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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Moratoria sulla pena di morte in California

Marzo 13, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Gavin Newsom (teniamolo d’occhio) è da gennaio il nuovo Governatore della California.

Già Sindaco di San Francisco, ha un programma decisamente progressista.

Si è particolarmente qualificato in questo senso oggi.

Ha difatti emesso un ordine (valido per l’intero suo mandato) che blocca l’esecuzione della pena di morte nel Golden State.

E questo malgrado in due recenti e differenti referenda i californiani abbiano bocciato la proposta di cancellare dall’ordinamento statale la pena capitale.

Salvi, quindi, per ora, i ben settecentotrentasette detenuti nel braccio della morte.

Chiusa la stanza delle esecuzioni del carcere di San Quintino.

“La pena di morte è discriminatoria, ingiusta e contraria ai nostri valori fondamentali”, ha dichiarato.

Va, non solo con tale provvedimento, il cinquantunenne Newsom costruendosi una taglia nazionale.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-13 00:00:002019-03-13 00:00:00Moratoria sulla pena di morte in California

’La via della seta’, ‘La via delle spezie’, la Cina, l’America

Marzo 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

1

Evocativo, il nome.

Scelto oculatamente dalla dirigenza cinese.

‘La via della seta’ che richiama altresì ‘La via delle spezie’, con essa di antica memoria.

Dai tempi di Roma.

Già avanti Cristo.

Attraverso rotte e città ‘carovaniere’.

Percorsa all’inverso da Marco Polo.

Fino a quando la caduta di Costantinopoli  (1453) chiude all’Occidente ogni passaggio da Est verso Ovest e viceversa.

È a seguito della epocale caduta dell’Impero Romano d’Oriente che si cercheranno vie alternative verso le ‘Indie’, il ‘Catai’ e il ‘Cipango’.

E vi sarà chi penserà a circumnavigare l’Africa.

E vi sarà chi partirà sulle acque dell’Oceano verso terre che, quando scoperte e conosciute, si riveleranno il Nuovo Continente: l’America.

 

2

Abbiamo, noi Occidentali, ben scarsa memoria storica.

Ma è del tutto sicuro che attraverso azioni economicamente forti e in qualche modo capaci di imporre il predominio cinese quali appunto gli atti e gli interventi che compongono la nuova ‘Via della seta’, Pechino, Xi Jimping in prima persona, intendono cancellare e dimostrare assolutamente passato il lungo periodo di sottomissione agli Europei che si protrasse dagli anni Quaranta dell’Ottocento (dalla ‘Prima Guerra dell’Oppio’) alla fine o quasi (1949) dei Quaranta del trascorso secolo (nascita della Repubblica Popolare), quei decenni e decenni noti come “il secolo dell’Umiliazione”.

 

3

E non è un caso – la Storia procede casualmente? – che in questa temperie il Presidente degli Stati Uniti dia quotidiana dimostrazione di operare altrimenti, concretamente guardando all’interesse del suo Paese (“America first”), riguardo a non pochi tra i suoi predecessori dimostrandosi in qualche modo estraneo alla vecchia idea del ‘Destino Manifesto’ che sarebbe proprio degli USA.

Voleva, vuole, quella ‘dottrina’ – opera nei Quaranta dell’Ottocento (che combinazione!) di John O’Sullivan – che gli Stati Uniti d’America debbano esportare ovunque e comunque la democrazia.

Difficile sostenere che Donald Trump, vedendone l’azione, pensi in cotal modo.

 

4

Epocale, quindi alla luce di quanto scritto, lo scontro USA/Cina in atto.

Occorre estrema lucidità e capacità politica all’’Italia per riuscire, nei rapporti che si vanno accendendo, nelle occasioni che si creano, ad ottenere vantaggi che non si rivelino infine effimeri e, in fondo, invece, contrari al nostro vero interesse.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-12 00:00:002019-03-12 00:00:00’La via della seta’, ‘La via delle spezie’, la Cina, l’America

Pelosi: no all’impeachment!

Marzo 12, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Non ne vale la pena”.

Così, Nancy Pelosi al Washington Post oggi a conclusione di un ragionamento a proposito di un eventuale impeachment del Presidente Trump.

“Sono contraria…

è una cosa tanto controversa che a meno che non ci siano motivi davvero stringenti e un sostegno bipartisan io non credo si debba andare in quella direzione”, ha argomentato la Speaker democratica della Camera dei Rappresentanti.

A sorpresa?

Non del tutto.

