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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Biden in grande spolvero

Maggio 26, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Due recentissimi sondaggi condotti tra persone di tendenza democratica come tra indipendenti disponibili a votare per l’asinello indicano nell’ex Vice Presidente Joe Biden il netto favorito – oggi, naturalmente – per la nomination 2020.

Trentotto e quaranta per cento il risultato favorevole per Biden.

Distaccato e notevolmente – per quanto sia l’unico dei rivali in doppia cifra: sedici per cento – il Senatore del Vermont Bernie Sanders.

Pete Buttigieg, Elizabeth Warren, Beto O’Rourke e Kamala Harris seguono tutti accreditati di indicazioni all’incirca del cinque per cento.

Dispersi gli altri tra i quali il Sindaco di New York Bill De Blasio.

Mille, a venire, i sondaggi che avremo modo di vedere.

Mille i possibili mutamenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-26 10:28:302019-05-26 10:28:30Biden in grande spolvero

Del ‘Caucus’ e della ‘Deriva linguistica’

Maggio 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, i più sostengono che la locuzione ‘Caucus’ (avete presente quello dell’Iowa che dà il via alla campagna elettorale USA per la scelta dei delegati da inviare alle Convention laddove saranno designati i candidati alla Casa Bianca?) sia di origine algonchina e che indicasse tra le genti così linguisticamente accomunate le riunioni, i consigli dei capi.

Ora, si fa presto a dire ‘lingua algonchina’.

Invero, ai tempi, gli idiomi così definibili erano numerosissimi essendo decisamente non pochi i popoli dei nativi americani riconducibili appunto e sempre linguisticamente alla voce ‘Algonchino’.

Fra i tanti, i Cheyenne, i Cree, gli Arapaho, i Mic Mac, i mitici Mohicani, i Delaware…

Orbene, molte tra queste lingue sono oggi non da oggi estinte.

Molte quelle soggette alla ‘deriva’.

Si ha ‘deriva linguistica’ allorquando un idioma prima usualmente utilizzato da un popolo viene mano mano, fino a scomparire, sostituito da un altro.

Negli USA, ovviamente, dall’inglese.

Fenomeno difficilissimamente arginabile questo.

Purtroppo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-25 10:26:202019-05-25 10:26:20Del ‘Caucus’ e della ‘Deriva linguistica’

La Storia della Rivoluzione Americana con il contributo di Lafayette

Maggio 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Fra le prime opere letterarie dedicate alla Rivoluzione Americana, notevole certamente quella pubblicata nel 1809 dallo storico e uomo politico (fece parte del Governo Provvisorio della Nazione Piemontese tra il 1798 e il 1799) canavesano Carlo Botta.

Intitolata ‘Storia della Guerra di Indipendenza degli Stati Uniti d’America’, ebbe una certa notorietà negli States.

Di rilievo il fatto che nella stesura il Botta si sia avvalso di documenti contemporanei non pochi dei quali forniti personalmente dal Marchese di Lafayette.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-25 10:21:112019-05-25 10:21:11La Storia della Rivoluzione Americana con il contributo di Lafayette

Il tramonto dei Whig

Maggio 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Elezioni presidenziali del 1852.

Seguendo un copione già messo in scena nel 1844, i Whig non ricandidano il loro Presidente uscente.

Nel predetto 1844 avevano preferito Henry Clay all’incumbent John Tyler mentre nella circostanza scelgono Winfield Scott invece di Millard Fillmore (e va anche notato – a certificare la pedissequa ripetizione – che sia Tyler che Fillmore erano subentrati da Vice in corso di mandato al titolare, un generale eroe di guerra in entrambe le circostanze, morto in carica).

Demolito Winfield Scott dal ‘dark horse’ democratico Franklin Pierce (duecentocinquantaquattro Grandi Elettori a quarantadue), il partito Whig – nato nei primi anni Trenta in opposizione al governo Jackson – declina rapidamente e già nel 1856 non sarà in grado se non unendosi ad altri come Know Nothing di proporre un proprio candidato a White House.

Sic transit gloria mundi!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-25 10:19:502019-05-25 10:19:50Il tramonto dei Whig

West Point

Maggio 25, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Durante la Guerra di Secessione tutti i generali (nordisti e sudisti, tutti) avevano frequentato l’Accademia di West Point.

