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La Fondazione Italia USA ha seguito tutta la campagna elettorale americana per le elezioni presidenziali del 2020 con i commenti esclusivi di Mauro della Porta Raffo, saggista e giornalista, presidente onorario della Fondazione Italia USA, uno dei più qualificati esperti a livello internazionale di storia politica degli Stati Uniti e elezioni presidenziali americane. Tra i suoi numerosi libri, “Obiettivo Casa Bianca. Come si elegge un presidente” (2002), “I signori della Casa Bianca” (2005), “Americana” (2011), “USA 1776/2016 – Dalla Dichiarazione di Indipendenza alla campagna elettorale del 2016” (2015), “Le Cinquantuno Americhe” (2019), “USA 2020, tracce storiche, politiche, istituzionali” (2020).

Discriminazioni

Marzo 9, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

All’incirca una quindicina i candidati alla nomination democratica finora scesi in campo.

Chiaramente in minoranza – discriminati? – i maschi bianchi eterosessuali.

Segno dei tempi, certamente.

Poi, nei sondaggi, la maggioranza degli elettori dichiara di essere intenzionata a votare Bernie Sanders o, dovesse presentarsi, Joe Biden.

Due maschi bianchi eterosessuali.

È il partito dell’asinello in qualche difficoltà da questo non secondario punto di vista!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-09 00:00:002019-03-09 00:00:00Discriminazioni

Upshur e Van Zandt

Marzo 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il Texas, sapete?

Lo Stato della Stella Solitaria si era reso indipendente dal Messico nel 1836.

Il sacrificio di Alamo e la vittoriosa battaglia di San Jacinto.

L’idea del ‘Gigante’ – come Edna Ferber chiamerà quel grande Paese – era quella di entrare a far parte degli Stati Uniti.

Difficoltà varie e trattative lunghissime dovute soprattutto al fatto che se fosse entrato avrebbe aumentato il numero degli Stati schiavisti dell’Unione.

La faccenda si risolse infine nel 1845 con la firma tra  due Contraenti aventi pari dignità di un Trattato alla cui stesura, discutendo e trovando infine accordi, avevano lavorato in particolare Abel Parker Upshur, membro del Governo Tyler prima in veste di ministro della Marina e poi di Segretario di Stato, e Isaac Van Zandt, uomo politico texano allora tra i più significativi.

Non si può certamente dire che l’opera compiuta abbia portato loro fortuna.

Upshur venne a morte per l’esplosione su una nave di un cannone che lo avevano invitato a vedere in azione inaugurale.

Van Zandt passò a miglior vita a Houston durante una epidemia di  febbre gialla.

Sfortuna nera!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-08 00:00:002019-03-08 00:00:00Upshur e Van Zandt

Meglio non dover affrontare sfide interne (attenti a Bill Weld!)

Marzo 8, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Ricordate William ‘Bill’ Weld?

Uomo di grande fascino, discendente di William Floyd – uno dei firmatari della Dichiarazione di Indipendenza – harvardiano ‘summa cum laude’, a suo tempo sposato con una Roosevelt, già nell’amministrazione Reagan, già due volte Governatore del Massachusetts, nel 2016 per divertimento candidato alla Vice Presidenza nel Libertarian Party?

Ebbene, Weld – tornato oggi nelle fila repubblicane – ha da poco costituito un comitato per verificare le proprie possibilità di ottenere la nomination GOP in opposizione a Donald Trump sfidandolo nelle primarie.

Come detto a proposito della candidatura libertariana alla Vice Presidenza, il Nostro, di recente, cerca il divertimento e può essere benissimo che anche in questa circostanza operi in tale prospettiva.

Peraltro, storicamente, nelle poche occasioni nelle quali un Presidente in attesa di conferma è stato seriamente sfidato all’interno del proprio partito, anche quando uscito vincitore nella contesa, non è poi riuscito ad ottenere l’agognato secondo mandato.

Alcuni esempi:

nel 1968 Lyndon Johnson si ritirò dalle primarie, è vero a causa dei problemi relativi all’andamento della Guerra del Vietnam, ma anche per la sfida, più valida e seria del prevedibile, che gli portava Eugene McCarthy;

nel 1980 Jimmy Carter riuscì a respingere il temibile Ted Kennedy ma perse poi da Ronald Reagan;

tornando indietro di un quadriennio, proprio la sfida, non riuscita ma dura, di Reagan a Gerald Ford aveva mostrato le debolezze del secondo, in novembre sconfitto da Carter (per il quale, quindi, la questione si è posta prima in termini positivi e poi negativi);

nel 1992 l’investitura dell’uscente George Herbert Bush – battuto infine da Bill Clinton – trovò qualche ostacolo in casa in particolare ad opera di Pat Buchanan.

