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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

I Governatori del New York e la Presidenza

Maggio 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

In qualche modo incredibile.

È addirittura dai tempi di Franklin Delano Roosevelt che un Governatore dello Stato di New York non approda alla Casa Bianca.

Più incredibile ancora, tra i suoi successori ad Albany uno solo, Thomas Dewey, è arrivato (due volte) alla sfida finale sia pure perdendo.

Venendo a tempi relativamente più vicini, a parte Mario Cuomo che, in testa nei sondaggi, non corse nel 1992, nessuno ha davvero avuto chance non si dice di farcela ma di concorrere seriamente alla nomination, dell’uno o dell’altro partito non importa.

Prima del citato F. D. R., tre gli eletti allo scranno massimo: Martin Van Buren, Grover Cleveland, Theodore Roosevelt.

Roba vecchia.

Oggi, ad Albany siede Andrew Cuomo.

È defilato quanto a White House al momento.

Un trampolino di lancio che sembrerebbe ideale il Governatorato del New York e in realtà poco significativo.

Mah?

 

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-06 00:00:002019-05-06 00:00:00I Governatori del New York e la Presidenza

Il Texas ‘diverso’ ipotizzato e cercato da Lamar

Maggio 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Mirabeau Lamar, secondo Presidente della Repubblica del Texas, successore e predecessore nella carica del ‘Padre della Patria’ dello Stato della Stella Solitaria Sam Houston.

Vale la pena eccome di parlarne sia pure in poche righe.

Vale la pena essendo ai tempi (primi anni Quaranta dell’Ottocento) Lamar un tenace oppositore dell’ipotesi (poi, ahilui, realizzatasi nel 1845) di una  entrata – attraverso la conclusione di un apposito Trattato – dell’ex territorio messicano resosi indipendente nel 1836 nell’Unione, negli Stati Uniti.

Pensava Lamar invece e di contro ad un ‘Grande Texas’ che arrivasse, annettendo i territori allora ancora soggetti al Messico, al Pacifico.

Perse, il Nostro – che aveva fatto coniare un ‘dollaro texano’ e operato grandemente a favore dell’istruzione pubblica – e ben lo sappiamo.

Perse, peraltro riuscendo ad ottenere notevoli riconoscimenti a livello internazionale dello Stato che presiedeva.

Criticabile per altri versi qui non affrontati (in specie il deprecabile atteggiamento nei confronti dei nativi), va Lamar ricordato anche per avere deciso che capitale del Texas dovesse essere Austin.

Ribattezzò in cotal modo un allora piccolo insediamento fino a quel momento denominato Waterloo.

Che abbia deliberato in tal senso (cambiandone il riferimento) perché di secondo nome si chiamava Bonaparte?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-06 00:00:002019-05-06 00:00:00Il Texas ‘diverso’ ipotizzato e cercato da Lamar

Pelosi invita alla moderazione

Maggio 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Inutile e probabilmente nocivo secondo la speaker della Camera Nancy Pelosi – democratica, ricordiamo – il ricorso eventuale all’impeachment nei confronti del Presidente Trump.

Inutile perché impossibile da portare a compimento vista la maggioranza repubblicana al Senato che nel caso giudicherebbe.

Forse nocivo in quanto potrebbe alienare le simpatie tra i moderati e spingerli sull’altra sponda.

Occorrerà – ripete vedremo se invano – Pelosi sconfiggere al centro Trump evitando radicalizzazioni che l’elettorato più duro e puro potrebbe sì accettare in sede di primarie e i votanti meno ideologizzati rifiutare invece a novembre.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-05 00:00:002019-05-05 00:00:00Pelosi invita alla moderazione

Trump in finale!

Maggio 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate il tormentone “è lui o non è lui?” 

Concludeva “Certo che è lui!”

Ecco, oggi, guardando ai finalisti del Campionato Mondiale di Snooker e vedendo che uno dei due si chiama Trump a quella stessa domanda dobbiamo rispondere “Non è lui”.

Il grande giocatore del nobile gioco in finale è difatti Judd Trump.

