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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Muro messicano di ferro?

Maggio 17, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Avrebbe detto…

Probabilmente…

Voci che si rincorrono sui media.

A proposito del famigerato muro messicano.

Trump starebbe pensando a una struttura in alti pali d’acciaio neri.

In ipotesi, con le cime appuntite.

Riportiamo ben sapendo che una voce può essere smentita un attimo dopo la sua diffusione.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-17 09:58:552019-05-17 09:58:55Muro messicano di ferro?

Il Grande Slam’ tennistico nasce negli USA, a New York

Maggio 17, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Corre il 1933.

Nel quartiere nuovaiorchese di Forest Hills, nel West Side Tennis Club, da 2 al 10 settembre, sono in programma gli U. S. National Championship.

È questa la cinquantaduesima edizione del torneo oggi open e denominato dal luogo di attuale effettuazione ‘Flushing Meadows’.

Tra gli iscritti, il ‘canguro’ Jack Crawford.

Grande in patria – dove ha vinto più volte i Campionati in singolo, doppio e misto – è riuscito quest’anno a trionfare anche al Roland Garros parigino e a Wimbledon.

Dovesse vincere anche nella Grande Mela metterebbe a segno un colpo mai riuscito prima: riportare nello stesso anno tutti e quattro i tornei tennistici più importanti.

È il favorito, Crawford, anche se sta girando il mondo da tempo infinito (e si pensi che solo il viaggio in nave dall’Australia alla Francia porta via ben più di un mese).

È parlando di lui che, mutuando (come già successo per il golf) il termine dal ‘bridge’, i giornali scrivono che, dovesse vincere ancora, metterebbe a segno ‘un Grande Slam’.

E cosa diavolo combina l’australiano?

Arriva in finale.

Perde il primo set.

Vince il secondo e il terzo.

È ad un passo dalla meta e dall’essere conservato.

E proprio a questo punto, cede.

Di schianto.

È vero, di fronte ha un vero campione che tale però si confermerà negli anni seguenti.

È l’inglese Fred Perry che negli ultimi due set lo annichilisce.

6/0 6/1 il mortificante risultato.

Deve rinfoderare la racchetta il buon ‘canguro’.

Devono gli USA e ancora Forest Hills aspettare cinque anni per vedere un altro giocatore impegnato per il completamento del Grande Slam.

Si tratta di Don Budge.

È americano e riuscirà nell’intento!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-17 09:57:492019-05-17 09:57:49Il Grande Slam’ tennistico nasce negli USA, a New York

Kay Ellen Ivey ha firmato!

Maggio 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Un nome da ricordare.

Con la sua firma, la Governatrice dell’Alabama Kay Ellen Jvey ha messo definitivamente in moto un processo anti aborto che con ogni probabilità porterà la Corte Suprema ad interessarsi nuovamente della controversa materia.

La legge firmata e in vigore nello Stato conservatore e a forti tinte repubblicane vieta l’interruzione della gravidanza anche nei casi di incesto e stupro, consentendola esclusivamente se e quando occorrano gravi rischi per la salute della madre.

Ovvi e previsti – voluti per arrivare alla Corte – e già annunciati i ricorsi.

Certo, la maggioranza dei Giudici Supremi è di impronta conservatrice.

Si prospettano tempi davvero interessanti!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-16 09:56:462019-05-16 09:56:46Kay Ellen Ivey ha firmato!

Bill de Blasio in pista

Maggio 16, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Warren Wilhelm jr si candida.

Intende ottenere la nomination democratica per le presidenziali del 2020.

Ne darà ufficialmente annuncio tra poche ore e partirà già nel prossimo fine settimana per l’Iowa dove a febbraio si terrà il primo Caucus.

Ma chi è Warren Wilhelm jr se non l’attuale Sindaco di New York Bill de Blasio?

Comprensibile il cambio di nome (De Blasio, per il vero con la d maiuscola, si chiamava la madre di origini italiane) ufficializzato nel 2002 considerate le amare vicissitudini paterne.

Importante davvero la sua discesa in campo evidentemente dettata da rilevazioni e sondaggi che gli danno speranze di essere seriamente tra i papabili.