Tutti allievi di Dennis Hart Mahan, a sua volta conoscitore e divulgatore delle opere di strategia militare del Barone Antoine de Jomini.

Per questo la situazione restava sostanzialmente bloccata.

Ognuno dei comandanti conosceva bene e sapeva come avrebbe reagito l’avversario in qualsiasi circostanza.

Certo, l’arrivo di Ulysses Grant  – vecchio bevitore ma ottimo soldato – aiutò il Nord.

Ma quello che alla fine sconfisse il Sud fu la mancanza di ricambi in fatto di uomini, armi e munizioni.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-25 10:18:452019-05-25 10:18:45West Point

Jackson e la cartamoneta da venti dollari, ovvero della necessità di contestualizzare

Maggio 24, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Ministro del Tesoro USA Steven Mnuchin ha annunciato che la banconota da venti dollari continuerà a proporre il volto del settimo Presidente Andrew Jackson almeno fino al 2026.

Adduce il Ministro ragioni afferenti una possibile contraffazione.

Immediata la conseguente polemica.

Da tempo, difatti, era nell’aria la decisione di sostituire con l’effige della ex schiava e abolizionista storica Harriett Tubman quella del primo Capo dello Stato appartenente al Partito Democratico.

Non accadrà – sostengono proprio i democratici – per l’opposizione di Trump accusato di non essere favorevole alla modifica per diverse implicazioni, non ultima delle quali una nascosta avversione razziale.

Due le osservazioni in merito.

La prima riguarda il fatto che il partito in origine e per lunghissimi decenni sostenitore della schiavitu’ e della segregazione – il Democratico – accusi un esponente del partito che la schiavitu’ e il segregazionismo ha combattuto e vinto – il Repubblicano – di una sia pure nascosta avversione razziale.

La seconda concerne la visione, oggi non da oggi, che si ha della figura dello stesso Andrew Jackson.

Una visione che – accade spessissimo – porta a conclusioni e giudizi che prescindono assolutamente dalle circostanze storiche dell’epoca non contestualizzando, come è invece sempre indispensabile fare.

Personalmente, non ho mai amato Jackson, il defenestratore (democraticamente, per carità) nella tornata elettorale 1828 dell’ultimo (John Quincy Adams) appartenente alla ‘aristocrazia’ che aveva ideato, fatto e istituzionalizzato gli Stati Uniti d’America.

Colui – ancora Jackson – che aveva portato al Governo la borghesia.

Ciononostante, quanto alle ragioni che sostengono l’idea e il progetto della sostituzione dell’effige molto ritengo sia da eccepire.

L’accusa sostiene che il vincitore della Battaglia di New Orleans abbia operato sia come uomo d’armi che come Capo dello Stato da feroce persecutore dei nativi americani, degli indiani insomma.

Vittorioso invero prima contro i Creek e poi contro i Seminole, determinante quanto alle decisioni che portarono alle forzate migrazioni di intere Nazioni indiane, Jackson viveva in un contesto storico che portava ad agire in quel modo.

Un contesto che giudicato con gli occhi di oggi lo fa ritenere moralmente esecrabile.

Ciò detto ci si deve chiedere chi mai tra i Grandi del passato possa essere ancora ritenuto tale sottoposto che fosse al giudizio del mondo nel quale viviamo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-24 10:17:442019-05-24 10:17:44Jackson e la cartamoneta da venti dollari, ovvero della necessità di contestualizzare

Di ‘Cover up’, di Impeachment e di nostalgica considerazione per la vecchia proposta Whig

Maggio 23, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo ha ribadito.

La Speaker della Camera Nancy Pelosi non riteneva e non ritiene opportuna la messa in stato d’accusa del Presidente.

Pensa – lo ha ripetuto opponendosi a vari Rappresentanti democratici desiderosi di dare il via all’operazione – che l’impeachment debba poggiare su basi più consistenti di quelle oggi possibili per non rivelarsi un boomerang e alla fine favorire Donald Trump.

Ha però accusato il Capo dello Stato di ‘Cover up’ e cioè di agire al fine di coprire i fatti che potrebbero supportare le richieste di quanti sostengono abbia ostruito la giustizia quanto al famigerato ‘Russiagate’.