Giovane in grande ascesa, l’inglese (va specificato in un ambito nel quale si parla soprattutto di scozzesi, gallesi, irlandesi e appunto di inglesi) ricorda nell’impeto dell’azione e nella sicurezza dei colpi il Presidente USA.

Vincerà?

Affronta un vecchio (quanto al gioco non quanto all’età) marpione di nome John Higgins, scozzese.

Una specie di Biden dello Snooker.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-05 00:00:002019-05-05 00:00:00Trump in finale!

‘Il dilemma madisoniano’ oggi

Maggio 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Madison.

James Madison.

Uno dei Padri della Patria USA.

Uno dei ‘Cinquanta Semidei’ che – parola di Thomas Jefferson che era uno di loro – hanno ‘fatto’ gli Stati Uniti.

Enorme il contributo da Madison arrecato in tutte le fasi: dai primi vagiti della nuova democrazia al consolidamento delle sue istituzioni.

È a lui che dobbiamo anche il principio che va sotto il nome di ‘dilemma (appunto) madisoniano’.

È indispensabile per la democrazia che la maggioranza espressa democraticamente possa governare.

È indispensabile altresì che le istanze e le necessità delle minoranze siano tenute nel debito conto.

Impeccabile.

Oggi, è tale principio rispettato e non solo in America?

Oggi, nella fase storica che viviamo non sono forse le minoranze a prevalere?

Capita che sullo schermo – in questo caso su quello televisivo – si abbiano rappresentazioni illuminanti dello ‘stato delle cose’ (‘Der Stand der Dinge’, volendo).

Un episodio della oramai dimenticata serie ‘Ally McBeal’.

L’autore David Kelley propone una riunione dello studio legale nel quale Ally opera.

Uno degli avvocati presenta il caso che deve portare in aula di tribunale.

Un ‘Babbo Natale’ addetto ad intrattenere i bambini è stato licenziato senza giusta causa e chiede di essere ri assunto.

“È un handicappato?” la prima domanda dei soci.

Al ripetuto ulteriore diniego a “Appartiene a una minoranza etnica?”

“È gay?”

“È un transessuale?”

il più anziano e avveduto dei presenti conclude così:

“Se è una persona normale non ha speranze.

La legge di lui se ne frega!”

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-05 00:00:002019-05-05 00:00:00‘Il dilemma madisoniano’ oggi

New Hampshire

Maggio 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È dal 1952 che le Primarie del New Hampshire – le prime in programma che seguono di pochi giorni il Caucus dell’Iowa – acquistano d’importanza.

È in quella annata elettorale infatti che in campo democratico, battuto da Estes Kefauver, il Presidente uscente Harry Truman decide di ritirarsi e di non chiedere una seconda propria nomination.

Nel mentre, è sempre nella Primaria in questione che tra i repubblicani il Generale Eisenhower ha il sopravvento sul GOP duro e puro Robert Taft.

Per la Storia, Kefauver non otterrà la nomination dem sconfitto in Convention da Adlai Stevenson mentre sarà proprio ‘Ike’ il prescelto dai repubblicani.

La vicenda concernente Kefauver dimostra come non sempre vincere nel New Hampshire sia indispensabile per arrivare alla candidatura.

Certo, però, che fallire completamente non classificandosi tra i più votati è indice di scarsa presa sull’elettorato e in non pochi casi apre la strada alla rinuncia.

Clamorosa la vicenda datata 1968.

Il Presidente Lyndon Johnson resosi conto proprio nella circostanza di non godere più dell’appoggio della maggioranza dei suoi annuncia di non essere intenzionato ad ottenere una seconda candidatura.

Di recente, nel 2008 Hillary Clinton e nel 2016 Bernie Sanders colà vinsero salvo poi cedere alla distanza ai secondi classificati.

Nella prima circostanza a Barack Obama.

Nella seconda, alla stessa Hillary.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-03 00:00:002019-05-03 00:00:00New Hampshire

‘Chuck Grassley County Meetings’

Maggio 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

‘Presidente pro-tempore del Senato’.

