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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Iowa poll

Giugno 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La corsa ‘vera’ verso la nomination prenderà il via nell’Iowa il prossimo 3 febbraio 2020 con il tradizionale Caucus.

Mancano mesi e mesi e i sondaggi possono oggi avere solo valore cronachistico comunque indicando una qualche tendenza.

Ebbene, il ‘poll’ appena reso noto riferentesi allo Stato con capitale Des Moines dice:

Joe Biden al 24 per cento

Bernie Sanders al 16

Elizabeth Warren al 15

Pete Buttigieg al 14

seguono Kamala Harris e Beto O’Rourke, invero deludenti.

Che dire se non che la Star con l’iniziale maiuscola va dimostrandosi il Sindaco di South Bend, Indiana?

Spuntato dal nulla, corre eccome!

Teniamolo d’occhio.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-09 11:40:062019-06-09 11:40:06Iowa poll

Gli svizzeri e la politica americana dei primi decenni dell’Ottocento

Giugno 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Svizzero?

Per il vero Albert Gallatin era nato a Ginevra nel 1761, molto prima quindi della entrata ufficiale (1815) della Città nella Confederazione Elvetica.

Fu, peraltro, per la capacità politica dimostrata e gli incarichi ricoperti, tra i più importanti uomini di governo e facitori degli allora giovanissimi Stati Uniti laddove era approdato negli anni Ottanta del Settecento.

Senatore, Rappresentante, Segretario di Stato al Tesoro (sua la più lunga permanenza nell’incarico, oltre dodici anni all’inizio del diciannovesimo secolo), Ambasciatore in Francia e in Inghilterra, fu tra i negoziatori della Pace di Gand (firmata il 24 dicembre 1814) che pose fine alla Guerra del 1812.

E capitò che si pensasse a lui altresì come possibile Presidente.

Chapeau!

Che dire, passando a William Wirt (in realtà, figlio di uno svizzero tedesco), se non che gli elvetici dovevano essere davvero particolarmente capaci visto che, come Gallatin al Tesoro, il suo incarico di Ministro della Giustizia è quello di maggior durata (dal 1817 al 1829) nella Storia americana?

Wirt – uomo di legge e saggista – è soprattutto invero da ricordare per essere stato il primo candidato alla Presidenza scelto da un partito nel corso di una Convention.

Fu infatti il Partito Antimassomico a indire appunto la prima Convenzione nel 1831 in vista delle elezioni dell’anno successivo e nella circostanza ad indicarlo per la contesa.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-09 11:38:542019-06-09 11:38:54Gli svizzeri e la politica americana dei primi decenni dell’Ottocento

Un’occhiata alla Camera dei Rappresentanti

Giugno 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È quella in corso di mandato alla Camera dei Rappresentanti USA a seguito delle Midterm Elections del 6 novembre 2018 la centosedicesima legislatura.

La prima entrò in carica nel 1799.

La prossima uscirà dalle votazioni in programma il 3 novembre 2020.

Il mandato dei Rappresentanti è biennale.

Le elezioni hanno luogo il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre di ogni anno pari mentre l’entrata in carica è comunque fissata al 3 gennaio dell’anno successivo.

Il numero totale dei membri è stabilito per legge in quattrocentotrentacinque.

La distribuzione Stato per Stato è su base proporzionale: maggiore il numero degli abitanti -secondo i risultati dei censimenti che si svolgono ogni decade nell’anno con finale zero – più alto il numero degli eligendi.

Oggi, la delegazione della California (la più numerosa) conta cinquantatre Rappresentanti mentre quelle di Alaska, Delaware, Montana, North Dakota, South Dakota, Vermont e Wyoming ne contano uno solo a testa.

Nel mezzo, proporzionalmente, le altre.

Ovviamente, insieme al Senato, potere della Camera è quello legislativo.

Per quanto specificamente riguarda per così dire il rapporto con la Presidenza due i compiti particolari spettanti al consesso.

Primo: nel caso in cui (come nel 1800 e nel 1824) nessuno dei candidati alla Casa Bianca raggiunga la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori la nomina del nuovo Capo dello Stato è di sua competenza.

Secondo: è di sua esclusiva spettanza l’apertura della procedura di impeachment nei confronti del Presidente.

(Procedura che deve però concludersi al Senato che diviene nel caso organo  giudicante).

 

P.S. Va sottolineato il fatto che in caso di elezione da parte della Camera del Presidente il voto non appartiene ai singoli Rappresentanti ma è su base statale.