Tutto ciò detto e considerato, il tycoon si deve augurare che Weld rinfoderi gli artigli.

Rischiererebbe, altrimenti, non tanto la nomination quanto la conferma.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-08 00:00:002019-03-08 00:00:00Meglio non dover affrontare sfide interne (attenti a Bill Weld!)

Governatori

Marzo 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Non pochi, nella storia, i Presidenti con un trascorso da Governatore.

Dal secondo dopoguerra, Jimmy Carter, Ronald Reagan, Bill Clinton, George Walker Bush.

Due, al momento, i governanti locali ufficialmente in corsa per la nomination democratica.

Quello in carica dello Stato di Washington, Jay Inslee.

L’ex del Colorado John Hickenlooper.

Nessuno dei due ha un profilo davvero nazionale.

Occorre però sempre ricordare quanto occorso in particolare nel 1992, allorquando nessuno, a quasi due anni dal voto, avrebbe scommesso un soldo bucato su un politico apparentemente senza futuro, periferico, che di nome faceva Bill Clinton!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-07 00:00:002019-03-07 00:00:00Governatori

Cina

Marzo 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

La Cina di Xi Jimping.

Dura la contrapposizione.

Dura la concorrenza.

Altalenanti i rapporti.

Gli USA si trovano davanti un avversario forte e tenace.

Può essere utile, qui, indicare, come sempre per ragioni di spazio semplificando, andando al di là del contingente, le ragioni, storiche e prima ancora in qualche modo filosofiche che sottendono.

 

Perché la Cina 

’Translatio imperii mundi’.

Allora, semplificando, l’imperio, la prevalenza politico/sociale sul mondo da parte di un Stato trasmigra seguendo un ben preciso percorso che porta da Oriente sempre più ad Occidente.

La Cina, al tempo dei tempi.

La Persia.

La Grecia.

Roma.

La Spagna.

L’Inghilterra.

Gli Stati Uniti, oggi non da oggi.

Compiuto il percorso, sempre spostandosi verso Occidente, dove ‘deve’ andare l’imperio se non di bel nuovo in Cina?

 

L’idea della ‘Translatio’ così come qui rappresentata è di Jedediah Morse, ‘il padre della geografia statunitense’, e fu dettata sul declinare del Settecento.

Chapeau!

 

Perché la Cina 2

Le minacce?

Invariabilmente dal Nord.

Perché, altrimenti, costruire la Grande Muraglia?

Il mare?

Chi mai avrebbe potuto arrivare per l’acqua salata?

È invece proprio dal mare che le potenze occidentali si impongono costringendo la Cina ad una lunga, sofferta, subalternità.

È l’Ottocento, dalle Guerre dell’Oppio.

È altresì larga parte del Novecento il periodo, ‘il Secolo dell’Umiliazione’.

Lungo, difficile, conflittuale, perfino sacrificale il venirne fuori.

Sottesa, oggi non da oggi, l’idea, l’impegno, la necessità di una rivalsa.

Non è forse la Cina il vero centro del mondo?

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-07 00:00:002019-03-07 00:00:00Cina

Bookmaker

Marzo 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Scommettiamo?

Ecco, riguardo ai possibili candidati alla Casa Bianca nel 2020, le attuali quote.

Donald Trump 2.7

Kamala Harris 8

Joe Biden 11

Elizabeth Warren 16

Bernie Sanders 19

Mike Pence 23

Poi, fra gli estremi outsiders:

George Clooney 81

Leonardo Di Caprio 101

Ivanka Trump 101…

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-07 00:00:002019-03-07 00:00:00Bookmaker

Primarie

Marzo 7, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Il problema delle primarie USA?

Non tutti gli aventi diritto votano.

Anzi.

Ma certamente alle urne si recano i più motivati.

Non dico gli estremisti, ma insomma.

I moderati dell’uno e dell’altro schieramento si astengono.

Capita, quindi, a volte che la nomination venga attribuita a un esponente parecchio a sinistra in campo democratico e assai a destra in campo repubblicano.

Nel caso, la sconfitta novembrina è praticamente certa.

Un esempio per parte.

1964, il GOP sceglie Barry Goldwater, un Senatore le cui posizioni sono considerate alquanto conservatrici.

