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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

All’insaputa

Marzo 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Vice Presidente con Zachary Taylor, Millard Fillmore arriva alla Casa Bianca il 9 luglio 1850 a seguito della morte del predecessore.

Non in corsa per una conferma nel successivo 1852, lascia l’alto incarico alla scadenza naturale del mandato, il 4 marzo 1853.

Tre anni dopo, non partecipe degli accadimenti in corso in Patria (a novembre sarà eletto il nuovo Presidente), è in viaggio in Europa.

È in sua assenza se non a sua insaputa che l’American Party lo designa quale proprio candidato alla Presidenza.

Finirà terzo dopo James Buchanan e John Fremont.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-05 00:00:002019-03-05 00:00:00All’insaputa

Voto popolare?

Marzo 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Premessa: 

l’elezione del Presidente degli Stati Uniti è una elezione di secondo grado.

Il “primo martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre” dell’anno bisestile vengono eletti Stato per Stato i Grandi Elettori (in totale cinquecentotrentotto) che successivamente – “il primo lunedì dopo il secondo mercoledì del seguente dicembre” – eleggeranno il Capo dello Stato.

Nel caso estremo in cui nessuno dei candidati abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei predetti Grandi Elettori (fossero cioè tre o più i pretendenti) la scelta verrà fatta dalla Camera dei Rappresentanti nel successivo gennaio.

In tale consesso, ogni Stato avrà diritto a un solo voto non contando più il numero degli abitanti invece determinante nella votazione novembrina quando di contro ciascuno ha un numero di delegati pari a quello dei propri parlamentari, Senatori più Rappresentanti.

Avendo quasi tutti gli Stati -quarantotto più il Washington DC, Nebraska e Maine i soli esclusi – 

adottato il metodo ‘Winner take all’ per l’attribuzione dei propri Grandi Elettori, è possibile (ed è effettivamente accaduto – l’ultima volta nel 2016 con Donald Trump – che il vincitore a livello nazionale per voto popolare perda quanto a delegati.

Occorre a tale proposito ricordare che gli USA sono uno Stato Federale nel quale ha particolare importanza e peso appunto ogni e ciascheduno Stato dell’Unione.

Le regole suddette (si ricorda, peraltro, che la scelta del metodo di attribuzione dei Grandi Elettori è di competenza statale la qual cosa spiega i differenti sistemi adottati come detto in Nebraska e nel Maine) valgono sostanzialmente dal 1804.

 

Ora, stranamente ma non troppo – elezioni del 1824 escluse (allora i partiti democratico e repubblicano non esistevano) – ogni qual volta il voto popolare non ha trovato corrispondenza nel risultato (sono stati cioè eletti i candidati perdenti a livello nazionale) lo sconfitto era un democratico e il vincitore un repubblicano.

Fatto è che se a livello di popolazione i ‘Blue States’ (quelli dell’asinello) hanno più abitanti, i ‘Red States’ (dell’elefante) sono più numerosi.

E, non importando il margine di vittoria quanto al suffragio popolare (un solo voto in più fa guadagnare tutti i delegati dei predetti quarantotto Stati più il DC e non ha rilevanza prevalere per migliaia o milioni di preferenze), non poche volte i repubblicani primeggiano.

 

Ora, se per ipotesi un notevole numero di Stati – ovviamente, a maggioranza democratica – cambiasse il proprio sistema di attribuzione dei Grandi Elettori di spettanza, le cose potrebbero mutare?

 

È di questi giorni la notizia di una iniziativa in corso per sconvolgere, addirittura scardinare l’intero organismo.

L’idea è questa: gli Stati aderenti approvano una legge che preveda che i Grandi Elettori di spettanza da inviare al Collegio Elettorale (così è denominata la riunione dicembrina sopra ricordata) si impegnino nella circostanza a votare per il Presidente rispettando non l’esito del voto del loro Stato ma quello popolare nazionale.

(‘National Popular Vote Interstate Compact’ la sigla adottata).

Una rivoluzione totale che sarà difficile da portare a termine e che troverà certamente forti resistenze che arriveranno nel caso fino a metterne in dubbio la costituzionalità di fronte alla Corte Suprema.

