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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Il Distretto di Columbia finalmente al voto

Maggio 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

29 marzo 1961.

È questa la data nella quale, ratificato dal prescritto numero di Stati, entra in vigore il XXIII Emendamento alla Costituzione Americana che decreta che dalle successive presidenziali il Distretto di Columbia avrà diritto di nominare tre suoi Grandi Elettori da aggiungersi a quelli degli Stati.

Fino a quel momento, la capitale Washington non partecipava alla nomina dei Presidenti in forza – si sosteneva – di una supposta neutralità da conservare, a quel punto evidentemente non più ritenuta necessaria.

Passarono pertanto i Grandi Elettori da cinquecentotrentacinque a cinquecentotrentotto.

Arrivò – ed è tale – la maggioranza assoluta da raggiungere per essere eletti Capi dello Stato a duecentosettanta.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-12 09:34:502019-05-12 09:34:50Il Distretto di Columbia finalmente al voto

Jesse Ventura con i Verdi?

Maggio 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Viene da lontano Jesse Ventura.

Wrestler professionista di fama.

Attore caratterista.

Commentatore televisivo.

È stato Governatore del Minnesota dal 1999 al 2003.

All’epoca, militava nel Reform Party di Ross Perot.

A ben vedere, l’unico tra i Riformisti ad essere arrivato così in alto elettoralmente parlando.

È notizia di ieri che il suo nome sia tra quelli dei possibili candidati del Green Party.

Orfano di Jill Stein – che ha dichiarato di non essere in corsa – il partito dei Verdi è in cerca di un volto papabile in qualche modo riconoscibile.

Ventura pare disponibile a tentare l’avventura.

Ha affrontato sullo schermo pericoli ben superiori, no?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-12 09:33:272019-05-12 09:33:27Jesse Ventura con i Verdi?

Virginia

Maggio 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Terra di Presidenti.

Quattro dei primi cinque Capi dello Stato USA erano virginiani.

Washington, Jefferson, Madison, Monroe nell’ordine con il solo intermezzo di John Adams (del Massachusetts) e prima che John Quincy Adams (come il padre, dello Stato con capitale Boston) interrompesse la serie.

Dipoi, Harrison, Tyler e Taylor.

Grande l’importanza politica quindi nei primi decenni dell’Unione della Virginia.

Altrettanto grande la prevalenza sociale e culturale dello Stato, peraltro mano mano, col trascorrere delle decadi, declinante.

Fu la Virginia il territorio statale più popolato fino agli anni Dieci dell’Ottocento.

Fu solo con il censimento del 1820 che il primato in merito passò al New York.

Superata, non solo quanto a popolazione, anche e via via da Pennsylvania, Ohio e Illinois, la Virginia conobbe una improvvisa ed effimera resurrezione con la Guerra di Secessione, mettendosi a capo dei Confederati.

A caro prezzo – terribile sconfitta, se possibile, a parte – visto che le terre ad  Ovest dello Stato operarono quella che può essere considerata una ‘Secessione nella Secessione’.

Nacque difatti allora – correva il 1863 – il West Virginia.

Vecchi tempi.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-11 09:32:072019-05-11 09:32:07Virginia

Miami, 26/27 giugno: primo dibattito tra i democratici

Maggio 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Democratic National Commettee ha stabilito che il primo confronto ufficiale tra i candidati democratici alla nomination avrà luogo a Miami il 26 e 27 giugno prossimi.

Potranno partecipare i pretendenti alla designazione finale che risultino avere almeno l’uno per cento dei consensi nei tre sondaggi che lo stesso Comitato ritiene più affidabili.

Potranno altresì intervenire coloro che dimostrino di avere pubblici sostenitori/donatori di peso o un minimo di duecento tra questi diffusi in almeno venti Stati.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-10 09:31:022019-05-10 09:31:02Miami, 26/27 giugno: primo dibattito tra i democratici

Il Privilegio Esecutivo

Maggio 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ed eccoci alla prevedibile invocazione da parte di Donald Trump del Privilegio Esecutivo.

