno 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

John Roberts Poinsett.

Tra i ‘grandi’ che hanno formato gli Stati Uniti d’America un posto particolare spetta a John Roberts Poinsett.

Medico, studioso, politico, diplomatico, poliglotta, operatore culturale di sicura capacità in giovane età ebbe modo di viaggiare e conoscere perfettamente prima l’Europa e la Russia e poi i Paesi latinoamericani.

Capace di intessere duraturi rapporti ai più alti livelli (con lo zar Alessandro come con José Carrera per dire) in ogni campo, molto contribuì nei primi decenni dell’Ottocento ad illustrare sul piano internazionale gli USA che servì altresì come Ministro della Guerra.

Occorrerebbe scrivere pagine e pagine su questo grande protagonista e ispiratore del quale poco invece si sa.

Una particolarità che può servire a serbarne memoria.

Ambasciatore in Messico nei Venti, esportò negli Stati Uniti la pianta che tutti conoscono come ‘Stella di Natale’ e che più correttamente, prendendo da lui nome, si chiama ‘Poinsettia’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-04 11:23:192019-06-04 11:23:19La Stella di Natale

‘Il secondo compromesso del Missouri’

Giugno 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Convention democratica del 1960.

Nessuno dei candidati si presenta a luglio a Los Angeles avendo la nomination in tasca.

Corre (correrebbe) ancora Adlai Stevenson.

Ma una sua terza candidatura viene subito bocciata.

Ha già perso due volte a novembre ed è meglio non imiti William Jennings Bryan che riuscì a farsi battere in tre occasioni.

C’è poi il Senatore del Minnesota Hubert Humphrey (che verrà buono più avanti).

E, fortemente sostenuto dall’ex Presidente Harry Truman – che non vuole sia designato John Kennedy – il Senatore del Missouri Stuart Symington.

Il successore di Franklin Delano Roosevelt si dà da fare proponendo ‘Stu’ che ha a suo tempo voluto nel gabinetto quale Segretario all’Aviazione.

Non va, per quanto il vecchio si agiti.

E nel momento in cui la Convention converge su Kennedy fallisce quello che, fosse riuscito, sarebbe stato ricordato come ‘il Secondo Compromesso del Missouri’ il ‘Primo’ risalendo addirittura al 1820 e consistendo in un accordo che riguardava la regolazione della schiavitu’ negli Stati del West.

Così va il mondo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-04 11:22:282019-06-04 11:22:28‘Il secondo compromesso del Missouri’

‘Pelle di daino’

Giugno 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Si narra qui di Harry Truman alla Casa Bianca.

Di quanto fosse capace di prendere decisioni.

Della scritta che teneva in bella evidenza sulla scrivania.

“The buck stops here”, recitava.

Laddove il riferimento quanto al ‘buck’ era alla pelle di daino così chiamata che i giocatori di poker dei battelli del Mississippi ponevano davanti al mazziere per non dimenticare chi avesse dato carte.

Una pelle di daino che invece si fermava lì, spettando a lui e solamente a lui decidere.

Un cambiamento radicale ove si pensi che prima di succedere a Franklin Delano Roosevelt il missouriano per tutto era noto tranne che per la sua determinazione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-04 11:21:242019-06-04 11:21:24‘Pelle di daino’

Autostop

Giugno 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Arrivato alla Casa Bianca il 4 marzo 1929, poteva davvero il povero Herbert Hoover essere considerato il responsabile del crollo di Wall Street del successivo 29 ottobre e, peggio, della successiva ‘Grande Depressione’?

Per il vero, era stato, in precedenza e per otto anni, il Nostro, Ministro del Commercio nei Governi Harding e Coolidge.

Sia come sia, dopo il ‘martedì nero’ e per un intero quadriennio, tutti se la presero con lui.

Per un quadriennio, la durata dell’intero suo mandato.

Il GOP – incredibilmente ma non troppo (chi altri tra i repubblicani avrebbe accettato di candidarsi in una simile temperie votandosi alla sconfitta?) – lo ripropose nella tornata 1932.

Talmente poco gradita la sua candidatura che non pochi autostoppisti, al fine di ottenere facilmente uno strappo, esponendosi sul ciglio della strada, mettevano in bella mostra cartelli sui quali, in grande, era scritto:

“Se non mi dai un passaggio voto per Hoover”.

E la minaccia funzionava!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-04 11:18:112019-06-04 11:18:11Autostop

La Provvidenza divina e gli Stati Uniti d’America

Giugno 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Sul comodino, Jeff Koons ha ‘Accidental Presidente’, il bel libro che Jared Cohen ha dedicato ai nove Vice Presidenti americani arrivati a ricoprire il massimo incarico a causa della morte (delle dimissioni, quanto a Gerald Ford) del capintesta.