Questa la prestigiosa carica che dal trascorso 3 gennaio 2019 ricopre repubblicano Charles Ernest Grassley detto ‘Chuck’.

(Presidente dell’Alta Corte USA è per dettato costituzionale il Vice Presidente in carica. 

Peraltro, il consesso nomina al proprio interno un ‘pro-tempore’ che regola e dirige i lavori quando il Presidente di diritto non può farlo).

L’ottimo ‘Chuck’ è in politica a livello federale dal 1974 allorquando fu eletto alla Camera dei Rappresentanti per il suo Iowa.

Vincente in seguito nella corsa per il Senato nel 1980, è stato confermato per la settima volta (!!!) nel novembre 2018.

Spettacolare il curriculum del fiero conservatore dell’Iowa.

La cui fama è altresì derivata e sostenuta da una particolare azione che quest’anno va ripetendo per la trentanovesima volta.

È difatti dal gennaio del 1981 – da immediatamente dopo il primo suo insediamento sullo scranno senatoriale – che Grassley visita (è il ‘Chuck Grassley County Meetings’) tutte le novantanove Contee dell’Iowa per intrattenersi con gli elettori e sentire personalmente le loro richieste, necessità e lamentele.

Alle quali, poi, dà seguito come dimostra il suo intatto e travolgente successo elettorale.

Chapeau!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-03 00:00:002019-05-03 00:00:00‘Chuck Grassley County Meetings’

18 maggio: la data del colpo di Stato USA

Maggio 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Mai successo (salvo nei primissimi tempi ad opera di Aaron Burr) che qualcuno abbia seriamente pensato ad un colpo di Stato, una presa del potere con la forza, negli States.

Nella realtà.

Perché di contro, nella finzione cinematografica (peraltro derivata da un romanzo), il grande – davvero – sceneggiatore Rod Serling ne ha trattato.

Il film in questione – diretto da John Frankenheimer e interpretato da Burt Lancaster e Kirk Douglas – si intitola ‘Sette giorni a maggio’ (‘Seven days in May’).

Incomprensibile oggi da chi non ricordi o abbia conoscenza della Guerra Fredda nei suoi anni più duri, ipotizza una azione golpista organizzata dal capo delle Forze Armate contro il Presidente e il Congresso (anche se qualche Senatore è dalla sua parte) per il loro ‘calare le braghe’ nei confronti dell’URSS.

Il giorno fissato per il Colpo di Stato – che ovviamente sarà sventato – è il 18 maggio.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/renato-balestra.jpg 1416 2128 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-03 00:00:002019-05-03 00:00:0018 maggio: la data del colpo di Stato USA

Bennett, il 22° uomo

Maggio 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Dal Colorado.

Il 22° candidato democratico alla nomination è uno dei due Senatori in carica dello Stato con capitale Denver.

Si chiama Michael Bennett.

Praticamente sconosciuto al grande pubblico, ha deciso di correre in un momento davvero particolare.

Mai – prima d’ora e considerando il fatto che i giochi sono apertissimi e che certamente altri asinelli scenderanno in campo – tanto numerosi e diversi i pretendenti.

Nessuno tra loro – memori come siamo di altre corse e di lontani e meno lontani candidati prescelti contro ogni previsione – è invero da prendere sotto gamba.

Bennett?

Avrà voce in capitolo?

Vedremo ma non va escluso.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-03 00:00:002019-05-03 00:00:00Bennett, il 22° uomo

Biden in grande spolvero

Maggio 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ok, Joe Biden scende in campo e i sondaggi lo mettono immediatamente al primo posto tra i pretendenti alla nomination democratica per il 2020.

Distanziando nettamente gli altri, per di più.

Il trentanove per cento degli elettori dell’asinello è con lui.

Bernie Sanders, primo fino a pochi giorni fa, è ora secondo staccatissimo (al quindici).

Dispersi, praticamente, gli altri.

La corsa è veramente lunga ma il Vice di Obama pare intenzionato a vincerla.

Vedremo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-02 00:00:002019-05-02 00:00:00Biden in grande spolvero
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