È de Blasio un democratico progressista e trova tra i candidati già in corsa non pochi che si agitano nelle stesse sue acque.

Ma ha le spalle robuste.

Guardando ai trascorsi, invero, nessuno dei suoi predecessori nell’incarico è arrivato alla Presidenza ma c’è sempre una prima volta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-16 09:54:012019-05-16 09:54:01Bill de Blasio in pista

‘No winner take all’, un problema per i democratici

Maggio 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete, le regole che governano l’attribuzione da parte degli Stati dei delegati alle Convention sono di competenza partitica.

Possono quindi – e in effetti lo fanno – i partiti decidere in merito.

Ora, mentre tra i repubblicani in non pochi casi vige il ‘winner take all’ (assoluto o relativo che sia), così non è in casa democratica laddove i delegati vengono attribuiti proporzionalmente (tot voti ricevuti, tot delegati).

Conseguenze?

Più rapido e possibile il raggiungimento della maggioranza assoluta degli stessi delegati da parte di un candidato tra i GOP.

Più lungo e difficile tra gli asinelli.

Orbene, il fatto che oggi i pretendenti democratici alla nomination siano più di venti fa pensare – dividendosi i voti – che sia possibile arrivare alla Convention dem senza un vincitore annunciato.

Una ‘brokered Convention’, quindi?

 

PS

Come altra volta scritto, il sistema ‘winner take all’ assoluto è altresì quello in uso in quarantotto Stati e nel Washington DC per l’attribuzione dei ‘Grandi Elettori’ e prevede che tutti i delegati ai quali lo Stato ha diritto vengano attribuiti al candidato che ha più voti popolari qualsiasi sia la percentuale raggiunta e quindi anche se inferiore al cinquanta per cento.

Il ‘winner take all’ relativo prevede la attribuzione al candidato di tutti i delegati solo se abbia superato il cinquanta per cento dei suffragi, altrimenti la divisione dei citati delegati è proporzionale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-15 09:51:512019-05-15 09:51:51‘No winner take all’, un problema per i democratici

L’Alabama vieta l’aborto

Maggio 15, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ieri, il Senato dell’Alabama – un ‘Red State’ a tutto tondo nel quale i repubblicani contano su schiaccianti maggioranze – facendo seguito ad una simile deliberazione della Camera, ha approvato una legge che vieta l’aborto anche in caso di incesto e stupro.

Unica possibile eccezione nell’ipotesi in cui la prosecuzione della gravidanza metta in pericolo la vita della gestante.

Se, come sembra, la Governatrice Kay Ivey la firmerà sarà la legge più restrittiva mai approvata da uno Stato USA da quando la Corte Suprema ha sentenziato a proposito della ammissibilità dell’interruzione di gravidanza.

Già annunciati, ovviamente, i ricorsi.

Peraltro, voluti dai repubblicani locali (e non solo).

È difatti loro intendimento portare di tribunale in tribunale la questione proprio davanti alla predetta Corte Suprema.

Sperano che la maggioranza conservatrice colà oggi esistente possa portare a sostanziali cambiamenti in senso restrittivo sul tema.

Questione questa di grande importanza e di notevole impatto sul piano sociale – naturalmente – nonché politico elettorale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-15 09:43:542019-05-15 09:43:54L’Alabama vieta l’aborto

Non capita più

Maggio 14, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

L’ultima volta che un candidato alla Casa Bianca è andato a dormire convinto di avere vinto per svegliarsi sconfitto è stato nel 1948.

Oggi, i mezzi di comunicazione non permettono a nessuno di illudersi e al massimo lasciano dubbi sul risultato come occorso nel 2000.

Nel citato 1948, confortato da tutti i sondaggi precedenti l’elezione e dai dati relativi allo spoglio dei seggi della costa Atlantica (e non solo) che lo davano vincente, il repubblicano Thomas Dewey si addormentò felice e contento.

Sconfitto quattro anni prima da Franklin Delano Roosevelt, si era preso la rivincita battendo l’uscente Harry Truman, opinava.

Fu alle prime luci del successivo 3 novembre che, arrivati i risultati del Sud Ovest e della Riva Pacifica scopri di avere invece perso.