La conclusione alla quale arriva l’autore è che sostanzialmente i sostituti si sono dimostrati quelli ‘giusti’ certamente non demeritando.

Concordo pienamente.

A tale proposito, aggiungendo diverse considerazioni e trattando anche altri accadimenti, riprendendo una frase di Otto von Bismarck (“Esiste un particolare Provvidenza divina che aiuta i matti, i bambini, gli ubriachi e gli Stati Uniti d’America”), anni fa ho scritto un saggio breve.

L’occhio benevolo del Signore guarda agli USA.

Senza dubbio!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-03 11:17:142019-06-03 11:17:14La Provvidenza divina e gli Stati Uniti d’America

Come è andata ai candidati opposti ai Presidenti come Donald Trump in cerca di rielezione

Giugno 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Chiunque sia, il contendente di Donald Trump, visti i precedenti, avrà un compito non facile da affrontare.

Il primo candidato in corsa contro un Capo dello Stato in cerca di conferma fu John Adams.

È vero, affrontava un compito praticamente impossibile perché il rivale era nientemeno che George Washington.

Correva il 1792.

Perse.

Dopo lo stesso Adams – diventato Presidente nel 1796 – e contro di lui, nella seguente elezione, Thomas Jefferson che lo defenestrò.

1804: Charles Pinckney fallisce nel tentativo di escludere l’appena citato Jefferson.

1812: DeWitt Clinton sfida invano James Madison in carica dopo la vittoria di quattro anni prima.

1828: John Quincy Adams – in sella dopo le votazioni del 1824 – imita il padre John e non resiste alla sfida che gli porta Andrew Jackson.

1832: lo stesso Jackson si oppone vittoriosamente a Henry Clay.

1840: Martin Van Buren è il terzo inquilino della dimora presidenziale che non riesce a raddoppiare perdendo nell’occasione da William Harrison.

Occorre attendere il 1864 per vedere un Presidente in carica in cerca di un secondo incarico: è Abraham Lincoln che sconfigge George McClellan.

1872: Ulysses Grant, Capo dello Stato dopo il 1868 elettorale, contiene facilmente Horace Greeley.

Tra il 1884 e il 1892 qualcosa di unico.

Grover Cleveland vince appunto nella prima circostanza.

Perde nella seconda (1888) sconfitto da Benjamin Harrison che infine sconfigge nella terza occasione (1892).

1900: William McKinley si conferma superando William Jennings Bryan.

1904: entrato in carica nel 1901 dopo l’assassinio del citato McKinley, Theodore Roosevelt respinge Alton Parker.

1912: in una tornata davvero incredibile (i repubblicani si dividono), l’uscente William Taft perde da Woodrow Wilson che invece contiene nel successivo 1916 Charles Evans Hughes.

1924: Calvin Coolidge, subentrato al defunto Warren Harding, resiste a John Davis e a Robert La Follett (due sfidanti!).

1932: Herbert Hoover, eletto quattro anni prima, è defenestrato da Franklin Delano Roosevelt.

Sappiamo che questi verrà eletto altre tre volte.

Nel 1936, a spese di Alfred Landon.

Nel 1940, ai danni di Wendell Wilkie.

Infine, nel 1944, di Thomas Dewey.

1948: altra unicità.

Dewey perde anche con Harry Truman subentrato al defunto F. D. R..

1956: Adlai Stevenson è sconfitto dal Presidente in carica Dwight Eisenhower.

1964: Lyndon Johnson, in sella a seguito dell’uccisione di John Kennedy, respinge Barry Goldwater.

1972: Richard Nixon, eletto un quadriennio prima, sconfigge facilmente George McGovern.

1976: Gerald Ford, alla Casa Bianca in luogo del dimissionario Nixon, è battuto dallo sfidante Jimmy Carter.

Questi è strabattuto quattro anni dopo da Ronald Reagan il quale, nel 1984, si conferma contro Walter Mondale.

Ultimo Presidente incapace di rivincere è George Herbert Bush.

Nel 1992, perde da Bill Clinton.

Il quale, come i successivi George Walker Bush e Barack Obama rimarrà in sella otto anni.

I battuti sono nell’ordine Bob Dole (1996), John Kerry (2004) e Mitt Romney (2012).

Come si vede, per quanto da tempo non succeda, non pochi i Capi dello Stato USA spediti a casa dagli elettori.

E Trump?

Chi vivrà vedrà.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-02 11:16:102019-06-02 11:16:10Come è andata ai candidati opposti ai Presidenti come Donald Trump in cerca di rielezione

L’effimera carriera politica di Shirley Temple

Giugno 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Parlando di possibili sfidanti di Donald Trump nell’ambito del proprio partito sarà bene sottolineare che nessun Presidente, per quanto in spolvero e sulla cresta dell’onda, ricandidandosi, lo ha potuto fare senza una sia pure minima opposizione interna.