Come più volte scritto – e ovviamente Pelosi sa – la procedura di rimozione di Trump può essere avviata da una Camera a lui avversa ma non potrà mai trovare al Senato la maggioranza qualificata necessaria per concludersi positivamente.

E poi, meglio tenere l’avversario sulla graticola, no?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-12 00:00:002019-03-12 00:00:00Pelosi: no all’impeachment!

Cuomo

Marzo 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Per quanto abbia più volte smentito, quello di Andrew Cuomo – uomo politico di alto profilo, attuale Governatore del New York, già componente il secondo gabinetto di Bill Clinton – è uno dei nomi che, quasi sottovoce, corrono quando si parla di possibili sfidanti di Trump nel 2020.

Occorre, quando si parla dei Cuomo, peraltro, ricordare quanto occorso in altri non poi lontani tempi a Mario, il padre di Andrew.

In testa tra i democratici nei sondaggi pre primarie in vista delle Presidenziali del 1992, dato in vantaggio nei confronti del Presidente George Herbert Bush in un eventuale testa a testa, misteriosamente, non intese partecipare alla corsa per la nomination, lasciando libero campo a Bill Clinton.

(Della sua avventura nella circostanza parla nell’eccezionale ‘Primary Colors’ Joe Klein).

‘Amleto dell’Hudson’ – come era stato definito – Mario rifiutò successivamente sia la indicazione quale Vice di Clinton sia la nomina a Giudice della Corte Suprema.

Farà qualcosa di analogo il riluttante Andrew?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-11 00:00:002019-03-11 00:00:00Cuomo

Weld, Hogan, Kasich e Pence

Marzo 11, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vi ho già detto dell’Iowa.

È nello Stato con capitale Des Moines che si apriranno davvero i giochi a febbraio 2020.

Un Caucus di grande importanza: pochi i votanti, molto significativi i risultati.

Vi ho già detto che in casa democratica i sondaggi di questi giorni dicono che Joe Biden e Bernie Sanders sono i due ‘veri’ contendenti (al momento, ma di acqua deve passarne sotto i ponti).

I sondaggi GOP danno naturalmente strafavorito Donald Trump e davvero una esigua minoranza pensa che qualcuno possa strappargli la nomination.

Pochi i repubblicani dello Stato che guardano ad altri.

I nomi che si fanno e che vanno comunque segnalati sono quelli dell’ex Governatore del Massachusetts William ‘Bill’ Weld (ne ho ampiamente trattato), del’attuale Governatore del Maryland Larry Hogan (un politico di successo e in ascesa), del passato Governatore dell’Ohio John Kasich (già invano in corsa nel 2016).

Numeri minimi, dicevo.

Non si chiede agli elettori cosa pensano di una eventuale candidatura Pence, visto che si tratta del Vice Presidente in carica.

Dovesse vacillare Donald Trump, però, è senza dubbio Mike Pence il cavallo sul quale puntare.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-11 00:00:002019-03-11 00:00:00Weld, Hogan, Kasich e Pence

Sondaggio in Iowa

Marzo 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

E siamo già ai sondaggi.

Lo sapete, è nell’Iowa che si svolge tradizionalmente il primo Caucus nell’anno elettorale.

(Le Primarie iniziano invece nel New Hampshire la settimana successiva).

Così è nello Stato con capitale Des Moines che la Associated Press è andata chiedendo a quattrocentouno probabili ‘caucusgoers’ (persone che partecipano al Caucus) democratici per chi oggi voterebbero.

Ecco i risultati:

Joe Biden 27 per cento 

Bernie Sanders 25

Elizabeth Warren 9

Kamala Harris 7

Beto O’Rourke 5

Amy Klobuchar e Cory Booker 3.

Cambieranno eccome le cose.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-10 00:00:002019-03-10 00:00:00Sondaggio in Iowa

Quando il Presidente fu eletto dalla Camera

Marzo 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Due le occasioni nelle quali, non avendo nessuno conquistato la maggioranza assoluta dei Grandi Elettori, l’elezione del Presidente USA è stata opera della Camera dei Rappresentanti.

Nell’anno 1800, Thomas Jefferson e Aaron Burr ottennero esattamente lo stesso numero di ‘voti elettorali’ (altra definizione dei Grandi Elettori).

Come prescritto dalla Carta Costituzionale, l’incombenza passò al predetto ramo del Congresso.

Occorsero addirittura trentasei votazioni per arrivare al dunque e fu infine scelto Thomas Jefferson.