Prevedibile vista l’insistita richiesta democratica di avere in lettura alla Camera l’intero Rapporto Mueller riguardante il cosiddetto Russiagate.

Sostiene in cotal modo il Presidente che è suo diritto difendere la riservatezza degli atti esercitati nel caso sulla base del potere esecutivo che gli appartiene.

Celebre davvero il precedente nixoniano non andato a buon fine.

La Corte Suprema, chiamata in causa dai difensori del Presidente del Watergate, non riconobbe come valida l’opposizione attraverso proprio il Privilegio Esecutivo alla richiesta consegna di registrazioni per il Capo dello Stato assolutamente negative.

Non che ci si avvicini ad una situazione giudiziaria simile.

Affatto.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-09 09:25:402019-05-09 09:25:40Il Privilegio Esecutivo

Biden vola

Maggio 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Quarantasei per cento!

Notevole davvero il consenso (si parla di sondaggi) nei confronti della candidatura di Joe Biden tra i democratici.

Staccato di molto Bernie Sanders al quattordici.

Dissolta (parrebbe) Elizabeth Warren, terzo con l’otto (non trascurabile) Pete Buttigieg.

Difficile il momento per Il pochi giorni fa invece quotato Beto O’Rourke.

È sceso al tre per cento e annaspa.

Nuotava nel centro del partito, zona ora presidiata da un pesce molto più grande e serio.

Il predetto ex Vice Presidente e Senatore Joe Biden.

Manca una infinita’ di tempo e tutto cambia rapidamente.

Ma un match Trump/Biden sembra essere la soluzione più probabile per il 2020.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-09 09:24:032019-05-09 09:24:03Biden vola

Nessun confronto con Weld

Maggio 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Lo sapete.

Contro ogni aspettativa e con una buona dose di autoironia, l’ex Governatore del Massachusetts William Bill Weld ha lanciato il guanto di sfida a Donald Trump.

Intende contendergli la nomination repubblicana.

Una operazione temeraria, a detta di tutti gli osservatori.

A tale riguardo, forte dei sondaggi che gli riconoscono il seguito di all’incirca il novanta per cento degli elettori GOP, Trump ha fatto annunciare di non avere intenzione di confrontarsi in un pubblico dibattito con Weld.

Ufficialmente “tanto travolgente” è il suo successo.

Pare che la medesima presa di posizione possa riguardare anche altri possibili contendenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-09 09:19:582019-05-09 09:19:58Nessun confronto con Weld

I primati di John Tyler

Maggio 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ovviamente, occorse il trascorrere di un qualche decennio perché Presidente degli Stati Uniti fosse eletto effettivamente una persona dotata di tutti e tre i requisiti previsti dalla Carta Costituzionale.

Non si poteva difatti pretendere che George Washington, John Adams, Thomas Jefferson, James Madison, James Monroe, John Quincy Adams, Andrew Jackson, Martin Van Buren e William Harrison, i primi in ordine di tempo a ricoprire l’incarico – fossero “cittadini dalla nascita” essendo tutti venuti al mondo negli anni precedenti l’Indipendenza nazionale.

Quanto a Washington e al primo Adams, poi, mancavano anche di un altro requisito visto che non risiedevano negli USA “da almeno quattordici anni” (il riconoscimento dell’Unione è datato 3 settembre 1783).

In effetti, il primo Capo dello Stato americano in possesso di tutti e tre i prescritti titoli (il terzo, del quale non abbiamo finora parlato, è “avere almeno trentacinque anni”) è stato John Tyler, venuto al mondo addirittura nel 1790.

Tyler detiene un altro primato che, come il precedentemente illustrato, nessuno potrà togliergli:

è il primo Vice diventato Presidente in luogo del titolare della carica.

Nel caso, il 4 aprile 1841, a seguito della morte dell’eletto William Harrison.

