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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Cascami (?!) del ‘Russiagate’

Maggio 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Cascame è per definizione un residuo utilizzabile.

È pertanto corretto, guardando agli ultimi accadimenti riguardanti il famigerato ‘Russiagate’ e i suoi protagonisti (Robert Mueller in testa) chiedersi se siano (e in quale modo e misura) appunto utilizzabili.

Quale influsso può avere e quanto seriamente può incidere – per dire – sull’andamento della campagna elettorale 2020 il fatto che Mueller abbia dichiarato non che Trump in merito sia estraneo a qualsiasi macchinazione ma che se il Presidente fosse stato innocente (cosa quindi non sicurissima) egli lo avrebbe espresso chiaramente?

Certo, gli avversari politici di Trump si agitano e si agiteranno ma con quali effetti concreti?

Un confronto dai toni sempre più aspri.

Nel quale i temi propriamente politici e ideologici – estremamente importanti e significativi – restano in secondo piano.

Peccato.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-31 11:05:102019-05-31 11:05:10Cascami (?!) del ‘Russiagate’

Donne e colori

Maggio 31, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nulla sfugge all’occhio degli osservatori.

In particolare se può avere una qualche significanza in termini non solo politici.

Ecco, oggi, una particolare connotazione della campagna elettorale già in corso e dei

temi che saranno trattati consiste nel fatto che in quasi tutti gli staff dei candidati (quello di Trump incluso, anche se solo per un pelo) i componenti donne sono in maggioranza.

Poi, quanto agli aiutanti di Kamala Harris e Julian Castro, in maggioranza altresì le persone di colore.

In tempi non lontani, impossibile anche solo pensare a qualcosa del genere.

La società americana va velocemente cambiando e la politica rappresenta ampiamente e non solo nei programmi questo cambiamento.

E si pensi che tra i candidati che si mostrano in cotal modo aperti non pochi sono dei ‘matusa’, come fino a poco fa gente d’età come Trump, Biden e Sanders almeno sarebbero stati chiamati!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-31 11:04:122019-05-31 11:04:12Donne e colori

Olandesi alla Casa Bianca

Maggio 30, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete.

I due Roosevelt erano di origini olandesi.

Una vecchia famiglia della New York un tempo Nuova Amsterdam.

Ma parlavano inglese, un ottimo inglese.

Non così il primo ‘tulipano’ ad arrivare a White House vincendo le elezioni del 1836.

Martin Van Buren, il suo nome.

Ebbene, dovette imparare a scuola l’inglese l’uomo di Kinderhook visto che in famiglia tutti parlavano la lingua d’origine.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-30 11:02:512019-05-30 11:02:51Olandesi alla Casa Bianca

Del rapporto tra Franklin Delano Roosevelt e Lyndon Johnson

Maggio 30, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

James Hillman, in ‘Il codice dell’anima’, riporta quanto lo storico Robert Allan Caro ebbe a scrivere a proposito del particolare rapporto – “intenso e diverso da tutti gli altri” – esistente tra Franklin Delano Roosevelt e l’allora giovane (correva la seconda metà degli anni Trenta) parlamentare Lyndon Johnson.

“… erano entrambi grandi geni politici.

Potevano parlare alla pari.

Erano pochissime le persone con le quali Roosevelt potesse comunicare sicuro che comprendessero tutti i risvolti di quanto andava dicendo.

Ma Lyndon a ventotto anni capiva fino in fondo”.

Parlando col suo Segretario agli Interni Harold Ickes poi F.D. fece una previsione:

“…fra un paio di generazioni la bilancia del potere in questo Paese finirà per pendere verso gli Stati del Sud e dell’Ovest.

E quel ragazzo, Lyndon Johnson, chissà che non diventi il primo Presidente sudista”.