Il voto della California e quello per dire dell’Alaska nella circostanza valgono uno a prescindere quindi dalla maggiore o minore consistenza della delegazione dello Stato.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/monica-maggioni-gabriella-pession.jpg 683 1024 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-08 11:37:442019-06-08 11:37:44Un’occhiata alla Camera dei Rappresentanti

Perché il Senato USA è “la camera che non muore mai”

Giugno 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’ho già detto e scritto ma vale la pena ripeterlo.

Allorquando si procedette alla elezione da parte dei legislativi dei singoli Stati dei primi ventisei Senatori (tredici le ex colonie e due per ciascuno Stato gli eligendi alla Camera Alta), i prescelti furono divisi in tre gruppi pressappoco di uguale entità numerica.

Il primo gruppo sarebbe restato in carica due anni.

Il secondo quattro.

Il terzo sei.

Di modo che successivamente il rinnovo del mandato della durata di sei anni avvenisse ogni volta per un terzo.

Si voleva evitare che l’arrivo sulla scena politica di un nuovo partito potesse radicalmente e di colpo mutare gli equilibri in atto.

Oggi – cinquanta essendo gli Stati e per conseguenza cento i Senatori – le elezioni senatoriali riguardano di volta in volta trentatre, trentatre e trentaquattro seggi.

È il Senato “la camera che non muore mai” per questa sua specificità.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-08 11:36:262019-06-08 11:36:26Perché il Senato USA è “la camera che non muore mai”

24 giugno 1949: con la programmazione del primo western la Televisione negli USA dispiega le ali

Giugno 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Hollywood e cioè il cinema per anni snobbò la nascente televisione.

Avrebbero potuto le grandi Case di produzione investire in merito ma non lo fecero considerando la tv un fenomeno passeggero e minore.

Allorquando la Mecca del Cinema si accorse che le cose non stavano così, al fine di boicottare il mezzo in crescita, per prima cosa, proibì a tutti i propri attori, sceneggiatori, registi e tecnici di lavorarvi pena l’ostracismo.

Le Case di produzione, poi, si accordarono per non vendere mai al concorrente oramai pericoloso (gli incassi annui calavano in modo preoccupante) le pellicole che pure riposavano a migliaia nei loro archivi.

Capitò peraltro che i diritti relativi ai sessantasei film western che vedevano in azione il cow boy ‘Hopalong Cassidy’ appartenessero all’attore protagonista William Boyd che li aveva comprati.

Fu il 24 giugno del 1949 che il primo film della serie fu proiettato sul piccolo schermo.

Nacque a seguito del grande successo che l’iniziativa conobbe il genere western televisivo che già nel seguente decennio Cinquanta diede un decisivo contributo alla affermazione del mezzo proprio ai danni del

Cinema.

Successo che la politica faticherà a sua volta a comprendere tanto che sarà necessario aspettare il 1960 per avere il primo confronto televisivo tra candidati alla Casa Bianca.

Incredibile tutto ciò quando si pensi alla importanza acquistata nel campo dal piccolo schermo negli ultimi decenni!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-07 11:35:012019-06-07 11:35:0124 giugno 1949: con la programmazione del primo western la Televisione negli USA dispiega le ali

Di ‘Southern and Northern Strategy’ e di geopolitica

Giugno 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Sud?

Profondo o meno che fosse?

Conservatore.

Ovviamente, schiavista e, al momento del dunque a questo riguardo, secessionista.

Dipoi, lungamente segregazionista.

E, la Storia lo documenta, guardando ai partiti, costantemente, monoliticamente democratico.

Al punto che per oltre un secolo, dalla fine della Guerra Civile ai primi anni Sessanta del Novecento (anche se molte – si pensi al seguito che colà ebbe George Wallace – furono le successive resistenze), le elezioni governatoriali e locali si vincevano nelle Primarie interne all’asino non avendo dopo nelle urne vera consistenza l’opposizione.

Era il Partito Repubblicano talmente conscio della situazione da sostanzialmente evitare di fare a Sud propaganda politica nelle tornate presidenziali.

(Peraltro, l’attribuzione dei Grandi Elettori ai diversi Stati permetteva al GOP di vincere con buona regolarità rivolgendosi invece al solo Nord.

Si guardi, per esempio, al periodo 1860/1932: oltre sette decenni durante i quali le Presidenze democratiche assommarono a soli sedici anni!)

Il primo candidato repubblicano che non si dette in merito per inteso e andò a Sud in cerca di consensi in una sorta di ‘Southern Strategy’ fu il Generale Dwight Eisenhower.

Una prima volta, già con qualche successo, nel 1952.

Una seconda, con migliori risultati, nel 1956.