Interessante e molto tutto questo.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-05 00:00:002019-03-05 00:00:00Voto popolare?

Baci rubati

Marzo 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Che settimana!

Secondo l’oroscopo cinese, è da non molto cominciato l’anno del maiale.

Pare, sembra proprio che, almeno all’inizio, non sia molto favorevole per Trump.

Insomma, 

la deposizione davanti al Congresso di Michael Cohen…

il sostanziale fallimento dell’incontro di Hanoi con Kim Jong-un…

l’apertura da parte della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti di un’inchiesta sul suo operato…

come se tutto questo non bastasse, la denuncia – decisamente a scoppio ritardato – di un bacio ‘rubato’ da parte di una collaboratrice della campagna elettorale 2016.

Cosa manca?

Cos’altro deve succedere?

Il tycoon – è vero – ha le spalle larghe.

Ma insomma…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-04 00:00:002019-03-04 00:00:00Baci rubati

Il secondo mandato

Marzo 4, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Nel 2020 vincerò più facilmente di quanto ho fatto nel 2016”.

Così, Donald Trump recentemente.

Ora, tralasciando i tempi in qualche modo antichi e venendo al secondo dopoguerra, entrato in vigore l’Emendamento Costituzionale del 1951 (adottato dopo la quadruplice vittoria di Franklin Delano Roosevelt) che impedisce “una terza elezione”, vediamo come sono andate le campagne condotte dal Presidente per ottenere un secondo quadriennio.

Dwight Eisenhower si ripropone e rivince nel 1956.

Richard Nixon si ricandida nel 1972 e vince.

Jimmy Carter corre per la conferma nel 1980 ma viene defenestrato da Ronald Reagan il quale sarà rieletto nel 1984.

George Herbert Bush, in cerca di un rinnovo, perde nel 1992 da Bill Clinton che sarà invece confermato nel1996.

George Walker Bush e Barack Obama otterranno entrambi un secondo mandato, il primo nel 2004, l’altro nel 2012.

Come si vede, solo Carter e il primo Bush hanno fallito nella bisogna.

Atipico (era subentrato a Nixon) il caso di Gerald Ford sconfitto da Carter nel 1976 ma mai personalmente eletto.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/umberto-veronesi-gabriella-giammanco.jpg 1060 1592 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-04 00:00:002019-03-04 00:00:00Il secondo mandato

Sanders a Brooklyn

Marzo 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

“Giustizia economica, sociale, razziale, ambientale”, questa la meta. 

“I principi del nostro governo saranno ispirati alla giustizia”, questa la promessa.

Una vera folla ha partecipato ieri al comizio che Bernie Sanders ha fatto a Brooklyn.

È il Senatore del Vermont il vero, genuino democratico capace di rappresentare le idee e le istanze della sinistra radicale americana.

Nel numeroso schieramento dei candidati dell’asinello finora dichiaratisi in corsa si staglia – non me ne voglia nessuno – giganteggiando.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/ospiti.jpg 1060 1592 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-03 00:00:002019-03-03 00:00:00Sanders a Brooklyn

Donald Trump sotto inchiesta

Marzo 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Avere perso nelle trascorse Mid Term Elections il controllo della Camera sta costando parecchio a Donald Trump.

Oggi, per dire, il Presidente della Commissione Giustizia del consesso Jerrold Nadler – ovviamente democratico – ha annunciato l’apertura di una inchiesta per indagare sulle attività del Presidente.

Oggetto eventuali abusi di potere, atti corruttivi o di ostruzione alla giustizia.

La strada è lunga e impervia ma è quella al termine della quale può delinearsi la messa in stato d’accusa del tycoon.

Vale davvero la pena per il partito dell’asinello percorrerla fino in fondo sapendo che non potrà mai portare all’impeachment essendo i repubblicani maggioranza al Senato?

O l’intento è quello di tenere sulla graticola Trump fino al 2020?

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/corrado-maria-daclon-gabriella-giammanco-4.jpg 1416 2128 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-03 00:00:002019-03-03 00:00:00Donald Trump sotto inchiesta

USA: il diritto di voto

Marzo 3, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Negli Stati Uniti, il diritto di voto spetta a tutti i maggiorenni.