Cosa aggiungere se non che, come scrive Maldwyn Jones, il texano è stato, per quanto azzoppato dalla Guerra del Vietnam, “un Presidente assolutamente eccezionale” e quanto alla politica interna, senza discussione – a mio parere – il migliore?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-30 11:01:462019-05-30 11:01:46Del rapporto tra Franklin Delano Roosevelt e Lyndon Johnson

Gli oscillanti rapporti tra gli Stati Uniti e Victoriano Huerta: le conseguenze

Maggio 30, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ha il Messico qualcosa a che fare con la decisione degli Stati Uniti di aiutare, in opposizione alla Germania, Gran Bretagna e Francia allo scoppio nel 1914 della Guerra in Europa?

La risposta è sì.

Non che la determinazione di Woodrow Wilson a tale riguardo sia assolutamente e solo (per carità!) conseguente ai fatti che ora narreremo, ma insomma.

Ora, per qualche tempo l’amministrazione Wilson ha visto di buon occhio Victoriano Huerta, successore al potere a Città del Messico di Francisco Madero.

Le cose sono però cambiate all’inizio dell’anno e il governo statunitense ha deciso di sospendere ogni fornitura d’armi e munizioni all’uomo forte messicano e ai suoi.

Costretto dagli eventi, Huerta concorda con la Germania l’arrivo, ovviamente via mare, dei rifornimenti bellici necessari.

Il 21 aprile 1914 le navi americane per impedirne l’attracco si impadroniscono della nave da trasporto tedesca Ypiranga carica proprio di armi e munizioni.

Difficilmente sostenibile alla luce delle regole internazionali tale comportamento.

La nave – viste le proteste tedesche e messicane – di lì a poco dissequestrata, scarica poi la merce in un porto del meridionale del Paese latinoamericano.

Il contrasto USA/Germania sorto nell’occasione ha breve durata, ma, come accennato, qualche influsso quanto alla successiva determinazione di Wilson di appoggiare Francia e Gran Bretagna allo scoppio del conflitto europeo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-30 11:00:302019-05-30 11:00:30Gli oscillanti rapporti tra gli Stati Uniti e Victoriano Huerta: le conseguenze

Del Censimento 1890

Maggio 29, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Succede nel 1890 che nel decennale censimento non si tenga più conto degli spostamenti verso Ovest, verso il West.

Oramai la costa pacifica è parte integrante del Paese e la ‘Frontiera’ è raggiunta.

(Ragionando in merito, Frederick Jackson Turner, di lì a poco, sosterrà che proprio la Frontiera fino a poco prima in movimento e l’impulso dei coloni a traversarla andando sempre più in là avevano dato vita, carattere e sostanza agli USA).

Succede che per la prima volta i dati relativi al censimento si abbiano in un tempo incredibilmente breve: sei settimane.

Fatto è che per raccoglierli ed elaborarli è stata usata la ‘macchina tabulatrice’ inventata da Herman Hollerith.

A distanza di tempo il censimento 1890 e le sue implicazioni avranno particolare rilevanza.

Di frontiera, ‘Nuova Frontiera’, parlerà John Kennedy.

Dalle conseguenti attività di Hollerith nascerà infine la IBM.

Un vero spartiacque quel ‘census’.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-29 10:59:322019-05-29 10:59:32Del Censimento 1890

Bill De Blasio sotto l’uno per cento nei sondaggi

Maggio 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Bill De Blasio.

Non so se dipenda dai cognomi italiani ma, certamente, i ‘nostri’ candidati alla nomination nei due partiti maggiori non hanno mai fatto molta strada.

Il primo e il più appoggiato nei sondaggi e tra gli osservatori è stato Mario Cuomo.

Dato per vincente nella corsa democratica del 1992 non prese neppure il via, misteriosamente rinunciando.

Fallimentare poi la campagna iniziata in ritardo e subito sospesa sine die di Rudolph Giuliani nel 2008.

È infine di pochi giorni fa la discesa in campo del Sindaco di New York Bill De Blasio.

Ebbene, nei sondaggi nazionali, si colloca sotto l’uno per cento!