Le cose cambiarono radicalmente nel 1964, l’anno nel quale il Presidente in carica Lyndon Johnson, democratico, portò a termine una rivoluzione geopolitica epocale conquistando tutto il Nord e in qualche modo relegando a Sud il, a quel momento davvero declinante, Partito Repubblicano.

Non che quella di Johnson possa essere definita una vera ‘Northern Strategy’ intendendo con il proprio straordinario operato quanto alla politica interna il grande successore di Kennedy – un democratico texano teoricamente del tutto conservatore e invece profondo riformatore – conquistare assolutamente tutto il Paese.

(Come non ricordare, al fine di celebrare quello che Maldwyn Jones giustamente definisce “un Presidente eccezionale”, che la sua vittoria datata 1964 è la più ampia in termini di voti popolari e Grandi Elettori da quella del 1820 che vide la conferma di James Monroe?)

‘Southern’..

‘Northern’…

Geopolitica…

È sostanzialmente e salvo situazioni e personalità travolgenti (Ronald Reagan in particolare nel 1984) che per la Casa Bianca il Sud e gli Stati centrali votano repubblicano e il Nord (avendo subito una determinante erosione ad opera di Donald Trump nel 2016) e la costa pacifica democratico.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-07 11:34:042019-06-07 11:34:04Di ‘Southern and Northern Strategy’ e di geopolitica

Kamala Harris e Pete Buttigieg trovano sostenitori

Giugno 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

C’è modo e modo per esaminare i sondaggi.

L’ultimo della CNN per esempio dice che Joe Biden è preferito dal trentadue per cento degli elettori democratici, che Bernie Sanders ha un seguito del diciotto e che nessun altro dei candidati dell’asinello arriva al dieci. Aggiunge che Kamala Harris è all’otto e Pete Buttigieg al cinque.

Non un granché.

Questi due signori hanno però raccolto un buon bottino in fatto di dollari: dodici milioni la Senatrice, sette il Sindaco.

Ora, il dato che può far pensare che le cose in prospettiva cambieranno è quello riguardante la notorietà nazionale dei candidati.

Biden e Sanders sono conosciuti praticamente da tutti gli elettori.

Harrys e Buttigieg da pochini.

Addirittura molto pochi (il secondo).

In futuro, quindi, sono i due outsider che possono vedere crescere il consenso illustrando se stessi e i loro programmi.

Minore decisamente invece il margine di possibile aumento del gradimento dei  due vecchi contendenti.

Fra una ventina di giorni l’esito del confronto tv di Miami dirà parecchio al riguardo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-06 11:31:522019-06-06 11:31:52Kamala Harris e Pete Buttigieg trovano sostenitori

Di elezione in elezione lo stato delle cose

Giugno 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Scrive Raymond Cartier nell’imperdibile ‘Le Cinquanta Americhe’ che Dwight Eisenhower solo con una qualche fatica, entrato alla Casa Bianca il 20 gennaio 1953, riuscì a ricevere e conoscere tutti i cinquecentotrentuno congressisti all’epoca in carica.

Essendo a quella data quarantotto gli Stati dell’Unione e pertanto novantasei (due a testa) i Senatori si evince che i membri della Camera dei Rappresentanti erano in effetti quattrocentotrentacinque.

Lo erano in verità già al momento delle elezioni presidenziali del 1912 a seguito della legge – datata 1911 – che a questo totale nazionale li ha fissati.

(Erano e sono i Rappresentanti ripartiti Stato per Stato in proporzione al numero degli abitanti di ciascun territorio come determinato dal Censimento che ha luogo ogni decade nell’anno con finale zero: l’ultimo quindi nel 2010, il prossimo nel 2020).

Esisteva fino alla tornata elettorale del 1960 una completa corrispondenza tra il numero totale dei Congressisti (Senatori – diventati cento per l’entrata nell’Unione di Alaska e Hawaii – più Rappresentanti, pertanto) e quello dei Grandi Elettori, ossia dei delegati che gli Stati (ancora e sempre in proporzione al numero dei residenti) eleggono “il primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre dell’anno corrispondente al bisestile”, delegati che poi, “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del successivo mese di dicembre”, ogniqualvolta esista una maggioranza assoluta a sostegno di uno dei candidati (solo nel 1800 e nel 1824 non accadde e la scelta passò come prescritto alla Camera), nominano effettivamente il Presidente.

Fu nel successivo 1964 che, a seguito di un Emendamento costituzionale che concedeva anche al Washington D. C. il diritto di votare tre Grandi Elettori, il totale di questi delegati (non più mutato) è di cinquecentotrentotto (cento membri del Senato più quattrocentotrentacinque componenti la Camera più i tre appena citati) e la maggioranza assoluta conseguentemente indispensabile duecentosettanta.