Famosa la fotografia che propone un sorridente (a dir poco) Truman che mostra un giornale che riporta un titolo a tutta pagina – oramai superato dai fatti -che proclama il rivale Dewey vincente.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-14 09:42:362019-05-14 09:42:36Non capita più

21 maggio 1832

Maggio 14, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Convention.

Siamo abituati a sentir parlare della Convention come del momento culminante della campagna elettorale interna ai partiti per la designazione ufficiale del candidato alla Casa Bianca.

Ha luogo, la Convention – che è in buona sostanza un Congresso di partito – ogni quattro anni verso luglio/agosto a completamento del lungo iter ‘Caucus/Primarie’ nel corso del quale, oggi non da oggi, Stato per Stato, vengono eletti i delegati che a loro volta sceglieranno il candidato e il suo ‘running mate’ (i due formano il cosiddetto ‘ticket’).

Orbene, il primo partito che decise di tenere una riunione nazionale di tal genere fu, nel settembre del 1831 a Baltimora, l’allora significativo Partito Antimassonico.

Guardando ai movimenti politici tuttora operanti, specificamente al Partito Democratico all’epoca nascente, la prima Convention ebbe inizio il 21 maggio 1832, anche in questo caso nella città del Maryland, e si concluse con il reincarico al Presidente uscente Andrew Jackson, dipoi vittorioso nelle urne.

Da allora, invariabilmente ogni quattro anni, quella che con il tempo è diventata una grande kermesse si ripete.

(Per inciso, il Partito Repubblicano è stato fondato nel 1854 e la prima sua Convention è datata 17/19 giugno 1856 e si tenne a Philadelphia).

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-14 09:40:412019-05-14 09:40:4121 maggio 1832

Adams federalista Presidente, Jefferson democratico-repubblicano Vice

Maggio 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Caso unico ed irripetibile.

A seguito delle elezioni del 1796 il Presidente e il Vice Presidente USA appartengono a due diversi partiti.

John Adams, il Capo dello Stato, è federalista.

Thomas Jefferson, suo Vice, è democratico-repubblicano.

Ciò significa che nel caso di morte o dimissioni del primo subentrerebbe il secondo, esponente del partito in verità soccombente nelle urne.

Questo perché la Costituzione non prevedeva il ticket elettorale ma disponeva solo che il più votato diventasse Presidente ed il secondo in graduatoria Vice.

A tale anomalia (che non aveva avuto rilevanza con George Washington che era un indipendente e non ne avrà dopo le votazioni del 1800 perché casualmente le due cariche andarono ad esponenti dello stesso partito) fu posto rimedio nel 1804 con il Dodicesimo Emendamento.

Da allora, ogni aspirante alla Presidenza deve essere accompagnato da un candidato al vicariato appartenente al suo stesso movimento politico.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-13 09:38:422019-05-13 09:38:42Adams federalista Presidente, Jefferson democratico-repubblicano Vice

Il perché del sistema bicamerale

Maggio 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Difficile risolvere il problema.

Philadelphia 1787.

Si sta scrivendo la Costituzione USA.

Le ex colonie maggiormente popolate (Virginia e New York) pensano a un sistema monocamerale nel quale, avendo un numero di eletti superiore, conterebbero decisamente molto.

Le colonie meno abitate non sono affatto d’accordo.

L’impasse viene risolto adottando il cosiddetto ‘Connecticut Compromise’ (è difatti la delegazione del Connecticut a trovare la soluzione) che prevede un sistema articolato in un Senato e in una Camera.

Nel primo, sono rappresentati gli Stati che hanno pari dignità e quindi lo stesso numero di Senatori: due.

Nella seconda, siedono i Rappresentanti del popolo, in quantità differente tra gli Stati e proporzionale al numero degli abitanti.

Per capirci: oggi al Senato la California e l’Alaska sono alla pari avendo due scranni a testa.

Alla Camera, la California conta su cinquantatre poltrone mentre l’Alaska ne ha una.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/renato-balestra.jpg 1416 2128 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-13 09:37:482019-05-13 09:37:48Il perché del sistema bicamerale
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