Rischia perfino a causa dello scarso seguito di non essere ammesso ai dibattiti tra democratici in programma a fine giugno a Miami.

Mah?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-28 10:58:292019-05-28 10:58:29Bill De Blasio sotto l’uno per cento nei sondaggi

Bill Weld spera

Maggio 28, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Una sfida nelle Primarie causa notevole agitazione”.

Così, ieri, rispondendo nel corso di una intervista televisiva, Bill Weld, unico contendente sceso finora in gara per strappare a Donald Trump la nomination GOP.

“E manca parecchio tempo all’Iowa e al New Hampshire e molte cose possono cambiare”.

Certo, nutrire fiducia è necessario e porta bene, ma l’ex Governatore del Massachusetts sa che tutti i sondaggi dicono che il Presidente è apprezzato dal novanta per cento di quanti si dicano repubblicani.

Cita però Weld, nelle prime parole sopra riportate, il vecchio Pat Buchanan che nel 1992 osò sfidare l’uscente George Herbert Bush.

Cita un contendente infine sconfitto (il primo Bush ottenne la nomination) ma la cui azione evidenziò qualche crepa nella armatura dell’incumbent che dovette affrontare, forse anche a causa di questi intoppi, non solo, come ovvio, il rivale democratico (Bill Clinton) ma anche l’indipendente Ross Perot, soccombendo a novembre.

Cattivello il nostro Weld!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-28 10:55:232019-05-28 10:55:23Bill Weld spera

2008, Barack Obama supera il ‘Bradley effect’

Maggio 27, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vent’anni di buona amministrazione.

Sindaco di Los Angeles dal 1973 al 1993, esponente di peso del Partito Democratico, Tom Bradley corse due volte da favorito per il Governatorato della California.

Prima del voto, sondaggi e critica affermavano fosse imbattibile.

In entrambe le occasioni, perse da un concorrente che tutti ritenevano superabile, il repubblicano George Doukmejian.

Anni lontani quelli politicamente percorsi da Bradley.

Anni nei quali il fatto che fosse afroamericano lo condizionava pesantemente.

Anni nei quali gli elettori intervistati nei sondaggi e negli exit poll, per non apparire razzisti, dichiaravano mentendo che lo avrebbero votato o di averlo fatto.

Passeranno quei tempi alquanto rapidamente e nel 2008 un nero conquisterà la nomination del Partito Democratico e successivamente la Casa Bianca.

Il suo nome è Barack Obama, ovviamente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-27 10:54:182019-05-27 10:54:182008, Barack Obama supera il ‘Bradley effect’

Chiuse, Semi chiuse, Aperte…’Jungle’

Maggio 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Rebus sic stantibus…

Lo sapete, le Primarie USA possono essere aperte, chiuse, semi chiuse…

Occorre per definirle guardare agli elettori ammessi nel caso dai partiti al voto.

Tutti?

Solo gli affiliati?

Anche gli indipendenti?

Sempre ricordando che è iscrivendosi alle liste elettorali che si può dichiarare la propria appartenenza.

Ecco ad oggi come stanno le cose Stato per Stato.

Chiuse: Delaware, Florida, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Maryland, Nebraska, New Jersey, New Mexico, New York, Oregon, Pennsylvania e Wyoming.

Semi chiuse: Alaska, Arizona, Colorado, Iowa, Kansas, Massachusetts, New Hampshire, North Carolina, Rhode Island, Utah e West Virginia.

Aperte: Alabama, Arkansas, Georgia, Hawaii, Michigan, Minnesota, Missouri, Montana, North Dakota, Vermont e Wisconsin.

Dopo di che, molte le combinazioni adottate dai restanti Stati.

Fino ad arrivare alla ‘Jungle primary’ nella quale la scelta non è ristretta a candidati di un solo partito e arrivano al confronto finale i due più votati a prescindere dalla loro appartenenza politica.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-26 10:50:542019-05-26 10:50:54Chiuse, Semi chiuse, Aperte…’Jungle’
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