(Per inciso, nel caso analogo, la nomina del Vice è competenza del Senato).

Nell’anno 1824, quattro i candidati, nessuno tra loro raccolse la maggioranza assoluta dei sempre citati Grandi Elettori.

Primo, quanto a suffragi popolari e ‘voti elettorali’, Andrew Jackson.

Secondo, John Quincy Adams.

Terzo, William Crawford.

Quarto, Henry Clay.

Il consesso, ai sensi della norma, doveva scegliere tra i primi tre classificati e alla fine si pronunciò per J.Q. Adams che resta quindi l’unico Presidente eletto pur avendo meno voti popolari e meno Grandi Elettori di uno degli altri concorrenti.

L’uno e l’altro esito (1800 e 1824) ebbero conseguenze storicamente importanti che tratterò altrove.

Nel primo caso, parlando di un duello mortale tra un Vice Presidente in carica e un ex Ministro.

Nel secondo, trattando della nascita del Partito Democratico.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-10 00:00:002019-03-10 00:00:00Quando il Presidente fu eletto dalla Camera

La ‘Nuova’ America del ‘vecchio’ Sanders

Marzo 10, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Errol Louis, CNN:

“Molti dei punti politici del Bernie Sanders del 2016 sembravano radicali e adesso sono diventati posizioni democratiche mainstream.

Grazie al focus di Sanders su questi argomenti adesso tutti i candidati democratici sono obbligati a promettere di diminuire le disuguaglianze economiche, gli alti costi dell’assistenza sanitaria, gli interessi delle corporazioni”.

Parole da sottoscrivere e, in effetti, con l’eccezione del non ancora disceso in campo Joe Biden, tutti i finora dichiarati pretendenti alla nomination dell’asino sono praticamente fotocopie dell’originale, di Bernie Sanders.

Prometteva e promette il Senatore del Vermont una svolta ‘socialista’.

Lo ha fatto sdoganando un vocabolo – ‘socialista’, appunto – che solo pochi anni fa un uomo politico americano avrebbe avuto timore di pronunciare temendo un conseguente ostracismo.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png 88 707 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-10 00:00:002019-03-10 00:00:00La ‘Nuova’ America del ‘vecchio’ Sanders

Europa e Stati Uniti d’America

Marzo 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“L’Europa è un prodotto della Storia. 

Gli Stati Uniti sono un prodotto della Filosofia”.

Margaret Thatcher

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-09 00:00:002019-03-09 00:00:00Europa e Stati Uniti d’America

Elite

Marzo 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La ipotizzata candidatura anti Trump per la nomination repubblicana – ipotizzata perché l’ex Governatore del Massachusetts William Bill Weld ha per ora solo istituito un Comitato che ha l’incarico di verificare se esistono reali possibilità di battere il tycoon nelle primarie – ha scatenato parte dell’elettorato GOP più conservatore.

Weld è visto come un nemico dalle frange più eticamente motivate.

Ovviamente, per il suo collocarsi nell’area più liberal del partito ma anche per la sua appartenenza decisamente elitaria.

Non per niente, tracciandone un velenoso ritratto, George Marlin conclude affermando che l’unica carica alla quale potrebbe aspirare è quella di Commodoro del Massachusetts Bay Area Yacht Club.

È dalla defenestrazione nel 1828, ad opera di Andrew Jackson, di John Quincy Adams che le élite del Paese sono in realtà escluse da White House.

Fu in quella tornata elettorale che la borghesia prese il sopravvento sulla aristocrazia terriera, sulla classe colta (di altissima cultura) che aveva ideato e realizzato quei capolavori che restano la Dichiarazione di Indipendenza (1776), la Costituzione (1787), il Bill of Rights (1791), il Dodicesimo Emendamento (1804), le ‘regole’ dettate dalla Corte Suprema sotto la grande è illuminata guida di John Marshall (dal 1801 ‘Chief’ dell’organo).

È su queste solidissime basi  che ancora oggi si regge e funziona il Paese.

Non che qui si voglia paragonare Bill Weld – spesso nelle esternazioni troppo confidente nella capacità della gente di cogliere sottintesi e strizzatine d’occhio e al limite noncurante di trovare vera corrispondenza – ai ‘cinquanta semidei’ (definizione di Thomas Jefferson) che hanno creato gli USA.

Ma, di quando in quando (e comunque a così tanti anni di distanza), un ritorno elitario, probabilmente, sarebbe utile.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-09 00:00:002019-03-09 00:00:00Elite
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