Ora, un interessante metodo di osservazione e conseguente studio della Storia USA è quello di guardare, elezione presidenziale per elezione presidenziale, il variare (quasi sempre) in aumento del numero dei Grandi Elettori.

È tale variazione indicativa dell’ingresso nell’Unione di nuovi Stati.

Così come il fatto che per un determinato periodo il numero non sia mutato certifica che in quel trascorrere nessun nuovo territorio si è aggiunto.

Pochi altri significativi dati in merito non essendo qui possibile riportare tutti i cinquantotto riferimenti.

Nel 1788/1789 (la prima votazione è l’unica che si sia svolta anche in un anno dispari, “anche”, come vergato, perché fino al 1844 compreso si è votato per la nomina dei Grandi Elettori per all’incirca un mese – novembre comunque e in qualche occasione altresì i primi di dicembre – e solo dal 1848 in un unico giorno), il totale degli infinite volte citati Grandi Elettori era sessantanove.

Scorrendo i dati, nel 1860 era trecentotre per scendere, a causa della Secessione del Sud, nel 1864 a duecentotrentatre.

Veloce la risalita a guerra civile finita tanto che nel 1872 si arriva a trecentocinquantadue (rientrati gli Stati del Sud ed accolti alcuni altri).

La stabilizzazione – momentanea visto che non si può escludere un cinquantunesimo Stato il cui arrivo aumenterebbe il totale dei Senatori (due in più) e conseguentemente dei Grandi Elettori che diventerebbero cinquecentoquaranta – come detto, dal 1960/1964.

Tutto molto chiaro.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-06 11:26:392019-06-06 11:26:39Di elezione in elezione lo stato delle cose

Farsi conoscere

Giugno 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Guardiamo agli oltre venti candidati democratici alla nomination 2020.

Joe Biden, Bernie Sanders, in misura minore Elizabeth Warren e Kamala Harris, per dire, hanno una visibilità nazionale.

Sono – l’ex Vice di Obama e il vecchio rivale di Hillary Clinton di più – noti dovunque, dall’Alaska alla Florida, a New York, alla California.

Dura di questi tempi, invece, la vita per i molti pretendenti – e certamente fra loro i capaci non mancano – che devono farsi conoscere.

Farsi conoscere, raccogliere consensi e gli indispensabili fondi.

È da questo punto di vista comprensibile che in un primo momento, a tali fini, cerchino di distinguersi, di caratterizzarsi.

Nasce così “il candidato gay”, quello “reduce ed eroe di guerra”, il rappresentante di questa o quella specifica necessità o istanza.

Fra non molto – a Miami verso fine mese – un primo confronto televisivo fra loro permetterà ai più in gamba di esprimersi, ai meglio preparati di mettersi in luce andando oltre le specificità.

E contemporaneamente setaccerà il lotto.

Chissà mai che tra questi non si nasconda e si faccia avanti un nuovo Bill Clinton che, uscendo dall’anonimato periferico (dall’Arkansas, allora), cambi uno scenario ad oggi apparentemente definito?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-05 11:25:252019-06-05 11:25:25Farsi conoscere

Quanta bella gente a Gand nel dicembre del 1814!

Giugno 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In corso la ‘Guerra di Madison’ – come gli avversari dell’allora Presidente USA definivano quella che i libri di Storia chiamano ‘Guerra del 1812’ – al fine di chiuderla, a dicembre del 1814, a Gand (Ghent, in lingua fiamminga), si incontrano le delegazioni delle due nazioni coinvolte, belligeranti.

Assolutamente straordinaria la composizione della deputazione degli Stati Uniti d’America.

Comprende un futuro Segretario di Stato e poi Presidente di nome John Quincy Adams.

Uno dei grandi della politica USA della prima metà dell’Ottocento, dipoi Speaker della Camera, Segretario di Stato e più volte candidato invano a White House di nome Henry Clay.

L’ex Segretario al Tesoro storicamente per più anno detentore dell’incarico, politico e diplomatico di valore assoluto Albert Gallatin, ginevrino.

Con loro, l’autorevole Senatore James Bayard e l’Incaricato d’affari presso la Gran Bretagna Jonathan Russell.

Il conseguente Trattato fu firmato il 24 dicembre 1814 appunto a Gand.

Prima che fosse noto oltre oceano passarono settimane.

Non conoscendone la firma, il Generale Andrew Jackson – futuro Presidente – combatté e vinse ai primi del successivo gennaio contro gli inglesi la celebre e celebrata Battaglia di New Orleans.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-06-05 11:24:222019-06-05 11:24:22Quanta bella gente a Gand nel dicembre del 1814!
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