Il californiano ad oggi ancora vivente (novantuno anni) Pete McCloskey ne è un esempio.

Ne parliamo sì per essersi come detto opposto invano (nel 1972) ad un Capo dello Stato – Richard Nixon – reduce da un successo internazionale davvero storico (l’apertura alla Cina Popolare di Mao), ma anche per avere egli spento sul nascere le ambizioni politiche di una vera star hollywoodiana, Shirley Temple.

Bambina prodigio, Shirley aveva abbandonato lo schermo nel 1950 a soli ventidue anni mantenendo comunque una incredibile notorietà.

Repubblicana di idee e sentimenti, probabilmente spronata dal successo recente dell’allora nuovo Governatore della California Ronald Reagan, suo ex collega, nel 1967, si candidò alle primarie GOP per ottenere la possibilità di arrivare a Washington come Rappresentante.

Perse dal predetto Pete McCloskey (poi eletto), un professore di diritto che ne stroncò quindi sul nascere la carriera.

Troverà Shirley una qualche compensazione in campo diplomatico (ambasciatore prima in Ghana e poi in Cecoslovacchia) nonché diventando la prima donna a ricoprire il prestigioso incarico di Capo del Protocollo USA.

Ma niente più politica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-02 11:14:502019-06-02 11:14:50L’effimera carriera politica di Shirley Temple

Sei i Presidenti morti nel mese di giugno

Giugno 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Le persone (mettiamola così visto che a causa delle due elezioni non consecutive di Grover Cleveland – che è conteggiato sia quale ventiduesimo che come ventiquattresimo Capo dello Stato – i Presidenti sono invece quarantacinque) che hanno abitato finora la dimora presidenziale sono quarantaquattro.

Di queste, cinque (Carter, Clinton, il secondo Bush, Obama e Trump) ad oggi vivono.

Ebbene, dei trentanove deceduti – si muore, incredibilmente – ben sei (circa il doppio rispetto alla media: trentanove diviso dodici fa tre e venticinque) sono passati a miglior vita in giugno.

Seguendo l’ordine dei giorni del mese

l’1 (1868) James Buchanan

il 5 (2004) Ronald Reagan

l’8 (1845) Andrew Jackson

il 15 (1849) James Polk

il 24 (1908) Grover Cleveland

il 28 (1836) James Madison.

Verrebbe da invitare i cinque viventi a fare gli scongiuri…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-02 11:12:272019-06-02 11:12:27Sei i Presidenti morti nel mese di giugno

L’elezione al Senato

Giugno 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Deciso adottando il ‘Compromesso del Connecticut’ di optare per un Congresso bicamerale, in ossequio al dominante pensiero che il Senato – nel quale avrebbero dovuto trovare rappresentanza gli Stati – dovesse essere una istituzione assolutamente federalista, per quanto James Wilson avesse proposto l’elezione diretta e popolare dei Senatori, nel 1787, a Philadelphia stendendo la Costituzione, si volle che alla nomina degli stessi laticlavi provvedessero i legislativi locali.

Fu nell’inoltrarsi dell’Ottocento  che alcuni Stati decisero di cambiare escogitando metodi che portassero il popolo a decidere preventivamente quali candidati i predetti legislativi dovessero scegliere.

Fu infine con un Emendamento, il Diciassettesimo – voluto e votato da maggioranze congressuali democratiche conseguenti alle votazioni che portarono alla Casa Bianca per la prima volta Woodrow Wilson – che nel 1913 si arrivò a decidere per l’elezione diretta da parte dei cittadini dei membri della Camera Alta.

Nella circostanza, nessuna variazione quanto alla durata del mandato (sei anni) né quanto alla divisione degli eletti in tre classi, formate ciascuna all’incirca da un terzo, elette a due anni di distanza l’una dall’altra.

Ed è ancora così.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-01 11:07:392019-06-01 11:07:39L’elezione al Senato

Dazi ‘messicani’

Maggio 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Del cinque per cento dal 10 giugno.

Del quindici dall’1 agosto.

Del venti all’1 settembre.

Del venticinque all’1 ottobre.

Queste le misure dei dazi sulle importazioni minacciati da Donald Trump al Messico se non termineranno i flussi migratori dalla Nazione confinante con gli USA a meridione.

Immediata la protesta verbale del Presidente Lopez Obrador e dei suoi preoccupatissimi Ministri.

Il tutto avviene nel mentre è in corso di ratifica il Trattato T-Mec tra Canada, Messico e Stati Uniti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-31 11:06:362019-05-31 11:06:36Dazi ‘messicani’
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