Perde rovinosamente.

1972, l’asinello opta per George McGovern, un vero radicale.

Sconfitta senza attenuanti.

Qualcuno potrebbe a questo punto eccepire considerando molto a destra Donald Trump.

Nel parco repubblicano dei pretendenti alla nomination nel 2016, però, Il tycoon non era affatto il più conservatore essendo su questo piano superato certamente almeno da Ted Cruz.

È ciò considerato che si può meglio comprendere la rinuncia di Michael Bloomberg.

L’ex Sindaco della Grande Mela pensa in verità di poter battere Trump in un eventuale confronto diretto.

È certo però che non gli riuscirebbe di ottenere la nomination date le sue posizioni moderate che i votanti democratici delle primarie, in un momento di forte radicalizzazione, certamente boccerebbero.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-07 00:00:002019-03-07 00:00:00Primarie

Hillary non corre (e neppure Bloomberg)

Marzo 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Nel corso di una intervista, l’ex First Lady, già Segretario di Stato e candidata alla Casa Bianca Hillary Rodham Clinton ha dichiarato che non intende scendere in campo nel 2020.

Sarà comunque al fianco del  partito democratico per “continuare a lavorare, parlare e difendere ciò in cui credo”.

Una consimile (anche se non esplicita quanto all’appoggio politico) dichiarazione ha fatto anche l’ex Sindaco di New York Michael Bloomberg.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-06 00:00:002019-03-06 00:00:00Hillary non corre (e neppure Bloomberg)

Joe Biden

Marzo 6, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Tutti a sinistra!

Tutti politicamente corretti!

Tutti ecologisti!

Tutti liberal!

Tutti ‘socialisti’ (alcuni – Bernie Sanders in testa – dichiaratamente, altri senza dirlo)!

Parlo naturalmente dello schieramento democratico, dei quattordici signori (molte, invero, le signore) già scesi in pista per la nomination.

Ma, il centro chi lo rappresenta?

È normalmente al centro, non alle estreme, che si vince.

La risposta dovrebbe essere Joe Biden.

L’ex Senatore di lunghissimo corso, l’ex Vice di Barack Obama, il già due volte sconfitto nella ricerca della designazione da parte del suo partito.

Si agita, si dà da fare, raccoglie fondi attraverso un PAC a lui collegato…

Aspetta il momento giusto per dichiararsi?

Pare di sì. 

Così dovesse effettivamente essere, la contesa interna ai democratici, eliminati i ‘minori’, sarebbe tra un centrista (per capirci, semplificando) nato il 20 novembre 1942 e un ‘sinistro’ (Sanders, ovviamente) venuto al mondo l’8 settembre 1941.

Ho ragione quando dico che dovendo compiere settantacinque anni il prossimo 17 aprile sono un bambino!

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-06 00:00:002019-03-06 00:00:00Joe Biden

La dichiarazione di emergenza in alto mare

Marzo 5, 2019/in Elezioni 2020/da CMDadmin

Rand Paul: già in corsa per la nomination repubblicana nel 2016 in rappresentanza dell’ala ‘libertariana’ del GOP (del resto, il padre Ron è stato personalmente in una circostanza il candidato del ‘Libertarian Party’ a White House) siede oggi in Senato.

E, stando a quanto da lui dichiarato, con il suo determinante voto (sarebbe il cinquantunesimo), porterà l’alto consesso a votare la risoluzione – già approvata dalla Camera a maggioranza democratica – che blocca la dichiarazione presidenziale di emergenza tesa ad ottenere i fondi per la contrastatissima costruzione del muro messicano.

Paul si oppone per ragioni di principio.

Ritiene, infatti, che non sussistano ragioni giuridiche che confortino la decisione presidenziale.

Se così andranno le cose, quasi certamente, Donald Trump opporrà il veto alla determinazione congressuale avversa. 

Nel caso, non essendo ipotizzabile una successiva votazione del Congresso a maggioranza qualificata (quella necessaria per superare il veto) la dichiarazione di emergenza,  per questo verso, sarebbe definitiva.

Per questo verso, perché i ricorsi presentati davanti ai Tribunali Federali sono tuttora pendenti.

0 0 CMDadmin https://italiausa.org/wp-content/uploads/2023/03/logoFondazioneItaliaUsa-1-1.png CMDadmin2019-03-05 00:00:002019-03-05 00:00:00La dichiarazione di emergenza in alto mare
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