Per esercitarlo, però, l’elettore deve iscriversi alle ‘liste elettorali’.

Nel farlo, può (lo fanno quasi tutti) dichiarare il proprio partito di riferimento.

(Naturalmente, nessuno è poi obbligato a votare conseguentemente).

Tale dichiarazione non ha rilievo alcuno ai fini delle elezioni (presidenziali o altre che siano).

Ne ha invece con riferimento alla cosiddette ‘Primarie chiuse’.

Semplificando, al fine di arrivare alla determinazione dei candidati, dal 1912 a livello delle presidenziali (allora, solo tra i repubblicani e in pochi Stati), si opera attraverso i ‘Caucus’ (vocabolo di origine algonchina: riunione degli attivisti) o attraverso le ‘Primarie’.

Queste sono chiamate ‘aperte’ quando ogni persona iscritta alle predette ‘liste’ può votare senza che si guardi alla dichiarazione di riferimento partitico.

‘Chiuse’, allorquando gli ammessi alle urne sono esclusivamente quelli che iscrivendosi alle infinitamente citate ‘liste’ si sono espressi per il partito che le indice.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/luisa-todini.jpg 1060 1592 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-03 00:00:002019-03-03 00:00:00USA: il diritto di voto

Nebraska (‘Landlocked’ e non solo)

Marzo 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ventisette gli Stati USA che non hanno sbocco diretto sul mare.

Ventisette più il Distretto di Columbia.

Sedici (ancora con l’aggiunta del ‘District’) quelli dai quali è possibile raggiungere il Pacifico piuttosto che l’Atlantico attraversando un solo altro Stato USA, un unico Stato messicano o una Provincia canadese.

Dieci, quelli dai quali si riesce nell’intento di arrivare all’acqua salata superando due dei territori sopra indicati.

Uno soltanto, quello distante la bellezza di almeno tre Stati USA dagli Oceani: il Nebraska.

Si distingue il Nebraska per altre due particolarità.

È uno dei due Stati (con il Maine) nei quali i ‘Grandi Elettori’ non vengono scelti con il ‘Winner take all’.

È l’unico che ha in Parlamento locale composto da una sola Camera.

È ‘unicamerale’.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/emilio-carelli-maria-laura-baccarini.jpg 1060 1592 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-02 00:00:002019-03-02 00:00:00Nebraska (‘Landlocked’ e non solo)

Senza tregua

Marzo 2, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Altri tempi, quelli nei quali Ike Eisenhower affrontava con (apparente) tranquillità le incombenze relative alla Presidenza.

Altri tempi, quelli nei quali un Presidente poteva concedersi momenti di (apparente) relax.

Altri tempi, ma anche altre personalità.

Al passo richiesto dai frenetici anni che viviamo, Donald Trump pare lavori e operi ventiquattro ore su ventiquattro.

Alla Casa Bianca.

In giro per il mondo.

Nel suo ‘buen retiro’.

Ininterrottamente, parla, interviene, twitta, comunque comunica.

Difficile, per gli avversari, reggerne il ritmo.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/corrado-maria-daclon-jo-champa.jpg 1060 1592 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-02 00:00:002019-03-02 00:00:00Senza tregua

L’altra Sanders

Marzo 1, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Affila le armi.

Data la giovane età (è del 1982), è sì in prima linea politicamente parlando, ma non ancora esposta al fuoco nemico.

E si chiama Sanders.

Parlo della portavoce ufficiale della Casa Bianca Sarah Elizabeth Huckabee coniugata Sanders.

Vanta, Sarah, illustri natali (il padre ha corso per la nomination repubblica ed è stato Governatore dell’Arkansas) e ha fatto esperienza di campagne elettorali sia con il genitore che con Senatori vari.

Ha una bella e sana famiglia.

Non è in corsa oggi per White House ma diamole un occhio attento.

Verrà anche il giorno di una Presidenza rosa.

https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/alison-smale-2.jpg 1060 1592 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-01 00:00:002019-03-01 00:00:00L’altra Sanders
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