Infine, il Nostro ha avuto nel corso del suo unico mandato ben tre ‘first lady’ (come Jackson, questi peraltro in due quadrienni).

Deceduta la prima moglie (Letitia Christian Tyler), la sostituì con la nuora (Priscilla Cooper Tyler) salvo poi risposarsi (con Julia Gardiner Tyler).

Quest’ultimo fu il primo matrimonio contratto da un Presidente in carica.

 

P.S. Non pochi manuali anche di valore, per non parlare di diffuse cronache raffazzonate, riportano come primo Presidente effettivamente americano Martin Van Buren venuto al mondo nel 1782.

È un errore.

Gli USA – come sopra detto – non sono difatti nati con la Dichiarazione d’Indipendenza del 4 luglio 1776 ma a seguito della firma del Trattato di Parigi il citato 3 settembre 1783.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-08 11:50:192019-05-08 11:50:19I primati di John Tyler

Anche un solo voto in più

Maggio 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

‘Winner take all’.

Lo sapete, quarantanove dei cinquantuno territori (i cinquanta Stati più Washington D.C.) nei quali si vota per eleggere i Grandi Elettori ‘il primo martedì dopo il secondo lunedì del mese di novembre’ dell’anno bisestile adotta il sistema ‘Winner take all’.

Vuol dire che in California come in Alaska, in Texas come nel New York, prevalere in termini di voti popolari anche di un solo suffragio assegna al vincente tutti i Grandi Elettori ai quali lo Stato ha diritto.

Lo sapete, nel 2000 George Walker Bush sconfisse di pochissimo il rivale Al Gore nella determinante Florida e fu eletto.

Guardando ai voti furono cinquecento trentasette in più su milioni di votanti.

Da brividi il raffronto proporzionale:

Bush 48, 847 per cento

Gore 48, 838.

Millesimi di punto!

Hillary Rodham Clinton nel 2016 prevalse in California su Donald Trump per oltre quattro milioni di voti popolari (con il sessantuno per cento abbondante contro un trentadue scarso) ottenendo lo stesso risultato – la conquista di tutti i Grandi Elettori dello Stato – del Bush vincitore per un niente in Florida sedici anni prima.

Il sistema.

Il sistema.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-08 11:42:252019-05-08 11:42:25Anche un solo voto in più

1860, 1912… quali i risultati se si fosse applicata la ‘Lema’?

Maggio 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

È capitato.

Esattamente, quanto ai democratici nel 1860.

Esattamente, quanto ai repubblicani nel 1912.

È capitato nelle citate circostanze che le contrapposizioni interne ad uno dei due partiti egemoni abbia prodotto una spaccatura e la proposizione da parte di quel partito di due differenti pretendenti alla Casa Bianca.

Nel 1860, i democratici, divisi, candidarono Stephen Douglas e John Breckinridge.

La somma dei voti popolari raccolti dai due fu superiore ai suffragi ottenuti dal repubblicano Abraham Lincoln che però vinse in termini di Grandi Elettori.

Nel 1912, il GOP si divise e il consenso popolare arriso a Theodore Roosevelt e a William Taft fu molto maggiore rispetto a quello di Woodrow Wilson che comunque prevalse nel Collegio Elettorale.

Ove negli USA fosse stato invece ai tempi in uso il sistema della ‘Lema’, nel 1860 avrebbe vinto Douglas e nel 1912 avrebbe prevalso Teddy Roosevelt.

La ‘Lema’ – ideata dal belga Charles Borelli e adottata in molte occasioni in particolare in Uruguay – è quel sistema elettorale che prevede che ogni partito possa presentare uno o anche più candidati alla carica in disputa.

Guardando ai risultati, poi, il movimento che ottiene più voti vince e Presidente diventa il più votato tra coloro da quello stesso partito proposti.

Cosa vuol dire usare uno o l’altro dei mille esistenti meccanismi elettorali.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-05-07 11:52:052019-05-07 11:52:051860, 1912… quali i risultati se si fosse applicata la ‘Lema’?
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