Infuriato per tale atteggiamento, il tycoon ha mandato all’aria un incontro alla Casa Bianca nel corso del quale si doveva discutere di un piano di investimenti nazionali nelle infrastrutture.

Una rottura di notevole portata e conto.

Come si vede e altrimenti non poteva essere, la campagna elettorale incide profondamente e negativamente sulla pubblica amministrazione.

Attacchi e contrattacchi continui, ininterrottamente.

Viene da pensare che avessero ragioni da vendere i Whig dei secondi decenni della prima metà dell’Ottocento quando proponevano il mandato presidenziale unico!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-23 10:16:532019-05-23 10:16:53Di ‘Cover up’, di Impeachment e di nostalgica considerazione per la vecchia proposta Whig

‘Lieutenant Governor’

Maggio 23, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate?

Fino all’entrata in vigore del Dodicesimo Emendamento nel 1804, la distinzione tra candidato alla Presidenza e alla carica vicaria non esisteva.

Ragione per la quale chi conquistava il maggior numero di Grandi Elettori diventava Capo dello Stato mentre colui che arrivava secondo in questa specifica competizione ne era il Vice.

Poteva pertanto – e occorse nel quadriennio conseguente le votazioni del 1796 – essere Vice un esponente di un partito diverso da quello del titolare.

Nella circostanza, ove mai John Adams, federalista, fosse morto o si fosse dimesso gli sarebbe subentrato Thomas Jefferson, repubblicano/democratico.

Una anomalia corretta dal predetto Emendamento con la creazione del ‘ticket’ candidato Presidente/candidato Vice.

Orbene, la descritta particolare anomala situazione si è lungamente ripetuta e tuttora si ripropone a livello degli Stati laddove il Vice Governatore – un di più rispetto alle presidenziali d’antan – è stato ed è addirittura eletto separatamente, in date differenti dal Governatore.

Sono oggi ancora diciotto gli Stati (tra i quali la California) nei quali tale situazione è in atto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-23 10:15:542019-05-23 10:15:54‘Lieutenant Governor’

La tubercolosi e la colonizzazione del Sud Ovest

Maggio 22, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Esemplare.

Leggenda vuole che ‘ Doc’ Holliday sia arrivato nel Sud Ovest per via della tisi.

Tubercolotico, si trasferì colà per combattere la malattia.

E non fu certamente il solo affetto da tbc a cercare un clima più adatto.

Tant’è vero che Raymond Cartier indica proprio la tisi tra le cause della colonizzazione nei primi decenni della seconda metà dell’Ottocento di Arizona, New Mexico, Colorado e in parte Utah e Nevada.

Clima ‘giusto’ peraltro fino a un certo punto.

‘Doc’, infatti, morirà di tisi a Glenwood Springs, Colorado!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-22 10:13:392019-05-22 10:13:39La tubercolosi e la colonizzazione del Sud Ovest

La costa pacifica

Maggio 22, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È tra il 1846 e il 1848 che, attraverso il Trattato dell’Oregon (stipulato con la Gran Bretagna) e quello di Guadalupe Hidalgo (che concluse la Guerra col Messico) che gli Stati Uniti d’America arrivano al Pacifico.

Così come in altre circostanze (si pensi agli sfottò che incasserà William Seward allorquando comprerà dalla Russia l’Alaska), molte le opposizioni al Trattato dell’Oregon (l’altro era conseguente al vittorioso conflitto) che porta alla acquisizione di quelli che  diventeranno appunto l’Oregon e il Washington.

Tra i contrari alla firma e prima ancora alle trattative condotte dall’allora Segretario di Stato e futuro Presidente James Buchanan, l’autorevole Senatore Daniel Webster che si chiedeva:

“A cosa serviranno tremila miglia di costa inospitale lungo il Pacifico?

Quanto a me, non ne darei un centesimo”.

Drastico un suo collega:

“Supponete che quei territori vengano organizzati.

Così fosse, un giorno diventerebbero degli Stati e manderebbero da noi dei Rappresentanti.

Ecco, non potrebbero fare il viaggio fino a Washington in meno di un anno!”.

Fiato corto e vista offuscata.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-22 10:12:302019-05-22 10:12:30La costa pacifica
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